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domenica 19, agosto 2018

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lavoro nazionale 7 17-AGO-18 16:00 Ponte Morandi: Conapo, cinofili vigili fuoco preziosi ma no specialisti Ponte Morandi: Conapo, cinofili vigili fuoco preziosi ma no specialisti Brizzi, Salvini sa che servizio si regge su buona volontà singoli?

Roma, 17 ago. (Labitalia) - “I cinofili dei vigili del fuoco, tanto preziosi anche a Genova, non hanno nemmeno dallo Stato il riconoscimento di nucleo specialista, come avviene negli altri Corpi, a dimostrazione di come lo Stato non dà attenzione istituzionale al servizio. Ci chiediamo se il ministro Salvini è al corrente del fatto che queste attività, come altre nei vigili del fuoco, si reggono solo sulla buona volontà dei colleghi". Lo dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo, nel chiedere “una riforma anche per il migliore funzionamento dei nuclei cinofili dei vigili del fuoco, così importanti nelle emergenze”.


lavoro nazionale 7 17-AGO-18 13:04 Estate: Ancot, per badanti spesa media annua 1.880 euro Estate: Ancot, per badanti spesa media annua 1.880 euro Risulta da dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017

Roma, 17 ago. (Labitalia) - Le persone addette all'assistenza personale sono sempre più importanti. Nella maggior parte sono donne, le quali decidono di assistere gli anziani con problemi di non autosufficienza. Le assistenti familiari, più comunemente note come badanti, costituiscono una figura professionale importante del sistema di assistenza domiciliare, in particolare agli anziani non autosufficienti. Le spese sostenute per l'assistenza personale sono state indicate da 125.217 contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 e relative ai redditi del 2016, per un ammontare complessivo pari a 236.015.000 euro per una media di 1.880 euro. Il dato emerge da un'analisi condotta dall'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, su dati del ministero delle Finanze.

In Emilia Romagna si registra il maggior numero di richieste di detrazione per le spese sostenute per l'assistenza personale, avanzate da 21.254 contribuenti per un ammontare di 40.952.000 euro.

Nella graduatoria nazionale, stilata sulla base delle richieste di detrazione avanzate dai contribuenti e indicate tra parentesi le somme dichiarate, alle spalle dell'Emilia Romagna figurano nell'ordine: Lombardia 20.280 (38.115.000 euro); Veneto 15.643 (28.962.000); Toscana 13.934 (26.759.000 euro); Piemonte 11.963 (22.655.000 euro); Lazio 6.193 (11.871.000 euro); Friuli Venezia Giulia 5.176 (9.931.000 euro); Marche 5.040 (9.564.000); Liguria 4.460 (8.656.000), Umbria 3.694 (7.059.000 euro); Trentino Alto Adige (Provincia autonoma Trento) 2.880 (4.980.000 euro); Puglia 2.786 (4.930.000 euro); Sardegna 2.357 (4.272.000 euro); Campania 2.342 (4.160.000 euro); Sicilia 1.972 (3.603.000 euro); Abruzzo 1.937 (3.555.000); Trentino Alto Adige (Provincia autonoma Bolzano) 1.213 (2.173.000 euro); Valle d'Aosta704 (1.351.000 euro); Calabria 574 (1.030.000 euro); Basilicata 534 (942.000 euro).

“Anche nelle dichiarazioni dei redditi presentate quest'anno - ha detto Arvedo Marinelli, presidente nazionale dell'Ancot - le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, danno diritto a una detrazione Irpef nella misura del 19%. È possibile fruire del beneficio solo se il reddito complessivo non supera 40mila euro".

"Con il passare degli anni è sempre particolarmente consistente il numero dei contribuenti che indica nelle dichiarazioni dei redditi la richiesta di detrazione - ha spiegato Annamaria Longo, segretario nazionale dell'Ancot - e il beneficio deve essere calcolato su un ammontare di spese non superiore a 2.100 euro. La detrazione massima, quindi, è di 400 euro".

"Il limite deve essere sempre considerato con riferimento al singolo contribuente a prescindere dal numero di soggetti cui si riferisce l’assistenza. Se più soggetti hanno sostenuto spese per assistenza riferite allo stesso familiare, il tetto deve essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa”, ha chiarito.


dati nazionale 7 17-AGO-18 12:57 Turismo, il popolo delle occasioni perse Turismo, il popolo delle occasioni perse

Roma, 17 ago. (Labitalia) - Che si tratti di quella destinazione sempre in cima alla lista ma mai prenotata, o quel road trip quasi organizzato nel dettaglio ma mai confermato, il 71% dei viaggiatori di tutto il mondo ha qualche rimpianto per viaggi mai fatti. Una percentuale che arriva fino all’82% per la cosiddetta Generazione Z (tra i 18 e i 24 anni). E' il popolo delle occasioni perse, in fatto di viaggi, e ad analizzarlo è una ricerca condotta da Booking.com insieme a Ili, lo strumento di traduzione offline più veloce al mondo.

L'indagine ha coinvolto 20.500 viaggiatori, scoprendo come molti (il 46%) si pentano spesso di non viaggiare di più o di non averlo fatto da giovani (35%), di non aver visto di più dei Paesi che avevano scelto per il viaggio (29%), di non scegliere mai destinazioni lontane (25%) o di non azzardare viaggi più avventurosi (25%) in località più remote (sempre per il 25%).

Per il 35% dei partecipanti appartenenti alla Generazione Z, il più grande rimpianto è quello di non organizzare viaggi più avventurosi, mentre il 29% ha il desiderio di partire per mete più lontane, senza mai renderlo realtà. Non deve sorprendere che sia anche il gruppo più sensibile per quanto riguarda fotografie e selfie: per il 32% non essere riusciti a scattare più fotografie del viaggio appena concluso può essere motivo di frustrazione, percentuale che scende al 23% per il resto dei viaggiatori.

Gli elementi che spesso frenano anche i viaggiatori più esperti sono le barriere linguistiche, le spese da sostenere, il pericolo di perdersi e il senso di sicurezza (o meno) quando ci si muove in una meta che non si conosce, ma ciononostante ben il 53% degli intervistati ammette di essersi spinto oltre le proprie paure. La Generazione Z è quella più desiderosa di esplorare l’ignoto, con il 61% pronto ad affrontare le proprie ansie e partire all’avventura: come conseguenze positive di questo atteggiamento, il 44% è pronto a viaggiare ancora di più e ancora più lontano in futuro, il 41% è più sicuro di sé e il 40% si sente realizzato a livello personale.

Viaggiare aiuta ad approfondire e creare nuove amicizie e rapporti, con il 30% dei viaggiatori convinti che il viaggio abbia aiutato la propria famiglia a riavvicinarsi e sentirsi più unita e il 27% felice di aver fatto nuovi incontri in vacanza.

Per oltre la metà dei viaggiatori (il 55%), il viaggio ha avuto un impatto significativo sulle proprie vite, una percentuale che sale al 71% per il gruppo tra i 18 e i 24 anni. Il 19% ha trovato una nuova passione o il senso a tanti aspetti della propria vita, il 17% è riuscito a superare ansie e paure e il 15% ha imparato una nuova lingua: in generale, per il 46% degli intervistati viaggiare ha avuto un effetto positivo sulla propria salute mentale e non solo, con il 26% invogliato a migliorare anche la propria forma fisica e a curare di più la salute in generale.


start-up nazionale 7 17-AGO-18 12:46 Startup BEEing, arnie per produrre miele in città senza api Startup BEEing, arnie per produrre miele in città senza api

Bologna, 17 ago. (Labitalia) - Speciali arnie per produrre il miele in città, senza entrare in contatto con le api e un sistema di telecamere intelligenti che impedisce l’impatto tra aerei e uccelli (birdstrike) negli aeroporti. Sono i progetti che hanno consentito alla faentina BEEing di partecipare, insieme ad altre 10 realtà provenienti da tutto il mondo, al programma di accelerazione d’impresa Climb@ thecamp, promosso in Italia da Aster, società della regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale che nel mese di maggio aveva scelto le startup italiane per le selezioni finali.

Il programma Climb@ thecamp, che si svolgerà da settembre a novembre a Aix-en-Provence, in Francia, è stato lanciato dall’incubatore The Village Crédit Agricole Alpes Provence.

"La partecipazione di The Edge Company e di BEEing a Climb@ thecamp -spiega Marina Silverii, direttore di Aster- conferma la qualità delle startup della nostra regione, che è una delle più innovative del Paese. Quello sottoscritto con The Village Crédit Agricole Alpes Provence è uno dei tanti accordi internazionali che Aster sta siglando con incubatori e acceleratori di impresa in diversi Paesi del mondo, per creare una rete di contatti che faciliti il processo di crescita e internazionalizzazione delle nostre realtà innovative. Anche per questo, Aster gestisce il presidio della Regione Emilia-Romagna a San Francisco, costituito nel 2015 per offrire un supporto alle startup interessate a conoscere le dinamiche di successo della Silicon Valley e avviare collaborazioni strategiche”.

Gli strumenti innovativi creati da BEEing semplificano il lavoro di apicoltori professionisti e apicoltori urbani. Tra i prodotti di BEEing, B-Hive è un’arnia progettata appositamente per il contesto urbano, che si basa su un sistema brevettato per permettere ad apicoltori non professionisti di ottenere il miele in città, estratto senza entrare in contatto con le api e quindi in totale sicurezza.

Lo strumento sviluppato da The Edge Company (Bcms - bird concentration monitoring system) si basa su tecnologie di visione artificiale e ‘machine learning’ per evitare lo scontro tra uccelli e aeroplani, che può compromettere seriamente la sicurezza del volo.

Si tratta di una rete di telecamere intelligenti, che monitora costantemente lo spazio circostante per acquisire e analizzare informazioni relative alla concentrazione dei volatili. Il sistema è addestrabile rispetto alle specie di volatili da riconoscere ed è adattabile rispetto alle caratteristiche geografiche del sito di installazione.

Climb@ thecamp è il programma di accelerazione promosso da Le Village Crédit Agricole Alpes Provence, in collaborazione con alcune multinazionali (Air France, Sanofi, Vinci, Accenture ecc.) e istituzioni locali francesi (Regione Paca, Département des Bouches du Rhone ecc.). L’organizzazione offrirà a 12 startup già costituite operanti nei settori alimentare e mobilità sostenibile, provenienti da ogni parte del mondo, un pacchetto di servizi di accelerazione della durata di tre mesi presso la propria sede in Aix-en-Provence.

Le imprese sono state scelte da una giuria di esperti sulla base di 4 criteri: curriculum dei fondatori, aspetti tecnologici, adeguatezza del progetto ai principi di sostenibilità di thecamp e potenziale di mercato.

Tra i mentor internazionali che hanno già confermato la loro adesione e che sosterranno le start up nel percorso di accelerazione spiccano nomi esperti provenienti dai principali ecosistemi dell’innovazione tra cui: Vincent Lemoux, direttore Axians (Vinci Energies), Marseille; Emmanuel Gros, Sodexo, Marsiglia; Jonathan Reichental, cio Palo Alto (Palo Alto); Isadora Bigourdan, Afd, Marsiglia; TM Ravi, ceo The Hive (Palo Alto); Alistair Croll, ceo Solve for the Interesting e scrittore, Montreal; Marcel Dridje, Sophia Business Angels, Sophia Antipolis; Tim Papandreou, esperto di mobilità sostenibile (San Francisco); Reza Malekzadeh, Partner Partech Ventures (San Francisco); Audra Shallal, VC Boss Consulting (Londra); Carlos Diaz, co-founder di The Refiners (San Francisco).


lavoro nazionale 7 17-AGO-18 12:38 Made in Italy: ExportUsa, da food a design Usa mercato riferimento Made in Italy: ExportUsa, da food a design Usa mercato riferimento

Roma, 17 ago. (Labitalia) - Dal food al design il made in Italy trova sempre di più negli Usa un importante mercato di riferimento. A confermarlo ExportUsa, società di consulenza che aiuta le aziende e i professionisti italiani ad entrare, con successo, nel mercato americano. Per quanto riguarda il settore della ristorazione, negli Stati Uniti sta vivendo una crescita senza precedenti in termini di volume e di specializzazione. Non solo: negli Usa, finalmente, la cucina italiana viene scoperta al di là di pizza e pasta e i ristoranti mono prodotto sono sempre più ricercati in un panorama iper-diversificato.

"Sta cambiando completamente - dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - il paradigma a cui eravamo abituati: 'Qui si mangia bene', purtroppo, non è più sufficiente e i ristoratori non possono far altro che adeguarsi. Basta menu infiniti, basta guerra dei prezzi al ribasso. Bisogna uscire dal coro. Come? Con i 'prodotti bandiera' che offrono al cliente una sola scelta, ma che li contraddistingue fortemente dalla concorrenza".

Quanto ai 'piatti bandiera' che hanno conquistato gli Stati Uniti, sono tre i casi di successo più interessanti che ExportUsa ha aiutato per entrare nel mercato americano. Si parte da Panzerotti Bites, al 235 di Smith Street, a Brooklyn, locale dalla formula 'fast casual' (servizio indipendente, ma dall’ambiente curato) di una giovane coppia barese, Pasquale De Ruvo e Vittoria Lattanzio. Il ristorante ha saputo imporsi fin da subito all’attenzione della stampa americana, conquistando anche il New York Times. Un successo preannunciato, quello del panzerotto, perché nulla è stato lasciato al caso: da una parte, sono state raccontate le origini del cibo di strada più celebre della Puglia (un’assoluta novità in America), attraverso le ricette classiche dell’antica tradizione contadina; dall’altra, sono state apportate alcune modifiche per proporre un prodotto più vicino ai gusti dei consumatori americani: la lavorazione e la friggitura dell’impasto rielaborate in modo tale da renderlo più leggero e 'healthy' (tra le caratteristiche più ricercate dal popolo dei 'foodies').

Non manca, poi, una continua ricerca di gusti innovativi per incuriosire e rendere il panzerotto unico, attraverso ricette inedite (come ad esempio impasti all’ortica, alla curcuma o al cacao o farciture al salmone, all’avocado o alla nutella e Oreo Cookies). L’eccellenza del made in Italy si traduce anche nella qualità delle materie prime: un buon 80% è infatti importato direttamente dalla Puglia.

Un altro esempio in cui la cucina contadina diventa una vera e propria ricchezza negli Stati Uniti arriva dal Friuli Venezia Giulia: si tratta del frico, una ricetta tradizionale a base di formaggio e patate che risulta croccante fuori e morbido e filante dentro. Matteo Rizzo, un imprenditore friulano, ha esportato un'eccellenza della sua regione, presentandola per la prima volta a Eataly New York. Dato il successo di questa sua proposta, il prodotto di Matteo è stato selezionato per l'apertura estiva di Smorgasburg, un enorme mercato-street- food, a New York, con infinite specialità dal mondo: la vetrina più ambita per avere visibilità e rappresenta un trampolino di lancio per i nuovi food concept.

