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Nazionalizzazioni, le proposte di Unasca al Ministero

Nazionalizzazioni, le proposte di Unasca al Ministero

| il 15, nov 2021

di Gilberto Negretti, Responsabile Nazionalizzazioni nella Segreteria nazionale Studi

Per norme e procedure, la nostra attività quotidiana è spesso uno stress test di cui si è iniziato a tenere conto nelle Istituzioni. La partecipazione ai tavoli tecnici del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha precisamente questo scopo e da questo confronto è nata la richiesta all’Associazione di un documento propositivo sulle nazionalizzazioni. Con l’approccio caratteristico di questa Segreteria nazionale, abbiamo messo a frutto l’esperienza sul campo e il flusso di informazioni che gli Associati e il gruppo di lavoro sulle nazionalizzazioni hanno trasmesso in questi mesi. Dall’ottimizzazione delle procedure di nazionalizzazione nel Documento unico, ne siamo certi, può seguire un ulteriore passo in avanti per la nostra categoria professionale.

Il primo punto da affrontare è che targhe e documenti di circolazione esteri di un veicolo non sono più consegnati alla Motorizzazione. Chiusa la pratica di nazionalizzazione per i veicoli provenienti da Paesi Ue che abbiano ricevuto la targatura italiana, i vecchi documenti di circolazione devono essere conservati negli uffici dei consulenti automobilistici per sei mesi. La richiesta che ne segue è che gli Studi di consulenza abbiano tutti gli strumenti per far fronte a questo compito.

Nella Circolare MIT-ACI 14794, del 27 maggio 2020, si dispone che la distruzione dei documenti di circolazione dei veicoli già immatricolati in altro Paese Ue e nazionalizzati avvenga solo a decorrere dal settimo mese successivo a quello di presentazione della pratica. Questo lasso di tempo è necessario agli uffici della Motorizzazione di rispondere a eventuali richieste di restituzione dei documenti originali formulate dalle Autorità estere, secondo le disposizioni contenute nella direttiva 1999/37/CE. La norma europea sembra tassativa: parla di autorità competenti che ritirano, conservano, informano, rispediscono la carta di circolazione. Se ritenuti tali, allora è necessario che agli Studi venga fornita la possibilità di accedere a tutti i criteri di antifalsificazione, con accesso ad eventuali banche dati, per accertare preventivamente l’idoneità dei documenti esteri in nostro possesso con l’attivazione di controlli a campione. Inoltre, dobbiamo poter rilasciare gli attestati di nazionalizzazione in quanto i documenti di circolazione e le targhe sono in nostro possesso.

Ci sono altre questioni sorte con l’avvio del Documento unico, su cui pensiamo di poter far valere la nostra competenza professionale. Il censimento dei telai, da cui oggi restano fuori le procedure che, rispetto all’acquisto del veicolo, lo considerino come bene strumentale per le imprese o in regime del margine, con il conseguente pagamento dell’IVA sulla sola differenza tra il prezzo al momento dell’acquisto e quello della rivendita. Ampliando le maschere, il database comune a Motorizzazione e Agenzia delle Entrate verrebbe popolato con tutte le voci che consentono di svolgere l’esame tecnico per l’immatricolazione.

C’è poi una questione di convenienza operativa a estendere a tutte le nazionalizzazioni la procedura di abilitazione tecnica preventiva sganciata dall’istanza e dalla richiesta di immatricolazione; sulla cui piena applicabilità si è recentemente espresso il Dg Pasquale D’Anzi e che potrebbe essere proposta come regola generale con il vantaggio, per la Motorizzazione, di procedere con l’analisi tecnica dei documenti, l’abilitazione tecnica del telaio nella maschera di censimento, la ricerca di omologazione e la pre-convalida anche prima che il veicolo debba essere immatricolato. Non solo. Le abilitazioni tecniche dovrebbero essere in tutti i casi sempre indipendenti dalla abilitazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate, tenuto conto che l’immatricolazione sarà inibita automaticamente dal sistema. In questo modo, una volta ottenuta l’abilitazione tecnica preventiva dalla Motorizzazione, l’Agenzia potrà lanciare direttamente l’immatricolazione semplicemente aggiungendo l’Istanza Unica con i dati del proprietario. Si avrebbe così il vantaggio di evitare che eventuali errori in Istanza (come un banale numero civico) costringano le Agenzie a cancellare completamente i fascicoli digitali, magari già pre-convalidati, dato che non è possibile correggerli senza cancellare e rifare l’Istanza. Inoltre, con due binari paralleli, i commercianti si avvantaggerebbero con i procedimenti di rilascio del parere preventivo con abilitazione tecnica dei veicoli senza aspettare di avere venduto i veicoli, e di essere più veloci e rapidi quando arriverà il momento di immatricolarli.

Sugli esemplari unici, occorre intensificare la collaborazione con la Motorizzazione, attraverso due fasi. La prima prevederebbe la creazione di una semplice bozza che il funzionario può validare e una seconda fase in cui alle imprese di consulenza si rilascia una abilitazione alla creazione autonoma di EU definitivi. Resta inteso che la Motorizzazione effettuerà a campione una attività di controllo degli esemplari unici creati autonomamente dagli Studi abilitati, con conseguente disabilitazione dell’autorizzazione qualora si riscontrassero degli abusi.

Infine, tra le proposte della Segreteria nazionale Studi, va superata la visita e prova per veicoli importati con revisione scaduta da più di un anno, per i quali si chiede la possibilità di immatricolare in via amministrativa annotando sulla carta di circolazione la dicitura “veicolo da sottoporre a revisione prima di essere posto in circolazione” sollevando gli uffici UMC dal collaudare, ad esempio, autovetture che potrebbero benissimo essere oggetto di operazione tecnica nelle officine. E, in aggiunta, riteniamo necessario fornire istruzioni certe sulle richieste di documenti da allegare alle formalità. Purtroppo, continuiamo ad assistere a una vera e propria interpretazione frammentaria sul territorio nazionale, fenomeno che genera la migrazione di grossissime quantità di formalità da una regione all’altra alla ricerca spasmodica della provincia meno esigente.

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