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domenica 24, giugno 2018

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Autotrasporto: sciopero previsto lunedì 29 maggio

Autotrasporto: sciopero previsto lunedì 29 maggio

| il 26, mag 2017

A proclamarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “per contrastare le misure della Commissione Europea che intendono modificare la regolazione dei tempi di guida e di riposo per i camionisti ed inoltre escluderi gli stessi dall’applicazione della Direttiva sui distacchi che varrebbe solo se il periodo speso dal conducente in un dato paese supera i 5 giorni”.

Lunedì 29 maggio sciopero nazionale di quattro ore nell’autotrasporto, le cui modalità saranno articolate a livello locale. A proclamarlo unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “per contrastare le misure della Commissione Europea che intendono modificare la regolazione dei tempi di guida e di riposo per i camionisti ed inoltre escluderi gli stessi dall’applicazione della Direttiva sui distacchi che varrebbe solo se il periodo speso dal conducente in un dato paese supera i 5 giorni”. “II tempo di riposo settimanale – denunciano le organizzazioni sindacali di categoria – subirebbe una riduzione passando da 45 a 24 ore, estendendo il tempo di guida con un conseguente forte impatto sull’organizzazione del lavoro, sulle normative nazionali, sui tempi di vita e lavoro e sulla sicurezza stradale”. Secondo Filt, Fit e Uiltrasporti “l’esclusione degli autisti di mezzi pesanti dall’ambito di applicazione del distacco dei lavoratori può favorire la legalizzazione della discriminazione sulla base della nazionalità, in termini di retribuzioni e condizioni di lavoro, può inoltre creare ulteriori distorsioni, incoraggiando le aziende ad utilizzare forza lavoro a basso reddito; può causare il ritardo nell’applicazione delle norme ed infine aumentare pressione, stress e l’onere amministrativo a carico del lavoratore”. “E’ necessario tenere alta l’attenzione – sostengono infine le organizzazioni sindacali – sulle scelte della Comunità Europea che sembrano avviarsi verso una normalizzazione del dumping sociale, invece di andare a contrastare il lavoro nero e la concorrenza sleale”.

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