Infine, 'Cardoncello di vino'. Si tratta di un ristorante sofisticato e 'fancy', che presenta in esclusiva sul mercato americano il fungo Cardoncello, di antiche origini pugliesi. Il locale rappresenta la realizzazione del sogno di una coppia monzese. Il ristorante di alta cucina è ubicato nel cuore di Manhattan, a 2 passi dal Madison Square Park e dalla location storica di Eataly. Il fungo Cardoncello era già conosciuto nel Medioevo nella zona delle Murge e viene oggi presentato al palato americano grazie a un'idea dei fondatori pazza abbastanza da avere successo: integrare il prodotto nel menù di piatti regionali italiani e nella proposta di cocktails, tutti interpretati in chiave moderna.

Passando al design, altro caposaldo del made in Italy, a confermare quanto quello italiano sia apprezzato negli Stati Uniti, sia per la qualità dei prodotti sia per la loro creatività, è stata, di recente, anche la 'New York Design Week'. In questo ambito, due realtà che ExportUsa ha supportato (e ancora supporta) hanno fatto la differenza: Contardi Lighting e Seletti. Contardi Lighting è un'azienda italiana che, da oltre 30 anni, progetta e distribuisce, in Italia e nel mondo, soluzioni d'illuminazione. Arrivata in America nel 2014 con un proprio ufficio commerciale e personale americano, oggi ha una presenza radicata grazie alla qualità - 100% made in Italy - del servizio e grazie a una efficiente base logistica per la distribuzione dei propri prodotti. Con la logistica organizzata direttamente negli Stati Uniti, la società è in grado di fornire un servizio di assistenza nelle 72 ore successive all'ordine del cliente.

“Nel 2014 - ricorda Lucio Miranda - abbiamo costituito la partecipata di Contardi negli Stati Uniti e, ormai da quattro anni, lavoriamo insieme a loro. Avere una società di diritto americano, oltre a disporre di una logistica in loco, rappresenta, infatti, uno dei passi più importanti per ottenere la fiducia della distribuzione in America e farsi conoscere dai consumatori americani, da sempre molto affascinati dal design e dalla qualità dei prodotti italiani".

"Gli Stati Uniti - sottolinea - sono un territorio immenso, ma davvero molto complesso. Prima di approdare in un mercato simile, è fondamentale sviluppare un piano preciso e dettagliato, per evitare di sprecare tempo e denaro. Per Contardi Lighting, dopo la costituzione della società, abbiamo impostato la contabilità, le procedure amministrative necessarie, il bilancio e la dichiarazione dei redditi finale. Inoltre, abbiamo predisposto i visti e i contratti per i dipendenti”.

Seletti, invece, è un brand di design italiano, molto conosciuto anche all'estero. Seletti North America rappresenta un nome di prestigio anche negli Stati Uniti d'America. Un brand che si caratterizza, ovunque nel mondo, per stile e creatività. "ExportUsa - precisa Lucio Miranda - ha assistito Seletti fin dai suoi primi passi sul mercato americano: dalla costituzione della società negli Stati Uniti al supporto logistico e operativo, alla gestione dei rapporti bancari, assicurativi, di consulenza legale o fiscale e nella ricerca di dipendenti e collaboratori".

"Anche per un'azienda come Seletti, notissima nel mondo per la qualità dei propri prodotti, lo stile e il desgin italiani non sono sufficienti per vendere negli Stati Uniti. E' indispensabile, infatti, essere strutturati in modo adeguato per servire il mercato americano e conoscere le sue dinamiche in modo approfondito perché altrimenti si rischia di rendere vani tutti gli investimenti", aggiunge.

Design e tecnologie italiani anche per Revolution M999 di Mbm Biliardi realizzato in collaborazione con Vitrociset Spa. "Abbiamo messo - dice Lucio Miranda - la nostra expertise anche al servizio di un'azienda come Mbm Biliardi, leader nella produzione di biliardi, che vanta un'esperienza di oltre quaranta anni che ha recentemente presentato, in occasione di Icff-International Contemporary Furniture Fair (la più grande fiera mondiale dedicata al design), Revolution M999, un biliardo a cui si può parlare e che possa alzarsi e abbassarsi per consentire una posizione di gioco ottimale, per i normodotati, le persone con diversa abilità e per i bambini. In particolare, per loro abbiamo ci siamo occupati del visto per una dipendente che, nei prossimi mesi, verrà a lavorare, per la sua società, nei nostri uffici di New York".


previdenza nazionale 7 16-AGO-18 14:32 Ponte Morandi: attivata una task force Inail Ponte Morandi: attivata una task force Inail

Roma, 16 ago. (Labitalia) - "Nell’esprimere profondo cordoglio e sincera vicinanza alle persone colpite dall’immane tragedia di Genova, l’Inail assicura il proprio impegno per garantire il massimo e tempestivo sostegno agli infortunati sul lavoro e ai familiari delle vittime". E' quanto si legge in una nota dell'Inail.

"A questo scopo l’Istituto, attraverso la Direzione regionale Liguria e la sede territoriale di Genova, ha immediatamente attivato una task force per acquisire celermente, in coordinamento con la Prefettura e con gli altri enti istituzionali impegnati nella gestione dell’emergenza, tutte le informazioni necessarie all’erogazione delle prestazioni economiche e sanitarie previste per le vittime degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro e in itinere".


lavoro nazionale 7 16-AGO-18 14:26 Vino: 180° anniversario nascita di Antonio Carpenè, 'padre' del prosecco Vino: 180° anniversario nascita di Antonio Carpenè, 'padre' del prosecco

Treviso, 16 ago. (Labitalia) - Un’altra data storica si appresta ad essere celebrata dalla Carpenè Malvolti: domani, 17 agosto, infatti, ricorre il 180° anniversario dalla nascita di Antonio Carpenè, fondatore dell’impresa Carpenè Malvolti nonché 'padre' del Prosecco. Nell’anno del 150° anniversario dell’attività d’impresa, dunque, il 'visionario enoico' Antonio Carpenè acquisisce una sempre più significativa e attuale centralità storica nella spumantistica mondiale.

Nato a Brugnera di Sacile il 17 agosto 1838, da Bernardo Carpenè e Daria Zuliani, il fondatore della Carpenè Malvolti è passato alla storia come una delle menti più illuminate e visionarie del XIX secolo in ambito scientifico e imprenditoriale, nonché quale autore dei più autorevoli manuali e pubblicazioni sull’enologia e sulla viticoltura.

Infatti, se a 'madre natura' attiene il fondamentale contributo di aver donato alla Marca Trevigiana un territorio così unico e ricco, ad Antonio Carpenè va certamente ascritto il merito di aver trasformato un vitigno quale la glera nel più innovativo e performante vino spumante italiano su scala internazionale, le cui benefiche ricadute economiche, culturali e sociali oggi più di sempre lo attestano.

E Antonio Carpenè fu anche un grande 'Uomo di scienza', che ha dedicato interamente la sua vita agli studi, alla ricerca empirica e alle sperimentazioni tecniche sempre più innovative nel continuo intento di voler contribuire allo sviluppo della viticoltura e dell'enologia. Fu così che nel 1868 vennero gettate le basi di quella che - nascendo prima come la 'Società enologica trevigiana' - rende l'odierna Carpenè Malvolti la più longeva casa spumantistica italiana, da cinque generazioni sempre in mano alla medesima famiglia.

"Antonio Carpenè - sottolinea una nota dell'azienda - oggi sarebbe fiero per aver dato avvio allo sviluppo del territorio, che nel 1853 vantava solo 1 vigneto in provincia di Treviso, mentre oggi i terreni vitati occupano una superficie pari a circa 30.000 ettari, dalle cui uve si producono attualmente 92 milioni di bottiglie del Prosecco Superiore Docg e 450 milioni di bottiglie del Prosecco Doc. Il Prosecco, in quanto territorio e in quanto vino spumante, oggi è divenuto la prima realtà della spumantistica a livello mondiale".

Per brindare a questa storica ricorrenza, la Cantina 1868 della Carpenè Malvolti nel prossimo mese di settembre presenterà al mercato la selezione unica e prima del '1924 Prosecco', che rappresenta una particolare declinazione del Prosecco Superiore Docg, con cui la famiglia Carpenè intende celebrare, contestualmente al 150° anniversario dalla fondazione dell'impresa, il 180° 'compleanno' del fondatore Antonio Carpenè.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 17:23 Ponte Morandi: Federcepi costruzioni, screening urgente di ponti e viadotti Ponte Morandi: Federcepi costruzioni, screening urgente di ponti e viadotti

Roma, 14 ago. (Labitalia) - FederCepi Costruzioni (Federazione nazionale delle costruzioni) manifesta il più profondo dolore e cordoglio per le vittime del crollo del viadotto a Genova, e invoca "solleciti interventi affinché si riduca drasticamente il rischio di simili tragedie". "Ancora una volta, non è purtroppo possibile parlare di fatalità - commenta il presidente nazionale, Antonio Lombardi - perché siamo in presenza di casi sempre più ricorrenti e sempre più drammatici. Voglio ricordare la rampa di collegamento del viadotto della tangenziale di Fossano, nel Cuneese, che un anno fa crollò sulla strada sottostante, distruggendo un'auto dei carabinieri; o il cavalcavia sulla A14 che, all’altezza di Camerana, in provincia di Ancona, travolse e uccise due persone".

"Già un anno fa - aggiunge il presidente Lombardi - denunciammo l’improcrastinabile necessità di un piano urgente per la manutenzione straordinaria e la verifica della staticità di ponti e cavalcavie. La tragedia di Genova ci impone la necessità di riproporre con forza quel nostro drammatico appello, rimasto purtroppo inascoltato. Non si tratta di casi fortuiti o sporadici, o di incidenti occasionali e contingenti: siamo in presenza di una grave fatiscenza legata al progressivo abbandono del patrimonio infrastrutturale stradale e autostradale".

"In Italia abbiamo una rete viaria estesa per circa 837.493 km (6.950 km di Autostrade, 22.686 km di strade di interesse nazionale, 155.668 km di strade Regionali e Provinciali, 652.188 km di strade Comunali). Le spese per la manutenzione negli ultimi anni hanno subito una contrazione del 54,5% (fonte Bankitalia). Gli enti locali non sono più nelle condizioni di assicurare neanche le manutenzioni ordinarie. È increscioso che si continui a parlare di sicurezza stradale in presenza di simili comportamenti omissivi che minano gravemente la sicurezza dei cittadini", ricorda.

FederCepi Costruzioni chiederà al governo "un programma straordinario e urgente di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali, partendo proprio da ponti, viadotti e cavalcavie". "La tragedia di Genova ci impone oggi azioni sollecite ed energiche. Rivendicheremo con forza una accelerazione dei tempi quanto meno per individuare le situazioni più a rischio, che purtroppo soprattutto al Sud non sono poche", avverte.

Uno screening, aggiunge ancora il presidente di FederCepi, cui dovranno seguire interventi concreti di adeguamento e messa in sicurezza: "Non esistono né possono esistere ragioni economico-finanziarie o di bilancio che possano giustificare slittamenti o ritardi - conclude il presidente Lombardi - e una manutenzione costante programmata è imprescindibile per prevenire simili assurdi incidenti, e garantire realmente ed efficacemente sicurezza a chi quotidianamente percorre strade e autostrade".

FederCepi Costruzioni attiverà sul tema, attraverso gli uffici Cepi di Bruxelles, gli organi politici e giurisdizionali europei, "affinché il governo italiano venga richiamato con forza alle proprie responsabilità". "Direttive comunitarie impongono cronoprogrammi e interventi precisi e costanti per garantire la sicurezza di strade e autostrade, in particolare di ponti e di viadotti. È tempo, per il nostro paese, di rispettare le regole e assumersi le proprie responsabilità", sottolinea.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 16:30 Turismo: Pm Italia, su affitti brevi leggi ci sono ma tutti devono rispettarle Turismo: Pm Italia, su affitti brevi leggi ci sono ma tutti devono rispettarle

Roma, 14 ago. (Labitalia) - “Siamo i primi a contrastare l’abusivismo nel settore delle locazioni brevi facendo formazione e spiegando a chi opera sul mercato a vari livelli che agire onestamente e in piena trasparenza conviene sempre e comunque. Il vero problema è però un altro: abbiamo bisogno di leggi chiare, semplici e di facile applicazione, ma soprattutto che vincolino tutti gli operatori, non solo noi italiani che dal primo momento abbiamo applicato le nuove norme, trattenendo e versando le imposte e comunicando i dati a chi di dovere”. Lo afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia.

“Se l’andazzo è quello di fare una legge, peraltro piena di punti non chiari richiamati strategicamente da tanti per dimostrarne l’inapplicabilità - continua Bettanin, che guida l’associazione nazionale di categoria che rappresenta quanti agiscono sul mercato in maniera professionale e legale - e poi annacquarla con proroghe e deroghe varie, allora è come gridare 'Al lupo al lupo'".

"I dati sulle locazioni brevi andavano comunicati a giugno, a un anno esatto dall’entrata in vigore della nuova legge che regolamenta il settore ma c’è stata una proroga al 20 agosto", ricorda.

"Ecco, io dico che, se non ci fosse stata questa dilazione - avverte - e tutti avessero fatto quel che la legge prescrive nei tempi stabiliti, non ci sarebbe stato bisogno di alcun controllo per stanare gli abusivi e la GdF avrebbe potuto dedicarsi ad altro".

"Come del resto - prosegue - Federalberghi con cui a più riprese abbiamo cercato il confronto sul tema ma ahimè invano. E che dire del ricorso presentato davanti al giudice amministrativo su cui si sta attendendo da più di un anno una pronuncia definitiva che dovrebbe mettere chiarezza sulla portata applicativa della legge entrata in vigore a giugno dell'anno scorso?".

“Per fortuna a breve incontreremo il ministro del Turismo Centinaio e gli altri esponenti dell’esecutivo titolati ad intervenire sul tema: siamo pronti a collaborare per creare un mercato legale, virtuoso e trasparente, volano strategico per l’economia italiana, basato però su leggi semplici a cui tutti debbano attenersi e che facciano decollare una volta per tutte la parte sana di questo mercato, che noi rappresentiamo, anziché soffocarla”, conclude.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 16:14 'Braciamiancora', in un libro la rivincita dei grigliatori 'Braciamiancora', in un libro la rivincita dei grigliatori

Roma, 14 ago. (Labitalia) - Arriva alla vigilia di Ferragosto la rivincita dei grigliatori, dei divora hamburger e degli amanti della bistecca cotta su griglie infuocate, che ha un nome e uno spazio: 'Braciamiancora'. Un nome che oggi è ormai una pagina facebook con oltre 700 mila fan, un giornale online, un canale Youtube e un profilo Instagram. Ma ora è anche un libro (edito da Ultra Edizioni), che racconta la grande tribù del barbecue composta da un universo variegato.

Al di là delle mode vegane, bypassando la cucina gourmet, facendo spallucce ai consigli degli chef che spopolano in televisione, cresce la comunità di persone che amano questo tipo di cucina informale, conviviale e dal forte potere aggregativo.

