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domenica 1, agosto 2021

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Cima

La via tedesca al monopattino elettrico

La via tedesca al monopattino elettrico

| il 09, lug 2021

È in Germania che si è scoperta la vera natura dei monopattini elettrici: sono veicoli a motore e quindi hanno una targa. Vero che in Italia sono comparsi nelle nostre città in modo sperimentale soltanto da un paio di anni, ma ci siamo concentrati su un problema specifico: la loro velocità, limitata sul modello delle bici a pedalata assistita, invece di concentrarci sulla propulsione.

E indubitabilmente i monopattini elettrici non assistono la pedalata o la spinta delle gambe; sono spinti da un motore elettrico. Perciò, arriva per ora solo dalla Germania la risposta alla domanda di sicurezza stradale che i monopattini impongono, le aree di circolazione, l’utilizzo del caschetto protettivo, o altri accorgimenti, chiaramente, possono essere affrontate meglio se intanto si chiarisce questo punto.

In Germania è il Ministero federale della Giustizia e della tutela del consumatore che ha emesso un’ordinanza sulla partecipazione dei “piccoli veicoli elettrici” alla circolazione stradale. Tutti gli e-scooter, monopattini compresi, sono chiamati veicoli a motore e non devono essere approvati da un’autorità. Devono però avere un benestare tecnico legalmente richiesto e vincolante.

Gli e-scooter si possono condurre solo sulle piste ciclabili integrate, sia dentro che fuori i centri abitati. Per la guida in altre zone di traffico sono previste delle deroghe che vengono indicate da un cartello stradale che raffigura un monopattino. In ogni caso deve essere stipulata una polizza assicurativa.

Questi veicoli, quindi, hanno anche una targa assicurativa (una targhetta come i veicoli Am). Qualora l’e-scooter sia manomesso, il conducente guida perciò senza permesso di esercizio e copertura assicurativa. Questo configura un reato penale, con gravi conseguenze legali per il titolare di una patente di guida tedesca (ad esempio classe B) che arrivano fino al ritiro della patente di guida; così come se lo si guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore allo 0,3 o dopo aver assunto sostanze stupefacenti. L’età minima richiesta per condurli è 14 anni.

Un recente sondaggio su 18 paesi europei (non solo appartenenti all’Unione) condotto dal Forum degli istituti europei di ricerca sulla sicurezza stradale (Fersi), che in Italia ha come referente il Centro di ricerca per il trasporto e la logistica (Ctl) della Sapienza di Roma, evidenzia che nella maggior parte di questi paesi, tra cui l’Italia, i monopattini sono invece equiparati alle biciclette.

(Foto: Unsplash)

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