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Autisti improvvisati, boom di incidenti in ambulanza

Autisti improvvisati, boom di incidenti in ambulanza

| il 27, mar 2018

Incidenti che aumentano di anno in anno, denuncia Moreno Montanari, presidente dell’Associazione nazionale conducenti emergenza sanitaria (Co.e.s.) che punta il dito contro la “carenza di personale e l’esternalizzazione dei servizi che porta con sé una scarsa qualità nella formazione degli autisti soccorritori”.

Arrivano ad alta velocità e sirene spiegate per prestare soccorso negli incidenti stradali, e non solo, ma sempre più spesso sono proprio le ambulanze ad essere coinvolte in scontri sulla strada, con morti e feriti. Un fenomeno in costante aumento in Italia, dove nel 2017 sono stati 159 gli incidenti stradali, con 110 feriti e 10 morti, che hanno coinvolto automezzi di soccorso, personale di servizio, trasportati o parenti a bordo dell’ambulanza. Incidenti che aumentano di anno in anno, denuncia all’AdnKronos Salute Moreno Montanari, presidente dell’Associazione nazionale conducenti emergenza sanitaria (Co.e.s.) che punta il dito contro la “carenza di personale e l’esternalizzazione dei servizi che porta con sé una scarsa qualità nella formazione degli autisti soccorritori”. In particolare, passando in rassegna i dati raccolti dal Co.e.s., balza all’occhio l’aumento costante, registrato negli ultimi anni, degli incidenti che nel 2014 erano 103, l’anno successivo 127, cresciuti a 134 nel 2016, fino ai 159 dell’anno scorso. Analogo aumento per i decessi, passati dai 3 del 2014 ai 7 del 2015 e 2016, ai 10 del 2017. Più oscillante il numero dei feriti: 165 nel 2014, in lieve ribasso nel 2015 con 148 feriti, ma con un balzo a 192 nel 2016, ridotti a 110 l’anno scorso.

Analizzando i dati “regione per regione, abbiamo visto – spiega Montanari – che dove il servizio è esternalizzato la casistica di incidenti è maggiore. E questo perché, purtroppo, a guidare le ambulanze sono sempre più spesso autisti ‘improvvisati’. Quando i servizi sono dati in convenzione – sottolinea – gli enti tendono a risparmiare sulla formazione, anche se obbligatoria, e addirittura ci sono realtà dove c’è l’autoformazione, con una pratica dunque molto ridotta. Al contrario – fa notare il presidente del Co.e.s. – nelle regioni dove i conducenti hanno seguito corsi specifici sui rischi che si corrono durante lo svolgimento del servizio di emergenza sanitaria, il numero di incidenti stradali è minore”. Montanari spiega poi che “per il concorso di assunzione in una Asl, l’Aran chiede come requisiti la patente B, 21 anni di età (in quanto veicoli speciali) e 5 anni di anzianità come autista di ambulanza, presso qualsiasi ente che lo certifichi. Ma non in tutte le regioni questi requisiti vengono richiesti, ad alcune bastano anche un certo numero di anni di volontariato”. E ancora: “Per entrare in associazioni di volontariato o in cooperative private – osserva – basta aver fatto un corso da volontario soccorritore, poi all’interno di ogni associazione c’è un iter diverso per valutare se il volontario è idoneo a fare l’autista”. “Su tutto questo – conclude – la nostra protesta, affinché siano garantiti standard di formazione e preparazione, non viene recepita”.

(fonte: adnkronos.com)

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