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Guida l’auto con l’Alzheimer: fermata e denunciata nel Napoletano

Guida l’auto con l’Alzheimer: fermata e denunciata nel Napoletano

| il 26, set 2016

Le indagini dovranno chiarire la dinamica con la quale il medico ha rilasciato quel certificato, il Vice Segretario Datri: “Servono controlli e procedure più severe”.

Ottantasei anni, l’Alzheimer e una gran passione per i motori, tale da costarle una denuncia. È quanto accaduto a un’anziana signora di Torre del Greco, che non volendo rinunciare alla sua passione per la guida, ha dichiarato il falso per ottenere un nuovo certificato medico per il rinnovo della patente. In particolare, la donna ha “trascurato” durante la visita medica presso una scuola guida di essere affetta da Alzheimer, motivo per cui le era stata precedentemente revocata la possibilità di rinnovo. A scoprire, con stupore e al tempo stesso forte preoccupazione, l’accaduto è stata la figlia dell’86enne. La donna ha visto sua madre alla guida di un’auto e immediatamente ha segnalato quella assurda situazione alle autorità competenti. Gli investigatori hanno quindi provveduto a denunciare l’anziana per falsa dichiarazione a pubblico ufficiale, mentre sono in corso accertamenti per appurare le altre responsabilità nella vicenda. In particolare le indagini dovranno chiarire la dinamica con la quale il medico ha rilasciato quel certificato senza rendersi conto delle reali condizioni fisiche della donna.

Un errore che a detta del Vice Segretario Nazionale Autoscuole Unasca, Antonio Datri, sarebbe da addebitare principalmente al medico che ha firmato il certificato. “Esiste una normativa ben precisa sul rilascio e sulla validità i della patente, che cura in questo caso proprio il medico indicato per le visite. La scuola guida – prosegue Datri – è attiva in una prima fase, quando vengono inviati i dati al centro che poi dovrà elaborarli. Un passaggio prettamente burocratico, al quale segue quello determinante che è appunto la visita medica e il rilascio del certificato anamnestico. In questo caso, evidentemente, la responsabilità è maggiormente del medico che non ha approfondito la visita, accordando quel permesso”. A proposito poi delle visite mediche, Datri aggiunge ancora: “Sarebbe ora di riservare a queste procedure maggiori controlli, in quanto purtroppo si tratta di illeciti piuttosto frequenti”.

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