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Baraldi, Coordinatore Autoscuole Emilia Romagna: “Più uniformità negli esami”

Baraldi, Coordinatore Autoscuole Emilia Romagna: “Più uniformità negli esami”

| il 25, lug 2017

Dalle colonne de “Il Resto del Carlino” il Coordinatore Regionale Autoscuole Unasca per l’Emilia Romagna, Mirco Baraldi, commenta i dati che vedono nella sua regione un alto numero di respinti nell’esame pratico della patente

“Le valutazioni? Troppo soggettive. Servono regole che valgano per tutti”. È questo il succo dell’intervento di Mirco Baraldi, Coordinatore Regionale Autoscuole Unasca per l’Emilia Romagna, intervistato da “Il Resto del Carlino”. Il tema è quello dell’esame pratico della patente e delle valutazioni che possono portare gli esaminatori, a seconda dei casi, a bocciare o promuovere con troppa facilità gli esaminandi. In Emilia Romagna il tasso dei respinti si attesta infatti al 17,69%, con punte del 24,58% nella Provincia di Forlì e del 22,37% in quella di Parma. Per operare un confronto, basti sapere che in Campania la quota dei bocciati è del 3,09%, in Puglia del 3,11%, in Sicilia del 4,14%, nella Provincia di Agrigento addirittura dell’1,05% del totale. La media italiana si attesta sull’11,99%.

“È bene che il Ministero pubblichi queste informazioni – sostiene Baraldi – Sono estremamente utili per noi, ma anche per il Ministero stesso. Questi evidenti scostamenti rispecchiano un’anomalia: non vanno bene le Province con il 40% dei respinti, ma nemmeno quelle con l’1%. È una disparità che salta all’occhio”. Il problema, sostiene Baraldi, è nella modalità con cui si svolge l’esame di guida: “Da qualche anno la prova di guida è suddivisa in tre fasi, e una di queste consiste nel porre domande sul funzionamento dell’automobile e sulle spie indicatrici dello stato degli pneumatici. Laddove questa sezione viene ignorata, l’esame diventa più semplice. Al contrario, in alcune Province l’esaminatore pone troppe questioni all’esaminando, facendogli di fatto ripetere la prova di teoria. Ora il Ministero fissa finalmente binari precisi”.

Dopo circa 60 anni i corsi di aggiornamento degli esaminatori sono ormai una realtà, e questo dovrebbe fare in modo che i criteri per la valutazione di chi deve conseguire l’ambito tesserino rosa siano i più uniformi possibili: “Fin quando l’esame avrà una valutazione soggettiva – prosegue Baraldi – questa non potrà che incidere sull’esito della prova. Rimane comunque essenziale la preparazione degli esaminandi, naturalmente: ritengo siano necessari 1500-2000 chilometri, da percorrere con autoscuola e familiari, per arrivare preparati al test pratico. Attenzione però al fai da te: c’è chi vuole risparmiare a tutti i costi, tagliando sulla spesa per la scuola guida”.

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