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Semplificazioni: ora o mai più

Semplificazioni: ora o mai più

| il 24, ago 2013

Il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando a qualche provvedimento di semplificazione? Se sì, su cosa, in che tempi e con quali strumenti normativi?

Le semplificazioni rappresentano un obiettivo fondamentale soprattutto in termini di crescita e di sviluppo. Al momento al Ministero ci stiamo confrontando seriamente con le categorie che saranno immediatamente interessate da tali provvedimenti per varare misure che siano frutto di un’intesa ampia e fortemente condivisa. E le prime decisioni arriveranno in autunno. Personalmente sono convinta che il nostro Paese per tornare a crescere deve seriamente ridurre il peso della propria burocrazia, che ne avvilisce le spinte a crescere ed a rilanciarsi. Da tantissimi anni ripeto, e da Sindaco di Cefalù ho cercato di realizzare, il superamento del sistema delle autorizzazioni nel mondo delle imprese. Dobbiamo mantenere in vita soltanto i controlli e quelle poche verifiche preventive che il legislatore non esclude in contesti imprenditoriali nei quali però sono coinvolti profili pubblicistici e di interesse generale. Occorre che lo Stato e quindi gli Enti locali diano gli indirizzi su cosa bisogna fare e quali requisiti siano necessari per aprire una qualunque attività. Allo Stato spetterebbe solo il dovere di controllare che all’apertura si sia adempiuto a quelle che sono le prescrizioni. Superare il meccanismo delle autorizzazioni darebbe fiducia e coraggio a quelle tante persone che vogliono investire nel mondo dell’impresa ma non lo fanno. E questo perchè oggi sono necessari circa 27 autorizzazioni per una qualsiasi attività imprenditoriale. Non solo, in media servono 4500 euro per avviare in Italia un’attività, mentre in Europa ne servono soltanto 350. Dobbiamo passare da una visione un po’comunista che vede nell’attività privata un nemico da abbattere o contrastare, ad una in cui lo Stato aiuta e sostiene le iniziative dei privati cittadini.

Nell’audizione presso le Commissioni attività produttive/industria riunite di Camera e Senato, il Ministro Zanonato ha indicato nelle “liberalizzazioni” uno dei punti programmatici prioritari. Come si intenderebbe realizzarle?

È l’altra grande sfida che dobbiamo cogliere e vincere. Sono stata nella scorsa legislatura relatrice del decreto sulle liberalizzazioni, ed ho potuto provare personalmente le difficoltà che impediscono al nostro paese di accettare sempre più le logiche del libero mercato. Le lobbies esercitano ancora una presa troppo grande che poi rischia di scaricarsi sui cittadini. Penso in questo caso al settore della assicurazioni ed in particolare quello delle Rc Auto rispetto al quale ho intenzione di portare avanti una seria riforma. A tal proposito ho anche attivato un tavolo di confronto con tutti i protagonisti del settore. L’obiettivo in generale è di rafforzare la trasparenza, migliorare i meccanismi di tutela dei consumatori e soprattutto garantire tempi certi e piú brevi nel risarcimento dei danni. A questi vanno aggiunti interventi che permettano di aprire ulteriormente il settore assicurativo ad una maggiore concorrenza, da cui non potranno che discendere effetti positivi. Inoltre sul fronte dell’Rc Auto è tempo di avviare la modulazione delle tariffe assicurative, evitando le attuali punte tra il Nord ed il Sud d’italia. Ridimensionare, quindi, il gap tra le varie zone del paese attraverso principi di equitá e solidarietá, importantissimi in questo momento di profonda crisi per le famiglie, reintroducendo il principio della mutualitá con la verifica dell’obbligo a contrarre. Infatti è molto grave il fenomeno della mancata stipulazione dei contratti assicurativi o del ricorso ad alte tariffe, che di fatto hanno impedito ed impediscono tuttora in determinate zone d’Italia di assicurarsi. È  necessario intervenire perchè la copertura assicurativa non deve trasformarsi per alcuni italiani in un privilegio. A breve perció formuleremo le prime proposte concrete, che punteranno a trovare la più ampia condivisione tra i soggetti interessati.

Una scuola di pensiero “amministrativo” vede nella regolazione a salvaguardia della legalità, terzietà ed indipendenza, una imprescindibile precondizione all’apertura al mercato dei servizi pubblici. Condivide tale assunto, quanto meno in determinati settori?

Senza dubbio. Legalità, terzietà ed indipendenza rappresentano elementi imprescindibili dei servizi pubblici che siano servizi tecnici o amministrativi, ancora di più se poi si decide di aprirli alle logiche di mercato. Purtroppo per troppo tempo è valsa la logica di considerare questi settori come delle riserve per la politica dove fare clientele. Adesso questo non è più possibile anche alla luce di un’economia sempre più di mercato e che impone di confrontarsi con le dinamiche dei costi e dei prezzi al consumatore. L’efficienza e la sostenibilità del servizio sono ormai elementi imprescindibili che si  accompagnano ad una buona ed oculata gestione. Tutti parametri che impongono di orientare i servizi pubblici verso principi di legalità, terzietà ed indipendenza.

 

Pubblicato sul numero 07/08/2013 del magazine Il Tergicristallo

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