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Dekra: ecco cosa dice il Rapporto 2016 sulla sicurezza stradale

Dekra: ecco cosa dice il Rapporto 2016 sulla sicurezza stradale

| il 28, ott 2016

Il “Rapporto sulla sicurezza stradale 2016″ elaborato da Dekra, l’organizzazione mondiale di consulenza sulla sicurezza per l’automotive mette in luce come le cattive abitudini alla guida, soprattutto dei giovani, abbia portato ad una escalation che mette seriamente a rischio l’obiettivo della Ue di dimezzare il numero di vittime di incidenti stradali nel 2020 rispetto al 2010

“E’ necessaria un’Agenzia Nazionale della Sicurezza Stradale che coinvolga tutti gli attori ai diversi livelli istituzionali e i rappresentanti della filiera della mobilità a motore, con l’obiettivo concreto di ridurre i numeri degli incidenti stradali”. A dirlo è Paolo Gandolfi, segretario della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati e consigliere del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, presente alla conferenza di presentazione a Roma nella sede della Camera di Commercio del “Rapporto sulla sicurezza stradale 2016″ elaborato da Dekra, l’organizzazione mondiale di consulenza sulla sicurezza per l’automotive. Per Unasca erano presenti il Segretario nazionale Autoscuole Emilio Patella e Davide Falteri che, insieme, a Dekra Accademie sta lavorando per la piattaforma Formaunasca.

Secondo il rapporto il 90% degli incidenti stradali è causato da errori, distrazioni e cattive abitudini: telefonare mentre si è alla guida, leggere o scrivere SMS, scorrere i social network, cambiare le impostazioni del navigatore o rifarsi il trucco. Sono soprattutto i giovani sotto ai 25 anni che mancando di concentrazione e di esperienza alla guida creano un mix altamente pericoloso. Una situazione che riguarda tutti i paesi dell’Unione Europea e che in Italia è ben fotografata dai dati elaborati dalla Polizia stradale: basti pensare che il 26% delle sanzioni comminate dagli agenti tra il 1 gennaio e il 23 ottobre di quest’anno riguarda proprio il mancato uso dell’auricolare o del vivavoce. Ma se è vero che il rischio di mortalità in auto, dal 1995 ad oggi, è calato di oltre il 70%, negli ultimi anni il trend positivo è leggermente rallentato, tanto che secondo i dati dell’Istat nel 2015, per la prima volta dal 2001, nel nostro Paese è cresciuto il numero di vittime della strada (+38, pari a +1,1%) seppur con una flessione degli incidenti pari all’1,8%. Una situazione che si ritrova anche nell’Ue28 dove nel 2015 le vittime degli incidenti stradali sono aumentate dell’1,3% rispetto al 2014. Secondo Toni Purcaro, amministratore delegato di Dekra Italia, l’escalation “mette seriamente a rischio l’obiettivo della Ue di dimezzare il numero di vittime di incidenti stradali nel 2020 rispetto al 2010″. Nel futuro dell’Italia potrebbero esserci delle strade “intelligenti”, come anticipato da Roberto Mastrangelo, vice direttore esercizio e manutenzione Anas: “C’è un progetto, di cui si sta parlando al ministero, per dotare una parte della Salerno-Reggio Calabria con una rete wi-fi, funzionante anche in velocità, che consenta alla strada di dialogare con l’automobilista fornendo informazioni su traffico e meteo”. Nel futuro immediato, invece, c’è la legge delega di riforma al Codice della Strada: dopo un lungo stop, la commissione Lavori Pubblici del Senato riprenderà la discussione a partire dalla prossima settimana.

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