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Ticino: molti candidati devono ripetere l’esame per la patente più volte

Ticino: molti candidati devono ripetere l’esame per la patente più volte

| il 30, giu 2016

La storia di Alessio, un ragazzo luganese bocciato per la terza volta consecutiva all’esame per la patente, pone l’accento su un fenomeno molto più ampio.

Compare oggi, su Tio – Il Portale del Ticino, la storia di Alessio, un 18enne luganese che ha fallito per la terza volta l’esame per il conseguimento della patente di guida, e che ora si preparerà per il suo quarto tentativo.

“La seconda volta, però, ho guidato perfettamente. Ho solo fatto l’errore di entrare in una stradina in cui c’era un divieto poco visibile. Alla terza volta, invece, mi hanno rimproverato per essermi allargato troppo in una strada secondaria, finendo per essere in contromano”.

“Non avrei mai pensato di finire in questa situazione” ha dichiarato il ragazzo. “La prima volta mi sono presentato all’esame non pronto, la bocciatura è stata meritata. La seconda volta, però, ho guidato perfettamente. Ho solo fatto l’errore di entrare in una stradina in cui c’era un divieto poco visibile. Alla terza volta, invece, mi hanno rimproverato per essermi allargato troppo in una strada secondaria, finendo per essere in contromano. Non sentivo la pressione, ero convinto di essere bravo, capace”.

Quello di Alessio non è un caso isolato, come lo stesso articolo evidenzia, tanto che come spiegato da Aldo Barboni, sostituto capo della Sezione della circolazione, “in Ticino circa una cinquantina di candidati all’anno finisce al test attitudinale o dallo psicologo del traffico”. Ad un’analisi delle statistiche è possibile rilevare che in Svizzera, nel 2014, circa il 66% dei candidati è riuscito a superare l’esame per il conseguimento della patente al primo tentativo; molti, però, sono costretti a provare una seconda, o addirittura una terza, quarta o quinta volta prima di riuscire a ottenere un risultato positivo. “Per affrontare il terzo esame occorre la dichiarazione scritta del maestro di scuola guida che certifichi le capacità del candidato” ha specificato Barboni, rispondendo anche alle critiche sull’esistenza di “più pesi e misure” utilizzati dagli esaminatori, affermando che “i parametri sono fissi, non si fanno disparità”, e che il loro scopo “non è quello di stangare i candidati, bensì di venire loro incontro”.

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