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venerdì 24, novembre 2017

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Malta: il resoconto della Road Safety Conference

Malta: il resoconto della Road Safety Conference

| il 31, mar 2017

Col Manifesto “Educate yourself to live safely”, si è voluto far notare alle Istituzione europee la necessità di ripensare prima la formazione iniziale, attraverso una patente ottenibile in due fasi e successivamente di immaginare una formazione periodica per la stragrande maggioranza dei conducenti, per lo più patentati da almeno venticinque o trent’anni

Nel semestre della Presidenza del Consiglio Europeo, Malta ha ospitato la Road Safety Conference, rivolta a tutti gli attori operativi nel campo della sicurezza stradale. Un impegno condiviso, ma spalmato su due livelli differenti: gli operatori e i legislatori. Il primo giorno ha visto protagonisti gli operatori del settore che hanno avuto modo di presentare le proprie idee, esperienze e progetti, ovvero di poter condividere i risultati e le speranze per ottenere risultati migliori nella riduzione del numero delle persone coinvolte negli incidenti stradali. Il secondo giorno ha visto protagonisti i legislatori, i rappresentanti delle istituzioni, che a suon di numeri e dati si sono confrontati sulle buone pratiche e la possibilità di poter tradurre o introdurre, negli anni a venire, nei rispettivi contesti nazionali.

Unasca partecipando il primo giorno dei lavori ha voluto dare un segno dell’impegno quotidianamente versato nel campo della sicurezza stradale.

Alla richiesta della Commissaria Europea dei Trasporti Violeta Bulc di far sentire la propria voce a tutti i soggetti coinvolti, non si è fatta aspettare la risposta dei più intraprendenti. Selezionati alcuni argomenti di maggior interesse, è toccato a Manuel Picardi in qualità di vice presidente EFA, presentare alla Commissaria il lavoro svolto dalla sua temporanea squadra, a difesa della formazione iniziale e periodica. Col Manifesto “Educate yourself to live safely”, si è voluto far notare alle Istituzione europee la necessità di ripensare prima la formazione iniziale, magari attraverso una patente ottenibile in due fasi e successivamente di immaginare una formazione periodica per la stragrande maggioranza dei conducenti, per lo più patentati da almeno venticinque o trent’anni. Il messaggio in Europa è stato recapitato, passando chiaramente anche attraverso le Istituzioni italiane che non hanno esitato a manifestare sensibilità nei confronti del delicato argomento. La presenza del Ministro Graziano Del Rio ne è stata la conferma.

 

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