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Omicidio stradale: corresponsabile chi non garantisce strade integre

Omicidio stradale: corresponsabile chi non garantisce strade integre

| il 11, mag 2016

Con la nuova legge sull’omicidio stradale, anche i sindaci e le gli assessori rischiano di dover rispondere personalmente dell’accusa di omicidio.

Con l’istituzione del reato di omicidio stradale, chi causa un incidente mortale alla guida di un veicolo rischia dagli 8 ai 12 anni di carcere. Una circolare di coordinamento con il Codice della Strada, emessa dal Ministero dell’Interno, pone i presupposti legali per punire le responsabilità legate anche alla cattiva manutenzione stradale. Sindaci, assessori, manager e tecnici delle agenzie incaricate della manutenzione delle strade sono perseguibili per il reato introdotto il 25 marzo qualora avvenisse un sinistro con esito fatale su di un tratto di loro responsabilità. Se dovessero essere accertate inadempienze o trascuratezze, infatti, il soggetto dovrà pagare di persona essendo l’omicidio un reato personale, non attribuibile alle generiche istituzioni.

Un monito agli amministratori arrivato dalla circolare che il Ministero dell’Interno sta inviando in questi giorni a Prefetture e Questure di tutta Italia: “Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade anche se il responsabile non è un conducente di veicolo”, poiché “le norme del Codice della strada disciplinano anche i comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade”. Una grande cambiamento, “che finalmente riconosce le responsabilità degli enti locali in tutti quei casi in cui il pessimo stato dell’asfalto determina incidenti e provoca morti”, commenta Fabio Galli, presidente del Codacons.

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