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“Signora, lei ci deve 1 milione di euro”

“Signora, lei ci deve 1 milione di euro”

| il 07, lug 2014

Tilt del sistema bolli auto in Umbria

La storia di Elvira Bonifazi, titolare dell’omonima agenzia di pratiche auto in Umbria, ha del paradossale e come sempre in certi casi dimostra quanto la burocrazia possa essere talvolta un’avventura avvilente e senza spiegazione. Tutto inizia lunedì 30 giugno in una giornata intensa di fine mese per le pratiche auto e per i pagamenti dei bolli.

La regione Umbria, in quella giornata, avrebbe dovuto riscuotere gli importi dei bolli incassati da tutte le delegazioni aci e dai punti riscossione sermetra della settimana centrale di giugno (dal 16 al 22). “A fronte dei pagamenti avvenuti nella mia agenzia, avrei dovuto versare alle casse della Regione, con un semplice RID bancario che passa in automatico, poco meno di 16mila euro”.

Per fortuna sul conto corrente dell’agenzia quegli oltre 950mila euro non c’erano, se li avessi avuti secondo lei me ne sarei preoccupata?

E invece che succede Elvira? Succede che il servizio “impazzisce” e la titolare dell’agenzia riceve la telefonata urgente della banca che riceve la richiesta di un RID mastodontico: 960mila euro. “E le pare che se ce li avevo stavo qua?” – risponde Elvira.

La giornata passa tra sbigottimento, paura, telefonate in regione, impiegati della stessa regione che stanno in vacanza e non sanno nulla.. e tentativi di capire da dove saltino fuori quei numeri stratosferici.

In breve si scopre che quei 960 mila euro non erano altro che il totale dei bolli auto riscossi dalle agenzie convenzionate e dalle delegazioni di tutta la regione. In breve si fa per dire perchè intanto Elvira aveva passato la sua mattinata in banca a stornare i rid che erano gia’ stati pagati! “Insomma in pochi giorni il disguido è stato risolto, ma il mio pensiero è che se la banca non avesse ravvisato l’anomalia dei pagamenti così evidentemente alti, e se il rid fosse stato più basso, più normale, più abbordabile, probabilmente nemmeno me ne sarei accorta. E mi domando: e quando succede così come va a finire? Chi paga?”.

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