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domenica 9, dicembre 2018

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lavoro veneto/venezia 7 07-DIC-18 16:29 Aspo-Herambiente, contratto appalto per bonifica discarica in Val da Rio Aspo-Herambiente, contratto appalto per bonifica discarica in Val da Rio A Chioggia

Venezia, 7 dic. (Labitalia) - A partire dall’inizio del 2019 l’ex discarica di Borgo San Giovanni (in località Val da Rio) a Chioggia (Venezia) verrà bonificata e riportata a nuova vita, con la realizzazione di nuovi piazzali e banchine portuali, strategiche per il rilancio del terminal fluvio marittimo della città porto di Chioggia. Il contratto d’appalto, che dà il via all’inizio dei lavori, è stato firmato oggi da Damaso Zanardo, presidente di Aspo, Azienda speciale del porto di Chioggia di proprietà della Camera di commercio di Venezia Rovigo, e Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente, la società del Gruppo Hera leader a livello nazionale nel trattamento rifiuti, aggiudicatrice della gara in Ati con tre aziende del territorio veneto, CGX Costruzioni Generali Xodo srl, Idea srl e Rossi Renzo Costruzioni srl.

Gli interventi di bonifica, del valore complessivo di 35 milioni di euro, porteranno alla riqualificazione di un’area di 60 mila metri quadri ricolma di circa 395 mila metri cubi di rifiuti rsu, prodotti nel comune di Chioggia dal 1961 al 1984, una tra le discariche oggetto di infrazione, segnalate dalla Commissione europea, più estese a livello nazionale. I lavori, appaltati all’Ati guidata da Herambiente di Bologna, dureranno 495 giorni, a cui seguiranno le operazioni di collaudo. Grazie al riutilizzo dell’80% dei materiali inerti derivanti dalla bonifica dei terreni attraverso tecniche di trattamento in situ, verranno realizzati a conclusione dell’intervento circa 60 mila metri quadri di piazzali portuali, che, collegati a quelli retrostanti già esistenti di 75 mila metri quadri, renderanno operativa un’area di circa 200 mila metri quadri, e inoltre un primo imbonimento propedeutico alla successiva realizzazione di ulteriori 1.500 metri di banchine portuali, con fondali previsti a -11 metri.

Il sito da bonificare rientra tra gli interventi all’interno dell’accordo di programma quadro tra ministero dell’Ambiente e Regione Veneto del 3 dicembre del 2014 per l’attuazione del piano straordinario di bonifica delle discariche abusive. Al momento della firma, siglata nella sede di A.S.Po, erano presenti tutti gli enti e i soggetti coinvolti nell’iter autorizzativo, in primis la Regione Veneto che ha finanziato parte degli interventi, affiancata da Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale Porti di Venezia e Chioggia, Città Metropolitana, Comune di Chioggia e Provveditorato Interregionale per le opere pubbliche. "Dopo trent’anni di attesa - ha dichiarato Giuseppe Fedalto, presidente della Camera di commercio Venezia Rovigo - la città di Chioggia avrà finalmente un’area riqualificata e bonificata Uno spazio strategico per il rilancio dello scalo e per tutto il sistema delle imprese. Sono felice che nell’Ati aggiudicatrice del bando vi siano tra le mandanti tre aziende venete, due veneziane e una polesana, un bel segnale di riconoscimento per il territorio e per l’operato delle nostre imprese".

"L’operazione - ha commentato Damaso Zanardo, presidente Aspo Chioggia - siglata, fortemente perseguita dal consiglio, è fondamentale per il rilancio dello scalo come porto commerciale, fluvio marittimo e turistico e darà continuità alle iniziative commerciali che come ente abbiamo avviato negli ultimi mesi, a dimostrazione dell’appetibilità dello scalo di Chioggia e dei primi concreti segnali di uscita dalla crisi economica internazionale. La professionalità di un gruppo come Hera, primo operatore nazionale nel trattamento dei rifiuti, garantisce all’operazione qualità, elevati livelli di efficienza e sostenibilità ambientale".

"Per bonificare un’area - ha affermato Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera - bisogna disporre di competenze, risorse e professionalità importanti, che attraverso Herambiente siamo orgogliosi di mettere al servizio del territorio di Chioggia. Il nostro obiettivo è lavorare in direzione di una riqualificazione complessiva della zona del porto, puntando come sempre su interventi mirati, che nascono da uno studio approfondito del contesto in cui andiamo a operare".

"Del resto - ha sottolineato - l’Adriatico rappresenta un ambito a noi molto caro, sul quale siamo attivi a 360 gradi, non soltanto in Veneto ma anche in Emilia-Romagna e in Friuli Venezia Giulia, maturando esperienze che ci consentiranno di replicare anche a Chioggia un modello capace di garantire elevati livelli di efficienza e sostenibilità ambientale ed economica".

"Oggi - ha commentato con Labitalia, Damaso Zanardo, presidente di Aspo - è un giorno importante per Chioggia. Il sito da bonificare è il più esteso a livello nazionale tra le altre discariche oggetto di infrazione, per un importo di 35.000.000 di euro, di cui parte finanziato dalla stessa Regione. La discarica verrà trattata con procedimenti in situ di trattamento dei rifiuti ottenendo materia prima seconda dal ciclo di trattamento, materiale che verrà reimpiegato nell’area per realizzare la fondazione dei piazzali portuali".

"Anche grazie al potenziamento dell'asta fluviale a cui ha partecipato anche Aspo - ha chiarito - è possibile portare ulteriore slancio all'economia portuale, essendo Chioggia il naturale sbocco a mare del sistema fluviale Padano Veneto. Tutto il cda ha lavorato per portare al territorio un porto fruibile alla città, si pensi all’intervento di bonifica di cui parliamo oggi, ma anche idoneo ad ospitare varie iniziative sociali e culturali nelle sue sale conferenze; un porto a servizio del mondo delle imprese. Si pensi, inoltre, agli scambi commerciali presenti e futuri vista la ricostruzione di Paesi a noi vicini come Siria e Libia".

"Si pensi - ha continuato Zanardo - ancora all’opportunità su cui si è lavorato per parecchi mesi nel primo semestre per un primo contratto commerciale pluriennale per un traffico di tubi dallo stabilimento Socotherm di Adria (Rovigo), che ha acquisito un’importante commessa nell'oil and gas e ha individuato nel porto di Chioggia il potenziale scalo di imbarco del materiale per il Qatar per circa 300.000 tonnellate all’anno, iniziativa che trova oggi nella mancanza di manutenzione dei canali l’ostacolo per essere avviata".

"Tuttavia - ha aggiunto - riscontriamo positivamente che nei programmi dell’Autorità di sistema sia stato inserito tra le priorità l’escavo dei fondali del porto di Chioggia, stanziando le risorse necessarie e che deve trovare il suo completamento con l’interramento di un tubo della condotta di gas all’ingresso del Porto. Questo è importante per dare continuità a quelle iniziative commerciali che si sono perseguite in questo periodo, a dimostrazione dell’appetibilità dello scalo di Chioggia e dei primi concreti segnali di uscita dalla crisi economica internazionale, la cui realizzazione di questi interventi danno a Chioggia un ruolo centrale per lo sviluppo economico della regione Veneto".

"Tutto questo - ha rimarcato Damaso Zanardo - è stato reso possibile da un lato grazie al ruolo che la camera di commercio ha svolto in questi anni nel territorio, anche attraverso l'acquisizione dei terreni su cui è sorto lo scalo attingendo anche a risorse proprie in milioni di euro, dall'altro grazie alla dedizione e professionalità delle 10 persone che quotidianamente lavorano in azienda".

"Il porto di Chioggia - ha concluso - ha anche un’altra opportunità di sviluppo: quella del traffico crocieristico per navi minori come abbiamo già avuto modo di sperimentare con successo negli ultimi anni, e sul quale ci sono stati riscontri positivi per la città, come attestato dalle categorie economiche. Anche in questo caso, sono state utilizzate le strutture esistenti, ma ricordiamo l’esistenza di un masterplan per lo sviluppo della crocieristica realizzato dall’università La Sapienza di Roma, di cui già disponiamo la progettazione e che potete vedere nel modellino qui all’ingresso".


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 16:27 Fiere: Ieg rafforza la propria crescita al 30 settembre 2018 Fiere: Ieg rafforza la propria crescita al 30 settembre 2018

Rimini, 7 dic. (Labitalia) - Italian Exhibition Group (Ieg) ha comunicato oggi in conferenza stampa i risultati al 30 settembre 2018. I dati, relativi al bilancio consolidato del Gruppo riportano ricavi totali pari a 111,8 milioni di euro, in crescita del 22% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (91,7 milioni al 30 settembre 2017). Positivo anche il risultato operativo che, misurato a livello di Ebitda, evidenzia un valore pari a 22,3 milioni di euro (rispetto ai 16,5 milioni al termine del terzo trimestre 2017) mentre a livello di Ebit si posiziona a 14,2 milioni (rispetto a 9,4 milioni al 30 settembre dell’anno precedente).

Il confronto con i riferimenti dell’anno precedente deve tener conto di alcune modifiche di perimetro (sono entrate a far parte del Gruppo Ieg dal marzo 2018 la società FB International Inc. e dal settembre 2018 le società Prostand e Colorcom, tutte operanti nell’ambito degli allestimenti fieristici), dell’assenza, nel 2018, di due importanti manifestazioni che si erano invece tenute nel primo semestre 2017 (A.B. Tech Expo a Rimini che ha cadenza triennale e Koinè a Vicenza che ha cadenza biennale) e, per contro, della presenza nel terzo trimestre 2018 della manifestazione biennale Tecnargilla.

Sulla base dei risultati conseguiti e delle previsioni relative alle attività in calendario nelle prossime settimane, il management della società conferma la previsione del pieno raggiungimento dei traguardi di crescita e di redditività previsti dal budget dell’anno in corso.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 16:21 Vino: arriva l’annuario 2019 di Luca Maroni Vino: arriva l’annuario 2019 di Luca Maroni

Roma, 7 dic. (Labitalia) - L''Annuario dei migliori vini italiani' di Luca Maroni, giunto alla XXVII edizione, che analizza 8.473 vini, 1.377 aziende vitivinicole, con 33.892 valutazioni degustative indicate in centesimi, in 1.056 pagine con schede organolettiche, storia delle aziende produttrici, statistiche e graduatorie, è stato presentato in anteprima a Roma, nelle sale dell'Elizabeth Unique Hotel. Un'occasione per ribadire che la situazione del comparto vinicolo in Italia è in splendida forma, essendo leader qualitativi e quantitativi del mondo. Secondo le valutazioni di Luca Maroni, infatti, è aumentata la qualità dei vini di base e nel campo degli spumanti il vino italiano non ha rivali per varietà e bontà della proposta.

Inoltre, l’appeal del vino italiano nel mondo è altissimo: “Gli stranieri - sottolinea Maroni - quando acquistano e degustano un vino italiano, in realtà, acquistano e apprezzano sensorialmente l’Italia, il paese da cui questo vino proviene". In Italia, secondo Maroni, c’è molta curiosità e sempre più conoscenza sul tema, quello che manca sono le occasioni di consumo all’interno delle case private: "Il vino - avverte - deve tornare sulle tavole di ogni giorno degli italiani".

Inoltre, secondo i punteggi rilevati nell’edizione 2019, difficilmente i vini dell’annata 2017 potranno essere uguagliati in futuro. "Ci potranno essere ripercussioni negative per l’innalzamento delle temperature in atto a livello mondiale, e già ci sono per quel che attiene alla quantità prodotta, ma dal punto di vista della ricchezza, della concentrazione e dell’esplosione di profumi, la secchissima e striminzita uva del 2018 si è rivelata un autentico capolavoro", spiega.

E, parlando di capolavori, la XXVII edizione de 'I migliori vini italiani' di Luca Maroni è un tributo all’immenso genio italiano Leonardo Da Vinci. "Nel 1519, cinquecento anni fa moriva Leonardo da Vinci, sommo italiano, figlio di produttori di vino - racconta Maroni - e che amava così tanto il vino da produrlo, berlo, studiarlo, descriverlo e desiderarlo già allora privo di difetti di trasformazione. Alla memoria di Leonardo nel cinquecentenario della sua morte, dedico allora l’Annuario 2019, certo che il vino italiano di oggi renderebbe orgoglioso anche lui per la grandissima piacevolezza che ha raggiunto".

