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giovedì 23, novembre 2017

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Un grande vuoto mi accompagnerà nei prossimi anni

Un grande vuoto mi accompagnerà nei prossimi anni

| il 08, lug 2016

Quante volte mi ha detto scherzosamente “vorrei avere la tua capacità di sintesi, la tua chiarezza nell’esporre in poche parole un concetto” e quante volte io gli ho invidiato la capacità di analisi, la rete di rapporti e conoscenze, la  brillantezza del conversare di cose diverse dal lavoro.

Ricordare Ottorino è un compito difficile, oltre che doloroso. Ci sono persone che hanno più diritto di me di raccontare fatti di vita, episodi, aneddoti, perché più di me lo hanno frequentato e più a lungo hanno condiviso anni di lotte, passioni, battaglie comuni. Io ricordo molti anni fa, quando tutti e due giovani abbiamo iniziato a partecipare alle “riunioni nazionali”. Allora Unasca aveva un’altra struttura e i momenti comuni tra scuole e studi erano più frequenti. Da giovani, passati attraverso esperienze diverse da quelle strettamente associative, ci sembrava che l’Associazione avesse un che di vecchio, di burocratico, forse anche di superato. Con il massimo rispetto per quelli che consideravamo dei “ mostri sacri” dell’associazione ( Solci, Casson, Amoresano, Cesare Ferrari e altri) iniziammo però a contestare, a cercare di dare una visione diversa, a proporre cose, idee nuove. Poi per molti anni abbiamo percorso strade diverse: lui è diventato presto il Segretario Nazionale del Settore Studi, chiamato quindi a portare avanti in prima persona le idee che proponeva, mentre per me è iniziato un lungo cammino associativo, con tanti ruoli ricoperti in diversi ambiti. Ma negli anni sempre più spesso ci siamo incontrati, confrontati, raccontati, confidati. Ci legava un profondo rispetto e una stima reciproca, basata sulle nostre differenze. Quante volte mi ha detto scherzosamente “vorrei avere la tua capacità di sintesi, la tua chiarezza nell’esporre in poche parole un concetto” e quante volte io gli ho invidiato la capacità di analisi, la rete di rapporti e conoscenze, la brillantezza del conversare di cose diverse dal lavoro (politica, cinema, sport, costume). Fino a quando ci siamo ritrovati a ricoprire la stessa carica, a trattare gli stessi problemi, prendere decisioni comuni, preoccuparci per le stesse cose. E’ stata una bellissima esperienza, trovarsi più maturi ma animati dallo stesso spirito giovanile, a costruire e non solo contestare, a riconoscere l’importanza reciproca. Quanti consigli, quanti messaggi, quanti scambi di opinione, quanti sguardi e quanto vuoto mi accompagneranno nei prossimi anni.

Emilio Patella
Segretario Nazionale Settore Autoscuole

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