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Filiera automotive: 70,5 miliardi allo Stato nel 2013

Filiera automotive: 70,5 miliardi allo Stato nel 2013

| il 29, lug 2014

Nel 2013 dalla filiera 70,5 miliardi nelle casse dello Stato. Ma l’imposizione fiscale è a +6,3% in cinque anni e intanto il mercato degli autoveicoli registra un calo del 39,8%

“Facendo un confronto sugli ultimi 5 anni, il gettito proveniente dal settore automotive è cresciuto del 6,3% tra il 2009 e il 2013, con una quota percentuale sul gettito complessivo passata dal 16% al 16,5%, dopo il picco del 17% nel 2012”. Così Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA, commenta le stime elaborate dall’Associazione in merito al gettito fiscale sulla filiera. L’entità del prelievo fiscale che ha gravato sull’auotomotive è stato di 70,5 miliardi nel 2013.

“A fronte della perdita di capacità di spesa da parte degli italiani – spiega Vavassori – si è risposto in questi anni con l’inasprimento delle imposizioni fiscali sull’auto, giunte a livelli tali da generare una profonda contrazione del mercato, con conseguenze gravi sia a livello industriale, sia sul parco circolante sempre più obsoleto, poco sicuro e inquinante. E’ prioritario, per rilanciare la domanda di mobilità nel nostro Paese, invertire questa tendenza, con particolare attenzione alla spesa delle famiglie, ma anche alla competitività delle imprese. E’ paradossale – dice il Presidente di ANFIA – che alcune misure, come il superbollo, abbiano contribuito a deprimere un mercato già in difficoltà, generando effetti collaterali di elusione della misura stessa”.

Si è risposto in questi anni con l’inasprimento delle imposizioni fiscali sull’auto, giunte a livelli tali da generare una profonda contrazione del mercato

Nel “ciclo di vita contributivo” degli autoveicoli, resta al primo posto la quota di tassazione derivante all’utilizzo dell’autoveicolo nel corso dell’anno (82,2% del gettito complessivo proveniente dal comparto per un valore di 58 miliardi di Euro, -2,6% rispetto al 2012); al secondo posto si colloca la quota di contribuzione al momento dell’acquisto dell’autoveicolo, che comprende il versamento dell’IVA e dell’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione), pari al 9,4%, per un totale di 6,61 miliardi di Euro, calata del 3,7% rispetto al 2012, in conseguenza dell’ulteriore contrazione delle immatricolazioni di autovetture nuove nel 2013 (-7%); il possesso dell’autoveicolo rappresenta una quota dell’8,4%: 5,93 miliardi di Euro derivanti dalla tassa di possesso – il “bollo auto” – che segna una flessione dell’1,8% rispetto al 2012 ritornando, così, al gettito del 20112.

“Questa dinamica – dice l’ANFIA – conferma che l’introduzione della sovrattassa sul bollo (il cosiddetto “superbollo”) sulle auto con kW superiori a 185 ha avuto effetti contrari rispetto a quelli preventivati. Il solo gettito previsto per le auto immatricolate non è stato recuperato, a causa di una serie di escamotage adottati per aggirare la sovrattassa. Tra questi, i “falsi leasing” di autovetture con targa tedesca (o ceca) nel Nord Italia, date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani (con mancato versamento dell’IVA, del bollo, del superbollo, dell’IPT, delle multe, dell’addizionale provinciale sull’RCA, oltre all’impossibilità di porre sotto sequestro leautomobili immatricolate all’estero, la possibilità di sfuggire al redditometro, le difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti).

L’introduzione della sovrattassa sul bollo (il cosiddetto “superbollo”) sulle auto con kW superiori a 185 ha avuto effetti contrari rispetto a quelli preventivati

A questo si aggiunge il fenomeno della “esterovestizione” di veicoli – radiati per esportazione in Paesi UE, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena con le conseguenze sopra indicate – e il boom di radiazioni per esportazione, sia di auto di nuova immatricolazione, poi radiate e reimmatricolate con targa estera, sia di auto usate, che non produrranno più gettito per il Paese a partire dal secondo anno (+150% nel 2012 e +85% nel 2013, entrambi rispetto al 2011)”.

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