L’enologo ha, infatti, compiuto un complesso lavoro di nelle Cantine Leonardo da Vinci di Vinci ristrutturando completamente la linea dei vini dedicati a Leonardo e realizzando un documentario sul rapporto fra Leonardo da Vinci e il vino che sarà presentato durante le celebrazioni ufficiali dell’anniversario. Insieme all’edizione estesa viene presentata anche l’edizione pocket e, per il secondo anno, l’edizione tascabile de 'I migliori dei migliori vini 'taliani': nato da un’idea di Francesca Romana Maroni, sorella di Luca e direttore generale del Gruppo Maroni, è un libro essenziale, piccolo, veloce, totalmente visuale: qui sono riportate le etichette dei vini che hanno ricevuto un punteggio che va da 96 a 99 punti.

Anche per questa edizione Luca Maroni dedica un pensiero speciale ai produttori: "Chapeau e grazie a tutti i produttori italiani i cui mirabili vini ho assaggiato quest’anno. Non avrei mai immaginato di poter operare grazie a loro in un settore capace di un’eccellenza tanto straordinaria eppure così diffusa. Grazie ai loro vini, in tutto il mondo è possibile ora rimanere ammirati dal farsi frutto dei nostri valori naturalistici e umani che il nostro paese emana dai vini, e grazie ad essi riluce". Appuntamento per febbraio 2019, da giovedì 15 a domenica 18, con l’evento nazionale 'I Migliori vini italiani', palcoscenico nazionale che vedrà sotto i riflettori oltre 300 aziende vitivinicole, prevedendo quasi 10.000 presenze tra pubblico e operatori a cui saranno serviti decine di migliaia i bicchieri di vino.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 16:15 Food: Alma, Corso superiore di cucina italiana laurea 69 aspiranti chef Food: Alma, Corso superiore di cucina italiana laurea 69 aspiranti chef

Parma, 7 dic. (Labitalia) - Sono 69, hanno un’età media di 23 anni, provengono da tutta Italia, dal Friuli Venezia-Giulia alla Calabria, e sognano di seguire le orme di predecessori illustri come Stefano Deidda, Pasquale Laera, Alessandra Del Favero, Benedetto Rullo e Lorenzo Stefanini, che, iniziati ai segreti della professione nelle aule della Reggia di Colorno, hanno saputo affermarsi in cucina, conquistando l’ambita stella Michelin. Sono i diplomati della 41ma edizione del Corso superiore di cucina italiana promosso da Alma - La Scuola internazionale di cucina italiana. Come afferma il direttore generale, Andrea Sinigaglia, "in Alma questi ragazzi hanno completato la prima tappa di un percorso di crescita, con risultati molto positivi". "La risposta del mondo della ristorazione fine dining - spiega - è stata subito positiva: tre dei nostri diplomati andranno a lavorare all’estero, tra Parigi e Londra. E, per quanto riguarda l’Italia, tra i loro nuovi datori di lavoro figurano un ristorante tristellato come ‘Da Vittorio’, un bistellato come ‘Agli Amici’ e diversi stellati, come ‘Accursio’, ‘L’Antica Corte Pallavicina’, ‘D’O’, ‘Del Cambio’, ‘Joia’".

"Il consiglio che diamo ai nostri ragazzi - aggiunge - è quello di lavorare con tenacia e determinazione, puntando a migliorarsi sempre: studiando, confrontandosi con grandi interpreti della cucina d’autore, viaggiando, si possono apprendere nuove tecniche, si può arrivare all’elaborazione di abbinamenti innovativi e, per gradi, alla definizione di uno stile personale e creativo". Tra i 69 diplomati della 41ma edizione del Corso superiore di cucina italiana, i migliori studenti in assoluto sono stati la cuneese Giulia Barbero e il bergamasco Ramon Zaninoni. Proveniente da Piasco (CN), 21 anni, un diploma di tecnico agrario, Giulia Barbero lavora ora al Ristorante 'Joia' di Milano, dove ha svolto anche i cinque mesi di stage: un’eccezione nel panorama dell’alta cucina perché quello di chef Pietro Leemann è l’unico ristorante stellato in Italia interamente consacrato alla cucina vegetariana.

Si misurerà con lo chef Emanuele Scarello, invece, Ramon Zaninoni, 20 anni, di Endine Gaiano (BG): Zaninoni lavorerà infatti al Ristorante bistellato 'Agli Amici', in località Godia, a Udine. Anche Ramon, come Giulia, è stato assunto nella struttura dove ha svolto il periodo di tirocinio formativo. Gli studenti del Corso superiore di cucina italiana sono stati valutati da una commissione composta da 60 chef, tra docenti Alma e visiting professor, per un totale di 31 stelle Michelin. Tra i presenti, Paolo Rota, sous chef del Ristorante 'Da Vittorio', Giuliano Baldessari, chef del Ristorante 'Aqua Crua', Davide Scabin, chef del Ristorante 'Combal.zero', Marc Lanteri, chef del Ristorante 'Al Castello', Antonella Ricci, chef del Ristorante 'Al Fornello - da Ricci', il neo-stellato Mauro Buffo, chef del Ristorante '12 Apostoli', e Accursio Craparo, chef del Ristorante 'Accursio'.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 16:09 Olio: arriva Flos Olei, 10ma edizione guida a 500 aziende di 50 Paesi Olio: arriva Flos Olei, 10ma edizione guida a 500 aziende di 50 Paesi

Roma, 7 dic. (Labitalia) - Un grande evento capace di celebrare, in tutte le sue forme, l'extravergine di qualità e di far diventare Roma, per un giorno, la capitale indiscussa dell'olio. E' Flos Olei Tour in Rome, in scena domani, sabato 8 dicembre, dalle 11 alle 21, nelle sale del The Westin Excelsior Rome (in via Vittorio Veneto, 125). La manifestazione è figlia dell'omonima guida - curata dall'esperto internazionale Marco Oreggia (che ne è anche editore) e dalla giornalista Laura Marinelli - che giunge quest'anno alla sua decima edizione e che recensisce ben 500 aziende olivicole provenienti da oltre 50 Paesi.

Di queste, oltre 80 saranno presenti tra i banchi d'assaggio a Roma, comprese ovviamente quelle inserite nella The Best e considerate le migliori al mondo. Non mancheranno, inoltre, una serie di chicche gastronomiche da abbinare all'oro verde della tavola, dal vino ai formaggi, passando per salumi e pani artigianali. Ma a rappresentare la vera attrazione dell'evento saranno gli chef, ben 16 tra grandi cuochi, maestri pizzaioli, gelatieri, pasticceri e artigiani del gusto che, per l'occasione, proporranno al pubblico speciali creazioni studiate per esaltare l'olio extravergine di oliva. Per i più curiosi, infine, sarà possibile partecipare alle degustazioni guidate degli oli della The Best, piccoli corsi tenuti dagli stessi Marco Oreggia e Laura Marinelli in versione propedeutica e avanzata.

Per festeggiare il traguardo dei dieci anni, Flos Olei raddoppia, affiancando alla tradizionale stampa in italiano-inglese una special edition in italiano-cinese. Asia in primo piano, dunque, per la nuova edizione del volume che non tradisce comunque la sua vocazione globale, fornendo una panoramica più che esaustiva sul settore che tocca tutti i continenti. Ad arricchire il tutto, gli approfondimenti storici e culturali sui differenti Paesi olivicoli, le cartografie, le informazioni su cultivar autoctone e aree tutelate da denominazioni, la fotografia economica del comparto, i consigli sulla corretta conservazione e le indicazioni sulla tecnica di degustazione e sui prezzi dell'extravergine.

"La cultura dell'olio e la qualità che questo straordinario prodotto è in grado di esprimere - spiegano i curatori Marco Oreggia e Laura Marinelli - non hanno più confini; per questo, in occasione del decimo anniversario di Flos Olei, abbiamo deciso di guardare a mercati chiave come Cina, Hong Kong, Taiwan, Malaysia e Singapore. Siamo convinti che il settore sia ormai maturo nei mercati tradizionali, e quindi pronto a conquistarne di nuovi, in Paesi dove si registra un massiccio interesse per l'ambito olivicolo e per la cultura gastronomica europea. Inoltre, come ogni anno cerchiamo, attraverso la guida, di mettere in risalto tutti quei produttori che, di qualsiasi origine geografica siano, stanno determinando la crescita del comparto a livello globale, e premiamo in modo particolare quelli più virtuosi, nell'ottica di favorire conoscenza e commercializzazione".

Accanto alla selezione delle migliori 500 aziende, come ogni guida che si rispetti, Flos Olei aggiunge una ormai tradizionale classifica di merito, la The Best, comprendendo quelle realtà che, nel corso degli anni, continuano a scommettere su un percorso qualitativo costante e a lavorare in sinergia con il territorio d'appartenenza, conferendogli valore aggiunto. In tal senso, a brillare particolarmente nella rosa dei premiati è l'Italia che conquista ben 12 riconoscimenti nelle 20 categorie previste, tra cui quelle molto ambite riservate all’'Azienda dell'anno' (Frantoio Franci e Oliveto Fonte di Foiano ex aequo in Toscana) e al 'Migliore olio extravergine di oliva dell'anno' (Azienda Agraria Viola in Umbria). Vincono nelle altre categorie: OlioCRU in Trentino Alto Adige, Frantoio Bonamini in Veneto, Francesca Boni e Cosmo Di Russo nel Lazio, Torre a Oriente in Campania, De Carlo e Olio Intini in Puglia, Vincenzo Marvulli in Basilicata, Titone in Sicilia e Accademia Olearia in Sardegna.

A completare la The Best le eccellenti realtà provenienti da Croazia (Oleum Maris), Spagna (Castillo de Canena Olive Juice, Aceites Nobleza del Sur e Aceites Finca La Torre), Cile (Olivos Ruta del Sol e Agrícola Pobeña), Grecia (Liá Cultivators) e Francia (La Magnanerie). Sul fronte dei premi speciali il Belpaese si aggiudica quello del 'Ristorante dell'anno' (Ristorante Al 588, in Toscana), mentre l’'Importatore dell’anno' è la Olive Green Life (Cina-Taiwan) e il premio dedicato a Cristina Tiliacos è attribuito all’ente spagnolo Diputación Provincial de Jaén.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 16:03 Terremoto: Consorzio mozzarella Bufala Campana Dop inaugura scuola Terremoto: Consorzio mozzarella Bufala Campana Dop inaugura scuola

Caserta, 7 dic. (Labitalia) - Mozzarella di Bufala Campana Dop fa rima anche con solidarietà. Il Consorzio di tutela non ha dimenticato il dramma delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016. Gli oltre cento soci dell’organismo, infatti, nei mesi scorsi hanno stanziato un contributo straordinario di beneficenza. Sono stati donati 100mila euro alla Fondazione Francesca Rava Nph Italia onlus di Milano, destinati alla realizzazione della cucina e dello spazio mensa della nuova Scuola dell’infanzia a Pieve Torina (nelle Marche, in provincia di Macerata) distrutta dal sisma del 30 ottobre 2016.

Il cantiere è ormai completato e l’istituto, con la mensa donata dal Consorzio, sarà inaugurato l’11 dicembre, a poco più di due anni dal secondo anniversario del terremoto, nell’ambito di un evento commemorativo, su invito di Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, e Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Rava, con il patrocinio della Camera dei deputati. A Pieve Torina saranno presenti il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, e il direttore Pier Maria Saccani, accanto ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali. Accoglieranno sostenitori e volontari Maria Chiara Roti, vicepresidente della Fondazione Rava, ed Elisabetta Strada, Coordinatrice del progetto Ricostruzione Scuole della onlus.

“Siamo felici di aver contribuito a riportare un po’ di normalità e serenità - commenta il presidente Raimondo - a persone profondamente segnate dal sisma. Abbiamo scelto di devolvere al mondo dell’infanzia la cifra raccolta, grazie alla sensibilità dei nostri soci, non solo come segnale di attenzione a chi è più indifeso, ma anche come seme di speranza per un futuro migliore”.

