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lunedì 19, agosto 2019

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Senato, tavolo tecnico per il Codice della strada

Senato, tavolo tecnico per il Codice della strada

| il 29, mag 2019

Un tavolo tecnico tra parlamentari e tecnici del settore per un confronto sul Codice della strada. È l’iniziativa del senatore Antonio Barboni, ex ufficiale medico e componente delle commissioni patenti, ora in Commissione Lavori pubblici del Senato che ha competenza sui trasporti. Primo appuntamento giovedì 30 maggio per un incontro dal titolo “Mobilità 3.0: dalle idee alle iniziative parlamentari”. UNASCA partecipa con il Vice segretario nazionale Autoscuole Antonio Datri e con Manuel Picardi, Segretario generale di EFA. Il tavolo tecnico convocato dal senatore Barboni vorrebbe non avere connotazione politica, perché i risultati che sarà in grado di sviluppare siano messi a disposizione dei parlamentari di maggioranza tanto quanto di opposizione.

«Il punto – spiega il senatore Barboni ai microfoni del “Punto e Giorno al volante” – non è tanto dare qualcosa di pronto ai parlamentari di maggioranza e opposizione della Commissione, ma creare un percorso nel quale si confrontano tecnici del settore per analizzare le criticità del Codice della strada e adeguarlo alle normative subentrate. Quando arriverà il testo in Commissione Lavori Pubblici porteremo le nostre istanze».

Per ora, i partiti di maggioranza hanno scelto un doppio binario per le modifiche al Codice della strada: Legge delega e iniziative parlamentari. Tempi che rischiano di non combaciare, scenario già visto nella scorsa Legislatura.

«Quando nella precedente legislatura – commenta Barboni – si aveva certezza che non riusciva a metterci mano politicamente, si è scelta la legge delega. Si dà cioè un quadro nel quale il Legislatore lavora in autonomia, senza confronto parlamentare; poi una volta preparato prodotto nell’ambito della delega conferita lo si manda alle commissioni per i pareri. Altra cosa è fare quel che si è fatto con l’ultima riforma del Codice del 2010, cioè un lavoro di iniziativa parlamentare. Qui i tempi sono minimo tre anni perché i passaggi devono essere tanti finché il testo risulti uguale nei due rami del Parlamento.
Poi ci sono poi delle iniziative specifiche. Abbiamo approvato in quattro e quattrotto la normativa per i seggiolini con gli allarmi salva bimbi, ma lo stanziamento in finanziaria è stato del tutto residuale. Poi c’è stato il Decreto sicurezza con effetti sulle targhe estere dei mezzi dei lavoratori transfrontalieri da San Marino, Città del Vaticano e Svizzera. Su questo ho presentato un disegno di legge».

Il punto è che lo scenario tecnologico muta rapidamente e la legislazione sembra non rispondere alle sollecitazioni che arrivano dal mercato e anche dai formatori della sicurezza stradale.

«Il problema – conclude il senatore Barboni – è che in tutti questi anni, dal ’92 in poi, si è intervenuto sempre a spizzichi, introducendo nuove norme, senza una legislazione che rinnovasse invece il testo principale. Anche nella parte dei quiz sanitari, si tratta quasi sempre di norme subordinate introdotte con decreti ministeriali o dirigenziali, meccanismo che in sede di contenzioso può creare diversi problemi, come per esempio è accaduto su una recente sentenza di un giudice di pace sullo scout speed, non segnalato. Il giudice ha dato ragione al ricorrente, perché una norma subordinata non può modificare la previsione di quella sopraordinata, e cioè che i rilevatori di velocità devono essere segnalati. Questo il ginepraio in cui ci troviamo».

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