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Patente ed esami, un confronto continuo

Patente ed esami, un confronto continuo

| il 22, mar 2014

È stato un mese intenso per le autoscuole, da quel 9 gennaio 2014, data di inizio per l’adeguamento alle nuove procedure di rinnovo della patente di guida, all’8 febbraio 2014, termine ultimo per entrare in questa nuova fase.

Un mese in cui Unasca è stata impegnata sul territorio per confrontarsi direttamente con le Autoscuole e con gli Studi di Consulenza. “Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia – ci dice Antonio Datri, Vice Segretario Nazionale Autoscuole – Unasca ha spiegato la nuova procedura alle autoscuole e credo proprio che tutto sia andato per il verso giusto”. Con febbraio, però, si entra nel vivo della questione, perché se le autoscuole hanno recepito bene la normativa, “bisogna sperare che la Motorizzazione riesca a sopperire alle numerose richieste che arriveranno al sistema informatizzato”.

Quel che è certo è che anche grazie ad Unasca si è entrati in una nuova fase con il piede giusto. L’impegno però non si ferma qui: esiste ancora un problema di uniformità per quanto riguarda gli esami della patente e per l’adeguamento del parco veicolare, come ci spiega il Vice Segretario Nazionale Autoscuole.

È prossimo l’obbligo della scatola nera, uno strumento per poter monitorare il rispetto delle norme dell’esame di guida, ma anche una garanzia sia per l’utenza sia per la sicurezza stradale.

I rinnovi non sono gli unici temi caldi del momento. Penso soprattutto agli esami per la patente. Quali sono le problematiche che devono essere ancora affrontate?

Abbiamo riscontrato ancora una certa difformità sul territorio nazionale. Nonostante la Direzione della Motorizzazione abbia disposto un preciso decreto sulla prima e seconda fase dell’esame, c’è ancora chi lo svolge in maniera più semplice. Che sia chiaro, noi non chiediamo che l’esame sia semplificato, anzi, ma che sia univoco su tutto il territorio e che i criteri vengano rispettati ovunque. Criteri che noi stessi abbiamo deciso di seguire, nel segno della massima professionalità. È prossimo, infatti, l’obbligo della scatola nera per i veicoli in dotazione nelle nostre autoscuole: uno strumento per poter monitorare il rispetto delle norme dell’esame di guida, ma anche una garanzia sia per l’utenza sia per la sicurezza stradale.

Crede che il lavoro svolto in sinergia e in continuo confronto con le istituzioni (il Ministero, la Motorizzazione) nel caso dei rinnovi possa essere svolto anche per gli esami?

L’Unasca ha già fatto parte dei tavoli istituzionali, sia per quanto riguarda il Codice della Strada, sia per le decisioni in merito agli esami della patente. Le nostre osservazioni vengono recepite bene, e c’è uno scambio continuo. Ne è prova il confronto che c’è stato nel caso dei quiz della patente. Quello che Unasca chiede alle Istituzioni in questo momento è di ripensare ad un problema di rapporto “uomo-chilometro”. Mi spiego: tutt’oggi molte autoscuole che si trovano in provincia hanno l’obbligo di accompagnare il candidato per effettuare l’esame di teoria in sedi spesso molto lontane, con spostamenti che incidono non soltanto sul piano economico, ma soprattutto sulla sicurezza e sulla responsabilità dei titolari nei confronti dei ragazzi. Ci viene detto che il problema ha a che fare con la mancanza di personale, con il numero di aule, con i sistemi informatici. Chiediamo che la Motorizzazione prenda delle decisioni in merito, per decentrare queste attività.

Parlando di esami inevitabilmente si parla anche di parco veicolare: a che punto siamo?

Per adesso l’adeguamento è stato spostato al 31 giugno 2014, ma siamo in  attesa che venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che modifica il DM 317/95, già mandato al vaglio del Consiglio di Stato. Fa parte di quei decreti attuativi che indicano quali materiali e veicoli devono essere in dotazione dell’autoscuola, per poi poter sostenere gli esami. Con questo decreto, assieme agli organi predisposti, abbiamo affrontato l’avvento delle nuove tecnologie e la conseguente necessità di rinnovare tali materiali. Non aveva più senso l’obbligo di avere in dotazione cartonati e materiali simili, era invece necessario entrare a pieno nel sistema informatizzato. E la revisione del parco veicolare fa parte di queste dotazioni e di queste disposizioni.

Cosa chiedono le autoscuole per i prossimi mesi?

Innanzitutto che ci sia il lavoro, proporzionato alla crescita della nostra professionalità. Abbiamo chiesto che le guide obbligatorie siano estese a tutte le categorie, non soltanto alla categoria B, alleggerendo il programma della Carta di qualificazione del conducente (CQC). Chiediamo esami più seri e trasparenti, e che ci sia un abbattimento di costi sia per noi sia di conseguenza per l’utenza. Ciò che era un’attività straordinaria sta diventando ormai ordinaria. Il problema di personale da parte del Ministero non può far sì che tutto vada in conto ai privati, con costi che si aggirano intorno ai 200 euro per una seduta di guida di 6 o 7 candidati. Un prezzo elevato che si fa sentire soprattutto in questo periodo di recessione.

Di Anna Barbetta

Pubblicato sul numero 03/2014 del magazine Il Tergicristallo

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