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Bici: la parola d’ordine è “sicurezza”

Bici: la parola d’ordine è “sicurezza”

| il 06, giu 2018

La “bikonomics”, il giro d’affari generato dall’industria delle bici, produce un fatturato da 6 miliardi di euro. Per sfruttarlo serve promuovere la cultura della ciclabilità, che passa anche dalla sicurezza stradale per l’utenza debole

Si sa, utilizzare la bicicletta al posto della più gettonata automobile è una scelta che ha tanti vantaggi, in particolare per la nostra salute. Non si sapeva, almeno fino a oggi, dei benefici che le due ruote possono avere anche per la nostra economia, arrivando a far nascere l’espressione “bikenomics”. Se ne è parlato recentemente a Lignano Sabbiadoro in occasione di “Lignano Sabbiadoro Goes Green. Prospettive di una città ciclabile”, una tre giorni dedicata al mondo delle due ruote che si è focalizzata anche sul tema della sicurezza stradale.

Se è vero che l’economia afferente alle bici genera un fatturato di 6 miliardi di euro, non va però dimenticato che nel 2016 le morti tra i ciclisti sono aumentate, nonostante un calo totale. Dei 3.283 morti totali sulle strade italiane, dato in diminuzione del 4,2%, sono stati 275 (+9,6%) i ciclisti che hanno perso la vita. Sono proprio loro, che insieme ai pedoni rappresentano la cosiddetta “utenza debole”, i più esposti a subire gravi infortuni e incidenti, che hanno un costo sociale stimato in 17 miliardi di euro.

La soluzione per risolvere o comunque arginare il problema? Aumentare le piste ciclabili, certo, ma anche creare un contesto più “amico” della bici, promuovendo la cultura della “ciclabilità diffusa”. Un progetto sul lungo termine, insomma, che non può che passare da un adeguamento anche infrastrutturale delle strade.

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