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martedì 15, ottobre 2019

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Automotive: il settore visto da Federmotorizzazione

Automotive: il settore visto da Federmotorizzazione

| il 12, dic 2016

Al Motor Show di Bologna Federmotorizzazione, insieme a Confcommercio Mobilità, ha presentato i risultati della seconda indagine semestrale dell’Osservatorio sulle imprese del settore mobilità.

Secondo i dati presentati in occasione del Motor Show di Bologna le aziende del commercio automotive operanti in Italia sono circa 130mila, pari al 3,6 per cento del totale delle imprese attive in Italia. Per l’80 per cento si tratta di riparatori e altro, mentre il 20 per cento è rappresentato da rivenditori che in termini di fatturato valgono però l’83 per cento del comparto. I rivenditori sono 25.154 (di questi oltre 21mila vendono autovetture, i restanti moto e ciclomotori), mentre i riparatori superano le 104mila unità (79mila le officine). Considerando le 130mila imprese oltre l’86 per cento è rappresentato da aziende che hanno non più di 5  addetti mentre solo un 1,3 per cento può contare su una forza lavoro compresa fra 20 e 49 addetti. La ripresa che il mercato dell’auto sta vivendo è testimoniata anche dal numero di nuove imprese registrare nel 2016: 5.028 contro le 4.649 dello scorso anno, ma resta negativo il saldo finale perché, sempre nel 2016, sono state oltre 5.800 quelle che hanno cessato l’attività.

Secondo i dati Istat gli occupati nelle imprese del settore mobilità sono 450mila ma, considerando tutte le figure professionali, è lecito stimare che l’intero indotto conti oggi un milione di addetti occupati, per oltre il 50 per cento nel Nord Italia. La seconda parte della ricerca illustrata da Ascani si è focalizzata su indici di fiducia e congiuntura. Il sentiment delle imprese automotive è in leggera crescita e nel secondo semestre di quest’anno è passato da 39,7 a 40,0 (l’indice si ottiene sommando la percentuale di chi vede un miglioramento  e la metà di chi ritiene che non sia cambiato nulla), ma sono comunque i rivenditori ad essere più positivi (44,7) e il divario rimane anche quando agli intervistati è stata chiesta una valutazione sulla fiducia sull’andamento della propria azienda (46,8 i rivenditori, 36,0 gli altri). Il migliorato clima di fiducia è legato in buona parte alla ripresa delle immatricolazioni (+8,2 per cento stima 2016) che sta generando un significativo aumento dei ricavi al quale, però, corrisponde una marginalità molto modesta. Stabile risulta il numero degli addetti, ma la stagnazione riguarda prevalentemente il centro e il Mezzogiorno. Su domanda e offerta di credito si registra  che il 35,4 per cento delle richieste viene soddisfatto integralmente e che il 2 per cento viene respinto. Il consumatore sta cambiando, è più esigente e preparato, di conseguenza dovrà cambiare anche il personale delle imprese e si dovranno privilegiare modalità di vendita innovative (digitale) anche se quasi il 60 per cento degli intervistati ha dichiarato di seguire quelle tradizionali. Per rispondere alle nuove esigenze del mercato sarà dunque sempre più importante l’aggiornamento e la formazione del personale un fatto su cui l’88,2 per cento degli imprenditori si dichiara d’accordo.

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