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Lentamente in agonia

Lentamente in agonia

| il 15, giu 2015

Continueremo ad incalzare la Direzione Generale e il Dipartimento perché si mettano in atto le cose che si possono risolvere senza aspettare “la politica”.

 

Mi capita spesso di incontrare in aereo l’On. Lupi, ex Ministro dei Trasporti, e spesso penso alla grande convention che abbiamo organizzato a Milano lo scorso anno, in particolare alla frase da lui ripetuta più volte: “O si cambia o si muore!”. Ad un anno di distanza, relativamente al nostro mondo, è cambiato solo il Ministro dei Trasporti, per il resto si va lentamente a morire. In quella occasione abbiamo detto al Ministro che il cambiamento doveva riguardare in particolare l’investimento nel “fattore umano” in particolare nella Motorizzazione, cogliendo l’occasione data dall’ennesimo tentativo di creare l’Archivio Unico, la riforma della Pubblica Amministrazione, il ridimensionamento delle Province. Nel mio intervento dissi che vanno bene la riforma del Codice, l’ipotesi dell’omicidio stradale, le campagne di sensibilizzazione e molte altre cose, ma che la sicurezza stradale comincia dalla formazione e in particolare che se il “momento ufficiale“ in cui una persona diventa conducente, cioè l’esame, non è un momento serio e qualificato, tutto il resto è un palliativo. Dopo un anno alla Motorizzazione non è stato assunto nemmeno un dipendente, non sono partiti i corsi di aggiornamento degli esaminatori, non è stato costituito l’Archivio Unico, il Senato da mesi rimanda la discussione sul testo di legge delega approvato alla Camera, le Province sono nel limbo, e noi andiamo lentamente in agonia. Lo testimoniano le difficoltà crescenti della Motorizzazione ad accordare gli esami che le autoscuole richiedono e il clima di conflittualità che si sta creando anche in quelle che fino a pochi mesi fa erano considerate isole felici. L’unica riforma entrata in vigore è la nuova organizzazione della Motorizzazione con gli “accorpamenti” degli Uffici Dirigenziali e la maggiore responsabilità delle Direzioni Generali Territoriali. Una riforma che abbiamo accolto con favore e che vede i Direttori lavorare alacremente, con qualche miglioramento, ma che non può risolvere le carenze di personale, di investimento anche culturale di cui abbiamo bisogno. A questo punto non rimane che passare al nuovo Ministro le osservazioni e le richieste ferme da tempo. Nel frattempo, continueremo a incalzare la Direzione Generale e il Dipartimento perché si mettano in atto le cose che si possono risolvere senza aspettare “la politica”. In primo luogo i corsi di formazione periodica degli esaminatori, accompagnati da un ripensamento, o se vogliamo un adeguamento del ruolo e delle competenze dell’esaminatore e dei criteri di valutazione. Ad oltre due anni dall’entrata in vigore delle nuove modalità di esame, siamo ancora a denunciare che alcune fasi vengono effettuate in modo irregolare, che non sempre vengono rispettati tempi e modalità, ma soprattutto che alcuni funzionari si credono onnipotenti e condizionano decine di imprese oltre che centinaia di utenti. Ma anche questo, ripensando all’ex Ministro, dipende dal fatto che “o si cambia o si muore”.

Emilio Patella, Segretario Nazionale Autoscuole

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