Protagonisti della giornata saranno i piccoli alunni della scuola, a cui saranno dedicati i due laboratori organizzati dal Consorzio di tutela: 'A scuola con la bufala Dop', una dimostrazione di filatura e mozzatura live; 'Con le mani in pasta', un percorso con i bambini alla scoperta della pizza, sotto la guida di Ciro Salvo della pizzeria '50 Kalò' di Napoli, che porterà la sua arte al servizio della solidarietà: “Lavorare con i bambini mi piace molto, mi ricorda - dichiara il pizzaiolo - quando da bambino ho iniziato accanto a mio padre a impastare acqua e farina. Farlo oggi con i bambini della scuola materna di Pieve Torina mi emoziona e riempie di orgoglio ed è il mio piccolo contributo per non dimenticare il disastroso terremoto del 2016, il dramma delle Marche e dei suoi abitanti”.

Tantissimi gli ospiti della giornata, da Lorenzo Licitra, vincitore di X-Factor 2017, che dedicherà una performance ai bambini e alle loro famiglie, fino alla marchigiana Carlotta Maggiorana, Miss Italia 2018. Non faranno mancare la loro partecipazione i rappresentanti delle istituzioni. Saranno presenti Ettore Rosato, vicepresidente della Camera dei deputati; Maristella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera; Piero Farabolini, commissario straordinario per la Ricostruzione.

Con loro i grandi donatori del progetto: oltre al Consorzio, ci saranno Fiorenzo Davanzo, amministratore Lega-Coop per Alleanza delle Cooperative Italiane, Cgil, Cisl, Uil; Gherardo Bisi, direttore Marketing e Comunicazione Q8; Franco Baresi, Ambassador Fondazione Milan. E ancora: monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata, per la benedizione della nuova scuola; Vasco Errani, già commissario straordinario di governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dal 2016 al 2017, e la Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino, che ha seguito il coordinamento scientifico del progetto. Partner tecnico del Consorzio è Alfa Forni, l’azienda, guidata da Sara Lauro, che produce forni a legna e a gas domestici e professionali, caratterizzati da 40 anni, dalla costante innovazione, la selezione dei materiali esclusivamente italiani, la cura dei dettagli e il design unico. All’inaugurazione parteciperà il responsabile Italia, Gianfranco Tavolario.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 15:10 Fra concerti e festival Italia meta preferita per viaggi musicali Fra concerti e festival Italia meta preferita per viaggi musicali Primo 'Rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto'

Roma, 7 dic. (Labitalia) - I festival musicali, le stagioni dei grandi teatri d'opera, i luoghi di vita e di lavoro dei grandi protagonisti della musica costituiscono un patrimonio culturale straordinario e una risorsa turistica importante in molti Paesi. Anche in Italia, la tradizione e la produzione musicale rappresentano un elemento di grande visibilità e attrattività internazionale, tanto che il nostro Paese è la destinazione preferita dai turisti che viaggiano per interessi musicali, seguita da Germania, Austria, Francia e Regno Unito. A evidenziarlo il primo 'Rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto', curato da Fondazione Santagata per l'economia della cultura di Torino per Cuoa Business School nell’ambito del più ampio progetto 'Note in Viaggio. Itinerari formativi esperienziali per valorizzare l’offerta musicale del Veneto', finanziato dalla Regione del Veneto.

Per citare qualche caso, il Salzburg Festival nell’arco di poco più di un mese di durata, propone oltre 190 eventi e attrae circa 260 mila visitatori da 80 diversi Paesi, generando oltre 27 milioni di euro di incassi da biglietteria e un impatto stimato sull'economia locale di 183 milioni di euro (impatto diretto e indiretto). In Inghilterra, il Glyndebourne Opera Festival attira un pubblico di circa 95.000 spettatori all'anno, incassando al box office quasi 19 milioni di euro.

Quanto all'Italia, gli amanti della musica, ma non solo, arrivano per assistere a opere liriche e a concerti nei più bei teatri italiani, per partecipare ai festival musicali, per visitare i luoghi di Verdi, Puccini, Rossini, Donizetti e i laboratori dei liutai, coniugando in molti casi anche un'esperienza culturale più allargata del territorio: musei, borghi, ville, botteghe artigiane e molto altro. Il turismo internazionale rappresenta quote importanti del pubblico dei più importanti festival musicali e dei grandi teatri dell'opera italiani, in alcuni casi anche superiore al 60%, con spettatori provenienti da tutto il mondo.

La ricerca analizza il ruolo importante dei festival e dei grandi luoghi della cultura operistica e concertistica italiana per lo sviluppo di un turismo di qualità sui territori e traccia, per la prima volta, anche un profilo del turista musicale: un turista esigente, che investe molto per esperienze di qualità, autonomo nell’organizzazione dei propri viaggi (circa l'80% si organizza il viaggio da solo) e che si sposta più di frequente con gli amici che condividono la passione per la musica (37% dei rispondenti). Un pubblico importante non solo per il settore turistico ma anche, molto, per gli operatori della musica e per tutta la filiera della musica.

Nello scegliere la meta e il viaggio musicale, la principale fonte utilizzata per raccogliere informazioni è il web (72% dei rispondenti), sia per gli italiani che per gli stranieri, a conferma della scelta di organizzare i viaggi in autonomia, anche se l'esperienza diretta di amici e parenti resta una fonte di scelta importante per molti.

I risultati complessivi dello studio saranno presentati e discussi al Cuoa il 10 dicembre, a partire dalle ore 14, nell'ambito del workshop 'Nuovi prodotti di turismo esperienziale tra musica, cultura e creatività', che vedrà la partecipazione di Elena Donazzan, assessore all'istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità della Regione del Veneto, e Francesco Rucco, sindaco di Vicenza. Ad aprire i lavori sarà Giuseppe Caldiera, direttore generale Cuoa Business School, cui seguirà la presentazione del primo 'Rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto' a cura di Martha Friel, dell'Università Iulm e referente scientifico Cuoa del progetto 'Note in viaggio'.

Si confronteranno sui risultati emersi dal Rapporto, Silvio Giovine, assessore alle Attività Produttive della Città di Vicenza, Matteo Montebelli, del Centro studi Touring Club Italiano, Andrea Cortelazzi, de 'Il Sipario Musicale', Marco Sartore, di Agis Tre Venezie. I lavori proseguiranno con un confronto sul tema 'Turismo e musica: quali opportunità per i territori?', con la presentazione di esperienze di successo realizzate in ambito italiano da parte di Michela Stancheris, di Visit Donizzetti/Bergamo, Ilaria Casadei, della Camera commercio di Cremona settore Turismo, Giovanna Colombo, del Progetto Arte&Cultura Italia Giovani per l’Opera Lirica nato dalla collaborazione tra Fondazione Zeffirelli, Fondazione Pavarotti, Renata Tebaldi, della Fondazione Museo di Busseto, Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Il progetto 'Note in Viaggio. Itinerari formativi esperienziali per valorizzare l’offerta musicale del Veneto', realizzato in partnership con Touring Servizi, propone agli operatori veneti del turismo e della cultura di partecipare, in modo totalmente gratuito, a percorsi formativi con lo scopo di attivare sinergie trasversali e progettare in modo congiunto nuovi prodotti di turismo musicale che mettano in rete le eccellenze del territorio.

Il progetto, che ha preso avvio a gennaio 2018 e si concluderà a fine giugno 2019, conta su un solido partenariato di rete che vede rappresentate, oltre alle Ogd/Dmo venete Verona, Lago di Garda, Pedemontana veneta e Colli, Terre Vicentine, Città d'arte e Ville Venete del territorio trevigiano, Venezia, anche importanti realtà del mondo del turismo e della musica a livello nazionale e regionale, quali Tci, Agis, Gist-Gruppo italiano stampa turistica, Opera Estate Festival Veneto, Fondazione Teatro la Fenice, Asac Veneto, Associazione Marca Musicale, Confartigianato Verona, Rete d’impresa Garda Green, Concave, Fondazione Musicale Santa Cecilia, Junges Musikpodium Dresda Venezia, Le dimore del Quartetto. Va segnalata, inoltre, l’importante collaborazione con Sipario Musicale che, forte della ventennale esperienza di tour operator specializzato in turismo musicale, porta in aula la propria testimonianza di best-practice per gli operatori veneti che si aprono al settore culturale.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 15:03 Lavoro: l'esperto, cercarlo anche a dicembre e non solo per picco Natale Lavoro: l'esperto, cercarlo anche a dicembre e non solo per picco Natale

Roma, 7 dic. (Labitalia) - Non sono poche le persone alla ricerca di lavoro che, a dicembre, mollano la presa, nella convinzione che le settimane pre-natalizie non possano offrire buone opportunità lavorative. In realtà, le cose son ben diverse e anche il mese di dicembre può offrire interessanti possibilità lavorative a chi intende 'osare'. Parola di Carola Adami, fondatrice e Ceo della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati di Milano. "Molti candidati a dicembre smettono di inviare i proprio curricula alle aziende - spiega - e persino di rispondere agli annunci di lavoro, pensando che ormai la ricerca di una nuova occupazione possa essere rimandata all'anno venturo, dalla metà di gennaio in poi".

In effetti, le statistiche mostrano chiaramente che il periodo migliore per trovare un nuovo lavoro, in media e per la maggior parte dei settori, sia quello che corre tra settembre e ottobre. In quei mesi, il mercato si riaccende dopo il lungo stand by estivo. Settembre, in particolare, è il mese deputato all'approvazione dei piani di sviluppo, e questo comporta l'avvio di molti processi di ricerca personale. Altro periodo particolarmente favorevole alle nuove assunzioni è, poi, quello che va da gennaio a febbraio: tutto l'organico è in azienda, non ci sono dipendenti in vacanza, e con la presenza di tutto il personale sono più probabili gli ingressi di nuove figure professionali.

Sembrerebbe, dunque, che le persone che sul finire di novembre smettono di mandare le proprie lettere di presentazione alle aziende e ai cacciatori di teste abbiano delle ottime ragioni.

Ma non è così perché quello natalizio può, al contrario, essere un periodo perfetto per trovare un nuovo soddisfacente lavoro, assicura l'esperta: "Non si parla solo e unicamente dei lavoratori che trovano occupazione nelle attività che tipicamente assumono in vista del Natale, come i ristoranti, gli alberghi, i negozi e le attività legate agli sport sulla neve. Ci sono tante altre figure che proprio in vista delle ultime settimane dell'anno sono particolarmente ricercate dalle aziende, e per molte persone alla ricerca di un nuovo lavoro sarebbe dunque davvero sbagliato tirare i remi in barca in questo periodo".

Ma di quali figure stiamo parlando? "In particolare, ci sono molte aziende - spiega ancora Adami - che, in vista dell'introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria a partire dal gennaio del 2019, sono alla ricerca di professionisti It e di ruoli data entry, per poter così accompagnare questa importante evoluzione". Non solo: un'altra particolarità del 2018 è stata l'introduzione del Gdpr, e di conseguenza sono tantissime le aziende che si sono poste dicembre come termine ultimo per individuare esperti nel campo della privacy.

"Non solo i lavoratori stagionali impiegati nel mondo del turismo, dunque, devono guardare a dicembre come a un mese ricco di opportunità: le ultime settimane dell'anno possono trasformarsi nel periodo giusto per un'ampia gamma di professionisti alla ricerca di una nuova occupazione", ribadisce la head hunter. Come sottolinea Adami, del resto, in queste settimane le figure maggiormente ricercate a livello nazionale dalle aziende, oltre alle figure legate al Gdpr e all'It, sono i diplomati tecnici, gli esperti di big data, gli sviluppatori e gli immancabili agenti di commercio e responsabili delle vendite. In alcuni casi, si ha a che fare con delle collaborazioni temporanee, ma non va trascurato il fatto che i processi di selezione pre-natalizi coinvolgono uno svariato numero di settori, richiamando candidati con i più differenti livelli di esperienza.


lavoro nazionale 7 07-DIC-18 14:15 Manovra: Federmeccanica e presidi, non ridurre alternanza scuola-lavoro Manovra: Federmeccanica e presidi, non ridurre alternanza scuola-lavoro

Roma, 7 dic. (Labitalia) - Federmeccanica e Anp, l’associazione nazionale dei presidi, uniscono le forze per chiedere al governo di non ridimensionare l’alternanza scuola-lavoro, "in considerazione dei buoni risultati raggiunti e del fatto che, come lo stesso Miur ha reso noto, nel nuovo esame di maturità gli studenti dovranno esporre le esperienze di alternanza svolte con una breve relazione o un elaborato multimediale nel corso degli orali, a riprova della sua validità formativa". Lo annuncia una nota congiunta delle associazioni di rappresentanza degli industriali meccanici e dei dirigenti scolastici.

