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Patenti facili: la Procura di Trento rinvia a giudizio 41 persone

Patenti facili: la Procura di Trento rinvia a giudizio 41 persone

| il 09, dic 2015

L’operazione “Spy Drive” smaschera l’organizzazione truffaldina: auricolari e microtelecamere per imbrogliare durante gli esami.

L’operazione “Spy Drive”, condotta dalla Polizia Stradale di Trento fin dallo scorso agosto, ha portato la Procura a richiedere il rinvio a giudizio per 41 indagati. L’organizzazione smascherata è composta di cittadini stranieri, provenienti da Pakistan, Cina, India ed Egitto, ed era invischiata in un una complessa e ramificata truffa che colpiva gli esami della patente. Durante le indagini, avviate nel 2013 sotto la coordinazione del sostituto procuratore di Trento Maria Colpani, gli investigatori hanno potuto scoprire le metodologie truffaldine che l’organizzazione sfruttava: piccoli auricolari e microtelecamere, spesso nascoste nei bottoni delle camicie, per inquadrare le domande in sede d’esame e farle risolvere non al candidato, che a volte nemmeno parlava la lingua italiana, ma a un complice suo connazionale. I risultati dell’indagine, che ha toccato le province di Ravenna, Carpi, Brescia e Bergamo, hanno portato all’arresto i vertici dell’organizzazione con l’accusa di associazione a delinquere e falsità ideologica di certificati o in autorizzazioni amministrative: Zalgham Abbas, 33 anni, Yosk Ali, 27 anni, Falak Sher, 30 anni, questi i nomi degli individui con i quali collaboravano, secondo la Procura, altre 38 persone.

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