Un cibo cotto sulla griglia risveglia antichi istinti mai del tutto sopiti e, con il suo ipnotico sfrigolio e l'inconfondibile aroma che conquista le narici di chi si trova nei paraggi, attira a a sé tutti senza distinzioni. 'Braciamiancora, la tribù del barbecue' - scritto dal giornalista Michele Ruschioni, che nel 2011 per gioco diede vita alla pagina Facebook Braciamiancora - spiega il grande potere del barbecue: quello di far riscoprire usanze e costumi che l'industria alimentare aveva spinto nel dimenticatoio e racconta come la magia della cottura a fuoco vivo salverà il mondo.

"Viviamo in un’epoca in cui dalla mattina alla sera siamo circondati dai messaggi dell’industria alimentare che ci tenta e vorrebbe che cedessimo ai suoi prodotti precotti e preconfezionati, per questo dico che chi oggi organizza un barbecue compie un atto rivoluzionario, una sorta di guerra di indipendenza nei confronti dell’industria alimentare", dice.

"A qualunque latitudine ci si trovi, che sia l’Equatore o la regione dei laghi scandinavi, accendere il fuoco per cuocerci sopra del cibo rappresenta un rito che si assomiglia sempre: ci si siede intorno al braciere, si fa cerchio, si crea un legame tra i presenti", sottolinea. "Mi colpì una frase - ricorda - che mi disse anni fa un anziano pitmaster di colore incontrato nel New Jersey: lui non aveva dubbi, nella sua lunga e tribolata esistenza aveva visto solo due cose accumunare neri e bianchi senza distinzione: la guerra in Vietnam e il barbecue".

"Ecco nel libro racconto storie così e mille altri aspetti, che molti danno per scontato, riguardo la cottura a fuoco vivo", spiega l'autore. "Seguendo il profumo delle griglie roventi che si avverte forte, pagina dopo pagina, il lettore farà un viaggio nel tempo tra aneddoti, testimonianze, riflessioni in un golosissimo viaggio tra i cinque continenti. Dopo aver letto questo libro la prossima grigliata sarà senz'altro diversa. Sicuramente più bella", conclude.


dati nazionale 7 14-AGO-18 16:05 Federturismo, boom turisti stranieri e grande affluenza in spiagge Federturismo, boom turisti stranieri e grande affluenza in spiagge

Roma, 14 ago. (Labitalia) - "Nonostante una partenza incerta, determinata dal maltempo del mese di giugno, l'andamento climatico favorevole di luglio ha contribuito a rimettere in carreggiata la stagione facendo segnare un aumento dell'1% degli italiani in viaggio, rispetto allo scorso anno. Per il terzo anno consecutivo constatiamo con soddisfazione la crescita del turismo straniero verso il nostro Paese". Lo dichiara il presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco Battisti.

Sono stati più di 24 milioni i turisti esteri, tedeschi in testa (7 milioni), che hanno scelto l’Italia, in particolare il mare del Sud e delle isole: Sicilia, Sardegna, Puglia, ma anche francesi e americani che hanno preferito le città d’arte: Roma, Firenze e Venezia spendendo circa il 10% in più per la loro vacanza. Secondo i dati di Federturismo, agosto si conferma ancora una volta il mese prescelto per godersi le meritate ferie, anche se ormai già dall’anno scorso si assiste a un aumento a due cifre di prenotazioni per il mese di settembre.

La permanenza media, sia dei turisti internazionali sia di quelli domestici, è di 10 giorni con una preferenza per il pernottamento nelle strutture alberghiere, in particolare a 4/5 stelle. La domanda estera nelle strutture luxury mostra un trend in aumento tra l’1 e il 3%. Così come cresce dell’1% il numero degli arrivi negli aeroporti italiani che, se si considera il solo mese d’agosto, sale al +4%. Infine, per gli italiani che hanno deciso di varcare i confini nazionali si assiste, grazie a una rinnovata stabilità, al ritorno sul medio raggio del Mar Rosso e della Tunisia, mentre per il lungo raggio la scelta ricade su Giappone, Thailandia e Stati Uniti.


sindacato nazionale 7 14-AGO-18 16:00 Ponte Morandi, Confsal: "Subito accertamento responsabilità senza sconti" Ponte Morandi, Confsal: "Subito accertamento responsabilità senza sconti"

Roma, 14 ago. (Labitalia) - “Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio per le vittime del crollo del ponte Morandi sulla Autostrada A10 in prossimità di Genova e ci stringiamo alle loro famiglie. Allo stesso tempo, facciamo presente che una struttura costruita nel 1967, come il ponte Morandi, dovrebbe essere oggetto di manutenzione periodica". Lo hanno dichiarato in un comunicato stampa congiunto Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, e Franco Giancarlo, segretario generale della Confsal Vigili del Fuoco.

"Per fare un esempio diretto, appare evidente che se non viene cambiato l’olio di una automobile - avvertono - il rischio di fusione del motore diventa concreto. Invitiamo, quindi, le autorità competenti a fare luce in tempi rapidi sulle responsabilità di questa tragedia senza fare sconti a nessuno. Ricordiamo anche che Società Autostrade ha l’obbligo di provvedere alla manutenzione periodica e alle verifiche di rito per evitare disastri in molti casi annunciati. Riteniamo che i cittadini che pagano pedaggi autostradali, anche salati, abbiamo il sacrosanto diritto di viaggiare in sicurezza”, hanno proseguito Margiotta e Giancarlo.

“Rileviamo, inoltre, che la Liguria è stata soggetta in tempi recenti a gravi eventi atmosferici che avrebbero dovuto spingere a controlli ancora più accurati e frequenti sulla effettiva sicurezza della rete stradale", sottolineano. "Infine, in queste ore in cui proseguono le opere di soccorso, ci auguriamo che il numero delle vittime non aumenti dal momento che ci troviamo in un periodo dell’anno in cui gli spostamenti autostradali si intensificano per l’approssimarsi del Ferragosto”, hanno concluso Margiotta e Giancarlo.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 13:40 Pensioni: Confsal, chiediamo incontro a Di Maio su nodi irrisolti e urgenti Pensioni: Confsal, chiediamo incontro a Di Maio su nodi irrisolti e urgenti

Roma, 14 ago. (Labitalia) - "La Confsal chiede un incontro urgente, a partire dai primi giorni di settembre, con il ministro Di Maio per affrontare alcuni importanti nodi in tema di pensioni". La richiesta è stata avanzata da Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confederazione Confsal.

"A Di Maio chiediamo di affrontare argomenti importanti per il presente e il futuro dei lavoratori italiani. Ci riferiamo, in particolare, a possibili cambiamenti alla legge Fornero, a nuove forme per la previdenza dei più giovani, alla valorizzazione del lavoro di coloro che assistono gli anziani, a nuove forme di salvaguardia per i lavoratori esodati e a molti altri punti irrisolti che devono essere affrontati", ha proseguito Margiotta.

"Ci auguriamo di avere una risposta a breve, dal momento che i nostri iscritti chiedono chiarezza su tante questioni connesse alla previdenza e che al momento rimangono incerte e fumose", ha concluso Margiotta.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 13:13 L.stabilità: Confsal, chiediamo incontro preliminare con Conte L.stabilità: Confsal, chiediamo incontro preliminare con Conte

Roma, 14 ago. (Labitalia) - "In vista dell'ormai prossima legge di stabilita, la Confsal chiede un incontro al presidente del Consiglio Conte per offrire il proprio apporto sui temi che riguardano il lavoro e la previdenza. Siamo fermamente convinti che da un confronto franco e costruttivo con la nostra Confederazione potranno scaturire utili suggerimenti per una legge di stabilità che vada incontro alle esigenze dei lavoratori". È questa la richiesta avanzata da Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confederazione Confsal al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

"Da un governo del fare e da una coalizione di maggioranza post- ideologica, ci aspettiamo un atteggiamento costruttivo e improntato al dialogo con chi, come la Confsal, ha sempre dimostrato di mettere la persona del lavoratore al centro della propria attività sindacale", ha concluso Margiotta.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 13:17 Sicurezza: Conapo, bene assunzioni vigili fuoco ma sono poche Sicurezza: Conapo, bene assunzioni vigili fuoco ma sono poche

Roma, 14 ago. (Labitalia) - “Dopo le notizie di un possibile rinvio delle assunzioni al 2019 diffuse da alcuni quotidiani, è dilagato il panico tra chi è in attesa di essere assunto nei vigili del fuoco. Come sindacato, siamo stati subissati di telefonate da parte degli idonei del concorso pubblico a 814 posti, in attesa da dieci anni di essere assunti, i quali hanno temuto di vedere sfumare per sempre l’assunzione avendo la loro graduatoria scadenza a fine 2018. Per questo motivo, abbiamo chiesto chiarezza urgente al governo che, dobbiamo riconoscere, ha risposto a tempo di record e nel senso che auspicavamo: le assunzioni, anche nei pompieri, ci saranno nei numeri e nei tempi stabiliti”. Cosi Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato autonomo Conapo.

Brizzi, quindi, ringrazia “il ministro Salvini e lo staff del Viminale per aver fatto tirare un sospiro di sollievo a chi da anni attende di essere assunto”.

“In attesa dei fatti, però, noi - avverte il segretario generale del Conapo - continueremo a sollecitare il governo giallo-verde a non fermarsi qui, ma a fare il possibile per incrementare quei numeri che già dalla legge finanziaria precedente noi del Conapo abbiamo giudicato insufficienti, in quanto prevedono solo 1.300 assunzioni straordinarie spalmate sui prossimi 5 anni, quando invece lo stesso ministro Salvini ha riconosciuto pubblicamente che in realtà ne mancano 5.000 di vigili del fuoco, e subito. Il nostro dovere di sindacalisti è anche quello di ricordarlo”.


lavoro nazionale 7 14-AGO-18 11:24 A Tenute Emera 'Lu Capunali', vendemmia fra rito e social A Tenute Emera 'Lu Capunali', vendemmia fra rito e social

Taranto, 14 ago. (Labitalia) - Vignaioli per un giorno, tra rito antico e smartphone: il 19 agosto va in scena la quinta edizione de 'Lu Capucanali', la festa della vendemmia nei vigneti di Tenute Emèra di Claudio Quarta Vignaiolo a Lizzano (Taranto). Una vendemmia autentica, durante la quale il taglio dei grappoli si eleva a rito e tramanda i valori di una comunità da sempre legata all’esperienza rurale.

Più di una semplice rievocazione: per Alessandra e Claudio Quarta, infatti, produrre vini 'di territorio' significa anche riscoprire e valorizzare le tradizioni legate all’universo agricolo. 'Lu Capucanali' era un tempo nella storia locale il banchetto che i 'padroni' e i braccianti facevano insieme per celebrare la conclusione di un lavoro importante nei campi. Una memoria ereditata e tramandata oggi ad appassionati, turisti, wine-lover, sempre più interessati a conoscere e vivere le esperienze che caratterizzano i luoghi della produzione.

Domenica 19 agosto, a partire dalle 7,30, Alessandra e Claudio Quarta, insieme alla squadra della cantina, apriranno le porte di Tenute Eméra per un’esperienza autentica tra le vigne e in cantina, ricca di suggestioni, tra i ritmi, i profumi e i valori della cultura contadina riportata ai giorni d’oggi. Il programma prevede, dopo la colazione in vigna, la raccolta manuale delle uve, insieme alla squadra di donne vendemmiatrici che offrono la propria esperienza, intonando i canti popolari della tradizione salentina.

Dopo, una pausa all’ombra dei filari con i suoni del tamburelli e gli stornelli d’amore e di lavoro, eseguiti dagli Abatematteo, testimoni di una cultura in estinzione: famiglia di musicisti e cantori, sono impegnati nel recupero dei canti e delle melodie che il padre Salvatore ha ascoltato e imparato sin da piccolo, durante il lavoro nei campi.

Segue, poi, la pigiatura tradizionale con i piedi, scandita dagli strumenti e dai suoni della musica della tradizione popolare, nei palmenti del ‘500 di Casino Nitti-Quarta: il casino di caccia, appartenuto al primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia del primo dopoguerra, Francesco Saverio Nitti, che fa parte della proprietà di Tenute Eméra.

Al termine dei lavori, il pranzo conviviale nella pineta secolare che sorge a ridosso della cantina al fianco dei filari di Primitivo, a base dei piatti della cucina contadina, accompagnati dai vini di produzione, tra canti e stornelli. Anche quest’anno il contest fotografico per i partecipanti all'iniziativa premierà con una selezione di vini Claudio Quarta Vignaiolo la foto più social, quella cioè pubblicata su Facebook o Instagram otterrà il maggior numero di like e quella più 'artistica', secondo il giudizio dei produttori.


start-up nazionale 7 13-AGO-18 16:28 Startup 'rosa', meno sostegno ma generano più entrate Startup 'rosa', meno sostegno ma generano più entrate

Milano, 13 ago. (Labitalia) - Le imprenditrici ricevono meno sostegno finanziario rispetto alle controparti maschili, ma generano in media più del doppio di entrate per ogni dollaro ricevuto. Questa l’evidenza che emerge dalla ricerca 'Why Women-Owned Startups Are a Better Bet', condotta da The Boston Consulting Group e MassChallenge, rete globale di acceleratori di startup.

Nel campione analizzato - 350 società che hanno partecipato al programma di MassChallenge, ideato per supportare e guidare le aziende in fase di avviamento - le start up fondate o co-fondate da donne hanno ricevuto, in media, finanziamenti da 935.000 di dollari, meno della metà dei 2,12 milioni di dollari ricevuti dalle aziende fondate da uomini.

Nonostante questo gap di finanziamento, le aziende di proprietà femminile hanno generato maggiori entrate nell'arco di cinque anni: 730.000 dollari rispetto a 662.000. Per ogni dollaro di finanziamento ricevuto, le startup al femminile hanno generato 78 centesimi di entrate, mentre quelle fondate da uomini hanno generato meno della metà: solo 31 centesimi. La conseguenza è chiara: se gli investitori avessero puntato in eguale misura sulle imprese al femminile e al maschile, si sarebbero generati 85 milioni di dollari in più nel corso dei 5 anni presi in esame.

"È deludente, ma non sorprendente, che il venture capital punti più sugli uomini che sulle donne. Il gender gap che persiste sia quando si parla di percorsi di carriera che quando si guarda alle retribuzioni, si ritrova nell’imprenditoria", ha commentato Laura Villani, Partner e Managing Director di The Boston Consulting Group.

"Le startup di proprietà femminile - ha aggiunto - ricevono solo una piccola parte del totale dei finanziamenti in capitale di rischio. Ma sono più efficaci nel trasformare un dollaro di finanziamento in un dollaro di reddito: generano rendimenti migliori e sono, in ultima analisi, una scommessa migliore".