"Conoscenza, sapere e competenza -prosegue la nota- sono le infrastrutture immateriali fondamentali per un Paese. A questo fine, Federmeccanica ha lanciato la petizione 'Più Alternanza. Più Formazione' a sostegno dell’alternanza scuola-lavoro e della formazione di qualità, per sollecitare il governo a mantenere, in particolare negli istituti tecnici e professionali, 400 ore di alternanza scuola-lavoro, nel triennio per tutti gli studenti e continuare a garantire alle scuole direttamente interessate strumenti e dotazioni finanziarie semmai superiori, e non inferiori, a quelle attualmente previste".

"L’alternanza scuola-lavoro -dicono industriali e presidi- va piuttosto potenziata. Per orientarsi nel mondo del lavoro, compiere scelte consapevoli, conoscere l’ambiente complesso di un’impresa è necessario un tempo adeguato e l’impegno da parte di tutti: istituzioni, scuole e imprese. Le imprese e le scuole non vogliono un’alternanza qualunque ma un’alternanza di qualità, basata sulla collaborazione tra scuola e impresa in ogni fase, dalla progettazione alla valutazione dei risultati".

"L’alternanza scuola-lavoro - dichiara Antonello Giannelli, presidente dell’Anp - è un percorso utile per gli studenti. Le attività variano in base ai progetti che ogni scuola definisce con le aziende del territorio. L’alternanza non è manodopera a costo zero per le aziende, come qualcuno vuole far credere, ma un progetto formativo che consente di entrare in contatto con il principio fondante della nostra Costituzione che afferma che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Le esperienze negative sono in percentuale insignificante rispetto ai successi. L’alternanza ha spazi di crescita enormi, da valorizzare e non da tagliare".

"Il nostro obiettivo - commenta Federico Visentin, vicepresidente di Federmeccanica con delega all’Education - è di costruire una alternanza scuola-lavoro di qualità e in questo c’è piena sintonia con l’intento del Miur. Purtroppo, nel provvedimento del ministero, alla riduzione delle ore corrisponde una riduzione dei finanziamenti, quindi per le scuole sarà più complicato organizzare percorsi di asl più lunghi rispetto al minimo previsto dalla legge. Ciò potrebbe accadere solo in sparuti casi e solo per alcuni studenti, mentre noi puntiamo a dare a tutti le medesime opportunità e i medesimi standard".

"Infine, proprio perché l’alternanza possa essere di qualità, serve una progettazione congiunta scuola-impresa, per poter cogliere le necessità reciproche e fornire il miglior servizio possibile. Questa visione è condivisa non solo da molti imprenditori, ma anche da molti insegnanti presidi e assessori locali che hanno firmato la nostra petizione", conclude Visentin.


sindacato nazionale 7 07-DIC-18 13:12 Galli (Flai Cgil): dal 10 dicembre a congresso, lavoro al centro Galli (Flai Cgil): dal 10 dicembre a congresso, lavoro al centro

Roma, 7 dic. (Labitalia) - "Il tema principale del nostro congresso è il lavoro. Il lavoro che non c'è, che quando c'è è senza diritti, è fragile, e che va ricomposto". Così Ivana Galli, segretario generale della Flai Cgil, il sindacato di categoria che organizza i lavoratori e le lavoratrici agricoli, forestali, dell’industria di trasformazione alimentare e della pesca, racconta, intervistata da Labitalia, i temi che saranno al centro del congresso del sindacato 'Il lavoro è... progresso, civiltà, giustizia', che si aprirà lunedì 10 dicembre, a Roma, allo Sheraton Roma Hotel (viale del Pattinaggio 100), e che si chiuderà il 12 dicembre. Gli iscritti alla Flai Cgil, al 2017, sono 272.000; la platea dei delegati al congresso nazionale sarà di 420 componenti, di cui 229 uomini e 191 donne.

Dal congresso, spiega Galli, uscirà fuori quella che, per la Flai Cgil, è la 'road map' per fare ripartire il Paese. "Territorio, ambiente, aree interne, contrattazione, contratti di filiere, made in Italy e migranti - sottolinea Galli - sono i temi che, secondo noi, possono rappresentare il volano per fare ripartire il Paese, far ripartire l'economia che è ferma e per ricomporre il lavoro". Un Paese, sottolinea Galli, "devastato da una sempre maggiore disgregazione sociale: sono aumentate sempre più le diseguaglianze". "Ci sono quasi 5 milioni di persone in povertà assoluta nel 2017: è un dato preoccupante, conseguenza della crisi economica che c'è stata nell'ultimo decennio", avverte.

Crisi da cui si deve uscire, secondo la Flai Cgil, "ripartendo dalle caratteristiche morfologiche del nostro Paese, dalla valorizzazione delle aree interne e del territorio, attraverso strumenti come il Psr". E il sindacato punta verso una contrattazione sempre più inclusiva. "L'altro tema per noi centrale è la contrattazione. L'anno prossimo abbiamo il rinnovo del contratto più importante, che è quello dell'industria alimentare e cooperazione. Il nostro congresso non può non ripartire da tutto ciò", osserva Galli.

Galli parla poi del congresso nazionale della Cgil che nel 2019 porterà all'elezione del successore di Susanna Camusso alla guida del sindacato di Corso d'Italia: "Rispetto al congresso della Cgil io mi auguro, e come Flai lavoreremo per questo, che ci sia una maggiore unità della nostra organizzazione e che si arrivi al congresso per l'elezione del segretario generale uniti e non divisi. E soprattuto a sostegno della proposta fatta da Susanna Camusso", per Maurizio Landini a segretario generale.

E Galli si aspetta che esca dall'assise del sindacato di categoria che guida lo spirito da portare dentro la Cgil nel prossimo congresso. "Un'idea - spiega - di Cgil attenta ai bisogni delle persone. Che essi siano lavoratori, cittadini, famiglie. Una Cgil che sia attenta e capace di dare risposte a quelle che sono le difficoltà, i bisogni delle persone in questo momento nel Paese. Penso che un sindacato come il nostro - ribadisce Galli - deve avere attenzione maggiore, deve essere più inclusivo nei confronti delle tante persone che sono in difficoltà in questo momento nel Paese. Difficoltà che non riguardano solo i migranti ma anche tanti italiani che fino a poco tempo stavano bene o benino e che adesso sono in difficoltà".

Un'attenzione verso i bisogni dei cittadini che, ribadisce Galli, presuppone l'unità del sindacato: "Io credo che la storia della nostra organizzazione testimonia che siamo sempre stati capaci di trovare delle soluzioni per ricomporre difficoltà e articolazioni all'interno dell'organizzazione. La Cgil è sempre stata capace di farlo. C'è una proposta in campo - ricorda - e noi ci auguriamo che sui questa ci sia l'unità e ci sia un lavoro di ricomposizione a sostegno della proposta della confederazione e che soprattutto si faccia un congresso unitario perché questo serve alla Cgil ma serve anche al Paese. Perché se c'è una Cgil divisa questo avrà una ripercussione sul Paese. Noi come Flai contribuiremo affinché anche questa volta ci sia il segretario di tutta la Cgil e non di una parte della Cgil".

Netto, poi, il giudizio sulla manovra economica del governo: "Noi, da quanto leggiamo sulla stampa, ci siamo fatti l'idea che non c'è inversione di tendenza rispetto a governi precedenti. Nel senso che notiamo anche oggi elementi che intervengono sul mercato del lavoro, come se cambiare o modificare le leggi potesse fare ripartire il lavoro in questo Paese. C'è la politica dei bonus come se questa potesse fare ripartire la domanda interna nel Paese. E poi questo governo interviene non per ridurre il cuneo fiscale ma per abbassare le tasse a chi non le ha pagate in tutti questi anni".

Per Galli, "non è una manovra che rappresenta la discontinuità rispetto ai governi precedenti, è in linea con quanto fatto dagli altri; non rimette al centro il lavoro, e se non riparte il lavoro non riparte la domanda interna e quindi non riparte il motore e la macchina dell'Italia". Né 'quota 100' per le pensioni, né il reddito di cittadinanza convincono la leader della Flai. "Con 'quota 100' - sottolinea Galli - si prevede l'uscita di 400mila persone con l'entrata di altre 400mila persone, ma non è assolutamente certo che ciò accada. E' una ricetta semplicistica, che non ci convince".

E sul reddito di cittadinanza Galli sottolinea che "non c'è un sistema informatico che mette in rete i servizi per l'impiego di tutte le regioni e quindi fare partire il reddito di cittadinanza con un sistema di collocamento come quello che c'è oggi è sbagliato". Risorse, quelle previste per 'quota 100' e reddito di cittadinanza, che sarebbe stato meglio impiegare, per Galli, in modo diverso: "Sarebbe stato meglio utilizzarle per fare ripartire le infrastrutture, specie nel Mezzogiorno. Se non riparte il Sud - rimarca - non riparte il Paese. Queste differenze che ci sono tra una parte e l'altra ne condizionano la ripartenza. E 'quota 100' e reddito cittadinanza non aiuteranno in tal senso". Oltre che per le infrastrutture, per Galli, sarebbe stato meglio investire le risorse previste per 'quota 100' e reddito di cittadinanza su "industria 4.0, su quello che si stava facendo per innovare le aziende".


lavoro nazionale lombardia/milano 7 06-DIC-18 16:58 Premio Deloitte Bmc, prorogato termine candidature per aziende eccellenti Premio Deloitte Bmc, prorogato termine candidature per aziende eccellenti

Milano, 6 dic. (Labitalia) - E' stato prorogato al 31 dicembre il termine per la candidatura alla seconda edizione del premio 'Deloitte Best managed companies' (Bmc), il cui obiettivo è di promuovere le aziende italiane eccellenti per capacità organizzativa, strategia e performance. L’iniziativa è aperta alle aziende con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, o anche a 5, purché abbiano avuto una crescita superiore al 15% nell’ultimo esercizio. Sono, inoltre, ammesse le società quotate sui mercati Aim e Mta. Escluse, invece, le società del settore pubblico e finanziario (banking, insurance, real estate e investment management). Sostenuto da Altis Università Cattolica, da Elite, l’iniziativa del London Stock Exchange Group che supporta lo sviluppo e la crescita delle imprese ad alto potenziale, e da Confindustria, Deloitte Best managed companies è un premio particolare, perché non si risolve nell'award ma è affiancato da un programma di crescita per le realtà aziendali.

Anche quest’anno, infatti, le aziende avranno la possibilità di essere supportate da professionisti Deloitte ed esperti durante il loro percorso di candidatura e self assessment su fattori critici di successo, quali strategia aziendale, competenze e innovazione, impegno e cultura aziendale, governance e performance finanziarie, internazionalizzazione e corporate social responsibility. Un percorso che consentirà ai beneficiari di potersi confrontare con player di livello internazionale in un contesto di business in continuo mutamento. Le Deloitte Best managed companies sono più di 1.200. Nata in Canada nel 1993, l’iniziativa ha visto accrescere di anno in anno la propria portata, sia in termini di bacino di utenza sia per numero di Paesi coinvolti: il programma è attivo in 12 Paesi (Canada, Italia, Messico, Irlanda, Cile, Olanda, Belgio, Germania, Svezia, Turchia, Cina e Danimarca) e a gennaio verrà lanciato in Australia.

