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sabato 4, dicembre 2021

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Piemonte, risposta di filiera alla mancanza di autotrasportatori

Piemonte, risposta di filiera alla mancanza di autotrasportatori

| il 13, nov 2021

È una delle prime risposte di filiera alla mancanza di conducenti nel settore dell’autotrasporto. Unasca, con Randstad Logistics e Confartigianato Imprese del Piemonte Orientale, completa la “catena di trasmissione” che parte con la selezione del personale e si chiude con l’impiego nelle imprese di trasporto. Nel mezzo, la formazione: patenti C, la Cqc e poi le patenti CE. È l’iniziativa Randstad for Driving partita a giugno del 2021 e che è divenuta operativa a ottobre. Sono 13 i profili selezionati, la cui formazione di 200 ore per ciascun aspirante conducente è finanziata grazie ai fondi Formatemp. Al termine dei corsi, verranno inseriti in azienda con un contratto iniziale di somministrazione. Le iscrizioni sono aperte fino al 17 novembre, i corsi iniziano il 23 novembre e prevedono la frequenza obbligatoria.

Il soggetto formatore è il Consorzio CAMP (Consorzio Autoscuole Mezzi Pesanti) di Novara. Per conseguire le patenti C e CE e la Cqc è necessario avere 21 anni compiuti, possedere la patente B, essere disoccupati o lavoratori con contratto di somministrazione in qualunque settore.

«A giugno di quest’anno – riassume il Presidente del CAMP Davide Pombia – abbiamo dato corso a un progetto che era stato abbozzato con Randstad e la Confartigianato tra il 2018 e il ’19. Allora la carenza di autotrasportatori era un tema già in agenda delle imprese, ma non era così drammatico quanto lo si vede oggi. In quattro mesi abbiamo una prima risposta alle esigenze delle imprese. Lungo la Milano-Torino, tra Novara, Pavia, Varese e Vercelli, c’è una importante presenza di aziende internazionali che operano nella logistica e nella distribuzione, dalla moda all’e-commerce. Dal punto di vista dei formatori delle autoscuole, verrebbe da dire che i veri navigator siamo noi, la filiera che ha messo in piedi questo progetto. E che ha un valore sociale ed etico importante perché rivolto a persone disoccupate che possono ritrovare così un impiego».

(Nella foto: Davide Pombia)

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