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Il tempo dell’attesa

Il tempo dell’attesa

| il 28, lug 2014

Quando il ministro Maurizio Lupi ha incontrato Unasca a Milano è stato accolto da una sala gremita di persone che ha ascoltato con attenzione le sue parole.

Ci rivediamo il 13 giugno, ci aveva detto il Ministro che ha dato prova di grande sensibilità non solo verso di noi, ma verso il Paese intero. La responsabilità delle riforme sta alla politica, che in questo momento di grande transizione va aiutata a percorrere la strada giusta. La strada giusta è quella che deve condurre il Paese verso l’uscita dal magma dell’immobilismo che dalle colonne di questo giornale (e non solo) abbiamo sempre denunciato. Quindi non ci ha stupito il “ritardo”, ne ci ha stupito che nelle ultime settimane il quadro delle riforme che ci interessano sia in parte mutato.

Il nostro settore, il mondo dei trasporti in generale, necessita di tempo e di cambiamenti. Purché siano veri, e vadano nel verso dell’ammodernamento. Ci sono state (e ci sono tuttora) molte polemiche quando si parla di Archivio Unico, come se adottare un unico sistema con le conseguenti riduzioni di spesa da parte del cittadino, sia una battaglia che la sola Unasca deve affrontare. Non è così. Per due motivi: primo perché semplificare la stratificazione burocratica è interesse di tutti gli operatori coinvolti; secondo perché un Paese serio mette al centro del suo Dna il cittadino e non la resistenza di alcune roccaforti di potere ormai obsoleti.

Noi puntiamo su legalità, semplificazione e partnership tra pubblico e privato

Per questo motivo è giusto lavorare, unendoci ancora di più intorno al lavoro che da anni la nostra associazione porta avanti. Lo avevamo detto da subito che non sarebbe stato semplice, perché non si passa indenni da vent’anni di immobilismo. Ma le prove che quando lo Stato decide di mettersi in gioco riesce a vincere qualunque resistenza ci sono. Penso ai rinnovi delle patenti, ad esempio, che hanno dato prova di quanto la macchina dello Stato sappia migliorarsi e migliorare la vita dei propri cittadini. Oggi il Paese sta passando un momento tanto delicato, quanto importante. Recuperare il passo dell’Europa attraverso le riforme è il mandato che questo Governo ha assunto di fronte ad ognuno di noi. E questo passa anche attraverso il contributo che una associazione come la nostra può dare all’opera dei tecnici che sono al lavoro per rendere effettivi questi cambiamenti.

Noi puntiamo su legalità, semplificazione e partnership tra pubblico e privato. Elementi, questi, che, se seriamente adottati, possono offrire una visione nuova a tutto il nostro settore. Per questo motivo è più che mai importante credere che anche una piccola realtà come la nostra possa offrire un contributo essenziale all’opera del Governo. Come dicevo prima è il momento dell’attesa: un’attesa lungi dall’essere sterile, tutt’altro. Piuttosto un lavoro continuo, incessante e senza sosta che, ne sono convinto, ci porterà a raggiungere i risultati sperati. Nel frattempo permettetemi un ringraziamento a nome di tutta Unasca a Patrizia che dopo anni di grande servizio da questo mese ci saluterà. È anche grazie a persone come lei che Unasca è diventata ed è la grande famiglia che siamo. Ci mancherà moltissimo. Un abbraccio a lei, da parte di tutti noi.

Ottorino Pignoloni, Segretario Nazionale Studi di Consulenza Unasca

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