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domenica 24, settembre 2017

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Le esasperazioni del nostro vivere quotidiano non devono influenzare le proprie scelte e quelle della Categoria

Le esasperazioni del nostro vivere quotidiano non devono influenzare le proprie scelte e quelle della Categoria

| il 05, mag 2016

Perché, malgrado il degrado dei valori che ci opprime e tende a condizionarci ormai costantemente non solo nel nostro lavoro ma soprattutto nella vita di tutti i giorni , dobbiamo essere consapevoli delle convinzioni che stanno alla base delle nostre scelte anche grazie alle esperienze vissute nel lungo cammino che ha portato al ruolo che gli studi di consulenza hanno e che continueranno ad avere.

Qualche giorno fa, lo confesso, ho fatto una bischerata. Si giocava una partita di calcio, dal risultato scontato, che però volevo vedere. Ma ero in ospedale. Allora che ho fatto? Sono andato a vederla a casa, litigando con mezzo mondo che avevo attorno. Mi sono preso un’ora e mezza di libertà. Libertà dai pensieri, dalle brave infermiere che, preoccupate, nel frattempo hanno cominciato a cercare che fine avessi fatto. Dal mio punto di vista non ero scappato, non avendo necessità di cure impellenti. Avevo voglia di vedermi una partita a casa, libero dai condizionamenti di alcun tipo. Una volta finita la partita, sono rientrato in stanza fischiettando, in tuta, come se nulla fosse, soddisfatto per il risultato (anche se scontato di questi tempi per la squadra del cuore naturalmente a parte l’Ascoli), con le infermiere leggermente incredule, contente per avermi ritrovato, forse perplesse (magari comprensive chissà?). Ma una volta a letto non riuscivo a prendere sonno. Perché? Avevo piena cognizione di quello che avevo fatto, volutamente fatto, malgrado che ragionevolezza non poteva ammettere una simile scelta. Perchè quindi? Forse l’esasperazione e il rifiuto (o la paura) del momento vissuto? E mi sono venuti in mente i messaggi letti sul nostro forum nelle ultime settimane. Mi ritornavano alla mente le “esasperate” valutazioni degli eventi trattati che venivano fornite da chi interveniva quasi sempre sopra le righe. Ad esempio contro colleghi i cui comportamenti professionali danneggiano pesantemente la Categoria a tal punto da portarla alla sua scomparsa. E perchè? I cambiamenti, la digitalizzazione etc etc etc non potranno che favorire, per colpa dei predetti colleghi, la marginalizzazione del nostro ruolo…ma è proprio così?? a ben riflettere e ricordando le esperienze passate non esiste alcuna ragione oggettiva che possa certificare simili scenari….di colleghi che sono tutto meno che professionisti/imprenditori ne abbiamo avuti sempre a iosa (il nostro peggior nemico, ricordate?) e non c’hanno ammazzato come Categoria; di cambiamenti anche radicali nel nostro ambito ne abbiamo vissuti più di uno eppure il nostro ruolo non è in discussione mentre lo sono, per legge (e logica nell’interesse generale) quelli di Aci e Motorizzazione che al contrario, con dinamiche, meccanismi e filosofie profondamente diversi tra loro, son loro che vorrebbero seppellirci o al massimo schiavizzarci operativamente parlando. È corretto quindi analizzare questo scenario esasperando i ragionamenti, stravolgendoli spesso e volentieri, anziché valutarli con la dovuta forza mentale che deve essere alla base delle nostre scelte basate sulla fiducia in se stessi, del lavoro che si fa e del conteso a cui si appartiene? Certo che non è corretto far prevalere l’esasperazione, è profondamente sbagliato. Nelle scorse settimane il sindaco di un capoluogo di provincia “ha inaugurato” una nuova agenzia (regolarmente autorizzata) nata in un centro Cisl (una società di capitali di proprietà del sindacato) al grido di “pratiche auto semplici ed automatizzate” scatenando comprensibile fastidio, di varia natura, tra i nostri colleghi soprattutto perchè un sindaco (di tutti) sponsorizzi qualcuno! È sciocco ed inopportuno, ma cosa ne capisce un sindaco della politica attuale fatta di costante ricerca di consenso ovunque e comunque senza che abbia la minima percezione di dove sta e cosa fa…..esasperante sì, ma che non merita reazioni sconnesse anche perchè a me appare molto più scandaloso che in questo sgangherato Paese ci siano parlamentari che chiedano modifiche legislative per dare ai patronati, ai sindacati ai Caaf servizi automobilistici ed autentiche di firme senza il rispetto di una legge che regola il settore! Tornando all’io……rimunginando i pensieri notturni di cui sopra solo una spiegazione appariva sostenibile del perchè avessi agito in tal modo: l’esasperazione, aldilà delle motivazioni. Un sentimento che può starci, per le più svariate ragioni, ma che non può in realtà prevalere perché inutile deleterio. Quello che deve prevalere in noi, in un’epoca così penosa sotto il profilo dei valori, nei comportamenti pubblici e di quelli di molte istituzioni latitanti e senza alcuna visione del futuro, è la convinzione di non abbatterci, di rimanere sereni, e di credere in quello che facciamo, nel lavoro e nel valore delle attività di “squadra”. L’Unasca, con tutti i suoi limiti, ha creato tutta una serie di condizioni professionali, etici e soprattutto di natura culturale per dare politiche di categoria, sostegno operativo e opportunità di crescita sotto ogni punto di vista per chiunque ci creda. Nella legalità. Sono lì a certificarlo il Gruppo Sermetra, il Centro Studi e le crescenti sinergie con l’Università di Macerata e l’Ente bilaterale EBAS oltre a quelle con il Registro Storico FMI e la Confcommercio. Le nostre scelte passate per valorizzare le imprese in rete con spirito solidaristico e altamente innovativo non potranno che continuare ad essere un punto di riferimento costante per le scelte del presente e del prossimo futuro. LAVORANDO DI SQUADRA

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