Le aziende procedono a un self assessment, supportate da professionisti Deloitte ed esperti. La selezione dei vincitori è effettuata da una giuria indipendente composta da esponenti di spicco del mondo industriale, accademico e istituzionale italiano. Chi vince potrà così avere accesso a prestigiose opportunità di networking con altri leader aziendali d’eccezione. La cerimonia di premiazione è prevista per la fine di maggio 2019 a Palazzo Mezzanotte, prestigiosa sede di Borsa Italiana. Trentuno, le premiate della prima edizione. Numerosi ed eterogenei i settori, si va dal food & beverage all’ingegneria informatica. "Lo scorso anno - spiega Andrea Restelli, partner Deloitte responsabile Best managed companies per l’Italia - il premio Bmc ha fornito alle migliori aziende italiane l’opportunità di potersi confrontare con best practice, frutto di anni di esperienza Deloitte, e di avvalersi del supporto dei nostri esperti, formati appositamente per guidare questo percorso. Con questa nuova edizione vogliamo consolidare quanto già fatto e dimostrare come l’eccellenza manageriale sia una caratteristica da valorizzare".

E, in un'intervista a Labitalia, Ernesto Lanzillo, responsabile Deloitte Private per l’Italia, illustra le finalità del progetto. "Facilitare il confronto tra aziende di vari paesi, sui fattori critici di successo che permeano il premio Best managed companies, è una opportunità che Deloitte vuole proporre ai propri clienti del segmento private per consentire loro di condividere esperienze e soluzioni volte a garantire una gestione efficiente del business, che ne consenta un adattamento agile e veloce al contesto competitivo in continuo mutamento".

"Risulta sempre più importante - avverte - supportare le aziende italiane nel creare opportunità di networking e confronto globale su temi di strategia e conduzione del business per contribuire alla loro crescita, basata non solo sulla solidità finanziaria ma anche sull’eccellenza organizzativa e gestionale e sulla responsabilità sociale. Per questi motivi Deloitte si pone al fianco delle pmi italiane con il premio Best managed companies e la Lounge Deloitte Elite per rafforzarne il posizionamento sul mercato e colmare gap strutturali oggettivi".

"Tra gli ostacoli di maggior rilievo - fa notare - ci sono quelli interni all’azienda, perché influiscono non solo sull’impresa ma anche sulla famiglia: più che i mercati in cui opera l’azienda, il problema principale è l’organizzazione interna, ad esempio a livello di evoluzione dei rapporti familiari e passaggio di testimone, di capacità di assorbire con la 'managerializzazione' evoluzioni di contesto altrimenti sconosciute, di selezione e gestione dei talenti e delle risorse, di coinvolgimento dell’intera azienda nella realizzazione delle strategie". "Con riferimento - continua - invece ai rapporti con l’ecosistema, è necessario sviluppare capacità e competenze innovative ed efficienti attraverso partnership strategiche, creazione di un esteso network, contribuendo alla soddisfazione della collettività in cui si opera".

Per Lanzillo, "le imprese per competere nei mercati globali devono creare una cultura aziendale unica e condivisa, premiare comportamenti virtuosi attraverso un’efficace sistema di performance management e remunerazione e pianificare la successione attraverso la valorizzazione delle generazioni future". "Le aziende di successo - dice - sono un attore socialmente responsabile e mettono in atto, al loro interno e al loro esterno, iniziative concrete per garantire la sostenibilità sociale e ambientale del loro business e per avere un impatto positivo sull'ecosistema in cui operano che risulta sempre più globale e quindi esposto alle influenze di attori e stakeholder disparati"."Il ritmo - sottolinea - del cambiamento accelerato dai fenomeni di globalizzazione e digitalizzazione richiede un’innovazione costante. La gestione della continuità generazionale, rappresenta parimenti una sfida per lo sviluppo e la resilienza delle imprese familiari che permeano il tessuto imprenditoriale italiano. Le aziende devono essere preparate a ridefinire le loro priorità e agire all’istante, o rischiano di essere sconvolte dalla trasformazione tecnologica, invece di approfittare dei benefici che essa offre; le generazioni devo operare in sintonia per massimizzare i valori e la tradizione di impresa. Perché ciò possa verificarsi, devono essere organizzate per il successo".

Ernesto Lanzillo indica poi i sei pillar per essere una best managed company. "La metodologia adottata - chiarisce - per valutare se una azienda è 'best managed' prevede la valutazione della azienda rispetto a sei pillar; in ogni pillar esistono particolari metodi di misurazione riconosciuti a livello internazionale da Deloitte e, nel contempo, tarati sulle caratteristiche del sistema economico nazionale".

- Strategia: le aziende best managed utilizzano metodologie strutturate per lo sviluppo della propria strategia aziendale, che applicano attraverso sistemi di governance definiti e identificati. Adottano metriche predefinite di misurazione delle performance e di comunicazione interna ed esterna della strategia e degli obiettivi raggiunti.

- Competenze e innovazione: le aziende best managed pensano in maniera diversa rispetto alla concorrenza e sono focalizzate su innovazione ed efficienza, sullo sviluppo di capacità e competenze attraverso partnership strategiche, creazione di un esteso network e focus sulla necessità di attrarre e valorizzare i migliori talenti.

- Impegno e cultura aziendale: le aziende best managed sono focalizzate sulla creazione di una cultura aziendale unica e condivisa, premiano comportamenti virtuosi attraverso un’efficace sistema di performance management e remunerazione, pianificando la successione attraverso la valorizzazione delle generazioni future.

- Governance e misurazione delle performance: le aziende best managed registrano solide performance in termini economici e patrimoniali, applicando metriche personalizzate e sistemi di reporting accurati per guidare al meglio le decisioni di business e costruire e mantenere forti relazioni con gli stakeholder finanziari.

- Corporate social responsibility: le aziende best managed credono nell’impresa come attore socialmente responsabile e mettono in atto - al loro interno e al loro esterno - iniziative concrete per garantire la sostenibilità sociale e ambientale del loro business e per avere un impatto positivo sull'ecosistema in cui operano.

- Internazionalizzazione: molte aziende best managed realizzano una parte rilevante del proprio fatturato sui mercati esteri attraverso relazioni consolidate con clienti e/o fornitori e altri attori della filiera produttiva localizzati in Paesi stranieri. Nello sviluppo dei propri prodotti e servizi prendono in considerazione caratteristiche dei clienti e mercati internazionali.


lavoro nazionale lombardia/milano 7 06-DIC-18 16:50 Mobilità: in Italia arriva il primo bus elettrico Mobilità: in Italia arriva il primo bus elettrico Presentato oggi a Milano da City Sightseeing Italy

Milano, 6 dic. (Labitalia) - Il Gruppo City Sightseeing Italy, società interamente italiana, lancia sul mercato il primo bus elettrico a due piani in Italia per la vista delle città con la formula hop-on hop-off che il bus operator programma quotidianamente in 14 città italiane, tra cui Roma, Firenze, Milano, Torino, Napoli e Palermo. Prodotto in Cina, il mezzo è stato acquistato da City Sightseeing Italy in autofinanziamento senza al momento alcuna agevolazione. L’evento di presentazione si è tenuto oggi a Milano, presso la sede del Comune a Palazzo Marino, alla presenza del vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo. L'autobus ha già superato circa un mese e mezzo di test in strada a Firenze e Milano a vuoto e inizierà proprio a Milano il primo servizio operativo con i clienti a bordo da domani, venerdì 7 dicembre, dopo si sposterà in altre città per procedere ad altrettanti test operativi su altre città dove il gruppo City Sightseeing è presente. Terminati i test sul prototipo nelle varie città che richiederanno circa un anno, il gruppo è intenzionato a procedere alla progressiva sostituzione dell’attuale flotta diesel convertendola in 'full electric' e quindi 'full green'.

"L’obiettivo che si pone il Gruppo City Sightseeing Italy, con questa strategia ‘green’ - spiega Fabio Maddii, presidente del Gruppo - è quello di incentivare la mobilità collettiva e al tempo stesso valorizzare i beni culturali e paesaggistici delle città italiane a vocazione turistica attraverso un servizio d’eccellenza a zero impatto ambientale; nei prossimi anni il brand City Sightseeing in Italia deve essere anche e soprattutto sinonimo di mobilità turistica sostenibile. Si tratta del secondo esemplare di bus turistico elettrico circolante in Europa (un esemplare è in circolazione a Parigi), a riprova della sensibilità del Gruppo riguardo alla mobilità sostenibile che rappresenta uno dei punti chiave del piano straordinario per la mobilità turistica in Italia". L’acquisto e la sperimentazione dell’autobus, al momento non è stata sostenuta da alcun contributo, né agevolazione pubblica; tutto questo tenuto conto della mole di investimenti che richiede questa tecnologia dove al costo di acquisto del bus che attualmente è circa 2 volte e mezza rispetto al costo di acquisto di un bus tradizionale ad alimentazione diesel, a cui si aggiungono i costi relativi alla predisposizione della tecnologia per la centrale di ricarica.

Per favorire questo sviluppo 'full green' della mobilità turistica, si confida, non solo a livello italiano, ma anche europeo, in una sensibilizzazione della politica su questi temi al fine di agevolare gli investimenti richiesti per questa tecnologia, con specifici provvedimenti ed agevolazioni volte ad incentivare e facilitare la progressiva sostituzione del parco bus diesel. Il bus elettrico a due piani di City Sightseeing Italy dispone di 70 posti (20 posti al piano inferiore e 50 posti al piano superiore), un posto per i diversamente abili, servizio wifi, audioguida multilingue ed un autonomia di 250 Km. che diventano 190 km in caso di utilizzo dell’aria condizionata, sufficiente all’effettuazione del servizio quotidiano, con tempi di ricarica di circa 5 ore.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 16:41 Turismo: Federturismo, Italia 5a destinazione mondiale con 62 mln arrivi Turismo: Federturismo, Italia 5a destinazione mondiale con 62 mln arrivi

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Gli arrivi turistici internazionali, nei primi nove mesi del 2018, hanno raggiunto quota un miliardo 83 milioni, 56 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2017. L’Europa, dopo l’Asia, ha trainato l’accelerazione (+7% complessivi) e l’Italia, quinta destinazione mondiale, con 62 milioni di arrivi internazionali, si posiziona con un +6% tra i primi paesi per crescita di entrate. Sono i dati diffusi da Federturismo. Ma quali sono i contesti Paese in cui tali dati vengono generati? E che tipo di andamento macroeconomico riflettono? "Parlare di dati 'storici' del turismo - sottolinea una nota di Federturismo - è un esercizio importante e interessante ma sempre di più, con i ritmi di crescita evidenziati a livello mondiale, diventa necessario sia per il settore pubblico che per quello privato poter disporre di fonti armoniche di dati del turismo che siano in grado di restituire una visione quanto più accurata, in tempo reale e prospettica".

La panoramica fornita da Alessandra Priante, che da molti anni è il punto di riferimento delle relazioni internazionali istituzionali del turismo, rappresentando l’Italia nei principali enti multilaterali del turismo (come Unwto, Ocse, Europa) restituisce una visione critica dell’uso dei numeri nel turismo, mettendo in evidenza come i dati macroeconomici sono quelli sicuramente più rilevanti per comprendere le direzioni strategiche sia nazionali che locali e che tali dati nel turismo hanno una rilevanza solo se considerati a livello comparativo, più che per altri settori.

Scegliendo alcune variabili chiave a livello strategico, come i dati, la connettività, l’approccio alla trasformazione digitale, la facilità di fare business, si sono paragonati i più interessanti Paesi a livello europeo, partendo dalla Spagna (che ha una struttura di mercato maturo molto più simile a quella dell’Italia) analizzando, Austria, Portogallo, Slovenia, Grecia e Uk, paese interessante perché in una condizione politica 'incerta', ma sicuramente uno dei più importanti benchmark nella zona europea di come il turismo funzioni a livello strategico.

