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Non parla bene l’italiano, gli viene imposto di rifare la patente

Non parla bene l’italiano, gli viene imposto di rifare la patente

| il 02, nov 2016

L’uomo fermato dalla municipale durante un controllo ha fatto ricorso al Tar e ha vinto

Il vigile che lo ha fermato riteneva che il suo italiano fosse un serio pericolo per la circolazione. Così ha segnalato l’ipotetica “infrazione” alla Motorizzazione di Bologna che ha quindi comunicato subito all’interessato che avrebbe dovuto subito ripetere l’esame, superato appena un anno prima, proprio per via del suo presunto italiano zoppicante. Nemmeno la memoria difensiva presentata dall’avvocato dell’automobilista ha potuto modificare la decisione oramai presa. Ha dell’incredibile la vicenda che ha costretto il cittadino straniero residente a Castelguelfo ad intraprendere la strada del Tar che ha dato ragione all’automobilista annullando il provvedimento assunto e bacchettando in più passaggi della sentenza sia il vigile urbano che la Motorizzazione. Dai giudici è arrivata una stoccata all’agente, poiché appare quantomeno “singolare che un soggetto che ha conseguito la patente nel 2015 sottoponendosi ad un esame presso una motorizzazione civile, l’anno successivo mostri di non conoscere la lingua italiana”. Nella sentenza si legge che  “la conoscenza della lingua italiana non è condizione per conseguire la patente di guida”. Secondo il Tar poi la singolarità della vicenda è duplice, visto che l’uomo “vive ormai stabilmente con il proprio nucleo familiare in Italia” e che quindi si presume parli italiano più o meno correttamente. Non mancano nemmeno censure nei confronti della Motorizzazione che di fronte a una segnalazione “singolare”, avrebbe dovuto “fare qualche accertamento” che non c’è stato. Certo, l’autorità gode di una sua discrezionalità riguardo alle revisioni delle patenti. Ma questo, mettono nero su bianco i giudici, non la «esime» dall’obbligo «di esternare, con riguardo alle singole fattispecie, le ragioni che hanno ingenerato i concreti dubbi sulla persistenza dei requisiti» per poter guidare. Infine, va ricordato che il codice della strada prevede la revisione della patente solo di fronte a infrazioni «di particolare gravità», del tutto assenti in questo caso.

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