Oltre all'analisi quantitativa, gli autori della ricerca hanno intervistato fondatori di società, mentor e investitori per identificare le cause alla base di questo gap di investimento. Emerge così un bias di genere: i pitching che coinvolgono donne imprenditrici sono infatti più confrontativi rispetto a quelli degli uomini, in particolare sugli aspetti tecnici. È più probabile che le donne formulino ipotesi realistiche, o persino conservatrici, nei loro business plan rispetto agli uomini, che tendono invece a fare proiezioni coraggiose. Questo approccio più audace è premiato da alcuni investitori di venture capital, che sono predisposti a investire in pochi business plan di grande successo, e cercano dunque numeri audaci.


dati nazionale 7 13-AGO-18 14:12 Esigenti ed ecosostenibili, viaggiatori lusso +6-10% entro 2 anni Esigenti ed ecosostenibili, viaggiatori lusso +6-10% entro 2 anni

Roma, 13 ago. (Labitalia) - I viaggi di lusso sono associati a esperienze esclusive e uniche, unite a servizi personalizzati; in fase di acquisto di un viaggio, i clienti scelgono prima la destinazione, poi i servizi in loco e, preferibilmente, un boutique hotel esclusivo o, a seguire, alberghi internazionali di livello; il numero di viaggi ad alto budget è di circa 3 l’anno; la maggior parte dei viaggiatori alto spendenti prenota ancora offline, affidandosi ai consigli e alle raccomandazioni degli specialisti del settore. E nei prossimi anni i viaggiatori luxury saranno molto esigenti, informati e sempre più sensibili a soluzioni di viaggio ecosostenibili; in generale, i viaggi di lusso aumenteranno nei prossimi 2-3 anni in ragione del 6-10%.

E' la tendenza del luxury travel che emerge da una ricerca condotta da Aigo, società di consulenza in marketing e comunicazione specializzata in turismo, trasporti e ospitalità. La ricerca 'Viaggi di lusso: le tendenze internazionali', alla quinta edizione, è stata condotta con i partner di Pangaea Network, associazione costituita da 12 agenzie indipendenti specializzate nel settore del turismo internazionale. L’intento di questo nuovo studio è di fornire una panoramica sul turismo di lusso, analizzare le richieste e le attitudini dei viaggiatori di alta gamma, osservare le tendenze attuali e future, fare il punto sull’impatto che la tecnologia mobile ha su questo segmento.

Condotta lo scorso ottobre, la nuova ricerca ha visto coinvolti 636 professionisti dei quali 486 agenti di viaggio o tour operator di diversi Paesi: America Latina, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Scandinavia, Spagna e Usa. Il 30% di questi intervistati ha 11-20 anni di esperienza nel settore, il 29% ha 21-30 anni di esperienza mentre il 20% lavora nel turismo da oltre 30 anni.

Secondo lo studio, fra i viaggiatori luxury, la generazione X è il target principale, la maggior parte è costituita da coppie con un’età compresa tra i 36 e i 55 anni. Quando sono in vacanza cercano comfort e relax, amano esperienze culinarie, effettuano escursioni private dedicate a natura e cultura; sono sensibili al 'value for money' e al valore aggiunto, più che al prezzo; sono attenti a tutto ciò che è eco-sostenibile. Il budget medio a viaggio è compreso tra 5.000 e 10.000 euro; si fidano soprattutto dei consigli di amici e parenti e delle recensioni online.

Nel dettaglio, i dati raccolti mostrano che il luxury travel è molto diffuso, in quanto il 93% degli intervistati vende viaggi di lusso: il 45% ha dichiarato che 2 su 10 dei loro clienti sono viaggiatori alto spendenti; per il 21% questa tipologia rappresenta il 21-40% della propria clientela. In Brasile il 38% dichiara che i viaggiatori ad alto budget rappresentano l’81-100% del loro business.

Il 47% dichiara che i clienti alto spendenti prenotano due-tre viaggi l’anno; il 27% indica in uno la media annua dei loro clienti; il rimanente 26% afferma che i viaggiatori di questo tipo acquistano quattro o più viaggi nello stesso periodo. La frequenza è diminuita rispetto all’edizione 2014, quando il 47% dei professionisti indicava vendite di oltre 4 viaggi all'anno per cliente.

Per il 30% degli intervistati, unicità ed esclusività sono i fattori chiave di un viaggio di lusso, mentre il 29% degli intervistati indica la personalizzazione dei servizi. Terza viene la qualità degli hotel (21%) e quarta la classe di volo (12%). In generale, emerge l’interesse per prodotti di qualità e servizi esclusivi su misura.

Circa la metà degli esperti (49%) indica per i viaggi di lusso una durata media di 7-10 giorni, mentre per il 34% il numero di giorni per vacanza è di 11-13; il 10% ha indicato oltre due settimane, mentre per il 7% è meno di una settimana. In particolare, 7-10 giorni è la durata più frequente nel Regno Unito (62%), Italia (56%), Francia (49%), e Spagna (47%). Il 62% degli intervistati dichiara che è soprattutto la generazione X (36-55 anni) a prenotare questa tipologia di viaggi, mentre il 37% identifica nei baby boomers (oltre 55 anni) il target più rappresentato.

Il 73% ritiene che i viaggiatori alto spendenti viaggiano principalmente in coppia, evidenziando una crescita del 3% rispetto a dato del 2014. Le famiglie sono al secondo posto (22%), con una decrescita del 4% sull’edizione precedente: il viaggio con amici (4%) resta in terza posizione, pur facendo registrare un incremento del 1% sull’ultima rilevazione.

Il primo fattore di selezione è la destinazione (74%). Segue l’esperienza nell’insieme (20%), che prevale sulla scelta della sistemazione (5%).Tra le mete di lusso più gettonate a livello internazionale, le Maldive hanno registrato il numero maggiore di menzioni come destinazione di tendenza nei viaggi di lusso, seguite da Asia, Usa. Caraibi e Sudafrica.

Per quanto riguarda la tipologia di alloggio, secondo la maggior parte degli intervistati (65%), i boutique hotel esclusivi sono la prima scelta; in seconda posizione, gli alberghi appartenenti a grandi catene internazionali (21%). Seguono le sistemazioni private (6%), i castelli e i palazzi storici (2%), altre sistemazioni (5%). Tra i fattori di attrazione: relax e comfort in totale privacy (51%) e le esperienze gourmet (50%), tour e visite culturali su base privata (49%), novità inedite come nuove mete, prodotti e servizi (45%), escursioni 'tailor made' nella natura (43%).

Il budget medio per singolo viaggio di lusso varia da mercato a mercato. La maggior parte degli intervistati ha dichiarato che la spesa media è per lo più compresa tra i 5.000 e i 9.999 euro a viaggio. In particolare, i viaggiatori di Spagna (36%) e Scandinavia (35%) si attestano sulla fascia di budget più bassa tra 5.000 e 6.999 euro; i viaggiatori Usa (32%), Paesi Bassi (30%), Italia (24%) investono tra i 7.000 e i 9.999 euro; mentre Brasile (45%), Germania (41%), Regno Unito (38%) e Francia (36%) spendono tra i 10.000 e i 14.999 euro.

Più che al prezzo, i viaggiatori ad alto budget fanno soprattutto attenzione al ‘value for money’ (42%), mentre il 36% ritiene che ci sia una maggiore attenzione al valore aggiunto. L’87% degli intervistati afferma che la maggior parte di questi clienti prenota offline, attraverso agenti di viaggi e consulenti specializzati. Solo l’8% individua nell’online il metodo preferito di prenotazione. Tra coloro che prenotano online, il maggior numero lo fa tramite desktop (62%), mentre la tecnologia mobile raggiunge il 38% di share.

Quando prenotano tramite Internet i viaggiatori si affidano soprattutto ai siti di agenzie specializzate, secondo quanto dichiarato dal 43% del panel. Seguono con il 32% le prenotazioni dirette sui siti di alberghi, compagnie aeree e produttori di servizi locali e con il 21% i website delle grandi agenzie online. Le raccomandazioni di amici e parenti sono essenziali (49%); influenzano molto le scelte anche le recensioni online (36%) e i premi prestigiosi (43%). I brand di lusso sono i più influenti secondo la maggioranza degli intervistati (18%). A pari merito con il 15% tour operator specializzati e agenti/consulenti di viaggio, seguono i media on e offline (14%) e i testimonial (12%).

La maggior parte degli intervistati (82%) ritiene che i prossimi 2-3 anni faranno registrare una crescita nelle prenotazioni. Per il 42%, l’incremento è atteso tra il 6 e il 10%. Insomma, il viaggiatore di lusso sarà sempre più esigente, interessato a nuove destinazioni e prodotti/servizi, ultra-connesso e ben informato. Ma anche alla ricerca di esperienze uniche e con servizi dedicati, sensibile a tutto ciò che sarà ecosostenibile, nonché a consigli di conoscenti e raccomandazioni di esperti.


lavoro nazionale 7 13-AGO-18 14:01 Estate: TheFork, 5 itinerari perfetti per i food explorer Estate: TheFork, 5 itinerari perfetti per i food explorer

Roma, 13 ago. (Labitalia) - Il binomio cibo e viaggi è sempre più importante per i turisti. Secondo un recente sondaggio dell’app leader nella prenotazione online dei ristoranti TheFork, che ha analizzato le intenzioni della propria community di foodies, questa è la seconda voce di budget della vacanza, dopo quella stanziata per le attività culturali, le visite ed eventuali sport estivi. Ma quali gli itinerari perfetti per i veri food explorer? Ecco 5 percorsi ideati da TheFork e Vagabondo, sito di viaggi e tour operator tra i più visitati in Italia, con una community di viaggiatori che conta oltre 58 mila iscritti.

- Polignano a mare (Italia). Partiamo dall’Italia o meglio ancora dalla Puglia, dal mare trasparente e da uno dei borghi più famosi. Cosa mangiare e dove? Il cuore di Polignano si affaccia a strapiombo sul mare Adriatico, pertanto il pesce è una delle principali materie prime utilizzate, insieme con altri ingredienti di terra tipici della tradizione pugliese. E’ possibile ritrovare piatti come il riso alla barese con cozze e patate o la classica cicoria con la purea di fave.

- Granada (Spagna). La bellezza di Granada è di quelle che fanno innamorare tutti gli avventori, con l'imperdibile poi l’Alhambra e la sua ambientazione da mille e una notte. Cosa mangiare e dove? Granada è stato il territorio controllato più a lungo dagli arabi nella penisola iberica e questa eredità non si trova solo nell’architettura e nella cultura, ma anche nella gastronomia. Al di là delle influenze di origine storica, la cucina della regione è derivazione contadina e marinara, impreziosita talvolta dalla creatività degli chef.

- Rio de Janeiro (Brasile). Il sogno del Brasile è uno di quelli che, prima o poi, va realizzato e Rio de Janeiro è decisamente la città da cui partire anche perché da sola, vale l’intero viaggio. Cosa mangiare e dove? Rio de Janeiro ha una ricchissima produzione di materie prime fresche e saporite. Non potrete non farci caso se vi ritroverete in una delle sue tante feiras, vera esplosione di frutti della passione rotondi, fresche noci di cocco, ma anche un’abbondanza di carni come la picanha e il pesce pirarucú amazzonico. La sua tradizione gastronomica è ricca di contaminazioni: portoghese, africana, indios.

- Lisbona (Portogallo). Eletta dagli Oscar del Turismo la città europea più bella per un weekend nel 2017, Lisbona affascina i suoi visitatori che non si stancano di visitarla neppure dopo 2 o 3 volte. Cosa mangiare e dove? La cucina portoghese della tradizione nasce come sempre dalle sue materie prime. Al pescato dell’oceano Atlantico si accostano le carni provenienti dall’entroterra soprattutto manzo pollame e maiale. Tra i piatti tipici figurano il bacalhau (baccalà), la zuppa di pesce e i deliziosi pastéis de nata.

- Bruges (Belgio). A pochi minuti di treno da Bruxelles, Bruges è una cittadina definita spesso 'incantevole', Patrimonio dell’Unesco inserito nei Patrimoni dell’Umanità. Cosa mangiare e dove? I popolari marchi di cioccolato locali creano un’associazione immediata con i piatti dolci della città quali i gaufre e i dolci tipici come il Brugse acht. Non mancano però anche deliziose pietanze salate a base di cozze e patatine o piatti come il waterzooi, che letteralmente significa 'cotto nell’acqua' ed è una sorta di bouillabaisse del nord a base di carne e verdura.


dati nazionale 7 13-AGO-18 13:01 Sbarca in Lituania la 'nordic cuisine', diventa meta gourmet Sbarca in Lituania la 'nordic cuisine', diventa meta gourmet

Vilnius, 13 ago. (Labitalia) - Sbarca in Lituania la 'New Nordic Cuisine', quella rivoluzione che ha portato la cultura gastronomica dei paesi scandinavi in vetta alle classifiche dei migliori ristoranti del mondo, sposando la via salutistica ed etica alla buona tavola. Partita da Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia, ora sembra estendersi anche ad altri paesi 'cugini' affacciati sul Baltico, come la Lituania, che si va sempre più affermando come meta gastronomica.

Stretta fa una tradizione fatta di zuppe, patate, pesce affumicato e stufati, e uno stile anni Novanta, post-indipendenza, segnato da influenze francesi, la 'new wave' della gastronomia moderna è arrivata anche qui. Sarà perché il rapporto con i paesi scandinavi è sempre stato molto stretto - hanno rappresentato la principale terra di emigrazione negli anni bui per il popolo lituano e ora sono una promettente fetta dell'incoming - o perché la Lituania negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom di turisti (in particolare in questo 2018 in cui si festeggia il Centenario della prima indipendenza), sta di fatto che il 'fine dining' ormai fa scuola.

Una nuova storia gourmand tutta da scrivere, quindi, per un paese che vuole sempre di più puntare sul turismo enogastronomico, come conferma il Lithuanian State Department of Tourism (www.lithuania.travel), rappresentato in Italia da Aigo.

"Il turismo enogastronomico si sta sviluppando sempre più in Lituania, generalmente abbinato a una scoperta più ampia del territorio e delle sue eccellenze culturali e naturalistiche", spiega Indre Slyziute, marketing & incoming manager per l'Italia del Lithuanian State Department of Tourism. "Tra i prodotti gastronomici più apprezzati e sui quali è possibile seguire dei veri e propri itinerari tematici in giro per il Paese, la birra (se ne producono oltre 200 varietà artigianali) e il latte con i suoi derivati, a cominciare dal formaggio", aggiunge.

Se ancora non si può 'tecnicamente' parlare di 'stellati', in attesa di una guida Michelin delle terre baltiche, in Lituania cominciano ad affermarsi giovani chef che nulla hanno da invidiare ai colleghi più nordici, forti di materie prime versatili, tecniche all'avanguardia e soprattutto tanta voglia di emergere. E, per chi volesse orientarsi fra una proposta gastronomica sempre più variegata, l'unica guida disponibile è il 'Thirty Best Lithuanian Restaurants'.

A Vilnius, fra i locali rappresentativi della new wave, c'è 'Sweet Root', dove si mangiano piatti tradizionali reinterpretati, preparati scegliendo solo ingredienti stagionali e locali da un team di 4 giovani che si sono dati come mission quella di riportare l'orgoglio nazionale a tavola.

