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Ma l’Unasca cosa fa?

Ma l’Unasca cosa fa?

| il 10, set 2015

Capita spesso di essere accusati da parte di colleghi, associati e no, di non prendere iniziative adeguate nei confronti di coloro che praticano prezzi troppo bassi, attuano pratiche di concorrenza spinta e a volte sleale, o svendono la propria prestazione. Ma cosa fa l’Unasca? Perché non ci tutela?

Sicuramente sono domande che nascono da momenti di esasperazione o di sconforto, favoriti dalla crisi economica e dal calo costante della richiesta di patenti, causa il calo demografico e altri fattori più volte analizzati. Infatti, la nostra Associazione ha più volte, da queste pagine ma anche sui media, denunciato pratiche di concorrenza sleale, di “patenti al prezzo di una pizza”, di inganni all’utenza e prestazioni inadeguate nascoste dietro il basso costo. Ma l’azione più importante che Unasca svolge non è rivolta al singolo caso, e del resto non potrebbe farlo, ma più in generale alla qualificazione della attività di autoscuola e al ruolo di insegnante di teoria e di istruttore di guida, a difesa degli operatori, ma soprattutto degli utenti. Se le autoscuole e il personale docente hanno un ruolo riconosciuto e socialmente utile viene automaticamente limitata la concorrenza. Tutto ciò richiede requisiti molto alti, standard elevati di qualità, attrezzature adeguate che soddisfino le richieste degli utenti e il bisogno di sicurezza della società. L’Associazione in questo ha il compito di tenere alti i requisiti professionali, garantire e informare i cittadini, se necessario certificare la qualità degli operatori. Non si tratta solo di mie idee e convinzioni, ma sono le conclusioni riportate nel Piano Nazionale di riforma delle professioni, diramato dal Dipartimento per le Politiche Europee che inquadrano la nostra professione come “di interesse generale per sicurezza pubblica, tutela dei consumatori e sicurezza stradale” e che di conseguenza l’Autorità ritiene che “data la specificità, complessità e delicatezza del ruolo di questa qualifica professionale non si possano prevedere meccanismi alternativi all’attuale regolamentazione”. Credo che sia la risposta migliore a chi continua a domandare “ma l’Unasca cosa fa?”.

Emilio Patella
Segretario Nazionale Autoscuole

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