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venerdì 19, luglio 2019

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Anno nuovo, ma gli obiettivi non cambiano

Anno nuovo, ma gli obiettivi non cambiano

| il 20, gen 2014

Impegni per l’anno nuovo

Dopo il Convegno Nazionale e i Consigli delle Segreterie, Autoscuole e Studi di Consulenza guardano agli impegni per questo nuovo anno. Il punto di vista del Segretario Autoscuole Emilio Patella e del Segretario Studi Ottorino Pignoloni. Il 2013 si è chiuso con gli impegni assunti durante il Convegno nazionale? Che cosa vi attende ?

Pignoloni:

Il Convegno ha visto la partecipazione di moltissime persone che provenivano da tutte le parti d’Italia e questo è un fatto importante, soprattutto di questi tempi. Il tenore delle domande è stato un indice dell’attenzione e della comprensione dei temi che abbiamo affrontato. Il fatto che tutti si siano resi conto della situazione in cui ci troviamo e di cosa ci aspetta è sicuramente un buon risultato. E il segnale è arrivato anche dai nostri ospiti, che si sono detti molto soddisfatti dell’incontro. Osservando l’andamento delle politiche di questi anni è facile comprendere la preoccupazione di ieri e di oggi dei nostri associati, perché se da un lato è evidente che il sistema pubblico tenda a chiederci un aiuto; dall’altro, di questi tempi, questo aiuto richiede sforzi onerosi e procedure importanti, considerato anche il fatto che politicamente siamo in una fase di continuo cambiamento. Ci sono investimenti da compiere e oggi, in una situazione di crisi in cui mancano lavoro e soldi e in cui i meccanismi stessi vengono cambiati in corsa, prima ancora che vengano metabolizzati non è affatto facile e sempre meno sopportabili.

 

Osservando l’andamento delle politiche di questi anni è facile comprendere la preoccupazione di ieri e di oggi dei nostri associati

Patella:

Credo che in questo momento Unasca stia rappresentando un punto di riferimento preciso per gli operatori di settore, in grado di dare prospettive e competenza. Gli interventi e le domande degli associati, per esempio, nel corso del Convegno di dicembre, sono stati lo specchio della preoccupazione per problematiche effettive che sono state affrontate negli ultimi tempi e che sono tuttora in corso. I problemi sono tanti e credo sia emersa l’esigenza da parte degli associati non solo di esternare queste difficoltà e di poterle comunicare, ma anche di avere l’occasione di portarle all’attenzione dei dirigenti. La soddisfazione per la grande partecipazione di dicembre si unisce a quella di aver dato modo agli associati di confrontarsi con un canale diretto circa le problematiche comuni che coinvolgono la categoria. Quali sono le criticità su cui Autoscuole e Studi dovranno ancora lavorare?

Patella:

Durante il Consiglio Nazionale delle Autoscuole sono stati spiegati i decreti e le norme in via di elaborazione, che verranno pubblicati nei prossimi mesi. Le nuove norme, infatti, ci metteranno in una situazione molto critica. Ad esempio, dovremmo adeguare il parco veicolare senza sapere quali sono le norme indicano con quali veicoli e con quale sistema poterlo fare. Abbiamo rilanciato le proposte sulla formazione, compresa quella per una campagna di educazione stradale rivolta agli adulti con target utenza debole. Proseguirà il nostro impegno per dare voce e amplificare la campagna del Ministero “Sulla buona strada”. Si è deciso di proporre un rafforzamento della formazione dei conducenti, estendendo le guide certificate a tutte le categorie di patente, i sperimentando percorsi didattici certificati per estendere l’aggiornamento a tutti i conducenti abilitati. Sono state poste le basi per il codice deontologico delle autoscuole sulle parole d’ordine “professionalità, legalità e sinergia”. Come Associazione cerchiamo sempre di legare le occasioni di lavoro per i nostri associati a prospettive ed elementi che servono al sistema Paese, nell’interesse dei cittadini. A questo proposito, abbiamo impiegato una parte dei fondi per la preparazione di un opuscolo da distribuire ai nostri clienti in occasione del rinnovo patente. È stata anche proposta una polizza di responsabilità professionale che finora non c’era e che rappresenta un nuovo strumento assicurativo importante per i soci.

Pignoloni:

Al Consiglio Nazionale Studi sono state trattate molte tematiche: dal Disegno di Legge sulle semplificazioni al Senato, dove c’è il famigerato articolo 10, che contrasteremo perché dobbiamo passare da un sistema doppio ad un archivio unico per i veicoli; il Codice della Strada, perché da gennaio si discute della delega per la modifica ulteriore al Codice, in cui sono previste norme di semplificazione anche negli ambiti nei quali operiamo. Tra le criticità emerse, c’è ovviamente il problema della spending review, che, per quanto ci riguarda, mette in luce tutta la questione della riforma del sistema Motorizzazione – Aci. Noi siamo all’interno di questo sistema, siamo il terzo soggetto, con pari ruolo e funzione. Per questo, il 2014 sarà caratterizzato ancora una volta da una serie di iniziative: il ricorso al Tar contro l’aumento tariffario del Pra e altre che stiamo per metter in atto, proseguendo nella nostra azione puntuale di sensibilizzazione alle emergenze del settore, in attesa di un cambiamento non solo normativo, ma strutturale e operativo, visto i costi pesanti con cui dovremo confrontarci.

Noi siamo all’interno di questo sistema, siamo il terzo soggetto, con pari ruolo e funzione

Che cosa vogliono secondo voi gli associati?

Patella:

Credo che vogliano prima di tutto, e come sempre, sicurezza: sia per quanto riguarda il loro ruolo, sia sulle procedure. Di norme ne abbiamo avute tante, adesso dobbiamo passare a procedure che siano uniformi, razionali e che ci facciano lavorare meglio. Credo che vogliano un continuo scambio con il Ministero e con tutti i nostri referenti istituzionali e parlamentari, per portare avanti le esigenze della nostra categoria.

Pignoloni:

Credo che la categoria si aspetti di poter continuare ad essere un soggetto permanentemente attivo e propositivo che tuteli la dignità, non solo dei professionisti quali siamo e quali dobbiamo essere, attraverso la formazione e la qualificazione che noi sollecitiamo quotidianamente, ma anche soprattutto che difenda un ruolo, e che possa svolgere questo ruolo contro l’illegalità, contro l’irresponsabilità e contro i comportamenti eticamente discutibili che dilagano attorno a noi, in assenza quasi totale dei controlli e del sostegno da parte delle Istituzioni.

Pubblicato sul numero 01/2014 del magazine Il Tergicristallo

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