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L’Italia dice basta a diesel e benzina

L’Italia dice basta a diesel e benzina

| il 03, ago 2017

Come Francia, Norvegia e Olanda, anche l’Italia sta pensando di scoraggiare le immatricolazioni di auto a benzina e diesel. Una risoluzione approvata dalle Commissioni Ambiente e Lavori pubblici del Senato impegna il governo a valutare il divieto di commercializzare moto e autoveicoli a combustibili fossili già dal 2040.

L’Italia pensa di valutare il divieto di commercializzare auto e moto con alimentazione a combustibile fossile dal 2040. La notizia arriva dopo la risoluzione approvata senza voti contrari della Commissione Ambiente e della Commissione Lavori pubblici del Senato, che invita l’esecutivo ad adottare già dalla legge di bilancio 2018 politiche che portino ad una maggiore mobilità sostenibile. Non si tratta di un obbligo, ma è un impegno a valutare la nuova strada delle auto elettriche come unica forma di mobilità pubblica. Inoltre la risoluzione invita l’esecutivo ad adottare politiche più  energiche per la mobilità sostenibile, già dalla legge di bilancio 2018. Tra queste, oltre allo stop ai mezzi a combustione interna, anche l’introduzione del bollo progressivo in funzione all’inquinamento dei veicoli, super ammortamento per le imprese e del bonus fiscale per l’acquisto di veicoli green, tariffe di parcheggio differenziali e una spinta massiccia al trasporto pubblico locale, ai veicoli elettrici, alle piste ciclabili. L’utilizzo del veicolo privato in Italia è in salita, tant’è che dal 2016 i pendolari dell’auto sono cresciuti di ben 2 milioni. I senatori Dem Stefano Vaccari, capogruppo in Commissione Ambiente, e Laura Cantini, estensori della risoluzione, puntano a investire sulle forme di mobilità alternative. “La chiave è anche potenziare il Trasporto pubblico locale (Tpl), attraverso un aumento progressivo delle risorse già previste fino al 2033, per portare l’età media dei bus a 7 anni, la media Ue, e prevedere che le aziende debbano acquistare almeno il 50% di bus nuovi a combustibili alternativi”.

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