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domenica 24, settembre 2017

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In prima linea

In prima linea

| il 13, ago 2015

L’essere costantemente in prima linea, come certifica la storia di Unasca, è sempre determinante per l’esistenza delle nostre imprese. E questo vale ad ogni livello associativo, sia centrale che periferico.

Quanti giri di parole abbiamo speso in questi ultimi anni per cercare di esprimere il disagio, le difficoltà, la frustrazione, le aspettative e le speranze future della nostra Categoria! A tal punto che, almeno per quanto mi riguarda, diventa davvero difficile continuare a farlo per evitare di essere ripetitivi, di sentirsi inutili o, peggio ancora, di apparire come se si volesse ostinatamente descrivere una sorta di “isola che non c’è”. Tutto sembra rimanere come prima, le problematiche che ci obbligano ad un costante confronto con i PRA e ancor di più con gli Uffici della Motorizzazione crescono di giorno in giorno e ogni ipotesi di futura riforma del doppio assetto pubblico appare davvero una chimera!
E in questo stato di cose il Governo, anziché ricercare chiarezza ed equilibrio, sembra non avere una meta ben precisa quindi aumentano, nel nostro settore, gli elementi di confusione, di conseguenza le difficoltà.
Il ruolo della Motorizzazione sempre più mortificato nelle funzioni basilari di competenza, che producono ingenti risorse alle casse dello Stato mentre quello del PRA, evidente in tutta la sua duplicazione, assorbe ingenti risorse pubbliche per ripianare i disavanzi delle attività private di Aci. E poi il ruolo sempre più amletico delle Province a cui si lasciano competenze senza dare risorse per non parlare poi dell’archivio centrale della nautica da diporto insabbiatosi in chissà quale porto del mondo! E le scelte della “burocrazia” che, in assenza di concreti punti di riferimento di Governo, tendono ad essere cervellotiche se non addirittura illegittime che possono addirittura danneggiare il sistema Paese come ad esempio, per dirne una, nel caso delle radiazioni per esportazione. E il Parlamento? Non ricevuto.
E allora ti domandi “ma a che serve moltiplicare gli sforzi per proporre soluzioni e ricercare innovazioni nell’interesse generale e della Categoria che rappresenti?”. Ed è normale pensarlo visto che ormai da qualche anno la politica dei Governi in questo Paese è stata quella di delegittimare le “rappresentanze” di ogni ambito e ad ogni livello, indifferente alle proposte e sorda ad ogni ipotesi di confronto a tal punto da farti sentire inutile. Che senso ha quindi lottare contro i mulini a vento? Questo verrebbe da dire, ma non è così. In questi ultimi due mesi, obtorto collo, ho avuto molto più tempo da dedicare alla riflessione, alla valutazione del lavoro fatto e di quello da fare. E ancora una volta, come in passato, mi sono reso conto di quanto sia essenziale l’essere sempre e comunque in prima linea per rappresentare il ruolo degli Studi, tra gli attori principali dei predetti sistemi che prima o poi dovranno essere oggetto di cambiamento, sia negli assetti che nelle competenze.
E ricordarsi che l’essere stati costantemente in prima linea, come certificano i quasi cinquant’anni della storia di Unasca, è risultato sempre determinante per l’esistenza delle nostre imprese. E questo vale ad ogni livello associativo, sia centrale che periferico.
Quindi all’umano sconforto, che ci può stare, occorre subito contrapporre determinazione e convinzione di non mollare, di rimanere in prima linea, l’unica politica che un’Associazione come la nostra deve continuare a portare avanti nell’interesse generale e delle Categorie rappresentate.

Ottorino Pignoloni / Segretario Nazionale Studi

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