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«Favorisca patente e documento unico»

«Favorisca patente e documento unico»

| il 24, apr 2019

(di Alessandro Cherubini, Vice segretario nazionale Studi di consulenza UNASCA)

C’era una volta la frase «favorisca patente e libretto, grazie», che lasciava fuori il Certificato di proprietà. Altra carta. Altri uffici. Dal 1° gennaio 2020, la frase sarà «favorisca patente e Documento unico, grazie». Che significherà tempi più veloci e meno burocrazia. 
 
Il Documento unico di circolazione è il punto di arrivo di lunghe battaglie di categoria professionale per gli Studi di consulenza. A partire dalla Direttiva europea del 29 aprile del 1999 sui documenti di immatricolazione dei veicoli, che aveva, tra gli altri, l’obiettivo di rendere più semplice la libera circolazione dei veicoli da uno stato dell’Unione a un altro. Dunque semplificazione e maggiori opportunità per automobilisti, motociclisti e conducenti di autocarri. Un nuovo modo di organizzare e condurre il lavoro negli Studi di consulenza. 
 
Il Documento unico, infatti, presuppone una infrastruttura in primis digitale. Il che comporta investimenti e competenze. Un affinamento del lavoro degli Studi e, insieme, una prova cruciale in un momento storico in cui la informatizzazione del Paese, inizia a entrare nella prassi quotidiana della Pubblica amministrazione così come dell’industria o della logistica. In mezzo, dunque, gli Studi di consulenza che si sono attrezzati per la svolta digitale da tempo, ne hanno assimilato i vantaggi e ne hanno apprezzato il cambiamento di mentalità che questa ha comportato. «Favorisca patente e Documento unico, grazie», si diceva, sarà la frase di rito dei controlli dal prossimo anno. I dati della  proprietà entrano nella richiesta e nel flusso di informazioni, che risulteranno nel documento unico e che accompagnerà sempre l’automobilista.
 
La situazione dei lavori sul Documento Unico si era sbloccata tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dello scorso anno, con la pubblicazione del DPR richiesto del D.Lgs. 98/2017 sul documento unico stesso, ai fini degli opportuni adeguamenti del regolamento di esecuzione del Codice della Strada. Dovrà poi intervenire un secondo Dpr, ancora in cantiere, per adeguare il regolamento introdotto dal DPR 358/2000 sullo sportello telematico dell’automobilista (STA). Il Documento sarà, sì, unico. L’idea è che tutti gli attori in gioco dovranno dialogare telematicamente di più e più rapidamente. Un unico meccanismo al servizio dell’automobilista con funzioni e competenze diverse ma integrate.
 
Infine, la conferma dell’avvio di una fase sperimentale dal 1° di luglio al 30 settembre, che è arrivata nella riunione convocata il 15 marzo scorso del Comitato Tecnico Permanente presso il MIT e ribadita nell’incontro del 22 marzo con il Sottosegretario Michele Dell’Orco con le associazioni di categoria.  
 
La tabella di marcia prevede una «fase pilota» di dematerializzazione delle pratiche relative al rilascio della Carta di circolazione e del Certificato di proprietà che diventerà poi obbligatoria dal 1° ottobre. Fase che è funzionale all’entrata in vigore del rilascio del DUC dal 1° gennaio 2020. Per entrambe le attività, il Ministero ha previsto anche una formazione on line per gli operatori del settore. «Il processo di informatizzazione delle attività del MIT – è il commento del Sottosegretario Dell’Orco – conferma la nostra attenzione verso la semplificazione delle procedure a vantaggio dei cittadini». 
 
Ulteriore passo è stato l’emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti relativo all’approvazione del modello unificato di domanda per il rilascio del documento unico di circolazione e di proprietà. Il MIT ha precisato che dal 1° gennaio 2020, sarà abrogata la modulistica sulle immatricolazioni e l’aggiornamento della Carta di circolazione, attualmente usata dalla Motorizzazione e dal PRA.

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