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Immatricolazioni: a febbraio perdita del 12,3%

Immatricolazioni: a febbraio perdita del 12,3%

| il 02, mar 2021

Febbraio si chiude con 142.998 immatricolazioni di auto nuove, pari a -12,3% sullo stesso periodo del 2020. Sono i dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. I volumi immatricolati nel primo bimestre 2021 a 277.145 unità, segnano una variazione negativa del -13,1% rispetto alle 318.991 unità dello stesso periodo dell’anno precedente.

«La perdita registrata a febbraio evidenzia che stiamo fronteggiando una situazione di mercato di oggettiva difficoltà, attenuata solamente dagli incentivi introdotti dalla Legge di bilancio 2021 e se guardiamo ai dati del 2019, la realtà dei numeri è ben peggiore: la flessione è del -19,9% sul mese e -19,5% da inizio anno», dichiara Adolfo De Stefani Cosentino, Presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto.

«Si pone con urgenza – continua De Stefani – il tema del rifinanziamento, pena un crollo del mercato, degli incentivi della fascia 61-135 g/km di CO2, le cui risorse sono già state impegnate per oltre il 61% e termineranno nelle prossime settimane, quindi ben prima della naturale scadenza stabilita dalla legge per il loro utilizzo. È evidente come il contributo allo svecchiamento del parco auto dato dai veicoli Euro 6 di ultima generazione, anche benzina e diesel, è nettamente prevalente rispetto a quello fornito dai veicoli a bassissime o zero emissioni. Dunque, se l’obiettivo è rinnovare il parco circolante auto del nostro Paese, troppo anziano e per questo inquinante e poco sicuro (non dimentichiamo che oltre il 56% è ante Euro 5), occorre investire sul settore in modo ampio, responsabile, continuato e ben definito nel lungo periodo, fino a quando l’obiettivo non è raggiunto».

Nel valutare questo calo – osserva Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor – occorre considerare due elementi importanti. In primo luogo, il fatto che febbraio dello scorso anno è stato l’ultimo mese “normale”, non ancora interessato dagli effetti della pandemia, anche se i primi provvedimenti anti-covid furono adottati il 23 febbraio. In secondo luogo, il confronto tra febbraio 2021 e febbraio 2020 è inficiato dal fatto che nell’era del Coronavirus si è molto ridotto il ricorso ai chilometri zero (auto immatricolate per essere destinate al mercato dell’usato con chilometri zero). Sulla base di questi elementi il calo del 12,3% di febbraio non è positivo, ma non può essere considerato fortemente negativo. L’obiettivo del Governo è sostenere l’economia per raggiungere quest’anno quantomeno l’incremento del 4% del Pil previsto dall’Istat. Questo obiettivo non è compatibile con un settore dell’auto al collasso. Occorre quindi che il Governo rifinanzi immediatamente gli incentivi per le auto più richieste dal pubblico. Come, d’altra parte, è indispensabile che il Recovery Plan preveda interventi significativi per sostenere il settore dell’automobile che è strategico anche per la transizione ecologica».

Dall’analisi delle immatricolazioni per utilizzatore emerge come la domanda di trasporto privato sia crescente (+11,5%), espressione della necessità di disporre di mezzi personali per gli spostamenti in sicurezza e, grazie alla disponibilità di incentivi statali, dell’interesse a cambiare le auto più vecchie con quelle a più basse emissioni di gas effetto serra. La dinamica delle immatricolazioni a società (-26,1%) e noleggio (-43,5%) risulta, invece, penalizzata dall’incertezza provocata dall’emergenza sanitaria, dal peggioramento del trattamento fiscale legato al fringe benefit delle auto aziendali e dal drastico ridimensionamento del noleggio a breve termine (-75,5%). I dati cumulati del periodo gennaio-febbraio indicano privati +5,1%, società -22,4%, noleggio -43%.

Sul lato delle alimentazioni, è sempre in crescita il contributo delle vetture ibride plug-in (+246,4%) e delle altre ibride elettriche (+149,9%); tendenza positiva anche per le elettriche pure (+30,4%). Nel complesso le vetture ibride raggiungono il 29,8% di quota mentre le elettriche sono stabili al 2,1%.

(Foto: Lance Asper/Unsplash)

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