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Dalla parte del lavoro

Dalla parte del lavoro

| il 30, set 2013

Unasca, assistita da Confetra, ha stipulato assieme ai sindacati FILT-CGIL, FIT-CISL UILTRASPORTI il rinnovo del contratto collettivo nazionale che interessa oltre 40.000 addetti nei settori delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica. Mario Forneris ci spiega il nuovo contratto.

1- In che modo il nuovo CCNL permetterebbe il recupero del potere d’acquisto degli addetti del settore e la stabilizzazione dell’occupazione?

Il mantenimento e, ove possibile, l’incremento del potere d’acquisto dei lavoratori unitamente alla stabilità dei livelli occupazionali del settore sono i principi cardine ai quali ci si ispira in fase di rinnovo del CCNL, che tuttavia devono mantenere compatibile il costo del lavoro aziendale con la realtà delle tariffe praticabili sul mercato. E’ importante rimarcare che nella perdurante situazione di crisi era nient’affatto scontato che si riuscisse a trovare le condizioni per un accordo, pur consapevoli del notevole valore, anche simbolico, di impegnarsi per il futuro. In occasione di questo rinnovo contrattuale si è riusciti a condurre i lavori con un atteggiamento molto aperto, da ambo le parti, all’introduzione di elementi innovativi funzionali a revisionare vincoli obsoleti rispetto alle attuali condizioni del mondo dei servizi, limando così i costi indotti in modo da poter concordare un aumento salariale superiore rispetto a quello risultante dall’applicazione aritmetica degli automatismi di aggiornamento. Si tratta di un risultato ampiamente positivo che offre alle imprese del settore maggiore possibilità di reggere all’impatto della flagellante crisi dei consumi.

2- Quali sono i punti principali del nuovo contratto?

Le principali novità sancite dal rinnovo riguardano l’alleggerimento dei periodi transitori in entrata e in uscita nonché di reiterazione dei contratti a tempo determinato; la minore onerosità del ricorso al lavoro supplementare, notturno e straordinario, che è di norma contingente; la stabilizzazione contrattuale del part-time ad orario ridottissimo per i docenti delle autoscuole rientranti in particolari categorie di lavoratori; il rafforzamento della bilateralità quale elemento di diritto contrattuale per il lavoratore e di crescita per le aziende del settore; una più certa definizione dei reciproci vincoli nel godimento dei periodi di ferie, un’adeguata dilazione dell’aumento salariale e l’importo particolarmente contenuto della una tantum. A queste si aggiungono alcune riflessioni condivise su altri contenuti del Contratto che potrebbero essere sottoposti a modifica temporanea in conseguenza della crisi, e che saranno oggetto di specifico accordo complementare a seguito di un ulteriore confronto già programmato per il mese di settembre.

3- Che ruolo ha il protocollo anti crisi? E quali benefici apporterà per le imprese che accedono alle prestazioni previste dagli ammortizzatori sociali?

Il protocollo anticrisi, sottoscritto nel 2009 e rinnovato all’inizio del 2012, è uno strumento fondamentale di sostegno e protezione per le aziende particolarmente colpite dalla congiuntura negativa e per i loro lavoratori, che permette di non disperdere la professionalità di coloro che da anni lavorano in questo ambito e di prendere atto della caduta verticale della mole di lavoro. Si tratta di un impegno che dimostra il grande senso di responsabilità e solidarietà che esiste tra coloro che operano all’interno delle micro-imprese che caratterizzano il settore e che permetterà di stabilire una riduzione dell’orario di lavoro molto consistente – in linea con i dati statistici istituzionali su veicoli e conducenti – a fronte dell’impegno dell’imprenditore a non procedere alla riduzione di personale dipendente. Naturalmente è auspicabile che siano costantemente garantite le risorse economiche che il Governo mette a disposizione per l’integrazione salariale compensativa.

4- In che modo sono state definite le procedure di riduzioni dell’orario al fine di non intaccare il personale?

Nel rinnovo del Protocollo anti-crisi si è tenuto conto delle difficoltà di applicazione emerse negli scorsi anni e dovute principalmente alle caratteristiche dimensionali e alla frammentarietà territoriale delle imprese interessate all’utilizzo di questo strumento. Spesso l’adesione al Protocollo è risultata complicata per tempi e modalità, generando di fatto un costo indotto che è contraddittorio rispetto ai presupposti. Per questo motivo si è deciso di snellire al massimo la procedura, anche in considerazione del fatto che nel frattempo è stato costituito l’ente bilaterale EBAS, in modo che l’attuazione aziendale possa essere realizzata con puntualità rispetto alla effettiva esigenza e senza eccessivi pesi procedurali, pur nel rispetto della garanzia di regolarità dell’operato che sarà valutata per competenza dall’EBAS. Confidiamo nel fatto che, in attesa della tanto auspicata ripresa economica, il Protocollo anti-crisi permetterà nel prossimo triennio a parecchie aziende di sopravvivere e ad un apprezzabile numero di lavoratori di non trovarsi allo sbaraglio. 

Pubblicato sul numero 09/2013 del magazine Il Tergicristallo

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