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venerdì 18, giugno 2021

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Missione uniformità, la svolta della Motorizzazione in Friuli-Venezia Giulia

Missione uniformità, la svolta della Motorizzazione in Friuli-Venezia Giulia

| il 12, mag 2021

Uniformare i servizi della Motorizzazione del Friuli-Venezia Giulia, la sua missione degli ultimi nove mesi di servizio come dirigente pubblico. Guglielmo Galasso, classe 1954, nato a Cuneo, laurea in Ingegneria elettronica a Trieste nel 1978, nominato direttore nell’agosto del 2020, quando la pandemia sembrava pure arretrare ma la Pubblica amministrazione si attrezzava per riorganizzare i servizi allo sportello, ha messo sul tavolo due idee semplici: le prenotazioni a teatro e le cassette di sicurezza.

Regione a statuto speciale, il Friuli-Venezia Giulia nel 2016 ha abolito sue provincie. Passaggio epocale, che ha coinvolto, giocoforza, anche i servizi degli uffici della Motorizzazione le cui competenze sono passate interamente alla Regione. Alla griglia di partenza del processo di “centralizzazione” regionale, la Motorizzazione si presentava con fisionomie completamente differenti da un territorio all’altro. Così, dopo aver girato l’Italia delle telecomunicazioni private e della Pubblica amministrazione, da Milano a Firenze, sino a Trieste, e aver lavorato prima al sistema informativo sanitario regionale, poi come direttore tecnico della Protezione civile e poi ancora all’Ispettorato forestale regionale, Galasso mette in gioco le sue competenze gestionali e il suo amore per i motori. In pensione dal 1° maggio, l’ex Direttore spiega quale situazione si è trovato a dover gestire anzitutto sul versante dei servizi informatici.

«Il punto è – spiega Guglielmo Galasso – che gli ex uffici provinciali avevano nel tempo assunto fisionomie molto differenti. Per capirci, si adottavano metodi di pagamenti diversi da un ufficio all’altro. Chi accettava carte di credito e chi bollettini. Poi c’era un tema organizzativo degli sportelli. A Trieste c’è lo sportello “motocicli”, altrove no. A Udine trovi lo sportello “macchine agricole” che non c’è a Pordenone. La pandemia ci imponeva di poter accedere a tutti i servizi indipendentemente dalla zona di residenza, nelle limitazioni agli spostamenti. Per dare seguito alla richiesta di maggiore uniformità che arrivava dalla Giunta regionale, la prima mossa da fare era che il pubblico accedesse agli uffici mediante prenotazione. Andava attivato un servizio informatico su scala regionale».

Operazione che non si fa con uno schiocco delle dita, ma che si può prendere “a prestito” da altri settori dove funziona benissimo. «La soluzione era modificare un programma per le prenotazioni dei posti a teatro e cambiare le poltrone con gli slot temporali per accedere agli sportelli. Su questa operazione, si è innestato un nuovo servizio di call center. È stata senz’altro una lotta contro il tempo nel peggiore dei momenti, con tutte le limitazioni che il Covid imponeva e tutt’ora impone. Il risultato è che non ci sono più code e il servizio si dà esattamente all’ora della prenotazione. Va talmente bene che credo diverrà permanente».

Questo per quel che riguarda l’accesso dei privati. Galasso ha rivoluzionato anche le relazioni con gli operatori professionali di Studi e Autoscuole. «Abbiamo introdotto un’idea messa in pratica in parte solo a Udine: il cosiddetto “back office”, che permette di risparmiare tempo e di rendere il lavoro molto più regolare. Abbiamo predisposto delle cassette, come quelle di sicurezza che si trovano nelle banche, nelle quali gli operatori lasciano le pratiche da controllare e validare da parte dell’ufficio pubblico e che poi vengono restituite nella stessa modalità. Così, carte di circolazione, patenti, targhe sono recuperate una volta validate dai nostri funzionari. Devo dire che la risposta è stata davvero buona da parte delle agenzie e delle autoscuole che sono state ripagate con una grande regolarità di erogazione dei nostri servizi». E poi è stato avviato anche il tavolo tecnico sul Documento unico, che ha permesso di monitorare disfunzioni di sistema e fare il punto su proposte da sottoporre poi ai sistemi informatici centrali delle Amministrazioni a Roma.

Figlio di un funzionario del Ministero del Tesoro, l’ingegner Galasso alla Motorizzazione regionale del Friuli-Venezia Giulia ha raccolto una sfida in cui il tempo non era l’unico ostacolo. «Quando ho accettato l’incarico ho imposto una marcia a tappe forzate. Dobbiamo essere più efficienti, perché il personale sta diminuendo. In Regione devono arrivare otto persone in forza alla Motorizzazione, ma copriranno solo in parte le defezioni. A questo si aggiunge il tempo necessario alla loro formazione. Mentre, nonostante la pandemia, per fare un esempio, nel 2020 il numero di revisioni e collaudi è aumentato. La risposta, perciò, è fare fronte comune, ed evitare di allungare i tempi di erogazione dei servizi».

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