"Gran parte degli ingredienti che utilizziamo - raccontano - li prendiamo dal nostro orto o da persone di cui ci fidiamo, che hanno la nostra stessa filosofia. In Lituania abbiamo bellissime tradizioni, a volte dimenticate o sottovalutate. Quindi, l'ispirazione per la nostra cucina deriva dalla memoria dell'infanzia, dalle storie dei nostri nonni e dalle semplici abitudini quotidiane. In ogni piatto cerchiamo la bellezza della semplicità e della genuinità, così come la ricchezza e complessità di un gusto naturale".

Ma la rivoluzione gourmet non si ferma alla capitale. Si comincia a respirare anche a Kaunas, seconda città della Lituania, che ha fatto e sta facendo - con grandi opere che la preparano al 2022 quando sarà Capitale europea della cultura - più sforzi per lasciarsi alle spalle un periodo di decadenza dopo quella che ancora oggi viene chiamata 'occupazione sovietica'. In città, per esempio, fa tendenza il ristorante Uoksas, dove, fra design e richiami alla natura delle foreste, il giovane chef Arturas Naidenko prepara i suoi piatti dalla cucina a vista.

"Stiamo sviluppando una visione - spiega - di quello che dovrebbe essere la nuova cucina lituana. Per i nostri piatti usiamo prodotti stagionali e locali, con l'ausilio di tecniche moderne e dell'estetica nordica, che per noi è molto affascinante: cerchiamo di dare un senso al gusto tradizionale in espressioni nuove e uniche. Questa è la caratteristica che ci contraddistingue e che ci rende interessanti per un pubblico gourmet fatto anche, sempre di più, da stranieri".

E per conoscere da vicino gli ingredienti della cucina lituana, si può scegliere fra i tanti tour che portano alla scoperta sopratutto di birrifici artigianali e caseifici. Come a Rokiskis, dove un vero e proprio museo mostra storia e lavorazione del formaggio, oltre ovviamente a dare la possibilità di degustarlo. Innumerevoli le rotte sulla via della birra, soprattuto nella regione di Birzai dove da generazioni si tramanda l'arte brassicola.

Sul Baltico, poi, non può mancare un 'incontro ravvicinato' con il pesce. Così, a Neringa, la Penisola Curlandese che protegge e separa la terraferma dal mare, si può assistere all'affumicatura semplicemente sedendosi al tavolo di uno dei locali che offrono snack a base di aringa, sgombro o merluzzo, che fanno bella mostra di sé appesi a essiccare.

Ma c'è un altro alimento centrale nella gastronomia lituana: il pane integrale. Il paese, infatti, vanta una produzione e un consumo fra i più alti al mondo, con 110 kg per persona all’anno. Ci sono molti posti in cui si possono fare lezioni di cucina per imparare a prepararlo: dal mais alla cottura, compresa la preparazione della pasta e la formazione della pagnotta. Uno dei modi migliori per gustarlo? Accompagnato con il formaggio fresco e il miele, altri due prodotti della tradizione gastronomica lituana.


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 18:17 Scuola: Anief, in bando Dsga valga anche servizio su ruolo pre-2010 Scuola: Anief, in bando Dsga valga anche servizio su ruolo pre-2010

Roma, 10 ago. (Labitalia) - "Che senso ha far valere solo il servizio svolto dal 2010? Discriminerebbe tutti gli assistenti amministrativi che in precedenza hanno svolto il medesimo servizio, in possesso degli stessi titoli d’accesso, avvalendosi della loro maggiore anzianità di servizio. Quale differenza c’è nell’avere svolto il ruolo superiore cinque anni fa, dieci anni fa o venti anni fa? Ancora di più perché l’attuale figura professionale è stata istituita dall’articolo 34 del contratto collettivo nazionale di lavoro nel 1999, che al comma 2 ha stabilito anche le modalità di accesso al nuovo profilo professionale". Lo afferma Marcello Pacifico (Anief-Cisal), in merito al bando di concorso in programma in autunno per 2 mila nuovi Dsga.

"Il ministero dell’Istruzione ha comunicato ai sindacati di aver già inviato la richiesta di autorizzazione al Mef per bandire il concorso. L’intenzione, dopo quasi vent’anni dall’ultima procedura concorsuale, è pubblicare il bando nel mese di ottobre, per poi procedere con le prove e arrivare alle prime immissioni in ruolo dal mese di settembre 2019", fa presente.

"Da qui alle prossime settimane - avverte - andranno superate una serie di problematiche non indifferenti: la legge di bilancio prevede, infatti, che al concorso partecipino non solo i laureati, con la specifica laurea richiesta, ma anche gli assistenti amministrativi".

"E su questo punto - prosegue Pacifico - sussistono delle criticità: la prima, riferita dai dirigenti Miur, è quella di trovare dei precisi riferimenti tecnico-normativi, sui quali al Miur starebbero lavorando".

"La seconda - aggiunge - è, invece, di carattere puramente sindacale: riguarda il raggiungimento dei tre anni interi di servizio limitando il periodo utile agli ultimi otto nelle mansioni di direttore dei servizi generali ed amministrativi. Perché sia stato introdotto questo range temporale così ridotto rimane un mistero".

In conclusione, per l'Anief, "quindi, bisogna togliere il paletto degli otto anni, altrimenti la norma è discriminante". "Pertanto, rimanendo così le cose, appena il bando di concorso verrà pubblicato, qualora la soglia degli ultimi otto anni dovesse essere confermata, Anief inviterà tutti i danneggiati a presentare ricorso al Tar del Lazio", annuncia.


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 17:33 Spiagge: Sib a senatori e deputati, in vacanza ricordatevi dei balneari Spiagge: Sib a senatori e deputati, in vacanza ricordatevi dei balneari

Roma, 10 ago. (Labitalia) - "Oggi, con la chiusura dei lavori per la pausa estiva, tornate dalle vostre famiglie per godere di un periodo di vacanza. Se rientrate fra il 68% di coloro i quali preferiscono le destinazioni balneari e l’80% che sceglie le coste italiane, allora sarete nostri graditi ospiti". Così il Sib, sindacato italiano balneari, si rivolge a senatori e deputati in una lettera aperta. Nella missiva, si ricorda "chi sono i balneari italiani". "Quei lavoratori - dice - e quelle aziende (oltre il 93% a carattere familiare), che forniscono i servizi di spiaggia e mirano alla soddisfazione dei clienti, sia italiani che stranieri; coloro, poi, che hanno creato negli anni un elemento, oggi, caratteristico del 'made in Italy’: la balneazione attrezzata".

"Rientrerete certamente anche in quel quasi 95% di italiani - prosegue il Sib - che, nel 2017, hanno manifestato un alto gradimento per i nostri servizi di spiaggia: dal salvamento alla pulizia, dalla sicurezza alla ristorazione. Se scrutandoci in volto doveste trovare dei segni di preoccupazione, è perché molti di noi, i cosiddetti pertinenziali, hanno dei canoni ingiusti e insostenibili (tanto da essere ‘sotto scacco’ dell’Agenzia delle Entrate e di quella del Demanio con la minaccia di decadenza della concessione e conseguente perdita di azienda e lavoro)", avverte.

"In ogni caso, tutti siamo soggetti a una tassazione elevata: uniche aziende turistiche, in Europa, per le quali l’aliquota Iva è al 22% anziché al 10% come per tutte le altre imprese di questo settore. Le stime del Piano strategico per il turismo 2017-2022, poi, indicano un peso attuale del nostro comparto di circa l’11% sul Pil e del 12,5% sull’occupazione", riferisce il Sib.

"Ma, soprattutto, da quasi dieci anni, aspettiamo che il governo e il Parlamento italiano, passando dalle promesse elettorali ai fatti, emanino una legge - sottolinea - che impedisca la confisca ingiusta e illegittima delle nostre aziende, che non faccia ‘andare al macero’ 30 mila imprese, perdere il lavoro a 100 mila addetti diretti (ma che raggiungono quasi 1 milione con l’indotto), e con alle spalle una tradizione e un'esperienza di oltre 100 anni, a causa di una errata applicazione di una direttiva europea: la Bolkestein. Se poi ci guardate negli occhi, allora - incalza la lettera - vi accorgerete della nostra rabbiosa determinazione a difendere con le unghie e con i denti il nostro lavoro e le nostre aziende".

"Egregio senatore ed egregio deputato, godetevi pure la meritata vacanza, noi ce la metteremo tutta - prosegue la lettera - per coccolarvi, come sappiamo fare bene. Ma confidiamo in voi affinché anche gli anni a venire saremo sempre qui a prenderci cura delle vostre famiglie con competenza e professionalità, con quel sorriso che ci ha sempre contraddistinto, perché questo lavoro ci piace, lo sappiamo fare bene e, soprattutto, vogliamo continuare a farlo!".

"Vi aspettiamo il 26 agosto, graditi ospiti negli oltre 10.000 stabilimenti balneari associati Sib, in occasione della 'Giornata nazionale dei balneari italiani', per raccontarvi la nostra storia e in che modo contribuiamo al ‘made in Italy’, a disposizione anche per chiarimenti, suggerimenti, richieste o semplicemente per un saluto prima della ripresa del lavoro", conclude la lettera del Sib.


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 15:00 Lavoro: Cifa, prorogare scadenza per accesso a sgravio su conciliazione Lavoro: Cifa, prorogare scadenza per accesso a sgravio su conciliazione Per contratti aziendali contenenti le misure per favorire equilibrio tra vita professionale e privata

Roma, 10 ago. (Labitalia) - "Lo sgravio contributivo per i contratti aziendali contenenti le misure di conciliazione tra vita professionale e privata sta per concludersi. Il 31 agosto, infatti, è l’ultimo giorno per stipulare le intese per beneficiare dell’incentivo, previsto dal decreto interministeriale del 12 settembre 2017. Una misura che Cifa valuta positivamente in quanto ha registrato un’apprezzabile risposta in termini quantitativi e qualitativi da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori, e che, dall’altra, parte testimonia ancora una volta che il ricorso a una contrattazione aziendale di qualità non può generare che benefici in favore dei lavoratori e dei datori di lavoro". Lo afferma la Cifa, presieduta da Andrea Cafà, chiedendo al ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, "di valutare la possibilità di una proroga della scadenza per le domande di accesso allo sgravio in questione fino al 31 dicembre 2018".

"Tale proroga - spiega - riconoscerebbe a tutti i datori di lavoro la possibilità di redigere e stipulare i predetti accordi aziendali, consentendo a tutti i lavoratori interessati di beneficiare della preziosa misura". In questa ottica, Cifa "auspica anche il rifinanziamento della stessa misura in occasione della stesura della prossima legge di stabilità, alla stregua di quanto già posto in essere nel decreto Dignità in materia di proroga bonus assunzioni giovani under 35 2019/2020".

Peraltro, ricorda, "solamente il 3 agosto del corrente anno l’Inps, con la circolare n. 91, ha fornito le istruzioni e le modalità operative per l’attribuzione e fruizione del beneficio, in stretta contiguità temporale con la scadenza della misura fissata per il 31 agosto 2018, e in concomitanza con ferie estive, concedendo a imprese e lavoratori un breve margine di tempo e di operatività per l'implementazione di accordi e schemi contrattuali pienamente corrispondenti ai requisiti richiesti per la fruizione del beneficio in oggetto".


sindacato nazionale 7 10-AGO-18 13:59 Turismo, Filcams-Cgil: "Estate in positivo ma non per lavoratori" Turismo, Filcams-Cgil: "Estate in positivo ma non per lavoratori"

Roma, 10 ago. (Labitalia) - Un'estate positiva per il turismo ma non per i lavoratori. E' la denuncia che arriva dalla Filcams Cgil nel segnalare che cresce sì l'occupazione ma a tempo determinato e che la reintroduzione dei voucher porterà a una diminuzione delle tutele. "Dopo due anni di boom turistico in Italia, l’estate 2018 era attesa per il confronto. I dati in nostro possesso sin qui, confermano che l’affluenza turistica continua a crescere anche se in percentuale minore rispetto agli ultimi anni", dice la federazione di categoria della Cgil. "Segnali positivi per gli imprenditori, ma non per i lavoratori del settore, che alla precarietà legata alla stagionalità, vedono aggiungersi un elemento che contribuirà nuovamente a diminuire tutele e diritti: i voucher. La reintroduzione dei buoni lavoro negli alberghi e nei campeggi avrà di certo un impatto non secondario e soprattutto non virtuoso sull’occupazione nel turismo", sottolinea la Filcams.

Il Centro Multiservizi della Filcams Cgil e SL&A Turismo e territorio, società esperta del settore, hanno provato a dare una prima valutazione dell’estate 2018 sia dal punto di vista degli arrivi e presenze che dal punto di vista occupazionale. Secondo Confturismo, da giugno a settembre, in soli quattro mesi, negli alberghi italiani e negli esercizi ricettivi complementari si registrano oltre 260 milioni di pernottamenti, più del 60% del totale annuo.

Sempre sulla stessa linea positiva i risultati dell’indagine realizzata da Cst per Assoturismo Confesercenti, secondo la quale «il turismo in Italia continua a crescere: sono previste infatti 218,9 milioni di presenze, cioè circa 4,5 milioni in più rispetto al 2017, mentre tornerà ad essere maggioritaria la domanda italiana (53,3%) con 116,7 milioni di presenze stimate. Anche se i dati confermano che il settore è in salute e trainante, il tema del lavoro, e della sua qualità, viene sempre posto in secondo piano".

Per Unioncamere, nel trimestre giugno-agosto sono previste 290mila nuove entrate negli organici delle imprese del settore, di cui il 45% nel mese di giugno. Si tratta di lavoratori alle dipendenze (96% dei casi) assunti con contratto a tempo determinato in otto casi su dieci. Secondo l’Osservatorio Federalberghi, durante l’estate, le imprese del turismo danno lavoro a più di un milione e duecentomila lavoratori dipendenti, cinquecentomila dei quali occupati con contratto di lavoro a tempo determinato. Nonostante la crescita degli occupati negli alberghi (+1,9%), sono diminuiti i contratti a tempo indeterminato (-1%) mentre sono in crescita quelli a tempo determinato (+4,4%).

"Il turismo merita di più - afferma la Filcams Cgil nazionale - anche con una seria e attenta discussione per quanto riguarda il legame tra qualità del lavoro e qualità dei servizi offerti. L’industria turistica, che rappresenta orma il 12% del Pil nazionale, ha bisogno di competenze e costante aggiornamento professionale e la reintroduzione dei voucher, non va sicuramente in questa direzione." A chi sostiene che i voucher sono uno strumento utile solo a gestire le emergenze e i picchi di lavoro, la Filcams afferma che "i contratti nazionali di settore rispondono già a questa esigenza, con vari tipi di part time, il lavoro extra e di surroga, l’apprendistato in cicli stagionali, tipologie contrattuali che non eliminano le tutele: Tfr, tredicesima, malattia, maternità".

Anche per questo la Filcams Cgil ha lanciato 'Non c’è turismo senza lavoro, non c’è turismo senza tutele', una campagna di comunicazione rivolta ai lavoratori stagionali del settore e alla tutela dei loro diritti. "Non c'è turismo senza la tutela del patrimonio artistico e culturale, non c'è turismo senza la tutela dell'ambiente e del paesaggio, non c'è turismo senza la tutela dei lavoratori, dei loro diritti e delle loro professionalità", conclude.


