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Omicidio stradale: meno morti, più pirati della strada

Omicidio stradale: meno morti, più pirati della strada

| il 17, mar 2017

Calano gli incidenti, i feriti, i morti fino al 6,7% in meno dell’anno prima. Ma c’è un altro dato meno positivo: è il numero delle fughe, delle omissioni di soccorso, dopo l’incidente grave. Di fronte a pene molto elevate, c’è chi tenta il tutto per tutto, anche se rischia di peggiorare ulteriormente la sua posizione

“Appena la legge è stata varata, è subito partito l’attacco, io la chiamo la macumba, per cercare di mitigarla, di renderla inoffensiva. Non è perfetta: però funziona”. Così, Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’Associazione degli amici della polizia stradale, oggi in un’intervista rilasciata al SecoloXIX, commenta i dati dei morti sulla strada ad un anno dall’introduzione della pelle sull’omicidio stradale. La macumba, come la chiama lui, e come si legge nell’intervista, fino ad ora è stata rappresentata solo da qualche mortaretto: proposte di revisione che non hanno sortito alcun effetto. I detrattori sperano nell’arma dell’incostituzionalità: le pene sono esageratamente alte rispetto agli altri reati colposi. Ma, finora, un pronunciamento della Corte non l’ha chiesto nessuno. Restano gli effetti, a un anno di distanza dalla sua introduzione. Un passo indietro. Dopo cinque passaggi in parlamento e una doppia fiducia la legge è divenuta tale il 24 marzo 2016 e già dal giorno successivo ha iniziato a dispiegare i suoi effetti.

Cosa raccontano i dati? Illustrano gli effetti positivi. Primo esempio: nel 2016 le vittime di incidenti sulla strada sono state il 5 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Un numero incoraggiante, se si considera che 2014 e 2015 erano stati anni orribili, segnati da un aumento dei decessi in un’escalation che ha dato poi vigore alla necessità di una svolta. C’è però un dato ancora più importante: se del 2016 si analizzano solo gli ultimi 9 mesi, quelli in cui la legge è diventata operativa, le statistiche sono ancora più incoraggianti. Calano gli incidenti, i feriti, i morti fino al 6,7% in meno dell’anno prima. Ma c’è un altro dato meno positivo: è il numero delle fughe, delle omissioni di soccorso, dopo l’incidente grave. Di fronte a pene molto elevate, c’è chi tenta il tutto per tutto, anche se rischia di peggiorare ulteriormente la sua posizione: la legge prevede l’innalzamento della pena da un terzo a due terzi in più per chi scappa.

(fonte: ilSecoloIXX)

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