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Inquinamento atmosferico. Per Unasca serve una cultura della guida ecologica

Inquinamento atmosferico. Per Unasca serve una cultura della guida ecologica

| il 20, gen 2016

Unasca scrive al Vice Ministro dei Trasporti Riccardo Nencini

L’emergenza polveri sottili non si supera rimettendo la soluzione nelle mani delle condizioni meteorologiche, ma attivando una politica concreta della mobilità sostenibile. L’Unasca, l’associazione che rappresenta il mondo delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica in Italia, ha elaborato una serie di proposte per intervenire subito nella formazione sulla guida a basso impatto ambientale dei conducenti, e ha inviato una lettera al Vice Ministro dei Trasporti Riccardo Nencini.

“I temi dell’inquinamento e della guida ecologica – spiega Emilio Patella Segretario Nazionale Unasca Autoscuole – sono praticamente inesistenti nella formazione per la patente. Sono in effetti solo accennati nei quiz e sono totalmente mancanti nella prova pratica. Inoltre – spiega Patella – le autoscuole sono ancora obbligate, per la normativa comunitaria, a svolgere le guide e gli esami su veicoli a benzina o gasolio con cambio meccanico, lasciando esclusi quelli più moderni ibridi o elettrici. In un contesto orientato obbligatoriamente verso la mobilità sostenibile, anche in coerenza con gli impegni internazionali presi a Parigi alla COP 21, Unasca chiede importanti integrazioni negli esami teorici e pratici e l’aggiornamento degli esaminatori. In più la formazione periodica per chi la patente già ce l’ha. Perché – conclude Patella – la mobilità sostenibile parte da qui”.

Nella lettera inviata all’onorevole Nencini, Unasca propone di modificare sia l’esame teorico, introducendo argomenti legati alla guida a basso impatto ambientale, che quello pratico, con nuovi elementi di valutazione del candidato in base alla guida eco, quali l’utilizzo del dispositivo stop and start, l’utilizzo dell’inerzia del veicolo, la capacità di anticipare i flussi del traffico.
Lato formazione, Unasca propone l’introduzione di 2 ore di lezione guida obbligatorie su veicoli ibridi o elettrici; l’aggiornamento che riguardi non solo i candidati alla patente, ma anche gli esaminatori, per i quali devono essere previsti con urgenza corsi di formazione su questo argomento. Gli istruttori Unasca, fa sapere l’Associazione, hanno partecipato al progetto europeo Ecowill e sono aggiornati e pronti a erogare la formazione.

Infine rimane anche da colmare il gap per chi la patente già ce l’ha. In questo senso Unasca propone dei corsi periodici da fare in coincidenza del rinnovo della patente, affinché il rinnovo non sia solo a livello burocratico.

“Inoltre non dovrebbero mancare – dichiara Patella – incentivi costanti all’acquisto di veicoli ibridi o elettrici, per la cittadinanza, le aziende e anche le autoscuole. Unasca è pronta a dare il suo contributo all’evoluzione verso una mobilità moderna e sostenibile, fiduciosa in una risposta delle istituzioni al cambiamento sempre più necessario”.

In Italia nessuno fa formazione sulla guida a basso impatto ambientale. Nell’esame per la patente questa voce quasi non esiste. E le autoscuole sono obbligate ancora a fare le guide e gli esami con i veicoli a benzina o gasolio con cambio meccanico, escludendo di fatto le ibride e le elettriche

Chiediamo importanti integrazioni negli esami teorici e pratici e l’aggiornamento degli esaminatori. In più la formazione periodica per chi la patente già ce l’ha. La mobilità sostenibile parte da qui

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