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CDP: quali vantaggi per gli utenti? L’interrogazione di Aris Prodani al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e al Ministro della Giustizia

CDP: quali vantaggi per gli utenti? L’interrogazione di Aris Prodani al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e al Ministro della Giustizia

| il 05, nov 2015

Pubblichiamo l’interrogazione presentata il 4 novembre 2015 da Aris Prodani di Alternativa Libera al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ed al Ministro della Giustizia:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Prodani
Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ed al Ministro della Giustizia
-per sapere
-premesso che
l’Automobile Club Italia (ACI) è una federazione sportiva nazionale a carattere pubblico, istituita all’inizio del novecento, riconosciuta dal CONI e dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA), con il compito di favorire lo sviluppo dello sport automobilistico, del comparto dell’auto, di associare e tutelare gli automobilisti e di organizzare manifestazioni sportive;
inoltre, l’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico, sottoposto alla vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali e, per quanto riguarda la gestione del Pubblico Registro Automobilistico e l’acquisizione dei relativi tributi (la tassa di circolazione), del Ministero della Giustizia;
il Decreto del Ministero delle Finanze n. 514 del 02 ottobre 1992, disciplina le modalità e le procedure di funzionamento degli Uffici del Pubblico Registro Automobilistico, la tenuta degli archivi, la conservazione della documentazione prescritta, l’elaborazione e fornitura dei dati dei veicoli iscritti, la forma, il contenuto e le modalità di utilizzo della modulistica occorrente per il funzionamento degli uffici medesimi. In particolare, l’Art.8 istituisce il certificato di proprietà e l’art. 17 comma 5 stabilisce che il certificato di proprietà debba essere stampato dal sistema informatico;

la legge 7 agosto 2015, n. 124, contenente “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” (nota come riforma Madia) stabilisce all’art. 8 lettere d): “con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli: riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente”;
con tale provvedimento si delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi al fine di operare il passaggio definitivo delle funzioni svolte dal PRA al Ministero delle infrastrutture e trasporti;
il 24 settembre scorso l’agenzia stampa Ansa ha diramato un comunicato dell’ACI con il quale si annunciava che, “a partire dal 5 ottobre, i proprietari di veicoli, motoveicoli e rimorchi potranno dire addio al certificato di proprietà (Cdp) nella sua versione cartacea”sostituito dal certificato di proprietà dematerializzato introdotto dall’Aci stessa;

a tale comunicazione è seguita, il 25 settembre, un’intervista alla rivista “Quattroruote” del Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, con la quale conferma quanto già annunciato dal comunicato stampa;

il 28 settembre l’ACI con propria circolare ha informato ufficialmente studi di consulenza automobilistica (agenzie pratiche auto) dell’inizio del procedimento di dematerializzazione del documento di proprietà a partire dal 5 ottobre 201;

in un articolo del 26 ottobre, pubblicato on line sul sito www.ilFattoQuotidiano.it, viene riportata un’intervista a Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Studi UNASCA, aderente a Confcommercio, relativa alla digitalizzazione del Certificato di Proprietà introdotta dall’ACI;

il Segretario Pignoloni afferma che, a distanza di due settimane dall’avvio del nuovo sistema del certificato di proprietà digitale, gli operatori del settore non avrebbero ancora rilevato i vantaggi, in termini di risparmio di tempo, carta e denaro, derivanti dalla dematerializzazione, asserendo appunto che “L’Aci ha annunciato il risparmio, oltre che di tonnellate di inchiostro, di circa 30 milioni di fogli; tuttavia la realtà è che, da 14 giorni a questa parte, fare un passaggio di proprietà è diventato molto più complesso di prima”;

infatti, constata che, per il passaggio di proprietà di un’auto, si debbano utilizzare almeno gli stessi fogli di prima; inoltre, i tempi di lavoro per gli operatori e di attesa per gli utenti si siano allungati e, soprattutto, gli automobilisti continuino a pagare 27 euro per un documento non più consegnato;

come riporta l’articolo, Pignoloni, riferendosi alla riforma della pubblica Amministrazione e nella fattispecie all’accorpamento del PRA all’Archivio veicoli della Motorizzazione Civile, avrebbe dichiarato: “Noi auspichiamo che l’automobilista italiano possa finalmente avere gli stessi diritti dei cittadini comunitari nel pagare un solo documento di circolazione come prevede la riforma Madia affinché si riducano i costi connessi alla gestione dei dati di proprietà e circolazione dei veicoli; (….) si sta parlando di oltre 300 milioni di euro di risparmio per gli automobilisti e di circa 150 milioni di risparmio strutturale per la spesa pubblica. L’accorpamento dei due sistemi e l’efficientamento della macchina pubblica, 1,5 miliardi”- :

se i dati forniti da UNASCA corrispondano al vero
se sia in grado di fornire dei dati concreti sui reali benefici per gli utenti derivanti dalla dematerializzazione del Cdp
quale sia il costo sostenuto da ACI per l’attivazione delle procedure di dematerializzazione dei Cdp;
se, in vista dell’emanazione del decreto attuativo della riforma Madia, ritengano utile l’avvio del procedimento di digitalizzazione del Cdp promosso dall’ACI;
se la circolare emanata dall’ACI in data 28 settembre possa modificare le disposizioni impartite dal Decreto del Ministero delle Finanze n. 514 del 02 ottobre 1992 che prevede la stampa del certificato di proprietà;
se, come previsto dall’Art.15 comma 2-bis del D.Lgs n .82 del 07 marzo 2005 nella valutazione del progetto, si sia tenuto conto degli effettivi risparmi derivanti dal certificato di proprietà digitale, nonché dei costi e delle economie che ne derivano;
se sia previsto, unitamente alla digitalizzazione, anche l’eliminazione dell’imposta di bollo che attualmente deve venir corrisposta per l’emissione del Certificato cartaceo di proprietà e se siano previste delle riduzioni negli emolumenti PRA corrispondenti al risparmio legato alla mancata emissione del CdP;
quali siano i costi che l’amministrazione dovrà sostenere per il trasferimento delle funzioni del PRA all’Agenzia per il Trasporto Stradale.

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