Visualizzando i valori economici del settore del turismo sia in termini di contributo generativo al Pil che all’occupazione, con dati attuali e prospettivi (al 2028), si notano subito degli outperformer come Austria, che vede un incremento al 2028 del contributo del Pil da 4,7% a 16,7%, alla solida e costante crescita di Slovenia e Portogallo. Così come nell’analisi del contributo dell’occupazione nel settore turismo, si nota come la solidità del Regno Unito è in grado di rendere il settore del turismo realmente impattante. Una delle ragioni principali di questo è ovviamente da ricercare nella virtuosità della relazione tra pubblico e privato, prevalentemente visibile nella 'facilità' del fare business che esiste negli altri Paesi rispetto all’Italia che - nella classifica stilata dalla World Bank - occupa solo il 46esimo posto, tra la Romania e l’Armenia.

Sono 6 le aree di riferimento in cui si agisce nei Paesi che intendono mettere il turismo al centro della loro strategia internazionale: la domanda, lo sviluppo delle capacità digitali e competitive, il sostegno agli investimenti e l’attuazione di un’agenda di riforma della 'burocrazia Paese', una positiva interazione con il settore dei trasporti, il focus sulle professionalità e gli skill del turismo e, in conclusione, creare un settore resiliente, produttivo e di qualità.

I confronti internazionali suggeriscono di riflettere e prendere consapevolezza che il mondo è cambiato e grandi Paesi quali la Cina, generatori di importanti flussi turistici, sono diventati protagonisti del mercato del turismo. E lo stesso successo di Paesi come la Spagna e il Portogallo è il risultato di un percorso di convergenza tra la politica e il sistema economico che mette al centro l’industria del turismo quale motore di sviluppo. Per ottenere cambiamenti significativi occorre elaborare una politica economica industriale per il settore che persegua il miglioramento della produttività, l’incremento degli investimenti, la promozione e lo sviluppo dei territori.

“Un’adeguata politica di penetrazione turistica nei mercati strategici - dichiara il presidente di Federturismo Confindustria, Gianfranco Battisti - deve essere uno dei capitoli più importanti della strategia complessiva che occorre disegnare e seguire per accrescere la presenza italiana in quei mercati così come la realizzazione di un grande piano di accessibilità del Paese che avrebbe ovvie ricadute sulla competitività delle nostre imprese e sul turismo".

“L’incontro di oggi - afferma Giulio De Metrio, Chief Operating Officer di Sea - è un momento di riflessione importante sulle dinamiche dei flussi turistici in Italia. In un periodo positivo per l’aeroporto di Milano Malpensa che con quasi 24,5 milioni di passeggeri chiuderà quest’anno con una crescita dell’11%, si conferma la strategia di Sea volta a individuare nuove opportunità commerciali e industriali con il mercato cinese, grande generatore di flussi turistici, come si è osservato anche durante questo evento. Stiamo lavorando da tempo per aumentare il numero di collegamenti diretti tra la Cina e l’Italia, per questo siamo in contatto con le compagnie aeree e tour operator cinesi per verificare la disponibilità all’apertura di nuovi collegamenti diretti con Milano”. Per Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, "il dato sugli arrivi turistici internazionali conferma un trend positivo, importante per il settore e per l’economia del Paese: il mondo degli alberghi è impegnato a cogliere le nuove opportunità con un occhio sempre attento alle dinamiche del mercato, ai nuovi trend ed alle esigenze dei nuovi clienti”.

“Il quinto posto tra le destinazioni mondiali - commenta il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio - ci sta stretto. Abbiamo delle potenzialità incredibili rimaste inespresse. Stiamo già lavorando sul turismo di ritorno, ma dobbiamo fare di più. Riduciamo le frammentazioni esistenti, puntiamo sulla digitalizzazione e investiamo nelle strutture e infrastrutture. Ripensiamo il turismo italiano attraverso uno sviluppo integrato, che tenga conto della trasformazione industriale e dell’espansione dei servizi. L'obiettivo è implementare tecnologia e innovazione legati alla tradizione perché, se manca la tradizione, non sai più dove stai andando. In altre parole, facciamo sistema e crediamo davvero nella forza del brand Italia".


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 16:35 Manovra: Aidp, bene reintroduzione incentivi alla formazione 4.0 Manovra: Aidp, bene reintroduzione incentivi alla formazione 4.0

Roma, 6 dic. (Labitalia) - “Esprimo grande soddisfazione rispetto alla reintroduzione degli incentivi alla formazione 4.0. Come ripetiamo da tempo, lo strumento principale di tutela del lavoro nell’era dei robot e dell’intelligenza artificiale è la formazione 4.0. Senza le nuove competenze strategiche che il nuovo mercato del lavoro richiederà, sempre di più si rischia di rimanere ai margini". Così Isabella Covili Faggioli, presidente Aidp (associazione dei direttori del personale), commenta l'approvazione in commissione Bilancio della Camera dei deputati di un emendamento a firma di Mirella Liuzzi (M5S) che prevede la proroga degli incentivi fiscali per la formazione 4.0, ossia "quella fondamentale attività di sviluppo di competenze e conoscenze - spiega - necessarie per cogliere tutte le opportunità in termini economici e occupazionali prospettate dalla crescita di Industria 4.0".

L’emendamento prevede la proroga del credito d’imposta del 50% per le piccole imprese, del 40% per le medie imprese e del 30% per le grandi. Il provvedimento ha un costo di 250 milioni di euro. L’Aidp, ricorda la presidente, "aveva espresso pubblicamente lo scorso 12 novembre forte preoccupazione per la cancellazione dalla legge di bilancio 2019 l’incentivo alla formazione nell’ambio del Piano di Industria 4.0, considerato una colonna portante dell’intero piano in relazione allo sviluppo della componente del lavoro 4.0".

"Contestualmente l’associazione aveva lanciato un appello pubblico affinché la maggioranza di governo facesse un passo indietro nei confronti di un provvedimento considerato contro il futuro della nostra economia e del lavoro", aggiunge.

"L’occupabilità nel nuovo mercato del lavoro - sottolinea - passa dalla formazione 4.0 e dal suo potenziamento. L’auspicio, a questo punto, è che in sede di conversione e approvazione definitiva della legge di Bilancio 2019 la misura venga confermata e in prospettiva potenziata. Ribadisco la disponibilità dell’Aidp a collaborare con il governo affinché si possa trovare insieme le migliori soluzioni per la crescita delle imprese e del lavoro del nostro Paese”.

Dalla ricerca Aidp-LabLaw 2018su Robot, Intelligenza artificiale e lavoro, a cura di Doxa, emerge con nettezza il valore strategico della formazione avanzata per cogliere, da un lato, le tante occasioni di nuove professioni e di nuova occupazione che le nuove tecnologie creeranno e, dall’altro, per ridimensionare l’impatto che queste avranno sui lavori meno qualificati. La formazione 4.0, quindi, sarà il capitolo principale sui cui investire per vincere la sfida della robotica e dell’intelligenza artificiale sul terreno dell’economia e del mercato del lavoro.

Dalla ricerca, in questo senso, emergono dati netti. Le aziende e i manager sono convinti a stragrande maggioranza (89%) che i robot e l’Ia non potranno mai sostituire del tutto il lavoro delle persone e che avranno un impatto positivo sul mondo del lavoro e delle aziende: permetterà, infatti, di creare ruoli, funzioni, e posizioni lavorative che prima non c’erano (77%); stimolerà lo sviluppo di nuove competenze e professionalità (77%); consentirà alle persone di lavorare meno e meglio (76%). Avrà un impatto molto forte nei lavori a più basso contenuto professionale: favorirà, infatti, la sostituzione dei lavori manuali con attività di concetto (per l’81% del campione). I manager e gli imprenditori ritengono, infatti, che, al di là dei benefici in termini organizzativi, l’introduzione di queste tecnologie, potrà avere effetti negativi sull’occupazione e l’esclusione dal mercato del lavoro di chi è meno scolarizzato e qualificato. In quest’ottica, va letto il dato negativo sulle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro indicata dal 75% dei rispondenti.


dati nazionale 7 06-DIC-18 16:32 Cnel, 'via bassa' alla crescita del lavoro Cnel, 'via bassa' alla crescita del lavoro

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Una via 'bassa' alla crescita', perché negli ultimi anni la ripresa dell’economia ha creato sì molti posti di lavoro, recuperando i livelli pre-crisi, ma il volume di lavoro (cioè le ore lavorate) è ancora inferiore a quei livelli. Non solo: la crescita dell’occupazione ha aumentato differenze di genere e gli squilibri territoriali fra Nord e Sud del Paese, sono aumentati gli occupati con orari ridotti, sono aumentati i lavoratori part-time (soprattutto donne e spesso involontario). E la crescita del lavoro è 'polarizzata': da una parte sulle basse qualifiche, dall'altra sulle super-specializzazioni, mentre la disoccupazione rimane alta (10,6%), soprattutto tra i giovani (30,4%). E' il quadro a luci e ombre dipinto dal 'Rapporto 2018 sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva' del Cnel presentato questa mattina a Roma.

Il 'Rapporto sul mercato del lavoro e la contrattazione collettiva 2018' è il risultato della collaborazione di esperti Cnel, ricercatori Anpal e Inapp, accademici ed esperti di diversi Centri di ricerca di interesse nazionale. Il Cnel con questo Rapporto intende fornire alle istituzioni e alle parti sociali spunti di riflessione e concrete proposte di policy.

"Abbiamo perso lavoro nelle qualifiche intermedie -ha spiegato Claudio Lucifora, dell'Università Cattolica e consigliere Cnel, illustrando i dati- e comunque l'occupazione cresce di più sulle basse qualifiche che non sulle alte. Hanno creato posti settori come gli alberghi, la ristorazione, i trasporti. Tutti settori segnati da una forte stagionalità, cosa che ha spostato i nuovi contratti sul tempo determinato". Dal Rapporto del Cnel emerge chiaramente come sia cambiata la platea degli occupati. La parte del leone nella crescita la fa il lavoro a tempo determinato: +35% nel periodo che va dal 2014 al 2018 (II semestre), equivalente a +800.000 occupati. Fra questi, l'85% ha contratti che non superano i 12 mesi e, in alcuni comparti, i lavoratori a termine sono il 30% del totale. Di pari passo, il Cnel segnala il rallentamento dei contratti a tempo indeterminato: nello stesso periodo +460.000 unità (e meno trasformazioni), con il contratto a tutele crescenti che rappresenta il 16% delle assunzioni. Anche il lavoro autonomo perde 117.000 occupati, trend dovuto all'abolizione delle co.co.pro e al progressivo spostamento di questi lavoratori verso i contratti a termine.

L'altro preoccupante fenomeno segnalato dal Cnel è l'aumento del lavoro povero: 3 milioni di lavoratori in Italia versano in condizioni di povertà assoluta, cifra che aumenta a 5,2 milioni se consideriamo il reddito annuale (invece che mensile). In totale 2,2 milioni di famiglie povere (con un componente occupato), oltre un terzo nel Sud Italia. Questo a testimoniare che la povertà "non è solo legata alla mancanza di lavoro", come ha ben sottolineato il presidente del Cnel, Tiziano Treu.

Il problema del lavoro povero non sta solo nel dato dei bassi salari (e nell'erosione dei minimi dei ccnl), ma dipende da una serie di fattori congiunti: "Bassa intensità di lavoro (ossia meno ore lavorate), occupazione precaria -ha spiegato Lucifora- e poco qualificata, compressione costi-salari, concentrazione in settori (agricoltura, costruzioni e servizi: alloggio e ristorazione, servizi sociali e alle persone)". Di fronte a questo scenario, quali politiche hanno la priorità? "Occorre capire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto", ha sottolineato Paolo Sestito, economista della Banca d'Italia, che parte dal problema dei salari bassi. "Lo sono perché - ha chiarito - sono troppo bassi i minimi orari o perché assistiamo a una ridotta 'presa' del ccnl a causa dell'accresciuta povertà? E basterebbe alzare il minimo orario per risolvere il problema? Sicuramente questo può aiutare, ma occorre considerare che c'è anche un problema relativo al ridisegno del prelievo fiscale in busta paga, e non solo. E che i mezzi di contrasto alla povertà sono anche altri come: facilitazione della mobilità territoriale, esercizio dei diritti di cittadinanza, riduzione dei vincoli di cura familiare che ostacolano l'accesso al lavoro".

