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Disidratazione e guida: i rischi

Disidratazione e guida: i rischi

| il 11, ago 2015

La mancata reintegrazione dei liquidi persi è paragonabile alla guida in stato di ebbrezza: ecco il perché.

Un recente studio scientifico svolto nel Regno Unito, intitolato “Disidratazione e guida”, evidenzia come una leggera disidratazione porti a commettere lo stesso numero di errori compiuti da chi si mette al volante sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti. Sono gli esperti della Loughborough University, in collaborazione con lo European Hydration Institute (EHI), che intendono richiamare l’attenzione su un rischio legato alla sicurezza stradale a cui nessuno sembra dare importanza, nemmeno nei mesi più caldi dell’anno.

Undici uomini con un’età compresa tra i 18 e i 26 anni, in possesso di patente di guida da almeno due anni, sono stati reclutati per partecipare a due test sperimentali di due giorni ciascuno, portati a termine a distanza di una settimana l’uno dall’altro. I test sono stati condotti alternando situazioni di idratazione adeguata (con l’assunzione di almeno 2,5 litri di liquidi) a situazioni di leggera disidratazione, in cui il massimo di liquidi ingeriti toccava i 625 millilitri.

Attraverso l’uso di un simulatore di guida che riproduceva un percorso monotono e ripetitivo, ai partecipanti è stato chiesto di guidare per due ore, riportando tutti i possibili segnali che possono causare un incidente (oltrepassare la linea bianca o passarci sopra con una ruota etc.). Quando questi erano opportunamente idratati il rischio di incidente era del 47%, percentuale che si innalzava a più del doppio (101%) nei casi di disidratazione.

Il livello di errori riportati è risultato essere pari a quando si guida in stato di ebbrezza, limite che in Inghilterra è stabilito al 0,08% : un campanello d’allarme che mette in guardia soprattutto in questo periodo dell’anno, quando il caldo e l’afa estiva aumentano la sete. Ron Maughan, il professore che ha guidato lo studio dell’università inglese, nonché presidente del gruppo consultivo scientifico per lo European Hydration Institute, afferma che “non c’è alcun dubbio nel dire che guidare sotto l’effetto di alcol o droghe aumenti il rischio di incidenti, ma le nostre scoperte evidenziano un pericolo fino ad ora non preso in considerazione, con il quale si suggerisce l’incoraggiamento dei conducenti a controllare che il loro livello di idratazione sia appropriato”.

La ricerca richiama quindi l’attenzione su una problematica dapprima non considerata che dovrebbe invece acquisire maggior rilievo, perché risulta essere tanto pericolosa quanto alcol e droghe, che costituiscono due delle maggiori cause di sinistro stradale. Insomma, se vi mettete al volante portate con voi una bottiglietta d’acqua. L’EHI suggerisce inoltre di consumare diversi tipi di bevande, come il caffè, i succhi o il latte, formati per oltre l’85% di acqua, e di fare una sosta ogni due ore per reidratarsi e sgranchirsi le gambe.

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