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 13:14 Imprese: Unioncamere, 1 nuova apertura su 3 si deve a ‘under 35’ Imprese: Unioncamere, 1 nuova apertura su 3 si deve a ‘under 35’ Giovani imprenditori sono 9,1% del totale

Roma, 10 ago. (Labitalia) - Una nuova impresa su 3 è guidata da un under 35. A fine giugno 2018, il Registro delle Camere di commercio conta 551.761 imprese giovanili. Tra aprile e giugno, i giovani imprenditori dello Stivale hanno messo a segno un saldo di 18.659 unità in più tra aperture e chiusure di imprese, pari al 60% dell’intero saldo del periodo.

Nel complesso, il peso dell’imprenditoria giovanile sul totale delle imprese è del 9,1% ma, se si guarda alle iscrizioni di nuove imprese, il ruolo dei giovani imprenditori appare determinante ad assicurare il ricambio della nostra base produttiva. Tra aprile e giugno, infatti, le imprese di under 35 hanno rappresentato il 30,8% di tutte le iscrizioni di nuove imprese ai registri camerali.

Tra i principali settori di attività, spiegano Unioncamere e InfoCamere, quelli in cui la presenza di imprese giovanili è più elevata sono le attività dei servizi per edifici e paesaggio (pulizie e giardinaggio), dove gli under 35 hanno una quota del 14,6%, le altre attività di servizi per la persona (tra cui lavanderie, parrucchieri, centri benessere) dove sono il 14,3% e le attività dei servizi di ristorazione (13,9%).

La Calabria è la regione in cui le imprese giovanili rappresentano la quota più elevata sul totale (il 12,8%), seguita a ruota dalla Campania (12,6%) e dalla Sicilia (11,8%). In valori assoluti, la classifica della crescita nel II trimestre del 2018 è guidata dalla Campania (+3.004 imprese guidate da ‘under 35’), seguita da Lombardia (+2.341) e Lazio (+2.082).

Rispetto alla media delle imprese, quelle giovanili scontano, però, una fragilità maggiore dal punto di vista patrimoniale. Con riferimento alle imprese costituite in forma di società e con un capitale dichiarato, la quota di imprese under 35 con capitale sociale superiore ai 10mila euro è nettamente inferiore alla media in ognuna delle classi.

Quanto alla rappresentatività della società italiana, rispetto alla media generale l’imprenditoria giovanile vede una presenza relativamente maggiore di imprese femminili (il 28,9% contro una media generale del 21,9%) e della componente straniera di provenienza extra-Ue (il 15,9% contro il 7,7%).


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 13:01 In estate il design colora la cucina fra tecnologia e artigianalità In estate il design colora la cucina fra tecnologia e artigianalità

Roma, 10 ago. (Labitalia) - In estate, anche il design vuole la sua parte. Dispensando colori, complice la bella stagione, anche in cucina, che diventa crocevia cromatico attraverso l’artigianalità e l’utilizzo delle ultime tecnologie. Il classico bianco e l’austero nero lasciano spazio a soluzioni e accostamenti originali e, perché no, a volte anche azzardati. Che sia pastello o brillante, la stagione che segna il risveglio dei sensi passa anche per il gusto dove il made in Italy si fonde al resto del mondo.

Innanzitutto, partiamo con il rubinetto, il centro nevralgico dell’ambiente cucina con una novità ideata oltreoceano ma realizzata in Italia. Si tratta del 3N1 Colored, l’erogatore ipertecnologico di InSinkErator, la multinazionale statunitense che ha inventato il dissipatore, che è in grado di offrire acqua prossima alla temperatura di ebollizione in pochi istanti.

Disponibile nella versione L-Shape e J-Shape, l’erogatore viene proposto, tre l’altro, in arancione brillante, rosa, d’orato, bianco perla: cromie che non solo rallegrano il cuore della casa, ma rispettano l’ambiente. Il rubinetto, frutto dell’ingegneria americana e del savoir faire italiano, permette non solo di risparmiare tempo, ma anche di evitare quegli inutili sprechi di acqua che contraddistinguono la preparazione di bevande, piatti, o la loro pulizia.

Le tonalità si accendono ulteriormente con i sistemi di arredamento Usm Haller dell’omonima azienda conosciuta in tutto il mondo. Sono molteplici le soluzioni che il marchio svizzero propone per l’ambiente cucina, tutte disponibili in 14 diversi colori (oltre alla variante vetrina). Le tinte più accese, come il rosso rubino, il giallo oro e il verde Usm, sono in grado di donare carattere e dinamismo agli ambienti, permettendo di personalizzare al meglio gli spazi.

Colore e personalizzazione, quindi, le parole d'ordine: i sistemi di arredamento Usm Haller possono essere, infatti, liberamente configurati a seconda delle esigenze e, grazie al configuratore online, ogni utente è libero di progettare il proprio sistema direttamente tramite il sito, per poi inoltrare la richiesta in azienda.

Colori accesi, certo, ma anche un verde rilassante che ricorda i prati e la natura. A questo forse pensava SieMatic, la storica azienda tedesca celebre per l’eccellenza delle proprie cucine, quando ha dato vita al progetto SieMatic29, una cucina-buffet nella sua versione green. Premiato con il German Design Award, è la versatile reinterpretazione della cucina buffet tradizionale, con cui l’azienda di Loehne, in Westfalia, ha ottenuto i primi successi dopo la sua fondazione proprio nel 1929. Una cucina 'solitaria' sviluppata in collaborazione con KInzo, un giovane team di designer di Berlino.


lavoro nazionale 7 10-AGO-18 08:27 Manovra, spese fiscali nel mirino Mef Manovra, spese fiscali nel mirino

Roma, 9 ago. (Labitalia) - Casa, figli, salute, istruzione e lavoro. Sono solo alcune delle voci che beneficiano delle 466 tax expenditures (l'insieme delle spese fiscali che riducono il prelievo per i contribuenti) nel mirino del governo per trovare le risorse necessaria alle misure della prossima legge di bilancio. Tra detrazioni, deduzioni, esenzioni e crediti d'imposta si raggiunge la cifra complessiva di 54,9 miliardi nel prossimo anno, da ripartire in 121,9 milioni di restituzioni per un beneficio medio per singolo sconto pari a 444,7 euro. I dati sono contenuti nel 'Rapporto annuale sulle spese fiscali 2017' redatto dalla commissione per le Spese fiscali del Mef, ed elaborati dall'Adnkronos. I soggetti e categorie di beneficiari vanno dalle persone fisiche, alle imprese, passando per le banche, assicurazioni e associazioni no profit.

A ricevere la quota maggiore di sconti sono le persone fisiche, che da sole 'riscuotono' 116,3 milioni di benefici (95,3% del totale), pari a 40,5 miliardi di euro (73,6%). Va ricordato che ogni soggetto può ricevere più di un bonus fiscale (le persone fisiche possono usufruire di sconti sulla casa, sui famigliari a carico, sul lavoro, ecc.). Dalle ultime dichiarazioni dei redditi (2017) le persone fisiche risultano 40,9 milioni, perciò ogni contribuente dovrebbe ricevere il prossimo anno in media quasi 1.000 euro di sconti fiscali.

I restanti 14,4 miliardi di euro di tax expenditures vanno divisi tra onlus, imprese e società, persone giuridiche, banche e assicurazioni, soggetti e categorie particolari, stato ed enti pubblici. Vanno divisi in 5,7 milioni di beneficiari, pari a 2.557 euro per singolo beneficio. A ricevere una quota sostanziosa della somma rimasta sono i soggetti e categorie particolari, che hanno diritto a sconti per 5,8 miliardi; seguiti dalle imprese e società che ricevono altri 3,5 miliardi e dalle banche e assicurazioni (1,8 mld). E' proprio quest'ultima categoria di beneficiari che, in termini assoluti, riceve il bonus più sostanzioso. La quota di 1,8 miliardi va infatti divisa tra soli 607 beneficiari, per un importo medio che supera di poco i 3 milioni di euro. I 5,8 miliardi che vanno alle categorie particolari vanno invece divisi tra 2,8 milioni di beneficiari, per uno sconto medio di poco superiore ai 2.000 euro.


lavoro nazionale 7 09-AGO-18 18:37 Scuola: Anief, su assunzioni Cdm ratifica numeri al ribasso Scuola: Anief, su assunzioni Cdm ratifica numeri al ribasso

Roma, 9 ago. (Labitalia) - "Il contingente autorizzato è molto al di sotto delle aspettative: tra gli insegnanti si poteva fare molto di più, considerando che ci si è fermati al mero turn over, che vi sono 50 mila posti di sostegno liberi più altrettanti su disciplina vacanti e che si è penalizzato ancora una volta il Sud; pure tra gli assistenti amministrativi e tecnici, come per i collaboratori scolastici, i conti non tornano, perché si è attuato un programma di assunzioni in ruolo che copre solo la metà dell’organico di diritto e che non tiene conto di altre diverse migliaia di posti in organico di fatto che continueranno ad andare a supplenza". Così il sindacato Anief commenta l'autorizzazione approvata dal Cdm ad assumere, a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2018/19 su posti vacanti e disponibili, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata.

"Per ciò che riguarda i dirigenti scolastici, invece, si assumono un pugno di vincitori di concorso, senza pensare - avverte - che vi sono quasi 2 mila reggenze da coprire e che, per evitare di andare incontro a un annus horribilis dal punto di vista organizzativo, si sarebbe benissimo potuto dare sia la possibilità di confermare i presidi pensionandi, sia avviare un corso riservato ai ricorrenti della selezione 2011".

"Ma c’è un dato sulle assunzioni altrettanto importante e di cui pochi parlano: è quello che riguarda le immissioni in ruolo del personale educativo, per le quali il ministero dell’Economia non ha tenuto conto della richiesta presentata dal Miur di autorizzarne 77, concedendone appena 46", aggiunge.

Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal), “quella presa sulle assunzioni degli educatori è una decisione che ci lascia sconcertati, perché l’amministrazione procede soltanto con l’autorizzazione per le immissioni in ruolo di un posto su dieci in organico di diritto; mentre continua l'esclusione dalle procedure concorsuali riservate, dopo che la 'Buona Scuola' aveva ignorato la presenza degli educatori, come se fossero docenti di un altro Paese".

"Se non ci saranno integrazioni nel contingente del personale educativo, Anief è pronta sin d’ora a ricorrere nei tribunali del lavoro per il risarcimento dell’ennesimo danno gratuito arrecato alla categoria. Il nostro sindacato ha anche intenzione di rivolgersi pure al Tar per il mancato avvio dei concorsi pubblici riservati", annuncia.


lavoro nazionale 7 09-AGO-18 15:02 Vino: al via 'Calici di Stelle', decine di eventi in tutta Italia in sicurezza Vino: al via 'Calici di Stelle', decine di eventi in tutta Italia in sicurezza

Roma, 9 ago. (Labitalia) - Stasera e domani, 10 agosto, si festeggia 'Calici di Stelle' in oltre 100 Comuni in tutta Italia, nelle piazze delle Città del Vino e nelle cantine del Movimento Turismo del Vino. Con l'occasione, le Città del Vino esprimono "soddisfazione per la recente direttiva del ministero degli Interni in materia di sicurezza e organizzazione delle manifestazioni pubbliche, approvata a metà luglio".

"La direttiva, rivisitando e chiarendo le precedenti linee d’indirizzo, parla esplicitamente di 'approccio flessibile' alla gestione del rischio - ricorda - e conferma la necessità di piani, procedure e personale qualificato, ma dando centralità al ruolo dei sindaci, cui è affidato il compito di rilasciare gli eventuali procedimenti autorizzativi con le misure di sicurezza da adottare. Un chiarimento che arriva anche dopo le osservazioni e le sollecitazioni delle Città del Vino, in vista della più grande manifestazione enoturistica dell’estate: 'Calici di Stelle', organizzata in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino".

“Prendiamo atto dei risultati di un percorso fatto insieme alle autorità - commenta Floriano Zambon, presidente di Città del Vino - per raggiungere un equilibrio tra le necessità di sicurezza e ordine pubblico e quelle dei territori vitivinicoli che si adoperano per promuoversi anche attraverso eventi, feste e sagre, dove si aprono bottiglie e si utilizzano bicchieri di vetro. La direttiva va nella giusta direzione perché tiene conto anche delle necessità dei territori, degli operatori e del volontariato. I nostri Comuni anche quest’anno faranno il massimo per garantire che un’occasione di festa come 'Calici di Stelle' si svolga come sempre nel miglior clima possibile e con le dovute misure di sicurezza”.

'Calici di Stelle' è una manifestazione nata dall’idea di trasformare il periodo più poetico delle notti d’estate in un’occasione di promozione dell’enoturismo italiano. Per questo le Città del Vino, che riunisce oltre 430 Comuni, e il Movimento Turismo del Vino hanno unito le loro forze per organizzare in tutta Italia eventi diversi regione per regione. Nelle piazze e nelle cantine, dalla Val d'Aosta alla Sicilia, gli eno-appassionati sono protagonisti del brindisi più atteso dell'estate. Il cuore ideale della manifestazione è nell’incontro tra vino e cultura, declinata in eventi, design e arte.

Città del Vino, associazione dei comuni vitivinicoli italiani, nasce per aiutare i Comuni (con il diretto coinvolgimento di Ci.Vin srl, società di servizi) a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, quelle attività e progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro. Un esempio concreto è l'impegno per lo sviluppo del turismo del vino, che coniuga qualità dei paesaggi e ambienti ben conservati, qualità del vino e dei prodotti tipici, qualità dell'offerta diffusa nel territorio a opera delle cantine e degli operatori del settore. Il turismo rurale nelle Città del Vino è in crescita costante. Con oltre 2,5 miliardi di euro di giro d’affari e 14 milioni di accessi enoturistici, secondo il XIV Osservatorio sul Turismo del Vino in Italia, a cura di Università di Salerno e Città del Vino, l'enoturismo si pone al centro delle politiche di crescita locale.

L’Associazione Movimento Turismo del Vino è, invece, un ente non profit e annovera circa 1.000 fra le più prestigiose cantine d'Italia, selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti, dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità.


professionisti nazionale 7 09-AGO-18 14:57 Presidente consulenti lavoro Calderone incontra ministro Bonafede Presidente consulenti lavoro Calderone incontra ministro Bonafede

Roma, 9 ago. (Labitalia) - La presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone, ha incontrato, ieri, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

"L'incontro, avvenuto in un clima cordiale e costruttivo, è stato incentrato - riferisce una nota dei consulenti del lavoro - su numerosi temi di interesse comune. Si è parlato innanzitutto di possibili interventi in materia di crisi di impresa per promuovere soluzioni efficaci a tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali; della riforma del processo civile e della valorizzazione del ruolo dei consulenti del lavoro nella deflazione delle controversie. È stato anche affrontato il tema della revisione dei compensi dei professionisti chiamati a fornire consulenza tecnica d'ufficio, svolta dagli ausiliari dei giudici".