Sbagliato, per Sestito, poi, "mettere i bastoni tra le ruote al lavoro a termine". "Sia il dl Poletti sia il Jobs Act -ha detto Sestito- sono stati efficaci: il primo maggiormente nelle imprese più piccole, il secondo in quelle più grandi". "Oggi siamo di fronte a politiche che vanno nel senso opposto e staremo a vedere se miglioreranno il quadro. Qualche dubbio però viene: si vogliono limitare i contratti a termine e aumentare di molto i costi del licenziamento. La scommessa, giusta o sbaglia che la si giudichi, del governo precedente era ridurre i costi medi del licenziamento e ridurre l'incertezza per il datore e il lavoratore. Ora invece si aumentano i costi e l'incertezza", ha concluso Sestito.

Dei centri per l'impiego, vero snodo per il reddito di cittadinanza, ha parlato invece Maurizio Del Conte, presidente di Anpal. "I centri per l'impiego sono sottodimensionati sotto ogni punto di vista", ha detto. "Sicuramente -aggiunge Del Conte- un aiuto alla loro efficienza potrebbe venire dalle nuove tecnologie e da un sistema unico che metta in rete gli operatori. Ma è anche vero che qualunque rafforzamento dei centri per l'impiego non ha senso, se non si hanno chiari la funzione dei centri pubblici e il rapporto con gli altri soggetti coinvolti nelle politiche attive". "C'è bisogno -chiede Del Conte- di un'indicazione politica precisa. In questi giorni si sta preparando una norma sul reddito di cittadinanza: mi auguro che lì saranno spiegati bene i vari passaggi". Alla presentazione del rapporto si è parlato anche della manodopera intermediata dai centri per l'impiego, attualmente assestata sulla bassissima percentuale del 2-3%. "Per il reddito di cittadinanza -ha spiegato Del Conte- si parla di una platea di 5-5,5 mln di persone, caratterizzata da condizioni di povertà assoluta. Una dimensione difficile da trattare nei centri per l'impiego e che dovrebbe coinvolgere i servizi sociali".

Inoltre, "nell'ambito del processo di ri-costruzione dei centri per l'impiego -ha osservato il presidente dell'Anpal- è centrale una chiara indicazione di governance e di coordinamento, e quindi occorre chiarire il ruolo di Anpal nel futuro". "Quando poi si parla di nuove assunzioni per il personale dei centri per l'impiego, bisogna mettere sul tavolo dei numeri: chi si vuole assumere, quante persone, e come lo si vuol fare. E' chiaro che non possiamo più immettere altro personale precario. Insomma, se le risorse ci sono, bisogna fare in modo che siano dedicate a un piano ben congegnato", ha concluso Del Conte.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 16:28 Natale: Vinarius, per vendita vini incrementi attesi tra il 10 e il 15% Natale: Vinarius, per vendita vini incrementi attesi tra il 10 e il 15%

Roma, 6 dic. (Labitalia) - A poche settimane dal Natale, Vinarius (l’Associazione delle enoteche italiane che conta un centinaio di soci in Italia) traccia una panoramica delle aspettative di vendita per il periodo invernale e analizza i trend degli ultimi cinque anni durante il periodo delle feste. “Nel complesso, le aspettative di vendita per il periodo invernale in corso - racconta Andrea Terraneo, presidente Vinarius - sono ottimistiche e oltre il 60% dei nostri intervistati prevede un aumento delle vendite con picchi anche del +15%. Inoltre, con riferimento al solo periodo di Natale, negli ultimi cinque anni abbiamo registrato, in generale, numeri in progressiva crescita per tutte le tipologie analizzate (rossi, bianchi, spumanti e dessert) fino ad aumenti anche del +20% e questo ci fa ben sperare anche per la stagione appena iniziata”.

Infatti, secondo i dati Vinarius, si evidenzia - con riferimento ai trend di vendite degli ultimi cinque anni nel periodo delle feste natalizie - un’ascesa fisiologica per la categoria degli spumanti - Franciacorta, Champagne e TrentoDoc in primis - che sotto Natale rimangono i vini più richiesti e che per l’80% degli intervistati sono cresciuti anche fino al +20%, per il 20% delle enoteche le vendite sono invariate, mentre nessuna riporta decrementi.

A seguire i vini bianchi - Alto Adige e Collio i territori più richiesti insieme ai vini da vitigni autoctoni dei diversi territori delle enoteche interessate - che per il 65% delle enoteche partecipanti al sondaggio sono cresciuti dal 10 al 20%. Anche i vini rossi crescono negli ultimi anni durante il Natale: Brunello, Amarone, Barolo e i vini da vitigni autoctoni in generale si confermano i più richiesti e per il 55% delle enoteche anche questa categoria riporta una crescita compresa tra il +10 e il +20%.

Buoni risultati anche per la categoria dei vini da dessert che per il 35% degli intervistati riporta, durante il periodo delle feste degli ultimi cinque anni, una crescita compresa tra il +5 e +10%, con i vini a vitigno Moscato che in generale risultano i più richiesti, seguiti dai vini della denominazione Pantelleria e a dai passiti autoctoni anche a bacca rossa.

Infine, un focus sul trend di vendita degli ultimi cinque anni dei vini dolci a vitigno Moscato rivela - secondo il 40% delle risposte pervenute - un aumento del 5-10%, con il Moscato d’Asti al primo posto seguito dal Moscato di Pantelleria e dai Moscati dei territori delle varie enoteche.

“Dopo gli ottimi risultati del periodo estivo, che hanno riportato, per oltre la metà delle enoteche, un aumento delle vendite rispetto all’estate 2017 compreso tra il +10 e il +15%, anche il periodo invernale alle porte sembra promettere numeri in crescita. La stagione invernale è appena iniziata, ma siamo fiduciosi sugli ottimi risultati che anche quest’anno potranno raggiungere i nostri associati”, conclude Terraneo.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 15:32 Editoria: al via un corso per diventare librai-imprenditori Editoria: al via un corso per diventare librai-imprenditori

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Anche quest’anno sarà la Fiera 'Più libri, più liberi', a Roma, ad ospitare la presentazione del tredicesimo 'Corso di alta formazione in gestione della libreria'. L’appuntamento è fissato per l’8 dicembre, alle ore 18,30, nella Sala Antares del Roma Convention Center La Nuvola all’Eur. Sarà Michela Murgia la madrina della serata, nella quale verranno forniti tutti i dettagli sul bando di partecipazione al corso che si svolgerà da marzo a luglio 2019. La Scuola librai italiani, nata nel 2006 su iniziativa dell’Associazione librai italiani (Ali-Confcommercio) e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, rappresenta un centro di formazione permanente per chi aspira a diventare libraio.

In questi giorni, è stato pubblicato il bando per la partecipazione al nuovo corso che si svolgerà a Roma da marzo a luglio 2019. Scopo principale è quello di fornire gli strumenti per formare dei veri librai imprenditori che sappiano affiancare alla passione e alla conoscenza dei libri una competenza gestionale indispensabile a svolgere questo mestiere in un momento di grandi cambiamenti nel mercato editoriale.

Il corso dura tre mesi e mezzo e alterna lezioni frontali e attività on line incentrate soprattutto sulla pianicazione economico-finanziaria e sul marketing, questo anche per venire incontro ai tanti che hanno manifestato l’esigenza di poterlo seguire riducendo il più possibile le lezioni frontali a Roma. Ai docenti e alle lezioni teoriche in aula si affiancheranno anche numerose esperienze che i protagonisti del mondo del libro illustreranno agli allievi. Durante i tre mesi e mezzo del corso, è previsto un percorso formativo con stage all’interno delle librerie. Momento clou sarà la partecipazione al Salone del Libro di Torino in cui gli allievi lavoreranno a fianco degli editori nei loro stand.

La Scuola librai italiani rappresenta un vero e proprio laboratorio in cui si studiano buone pratiche per la progettazione delle librerie del futuro: in questi anni diversi allievi hanno aperto delle nuove librerie, o sono stati assunti in librerie già esistenti, a riprova che il mondo librario si sta aprendo a nuove realtà, più dinamiche e più orientate all’evoluzione che il mercato editoriale sta vivendo. Sempre di più si sta affermando la figura del libraio capace di promuovere la lettura e i libri, creando comunità di lettori sia virtuali che reali: il libraio ha assunto ormai un ruolo indispensabile per la diffusione della passione per la lettura. Per queste ragioni la Scuola librai italiani è sostenuta da tutto il mondo editoriale italiano.

L’obiettivo finale del corso è quello di creare nuovi librai che diventino i protagonisti del futuro delle librerie italiane. Con Michela Murgia interverranno all’incontro: Paolo Ambrosini, presidente Ali-Associazione librai italiani; Aldo Addis, responsabile della Formazione di Ali-Associazione librai italiani; Flavia Cristiano, direttore di Cepell-Centro per il libro e la lettura; Romolo Guasco, direttore Area Associativa - Confcommercio Imprese per l’Italia.

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn 'Il mondo deve sapere', il diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì 'Tutta la vita davanti'. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 'Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell'isola che non si vede', nel 2009 il romanzo 'Accabadora', vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 'Ave Mary' (ripubblicato nei Super ET nel 2012 e nel 2018), nel 2012 'Presente' (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e 'L'incontro'. È fra gli autori dell'antologia benefica 'Sei per la Sardegna' (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati alla comunità di Bitti, un paese gravemente danneggiato dall'alluvione. Sempre per Einaudi ha pubblicato 'Chirù' (2015), 'Futuro interiore' (2016) e 'Istruzioni per diventare fascisti' (2018).


professionisti nazionale 7 06-DIC-18 15:26 Giuseppe Lo Curcio è il miglior fresatore italiano Giuseppe Lo Curcio è il miglior fresatore italiano

Piacenza, 6 dic. (Labitalia) - Giuseppe Lo Curcio, 25enne di Asti, è il più abile fresatore italiano, autore della miglior prova nella finale nazionale del Cnc Contest Randstad 2018. Sul podio sono saliti anche Alessandro Lombardo, 20enne di Vigevano, in seconda posizione, e Klodjan Gremi, 19enne di Faenza, in terza posizione. È l'esito della finale del Cnc Contest Randstad 2018, che ieri, presso il Centro tecnologico applicativo (Tac) Siemens di Piacenza, in via Lorenzo Beretti Landi 13, ha visto i migliori giovani fresatori di ogni territorio, selezionati nelle precedenti 15 tappe del campionato, sfidarsi in un esercizio di programmazione Iso utilizzando Sinutrain - il software di programmazione di Siemens in grado di simulare esattamente il controllo numerico Sinumerik - a disposizione nelle aule di training del Tac. Gli autori dei tre esercizi migliori, selezionati da una giuria tecnica, sono stati poi i protagonisti dell’ultima spettacolare prova del campionato. Abbandonati i simulatori, i tre giovani programmatori hanno dimostrato la loro abilità cimentandosi nella realizzazione di un autentico pezzo di fresatura con una vera macchina a controllo numerico.

Il Cnc Contest Randstad 2018 è un'iniziativa promossa da Randstad Technical, la specialty dedicata alla ricerca, selezione e gestione delle risorse qualificate in ambito metalmeccanico, metallurgico ed elettrotecnico, di Randstad, secondo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, in collaborazione con Siemens Italia che, con il suo ruolo di leader nel settore, è partner tecnologico dell’iniziativa, dimostrando così ancora una volta la propria attenzione alla formazione di profili professionali più rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro. L’iniziativa è inoltre patrocinata da Ucimu, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione, e vede la partecipazione dei Salesiani del Cnos-Fap.

Un tour in 15 tappe con partenza a Bra (CN) e conclusione ad Arese (MI), passando per Casale Monferrato (AL), Abbiategrasso (MI), Perugia, Roseto degli Abruzzi (TE), Forlì, Montichiari (BS), Trento, Vicenza, Pavia, Modena, Casalecchio di Reno (BO), Firenze e Cremona, che dal 16 ottobre al 26 novembre ha girato l'Italia alla ricerca dei campioni di fresatura di ogni territorio.

