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“Patenti Facili”, in questi giorni il processo a Monza

“Patenti Facili”, in questi giorni il processo a Monza

| il 19, gen 2015

Il sistema prevedeva il superamento del test con suggerimenti o attraverso un prontuario delle risposte

Nell’ambito di un’inchiesta che vedeva coinvolte centocinquanta persone, sono due gli imputati che hanno scelto di andare a dibattimento, proclamandosi innocenti: Felice D. e Rossella G., funzionari della Motorizzazione. Rispondono del reato di corruzione mercoledì al tribunale di Monza, davanti al giudice Giuseppe Airò. La situazione presa in accusa riguarda degli “extra” da pagare per superare automaticamente l’esame di teoria.Ad intascare i soldi sarebbero state alcune autoscuole e funzionari della Motorizzazione. Chi aveva necessità di superare le difficoltà legate al conseguimento della licenza di guida? Spesso immigrati extracomunitari, con problemi legati alla lingua italiana. A questa prima udienza hanno infatti testimoniato due cittadini peruviani, imputati di reato connesso assieme ad oltre 100 persone.

“Il ‘pacchetto’ completo costava 800-1000 euro; io, però, ne ho pagati solo 200 per l’iscrizione, oggi la patente non ce l’ho ancora”.

Questa la loro dichiarazione. Nel 2013, per questa inchiesta, hanno già patteggiato o celebrato il processo con l’abbreviato 13 persone, condannate con pene fino a 5 anni, tra questi i titolari dell’autoscuola di Brugherio, Monza, ma anche alcuni funzionari della Motorizzazione civile di Monza e Milano, i luoghi dove si svolgevano gli esami teorici. Secondo le accuse, i funzionari della Motorizzazione permettevano “l’illegittimo ingresso”, nel corso degli esami di teoria, di “titolari di autoscuole e loro collaboratori” e “consentivano loro di aiutare i candidati stessi nello svolgimento della prova”. Il pubblico ministero di Monza ha riscontrato scorrettezze in un sistema che prevedeva il superamento del test sia “mediante suggerimenti”, sia “mediante l’utilizzo di un prontuario appositamente predisposto per l’esecuzione facilitata della prova”. In certi casi gli aiuti sarebbero arrivati “mediante digitazione diretta sui monitor touch screen delle risposte”sia da parte dei responsabili della Motorizzazione. In cambio di queste facilitazioni gli imputati avrebbero ricevuto “denaro e altre utilità in quantità imprecisate”. Sarebbe quindi bastato pagare una “somma aggiuntiva” all’autoscuola, e spesso neanche doversi poi pres entare, per poter avere la promozione.

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