"Ho trovato grande disponibilità nel ministro - dichiara la presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone - e lo ringrazio per questo. Sono sicura che l'interlocuzione istituzionale alla ripresa dopo la pausa estiva sarà proficua, anche perché parte dal presupposto della valenza sociale non solo della nostra professione ma di tutte quelle che compongono il sistema ordinistico. Sistema che anche in questi giorni c'è chi cerca di mettere in discussione; ma senza riflettere sui benefici che cittadini, imprese e Stato hanno dalla quotidiana attività svolta dai liberi professionisti".


sostenibilita best-practices nazionale toscana 7 16-AGO-18 14:36 Castiglione della Pescaia bandirà la plastica usa e getta Castiglione della Pescaia bandirà la plastica usa e getta Dopo le Isole Tremiti, ad oggi sono 12 i Comuni italiani già 'plastic-free'

Roma, 16 ago. - (AdnKronos) - Castiglione della Pescaia bandirà la plastica usa e getta. A dare l'annuncio dell'impegno plastic free del comune toscano, sono stati il sindaco Giancarlo Farnetani e l'assessore all'Ambiente Elena Nappi, in occasione dell’incontro organizzato alla Green beach con Legambiente.

Dopo le Isole Tremiti, e oltre all'annuncio di Castiglione della Pescaia, ad oggi sono già 12 i comuni italiani che hanno deciso di dire basta alla plastica usa e getta e optare per alternative in materiali biodegradabili: Pollica (Sa), Maratea (Pz), Malfa (Salina - Isole Eolie), Domus De Maria in Sardegna, Vernazza, Pantelleria, Noto e Avola, in provincia di Siracusa, Pozzuoli (Na), Lampedusa e Linosa, Caggiano (Sa).

"Bisogna continuare a replicare su tutti i territori ordinanze ad hoc e arrivare ad una legge nazionale contro l’usa e getta non compostabile”, chiede ora Legambiente. In Italia, infatti, non esiste ancora un provvedimento che vieti le plastiche usa e getta.


sostenibilita risorse nazionale 7 13-AGO-18 12:42 Mare, in Italia inquinato un punto ogni 59 km Mare, in Italia inquinato un punto ogni 59 km Situazione critica per 48% punti campionati, mala depurazione e rifiuti i maggiori nemici del mare

Roma, 13 ago. - (AdnKronos) - Su un totale di 261 punti campionati nelle 15 regioni costiere italiane, solo il 52% è entro i limiti di legge; il restante 48% è invece “fortemente inquinato” (39%) e “inquinato” (9%). Colpa della 'mala depurazione' di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese e per la quale l’Unione europea ci ha presentato un conto salatissimo. Ma non solo: oltre alla cattiva depurazione, c'è il capitolo rifiuti.

Su 78 spiagge monitorate sono stati trovati in media 620 rifiuti ogni 100 metri. E' il bilancio critico di Goletta Verde 2018, la campagna di Legambiente dedicata a monitorare la qualità delle acque marine. Partiamo dalla depurazione, per la quale l’Italia è oggetto di due condanne e di una terza procedura d’infrazione, che riguardano complessivamente 909 agglomerati urbani, di cui il 25% in Sicilia (231 agglomerati), 143 in Calabria (16%), e 122 in Campania (13%).

E la Sicilia è anche in testa per numero di campionamenti risultati oltre i limiti in questa edizione di Goletta: 21 punti 'fuori legge' sui 26 campionamenti totali effettuati lungo le coste della regione (17 "fortemente inquinati", 4 "inquinati"). Seguono la Campania con 20 punti oltre i limiti (19 "fortemente inquinati") su 31 campionamenti effettuati; il Lazio con 17 punti oltre i limiti sui 24 monitorati (12 sono "fortemente inquinati"), e la Calabria con 15 su 22 (12 "fortemente inquinati").

Le foci dei fiumi, dei canali, dei corsi d’acqua e di scarichi sospetti e di altri punti critici rappresentano il 57% dei punti campionati dai tecnici di Goletta Verde e sono i luoghi dove si concentrano le maggiori criticità: su 149 foci monitorate, 106 (il 71%) sono risultate “fortemente inquinate” (il 61%) e “inquinate” (il 10%). Il 43% dei punti campionati sono, invece, spiagge.

Il monitoraggio di Goletta Verde prende prevalentemente in considerazione proprio i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini. Le foci di fiumi e torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

“La grande opera pubblica di cui non si parla mai nel nostro Paese è il completamento della rete fognaria e di depurazione delle acque reflue - dichiara il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti - La mala depurazione è, infatti, un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza visto che siamo anche stati condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola".

Per Zampetti, "mettere finalmente a cantiere le opere necessarie permetterebbe anche di non sprecare i soldi pubblici pagando per le nostre inadempienze, ma investirli in nuovi impianti, con le tecnologie e le conoscenze oggi disponibili possono trasformarsi da problema in risorsa, restituendo acqua pulita per diversi usi, a partire da quello irriguo".

Anche quest’anno, però, la fotografia scattata da Goletta Verde restituisce situazioni critiche segnalate da anni. Per questo, l'associazione ha deciso di continuare l’azione giudiziaria, che già lo scorso anno ha permesso di intervenire in diverse situazioni, presentando nuovi esposti alle autorità competenti per chiedere di verificare le cause di queste criticità e denunciare i responsabili secondo le nuove norme previste dalla legge sugli ecoreati.

Quest’anno, sottolinea Serena Carpentieri, vice direttrice generale di Legambiente, "abbiamo già presentato esposti alle diverse Capitanerie di porto nelle regioni interessate segnalando 45 località fortemente inquinate”. La denuncia dell’associazione fa leva sulla legge 68/2015, che ha inserito i reati ambientali nel codice penale.

Le analisi di Goletta Verde si sono concentrate, inoltre, sulle cosiddette “acque abbandonate”, cioè quelle non più monitorate perché in aree non adibite alla balneazione, ma non per questo meno importanti dal punto di vista ambientale. Dalla consultazione del Portale Acque del ministero della Salute, emerge che ci sono 556 luoghi in cui sono presenti foci di fiumi, canali e fossi, per circa 170 km di costa, che non vengono campionati.

Il 39% dei punti campionati dai tecnici di Legambiente (101 su 261) ha interessato proprio queste acque abbandonate: il 64% dei 101 punti è risultato inquinato o fortemente inquinato (rispettivamente per l’11% e il 53%).

I tecnici della Goletta hanno valutato anche il numero di bagnanti che potrebbero affluire nelle vicinanze di queste aree di acque abbandonate, dove si trovano soprattutto spiagge libere ma anche alcuni stabilimenti attrezzati. Nel 39% dei casi, la presenza potenziale di bagnanti è stata giudicata alta e media e nel 75% dei casi erano assenti i cartelli di divieto di balneazione.

Nonostante la cartellonistica informativa sia obbligatoria ormai da anni per i comuni, la carenza di informazione ai cittadini riguarda anche i punti ufficialmente interdetti alla balneazione. I tecnici di Goletta Verde hanno trovato un unico punto con un cartello che segnala la criticità dell’area, sugli 8 punti ufficialmente interdetti alla balneazione che sono coincisi con i luoghi di prelievo.

Negligenze che si traducono in “alta presenza di bagnanti” in 3 degli 8 punti campionati ufficialmente interdetti alla balneazione e “media presenza” in altri 3. Nelle aree balneabili è previsto, inoltre, per legge, un cartello informativo sulla qualità delle acque: su 132 punti campionati da Goletta verde in acque definite “balneabili”, nell’89% dei casi (118 punti) questo cartello non c’era.

Mala depurazione ma non solo: a farla da padroni sulle nostre spiagge sono anche i rifiuti. Su 78 spiagge monitorate da Legambiente nel 2018, un’area pari a 60 campi da calcio, i volontari dell’associazione hanno trovato quasi 50mila rifiuti, una media di 620 rifiuti ogni 100 metri. Di questi l’80% è plastica e ben un rifiuto su tre è stato creato per essere gettato immediatamente dopo il suo utilizzo e appartiene alle categorie di bottiglie e tappi, stoviglie, buste rinvenuti sul 95% delle spiagge monitorate.

Dall’inizio dell’anno a oggi, i volontari di Legambiente hanno pulito almeno 500 spiagge italiane rimuovendo circa 180mila tra tappi e bottiglie, 96mila cotton fioc e circa 52mila tra piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica.

“Anche quest'anno Novamont ha sostenuto le attività di ricerca e educazione ambientale di Goletta Verde che permettono di acquisire una mole crescente di dati scientifici sulle condizioni ambientali di mari e laghi italiani - sottolinea Andrea Di Stefano, responsabile progetti speciali - e nello stesso tempo di sensibilizzare i cittadini sugli stili di vita che permettono la minimizzazione della produzione di rifiuti, la riduzione degli impatti antropici e l'incremento delle raccolte differenziate di qualità”.

Tra i fattori inquinanti troppo spesso sottovalutati, c’è anche lo scorretto smaltimento degli olii esausti. "L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli, è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 kg di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche", spiega il presidente del Conou, Paolo Tomasi.

Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.

Goletta Verde è stata realizzata grazie al sostegno di Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, il Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero degli imballaggi in acciaio, con la media partnership di La Nuova Ecologia e rinnovabili.it.

Per restare in tema mare, Legambiente ha lanciato la petizione #NoOil indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per fermare le estrazioni e i sussidi erogati a infrastrutture, ricerca e produzione di energia da fonti fossili. Secondo Legambiente, le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi mettono a rischio oltre 120mila kmq dei nostri mari: sono 67 le concessioni di coltivazione, 138 le piattaforme, 24 i permessi di ricerca attivi a cui se ne potrebbero aggiungere ulteriori 34.

Infine, con Goletta Verde, Legambiente e Ricrea (Consorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio) hanno promosso la campagna “Il cuore del Mediterraneo” per promuovere le eccellenze italiane nel campo dell’alimentazione, della cultura e della qualità ambientale che valorizzano il nostro mare e che contribuiscono all’innovazione del Paese, come le conserve ittiche e vegetali spesso confezionate in scatolette e barattoli d’acciaio riciclabili al 100% e all’infinito.


sostenibilita world-in-progress nazionale 7 10-AGO-18 11:12 Rifiuti di plastica al sole, la ricerca: emettono gas serra Rifiuti di plastica al sole, la ricerca: emettono gas serra Peggio se avviene in ambiente asciutto, produzione etilene 76 volte maggiore che non in acqua

Roma, 10 ago. - (AdnKronos) - Rifiuti e detriti di polietilene sotto accusa per il rilascio di gas serra quando restano esposti a sole e aria. Secondo la ricerca “Production of methane and ethylene from plastic in the environment”, pubblicata sulla rivista scientifica PlosOne, la plastica più comune che usiamo (e gettiamo) sotto forma di sacchetti, ma anche alcuni giocattoli, tappi, pellicole alimentari o flaconi per detersivi e alimentari, una volta rilasciata nell’ambiente libera sotto l’azione del sole, e soprattutto dell’aria, metano e etilene.

La situazione peggiore se l’irradiamento solare avviene in ambiente asciutto: la produzione di etilene è 76 volte maggiore che non in ambiente acquatico. Tuttavia in acqua, dopo un periodo di almeno 150 giorni, la plastica produce anche idrocarburi gassosi. Tutti danni all’ambiente che si aggiungono a quelli già noti sulle materie plastiche gettate in mare, capaci di aggregare e trasportare numerose altre sostanze tossiche (metalli pesanti, pesticidi, etc.) oltre a quelle tipiche della plastica.

Si aggiunge così un altro tassello alla lunga lista degli impatti sull’ambiente provocati da questo vero e proprio “highlander” dei mari, un motivo in più per combattere il rilascio di plastica in ambiente e trasformare il nostro stile di vita in un quotidiano 'plastic free'. La plastica rappresenta il 95% dei rifiuti del mare e ha dei primati incredibili di ‘resistenza’ nell’ambiente marino: un bicchiere resta in mare fino a 20 anni, una busta fino a 50 mentre un filo da pesca può durare fino a 600 anni.

L’Italia ha vietato l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa dal primo gennaio 2011, dall’inizio del 2018 ha vietato l’uso di sacchetti di plastica per gli alimenti, dal primo gennaio 2019 sarà vietato l’uso di cotton fioc non biodegradabili e dal primo gennaio 2020 l’uso di microplastiche nei cosmetici.

Nel mondo si produce plastica da oltre 70 anni, 8 milioni di tonnellate finiscono ogni anno negli oceani e, secondo un recente report del Wwf, anche il Mediterraneo sta subendo impatti devastanti su specie e habitat: 134 sono le specie vittime dell’ingestione da plastica, tra cui tartarughe marine e cetacei. L’Europa è il secondo produttore di plastica al mondo; 2,1, sono i milioni di tonnellate di imballaggi di plastica consumati ogni anno dagli italiani.

Sul tema il Wwf è in prima linea con una petizione, lanciata su Change.org e sul proprio sito, con quattro richieste al Governo per fermare l'inquinamento da plastica in mare: si va dal divieto, per tutti gli Stati membri, di 10 prodotti di plastica monouso (tra cui posate, piatti, cannucce, contenitori per alimenti e bevande) all'introduzione in Italia di una cauzione sugli imballaggi monouso; dallo stop alle microplastiche per tutti i prodotti, al censimento degli attrezzi da pesca "fantasma", cioè dispersi in mare, e il loro recupero e il corretto smaltimento in adeguate strutture portuali.


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 09-AGO-18 13:19 Notte di San Lorenzo, dove e come vedere più stelle cadenti Notte di San Lorenzo, dove e come vedere più stelle cadenti Le mappe di CieloBuio per trovare il luogo perfetto e scappare dall'inquinamento luminoso

Roma, 9 ago. - (AdnKronos) - Cacciatori di stelle cadenti? Il ‘bottino’ più ricco potrebbero assicurarselo quelli che scruteranno la volta celeste da Alicudi e Filicudi; dalla parte nord dell’Alto Adige, al confine con l’Austria; dalla Sardegna, soprattutto a metà della costa est; dalla Maremma toscana verso il grossetano e da alcune zone della Basilicata.

Impresa più difficile, invece, per chi trascorrerà la Notte di San Lorenzo in Val Padana o nelle grandi città come Roma, Napoli, Torino e Milano, nella valle dell’Arno o in Puglia (Gargano a parte). Vita dura per gli appassionati italiani di astronomia e per chi, più semplicemente e secondo tradizione, non rinuncia ad esprimere desideri.

Perché l’inquinamento luminoso(l’eccesso di illuminazione che compromette la visione nitida della volta celeste) complica un po’ le cose, soprattutto in Italia.

“Ad oggi l’Italia è tra i Paesi del G20 con il maggiore inquinamento luminoso. Produciamo più luce pro capite rispetto ad altre nazioni: il triplo della Germania. Peggio di noi fanno Belgio, Olanda e Singapore”, spiega all’Adnkronos Fabio Falchi, presidente di CieloBuio, Coordinamento per la protezione del cielo notturno.