Il Cnc Contest Randstad 2018 nasce con l'obiettivo di accendere i riflettori su una figura professionale molto richiesta dalle imprese ma altrettanto difficile da reperire sul mercato con adeguate qualifiche ed esperienza, mettendo in contatto domanda e offerta di lavoro tra tecnici specializzati ed aziende alla ricerca di personale. “Oltre 230 partecipanti si sono confrontati nelle quindici tappe di questa seconda edizione del Cnc Contest - afferma Andrea Milan, Project Manager della Specialty Technical Randstad - che ha messo in luce le capacità, l’impegno e l’entusiasmo dei migliori giovani fresatori dei vari territori italiani. Il campionato è un’ottima occasione per questi ragazzi di mostrare il proprio talento alle imprese del comparto metalmeccanico e di trovare interessanti opportunità di lavoro. Un terzo dei partecipanti a questo campionato, infatti, è già stato inserito nelle imprese del settore”.

“E’ per sostenere lo sviluppo di figure professionali con competenze specifiche nella meccanica e nel software di programmazione - sottolinea Nicodemo Megna, responsabile del Tac di Piacenza di Siemens Italia - che Siemens collabora ormai da diversi anni alle iniziative di Randstad Technical sia in ambito tornitura sia fresatura. A un Contest così altamente competitivo, come quello di quest’anno dedicato alla fresatura, Siemens ha messo in campo non solo attività di training per i formatori incaricati del trasferimento tecnologico ai giovani tecnici, ma anche un software di programmazione, il Sinutrain, in grado di generare un digital twin del reale Cnc, oltre a macchine fresatrici a controllo numerico altamente performanti disponibili al Tac. Presso il nostro Centro tecnologico è possibile coniugare didattica e pratica e operare come in una vera smart factory, con macchinari avanzati e gli strumenti necessari per testare soluzioni innovative e competitive nell’era della digitalizzazione”.

La finale ha messo in luce sia le competenze di meccanica necessarie all'analisi della lavorazione sia quelle tecnico-informatiche utili all’inserimento dei corretti comandi di programmazione. I tre fresatori sul podio beneficeranno di un corso di formazione sulla programmazione di macchine a controllo numerico presso il Tac Siemens di Piacenza.


previdenza nazionale 7 06-DIC-18 15:13 Inps: da bonus nido a Certificazione unica, i servizi a portata di app Inps: da bonus nido a Certificazione unica, i servizi a portata di app

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Dal bonus per l'asilo nido alla Certificazione unica, passando per l'esito della domanda per la pensione. Sono solo alcuni dei circa 30 servizi che Inps oggi offre a portata di app, con un semplice clic sul proprio smartphone. E altri sono in arrivo nei prossimi mesi. "Abbiamo bisogno del vostro aiuto - ha spiegato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, incontrando la stampa - per fare conoscere le app che abbiamo sviluppato per venire incontro alle esigenze dei cittadini, specialmente di quelli che per diversi motivi usano poco il sito. In questi anni, abbiamo investito moltissimo su app e sito per incrementare e migliorare il rapporto con i cittadini".

Ma, ha chiarito Boeri, se "il sito permette le prestazioni, come ad esempio la presentazione della domanda di pensione e di Naspi, l'app è uno strumento molto agile per monitorare l'evoluzione delle prestazioni stesse". "Abbiamo verificato - ha proseguito - che, mentre non tutti sanno usare il pc, è altissima la percentuale di coloro che utilizzano lo smartphopne. E poi le app sono altamente specializzate sui singoli servizi, permettono di entrare nel dettaglio".

L'obiettivo, ha sottolineato Boeri, è fare di più e meglio, con vantaggi diretti per l'operatività dell'Istituto. "In questo modo - ha aggiunto - potremo avere meno 'pressione' sui nostri uffici sul territorio che potranno dedicarsi all'attività di consulenza a 360 gradi, con il sito che permetterà le prestazioni e le app per monitorarne l'evoluzione". Al momento, esistono tre App Inps distribuite su Store Apple e Android per smartphone e tablet denominate: Inps Mobile; Ufficio Stampa Inps; Inps per l’Arte - Museo Multimediale. E ad oggi si contano 480mila installazioni di Inps Mobile scaricate per Iphone e 647mila per Android.

Una strada, quella delle app, scelta da Inps per motivi ben precisi, come ha sottolineato Vincenzo Damato, direttore centrale organizzazione e sistemi informativi dell'Istituto: "Ci siamo detti: dobbiamo entrare nei panni dell'utente e così abbiamo capito che anche gli utenti più 'datati', i pensionati, riescono ad utilizzare meglio l'app rispetto ad altri strumenti". Ma non solo i pensionati sono i destinatari dei servizi offerti dalle app. "C'è la possibilità per le mamme che usufruiscono del bonus asilo nido - ha sottolineato - di scattare la fotografia alla fattura dell'asilo nido con il proprio smartphone, accedere tramite Pin o Spid alla App, e inviarla con 'allega documentazione', come facciamo con qualsiasi messaggio di whatsapp, senza collegarsi con il pc".

E "per il nuovo bonus mamma - ha continuato - ci sarà la possibilità per le madri di inserire il codice fiscale del bambino dopo la nascita e il codice Iban su cui ricevere il pagamento". Da febbraio 2019, ha annunciato Damato, "ci sarà la possibilità per 19 milioni di italiani, pensionati e percettori di sostegno al reddito, di scaricare con l'app, in pdf, la propria Certificazione unica 2019 relativa ai redditi 2018 sul proprio smartphone, potendo poi girarla a commercialisti o Caf; attualmente sono già presenti quelle degli anni precedenti per chi ne avesse bisogno".

E l'istituto ha annunciato le prossime tappe: una nuova app dedicata ai servizi per gli 'artigiani e commercianti' è in fase di rilascio, mentre altre due applicazioni, una dedicata ai servizi per i 'Dipendenti Inps' e l'altra ai servizi per le 'Prestazioni occasionali', sono in fase di sviluppo.

Comunque, Boeri e Damato hanno chiarito che non tutti i servizi dell'Istituto potranno andare su app, "visto che c'è un limite di informazioni che possono essere caricati su questi strumenti: ad oggi con l'app Inps Mobile forniamo circa 30 servizi, e questo significa dare servizi ai cittadini ed evitare visite negli uffici e chiamate nei call center, che per l'Istituto significa una riduzione dei costi".

E Boeri ha anche annunciato che nel 2019 "renderemo possibile, con l'app, per i lavoratori di vedere i propri cedolini Uniemens in modo tale da verificare il pagamento dei contributi da parte dei datori di lavoro: questo per evitare abusi e in un'ottica di trasparenza".

E in occasione dell'incontro è stata presentato anche l'ultimo rilascio dell'app 'Ufficio Stampa Inps', che si avvale di una interfaccia utente semplificata e innovativa con la possibilità della visualizzazione delle tematiche 'in evidenza'; degli ultimi 'comunicati e news' dell’Istituto suddivisi per data con possibilità di ricerca; dei contenuti 'multimediali' Inps; dei 'documenti' di particolare interesse per l’utenza, selezionati da Inps. E, ancora, la possibilità di accreditarsi per ricevere le notifiche giornaliere dei contenuti; e di visualizzazione dei principali social dell’Istituto (pagina Twitter e canale Youtube).


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 15:07 Lavoro: arriva 'Marco', portale innovativo per le risorse umane Lavoro: arriva 'Marco', portale innovativo per le risorse umane Sviluppato da Netcom per Rekeep

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Netcom, azienda che dal 1999 propone al mercato soluzioni e servizi di eccellenza per l’It Life Cycle Management e l’It Governance, ha sviluppato per il cliente Rekeep un software altamente innovativo che permette a tutto il personale dell’azienda (oltre 17.000 persone) di avere un rapporto diretto e costante con il dipartimento Hr attraverso i dispositivi fissi e mobili. 'Marco', questo il nome che Rekeep ha voluto dare al portale, come fosse una persona del service desk a cui i dipendenti si rivolgono spesso, è stato progettato all’insegna della semplicità d’uso per minimizzare le differenze culturali degli utenti, e dell’integrazione delle informazioni, provenienti da diverse applicazioni legacy dell’azienda.

Un’interfaccia grafica molto intuitiva permette a ciascun dipendente, dopo un login univoco che rispetta quindi la privacy dei dati inseriti, di caricare in autonomia documenti indispensabili per il rapporto di lavoro in corso, come ad esempio: certificati di malattia, infortunio sul lavoro, permesso di soggiorno, richiesta di assegni familiari, di maternità. Una sezione è dedicata al welfare aziendale: sono quindi disponibili informazioni riguardo offerte in corso, sconti dedicati ai dipendenti, convenzioni, borse di studio e campi estivi per i figli. Attraverso 'Marco' i dipendenti possono anche inserire e/o modificare i propri dati personali, scaricare tutta la modulistica aziendale di cui hanno bisogno, vedere e scaricare la busta paga, il Cud, l’attestato di servizio e molto altro. La sezione 'Domande frequenti' e la barra di ricerca 'Come posso aiutarti?' rendono il processo molto semplice e alla portata di chiunque.

“La nostra capacità di analizzare processi e flussi di dati e realizzare soluzioni in maniera rapida e standard ha portato allo sviluppo di un sistema funzionale, economico e perfettamente aderente alle esigenze del cliente anche grazie all’utilizzo della piattaforma Easyvista”, afferma Francesco Clabot, co-founder di Netcom. “A due mesi dal lancio 'Marco' viene utilizzato da oltre il 50% dei dipendenti a conferma che la digitalizzazione dei processi porta grandi vantaggi alla corporate governance delle aziende”, conclude Clabot.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 14:12 Contratti: Treu (Cnel), +58% ccnl in ultimi anni, eccessiva frammentazione Contratti: Treu (Cnel), +58% ccnl in ultimi anni, eccessiva frammentazione

Roma, 6 dic. (Labitalia) - "Il numero dei contratti collettivi nazionali di lavoro si è accresciuto negli ultimi anni del 58%, e segnala ancora un eccesso di frammentazione fra le sigle stipulanti, sia da parte sindacale sia da parte datoriale" e, sebbene "la pluralità delle sigle dei contratti collettivi rientri sicuramente nel principio costituzionale di libertà sindacale", "la proliferazione contrattuale assume aspetti preoccupanti quando genera fenomeni di dumping contrattuale che organizzazioni poco rappresentative sostengono allo scopo di ottenere trattamenti al ribasso rispetto a quelli concordati fra le organizzazioni più rappresentative". Ad affermarlo Tiziano Treu, presidente del Cnel, nella relazione introduttiva del 'Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018' del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

"Questa contrattazione al ribasso - avverte - influisce negativamente non solo sui trattamenti e sulle condizioni attuali dei lavoratori contribuendo al fenomeno dei lavoratori poveri, ma influisce anche sulle loro prospettive pensionistiche, perché viola la normativa secondo cui la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi di previdenza e di assistenza sociale non può essere inferiore ai minimi retributivi stabiliti dai contratti collettivi stipulati fra le organizzazioni nazionali comparativamente più rappresentative delle parti".

"Per rimediare a questa situazione, è cresciuta fra tutte le parti sociali - sottolinea - la convinzione che sia ormai indispensabile definire criteri certi e operativi di misurazione della rappresentatività di entrambe le parti sindacali e datori di lavoro. Il Cnel si sta adoperando in un dialogo serrato con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali presenti al suo interno, facendo tesoro delle regole via via concordate nei vari accordi interconfederali di questi ultimi anni presentati da Faioli nello stesso rapporto".

"L’obiettivo - prosegue - è di favorire la ricerca di criteri certi di rappresentatività e anche la definizione concordata fra le parti dei confini fra diversi ambiti di contrattazione per dirimere le eventuali controversie di confine. Ci impegniamo in questa direzione perché siamo convinti che una condivisione ampia fra gli interessati è necessaria per evitare un intervento legislativo improvvisato e in ogni caso è utile per fornire gli elementi affinché tale intervento non sia invasivo ma rispettoso dell’autonomia collettiva".

Il Cnel gestisce, fra le sue funzioni, l'archivio dei contratti collettivi ed è impegnato a permetterne la piena accessibilità in via informatica e a mantenerlo aggiornato nel tempo. