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Scandalo patenti nautiche: l’inchiesta raggiunge San Marino

Scandalo patenti nautiche: l’inchiesta raggiunge San Marino

| il 23, mar 2015

L’ex luogotenente ha anche fatto il nome di altre persone che si erano rivolte a lui per ottenere la licenza nautica senza sostenere l’esame.

Vincenzo Loiacono, ex della Capitaneria di porto di Pesaro, vuota il sacco e racconta di un lucroso giro d’affari che consisteva nel vendere patenti nautiche ai chi aveva soldi per comprarle e nessuna voglia di studiare per sostenere l’esame. Ma il giochino, dopo mesi e mesi di indagini condotte dai carabinieri è stato scoperto ed i due sottufficiali – Stasi e Loiacono – sono stati arrestati il 18 febbraio scorso. Stasi ha sempre continuato a negare ogni addebito mentre Loiacono, fin dal primo interrogatorio è stato più collaborativo. Nel corso di un colloquio, da lui espressamente richiesto, l’ex luogotenente pesarese ha aggiunto nuovi particolari: «Ci facevamo pagare per quelle patenti» fornendo il luogo d’incontro, nei pressi dell’A14 dove si vedeva con il suo collega riminese per dividersi i soldi delle varie pratiche’ che i due trattavano. In media ogni patente fruttava seimila euro. L’ex luogotenente ha anche fatto il nome di altre persone che si erano rivolte a lui per ottenere la licenza nautica senza sostenere l’esame. In totale sono così venti le patenti false già individuate mentre altre cento sotto finite nel mirino degli inquirenti. Le dichiarazioni hanno aperto un altro filone d’indagine e porterebbero gli inquirenti a San Marino.

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