E allora? Per assicurarci una notte di San Lorenzo davvero magica, il primo consiglio è di consultarele mappe del buio e dell’inquinamento luminoso realizzate da CieloBuioperché se la situazione dell’inquinamento luminoso riguarda tutto lo Stivale, qualche eccezione c’è e chi vive o può recarsi in queste ‘isole di buio’ potrà godersi una notte davvero magica.

Guardando la mappa dell’Italia, bisogna tenere presente che “l'inquinamento è sempre maggiore passando dal nero al grigio ai tre livelli di blu, ai due di verde, al giallo, all'arancio, al rosso, al magenta, rosa e al bianco (il livello con l'inquinamento luminoso massimo). Diciamo che per avere un cielo decente per osservare le stelle e le stelle cadenti bisognerebbe spostarsi nelle zone rappresentate in verde (meglio il verde scuro o meglio ancora il blu)”, spiega Falchi.

Ma non tutti possono raggiungere le Eolie o il confine con l’Austria per esprimere il proprio desiderio nel cassetto. In questo caso, ecco i consigli per sfruttare al meglio il cielo che abbiamo a disposizione.

Intanto, bisogna tenere presente che il picco di visibilità delle stelle cadenti non coincide più con la Notte di San Lorenzo, ma che negli anni si è gradualmente spostato in avanti e ora cade nella notte tra il 12 e il 13 agosto.

Questo non vuol dire che nei giorni precedenti o successivi non si possano avvistare le ‘lacrime’ del Santo, ovvero lo sciame delle Perseidi, ma è un paio di giorni dopo il fenomeno astronomico dà il meglio di sé.

Qualunque sia la data scelta, la regola numero uno è armarsi di pazienza e non perdersi d’animo se non si avvista subito una stella cadente: meglio mettersi comodi, portarsi dietro una sedia sdraio o un telo, sistemarsi in un posto da cui la visuale del cielo sia libera e guardare in direzione nord-est.

L’orario migliore? Dopo la mezzanotte, andando verso mattina, “quando più luci sono spente e la Terra, percorrendo la sua orbita, ci pone proprio di fronte alle stelle cadenti. Un po’ come quando andiamo in auto verso un temporale: dal parabrezza vediamo molte più gocce di pioggia che non dal lunotto posteriore”, spiega il presidente di CieloBuio.

E per chi abita in una grande città, come le citate Roma e Napoli, Torino e Milano, il consiglio è di farsi almeno 30-40 km per allontanarsi dall’area urbana e ridurre l’impatto dell’inquinamento luminoso sulla visibilità del cielo.


sostenibilita tendenze nazionale 7 06-AGO-18 17:09 Via le cannucce di plastica, locali e festival 'straw-free' Via le cannucce di plastica, locali e festival 'straw-free' Risparmiate già un milione di cannucce di plastica usa e getta

Roma, 6 ago. - (AdnKronos) - La campagna #Ecocannucce, lanciata da Marevivo, ha ottenuto in pochi mesi centinaia di adesioni tra esercenti, festival musicali, discoteche, comuni, alberghi e stabilimenti balneari. Anche VyTA Retail food, il Consorzio Costa Smeralda, il gruppo Caronte & Tourist – Siremar, la Compagnia dei Caraibi, Ecozema, il Comune di Senigallia, di Lampedusa e Linosa, di Spotorno, in provincia di Savona, sostengono l’iniziativa che, secondo l'associazione, ha fatto già risparmiare all'ambiente un milione di cannucce di plastica usa e getta.

La mobilitazione è partita anche alle isole Eolie grazie all’impegno di Aeolian Islands Preservation Fund e di Verdeolie Isole Senza Plastica che hanno già coinvolto a Panarea dove, grazie all'adesione di diversi esercenti, sono state già eliminate 20.000 cannucce. Qualche esempio? Al Lido Panfilo di Termoli da inizio stagione sono state risparmiate già 3.000 cannucce e prosegue il percorso per trasformarlo in un'attività '100% non-più-monouso' utilizzando alternative totalmente ecologiche alle stoviglie usa e getta.

Facendo più attenzione all'uso di cannucce usa e getta di plastica, lo stabilimento balneare Il Pescespada di Scalea ne ha risparmiate 5.000, numero che sale a 10.000 al Mixology Bar a Milano e solo nei primi tre mesi dell'apertura. Qui, al posto della cannucce di plastica ora si usano gli ziti di pasta. Ad aderire alla campagna anche il festival musicale 'acieloaperto' che finora, in quattro serate, calcola di aver risparmiato migliaia di cannucce.

E sarà #Strawfree, cioè senza cannucce, l’Hawaiian Party del Summer Jamboree festival di Senigallia (8 agosto) che aderendo alla campagna EcoCannucce di Marevivo conta di risparmiare 10.000 cannucce di plastica, sostituendole con quelle compostabili. Durante il party, inoltre, saranno utilizzati solo bicchieri biodegradabili. Per entrare a far parte della rete #Strawfree basterà scrivere una mail a: ecocannucce@marevivo.it, esporre il bollino e la locandina ufficiale e dimostrare di aver realmente rinunciato alla cannucce in plastica.

Sul web l’associazione Marevivo ha lanciato anche l’hashtag #RifiutaLaCannuccia per spingere gli utenti a condividere sui social un selfie con il proprio drink senza cannuccia.


sostenibilita tendenze nazionale 7 03-AGO-18 12:33 Pub e bar plastic free? In Italia è già realtà Pub e bar plastic free? In Italia è già realtà Lo rileva un'indagine di Greenpeace su 162 tra bar, pub e caffetterie di 10 città

Roma, 3 ago. - (AdnKronos) - Superare l'impiego di alcuni dei più comuni oggetti in plastica usa e getta, uno dei punti in discussione nella recente direttiva europea sulla plastica monouso, è già possibile. Lo rivela un’indagine condotta nelle scorse settimane dai volontari di Greenpeace in 162 bar, pub e caffetterie situati in dieci città italiane: Bari, Bologna, Firenze, Udine, Napoli, Milano, Palermo, Torino, Pisa e Padova.

Dall’indagine, somministrata sotto forma di questionario ai gestori dei locali, emerge che il 95% di questi non impiega già piatti usa e getta né in plastica né in altri materiali, il 77% impiega agitatori per cocktail in metallo utilizzabili infinite volte, il 58% non utilizza posate in plastica ma nemmeno in altri materiali monouso e il 13% usa cannucce in metallo lavabili e riutilizzabili.

"Superare l’utilizzo della plastica monouso, e più in generale non ricorrere a prodotti usa e getta, è già una realtà in numerose città italiane - dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace Italia - L’Unione Europea e il ministro Costa non hanno alibi: è possibile già da oggi adottare soluzioni ambiziose che vadano al di là della semplice sostituzione della plastica usa e getta con altri materiali, come carta e bioplastica”.

Nelle scorse settimane Greenpeace, insieme alle altre organizzazioni della coalizione europea Rethink Plastic Alliance, ha messo in evidenza, infatti, le varie problematiche ambientali connesse alla sostituzione della plastica monouso con la bioplastica, ribadendo la necessità di prevenire e ridurre la produzione di rifiuti a monte: unica strategia sostenibile a lungo termine.

A parlare sono i fatti. Dall’indagine condotta da Greenpeace, per esempio, emerge che alcuni dei locali italiani hanno già adottato una strategia “rifiuti zero”, come il caso di Lortica a Bologna che, oltre a dare la possibilità ai clienti di riempire gratuitamente le proprie borracce per l’acqua, sceglie per i propri acquisti principalmente alimenti sfusi, riducendo al minimo il ricorso al packaging indipendentemente dal materiale di cui è composto.

L’Ex Asilo Filangieri a Napoli utilizza per la birra solo bicchieri in plastica non monouso, lavabili e riutilizzabili, con l'applicazione di un deposito cauzionale di 50 centesimi di euro che vengono restituiti alla riconsegna del bicchiere. Il locale Sabir di Palermo, poi, ha sostituito le cannucce in plastica monouso con quelle in rame, che possono essere lavate ed utilizzate infinite volte.

Se da un lato molti locali hanno deciso di abbandonare la plastica monouso è necessario sottolineare come, nel corso dell’indagine, siano emerse numerose criticità soprattutto riguardo le bottiglie in plastica usa e getta per l'acqua minerale. Infatti, di tutti i locali in cui sono state condotte le interviste, solo il 15% adotta per l’acqua imballaggi e sistemi alternativi di distribuzione: sinonimo inequivocabile che per questi prodotti le aziende forniscono, sia ai gestori dei locali che ai consumatori, poche alternative alla plastica tradizionale.

"Se vogliamo salvare i mari dalla plastica è necessario che e i grandi marchi degli alimenti e delle bevande, che immettono sul mercato grandi volumi di plastica monouso, facciano la loro parte e si assumano le loro responsabilità. Queste aziende sanno benissimo che è impossibile riciclare tutta questa plastica. Per questo, insieme ad oltre un milione di persone che hanno aderito al nostro appello, chiediamo loro di ridurre drasticamente l’utilizzo di contenitori e imballaggi in plastica monouso", conclude Ungherese.


sostenibilita appuntamenti nazionale lazio 7 03-AGO-18 11:08 #iosonoambiente, al via la campagna per spiagge plastic free #iosonoambiente, al via la campagna per spiagge plastic free Coinvolte numerose località italiane. Il ministro Costa, iniziamo dalle vacanze a essere plastic free

Roma, 3 ago. - (AdnKronos) - Parte domenica 5 agosto da Sabaudia, località balneare del Parco nazionale del Circeo, la campagna estiva del ministero dell’Ambiente per sensibilizzare contro l’abbandono della plastica sulle spiagge e per promuovere il bando della plastica monouso. Realizzata in collaborazione con il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e la Guardia Costiera, fa parte della più ampia iniziativa di comunicazione #iosonoambiente.

La quantità di rifiuti di plastica nei mari è in aumento: ogni anno vengono prodotti a livello mondiale 300 milioni di tonnellate di materie plastiche, di cui almeno 8 milioni finiscono nell’oceano. Si tratta di una minaccia per le specie marine e gli ecosistemi, ma anche un rischio per la salute umana, con implicazioni significative su settori come il turismo, la pesca e l’acquacoltura.

Il ministero dell’Ambiente sta lavorando a una legge per tutelare il mare, ma ogni cittadino può e deve fare la sua parte, come si legge nei consigli contenuti nel volantino del ministero che sarà distribuito nei gazebo allestiti da Carabinieri Forestali e Guardia Costiera, oltre che a Sabaudia, in numerose località turistiche balneari, da Miramare (Trieste) all’isola d’Elba (Livorno), da S. Maria di Castellabate (Salerno) a Lido di Noto (Siracusa), per citarne solo alcune.

“Una volta compromessa la risorsa mare – afferma il ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare Sergio Costa – non sarà più possibile rinnovarla. Chiedo a ogni cittadino di essere al nostro fianco a tutela della natura e del pianeta terra. #iosonoambiente non è solo uno slogan, ma un modo di essere, a partire dal vivere plastic free. Iniziamo a modificare i nostri comportamenti proprio dalle vacanze al mare”.


sostenibilita risorse nazionale 7 02-AGO-18 10:57 Mare Ionio, record calore accumulato negli abissi Mare Ionio, record calore accumulato negli abissi Scienziati italiani pubblicano su Scientific Reports i risultati di 30 anni di campagne oceanografiche

Roma, 2 ago. - (AdnKronos) - La parte profonda del Mar Ionio si è riscaldata più di altri mari. Lo rivela uno studio che è il frutto di 30 anni di misurazioni e modelli numerici, condotto da scienziati italiani nell’ambito del progetto Ritmare e pubblicato sulla rivista scientifica "Nature Scientific Reports". L’accumulo di calore negli abissi ionici è circa doppio rispetto a quanto osservato globalmente nello stesso periodo.

Il fenomeno è legato all’aumento delle temperature medie nell’area, che si riflettono sul notevole aumento di temperatura e di salinità avvenuto nelle acque dense del Mediterraneo orientale, provenienti sia dal bacino adriatico, sia da quello egeo.

Il dato particolare dello Ionio è però legato anche a fattori specifici: complici sono la conformazione non uniforme dei fondali e la circolazione delle masse d’acqua, che si mescolano e convogliano con efficienza il calore verso profondità di 3-4mila metri, dove continua ad immagazzinarsi.

“Questo mescolamento di masse d’acqua influenza anche la circolazione locale - spiega Angelo Rubino, professore di Oceanografia all’Università Ca’ Foscari Venezia, tra gli autori della ricerca - e potrebbe essere uno dei fattori in grado di spiegare l’alternarsi di grandi cicloni ed anticicloni osservati alla superficie del Mar Ionio negli ultimi decenni”.

Gli scienziati cafoscarini, dell’Enea, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle ricerche, dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno analizzato il calore contenuto nello Ionio, un parametro fondamentale per la comprensione del clima e delle sue variazioni. Variazioni nella quantità di energia immagazzinata dal sistema climatico, infatti, si riflettono sul calore contenuto negli oceani, autentico termometro dello stato del clima.

La sfida era stimare questo calore, facendo i conti con la scarsità di osservazioni nell’oceano profondo e abissale e con la difficoltà di prevedere l’accumulo oceanico di calore tramite simulazioni numeriche. I ricercatori hanno studiato dati frutto di decine di campagne oceanografiche.


sostenibilita tendenze nazionale 7 30-LUG-18 13:06 Dieta mediterranea resiste al Sud e negli over 50 Dieta mediterranea resiste al Sud e negli over 50

Isernia, 30 lug. (AdnKronos Salute) - Fin dagli anni '50 si è guadagnata il titolo di "scudo salvavita" contro le principali patologie del nostro tempo, ma oggi la dieta mediterranea sembra aver perso il suo 'appeal': a seguirla sono prevalentemente gli over 50, più nelle regioni meridionali del nostro Paese rispetto al Nord, e le persone con un livello di istruzione maggiore. Inoltre, gli uomini mostrano una maggiore predilezione rispetto alle donne. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) che, grazie ai dati raccolti nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico su alimentazione e salute in Italia (Inhes), ha analizzato informazioni relative a circa 10 mila persone coinvolgendo tutto il territorio nazionale.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica European Journal of Public Health, "fornisce una sorta di identikit del consumatore 'mediterraneo' contemporaneo", spiega Emilia Ruggiero, ricercatrice del Dipartimento e primo autore dello studio. "I dati dello studio Inhes confermano quanto già osservato in altre popolazioni europee e statunitensi e cioè che l’adesione a modelli alimentari sani è fortemente condizionata dallo stato socioeconomico", commenta Marialaura Bonaccio, ricercatrice senior del Dipartimento.

"Di fatto - prosegue - quelli che seguono di più la dieta mediterranea sono proprio le persone con un livello di istruzione maggiore, e questo vale soprattutto nelle aree del Nord del Paese. Al Centro e al Sud, invece, l’adesione alla dieta mediterranea è fortemente condizionata dall’età, indicando quindi che il modello mediterraneo