Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

mercoledì 22, maggio 2019

Torna in su

Cima

Nessun commento

Prima la formazione, poi la repressione

Prima la formazione, poi la repressione

Prima la formazione, poi la repressione 

In queste settimane il nostro ufficio stampa non ha lanciato notizie e messaggi relativi al mondo autoscuole, ma ci ha pensato qualche “collega” a riempire le pagine di cronaca nera, prima con gli arresti a Latina e poi a Reggio Emilia. Di questi fatti ci occupiamo e ne diamo il giusto risalto, ma francamente ci piacerebbe non dovercene occupare più.
Da oltre un anno Unasca sta spingendo sul tema della legalità, della lotta alla corruzione e dei comportamenti scorretti che mettono in crisi, prima di tutti, gli operatori onesti. Hai voglia a spendere energie, soldi, risorse, per sottolineare il ruolo sociale della autoscuole, l’importanza della formazione, la qualità degli esami per la sicurezza stradale quando poi le autoscuole e gli esaminatori finiscono in cronaca nera.
Ma non dobbiamo farci prendere dallo sconforto, i disonesti ci sono sempre stati e probabilmente ci saranno sempre. Quello che è certo è che noi continueremo a batterci per la legalità, per l’onestà e per la qualità del nostro lavoro, chiedendo al Ministero di fare altrettanto per garantire gli operatori professionali, ma soprattutto la sicurezza dei cittadini. Da tempo chiediamo controlli e il fatto che sempre più spesso vi siano indagini significa che i controlli si fanno. Chiediamo che si facciano anche prima che scoppino casi eclatanti e che si mettano in atto procedure semplici, ma efficaci, che garantiscano un minimo di controllo e di trasparenza: la rotazione degli esaminatori, le modalità di esame veramente pubbliche, la pubblicazione sul sito della Motorizzazione provinciale dei corsi di recupero punti e di formazione iniziale e periodica della carta di qualificazione del conducente, fino alla tanto agognata “scatola nera.” Dobbiamo convincerci che i controlli e la repressione sono solo un lato della medaglia. L’altro è la cultura della legalità e il senso del dovere.
Lo diciamo in tutti gli ambiti quando si tratta di sicurezza stradale: prima la formazione e poi la repressione, esaltando il nostro ruolo. La stessa cosa ha valore in altri campi, nella vita di tutti i giorni.
La repressione serve a colpire una minoranza che non si adatta o non vuole accettare le regole di convivenza, ma non è possibile vincere la battaglia della legalità se non vi è una cultura diffusa nella maggioranza. Non è solo una mia convinzione, mi rifaccio alle parole di persone che hanno dato la vita nella lotta alla criminalità e che consideriamo eroi: Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino. Hanno sempre detto che la battaglia si vince, oltre che con la polizia e la magistratura, con le piccole azioni quotidiane: pagare il biglietto del tram, per esempio, o rifiutare una raccomandazione. Noi la dobbiamo vincere nel praticare correttamente e professionalmente il nostro lavoro. Troppe volte sento che per pigrizia o per “colpa della crisi” il collega non effettua le guide notturne, non va in autostrada, ecc. Certificare il falso è un reato e nel nostro caso assume un aspetto penalmente rilevante visto che rivestiamo un ruolo di pubblica utilità; il “collega” che si presta a questo gioco tradisce la fiducia che lo Stato ha riposto in noi, affidandoci un compito rilevante e in esclusiva; tradisce la fiducia del cliente che si è affidato all’autoscuola per effettuare il percorso necessario al conseguimento della patente, la fiducia dei genitori che hanno affidato il figlio ad un professionista. Certo molte volte sono gli stessi allievi o i genitori a chiedere “favori”, ma è qui che si dimostra la professionalità.
Iniziare a commettere piccole illegalità, non dare peso a queste cose, vuol dire aprire la strada a fenomeni più gravi.
Unasca continuerà a battersi per valorizzare sempre di più l’importanza della formazione e il ruolo delle autoscuole e, ne sono convinto, tutti insieme, e nel lavoro quotidiano, possiamo sconfiggere il cancro dell’illegalità, chiedendo allo Stato di fare la propria parte.

Emilio Patella
Segretario Nazionale Autoscuole

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked

Inserisci il tuo nome.

Inserisci la tua mail.

Inserisci il commento.

Loading ...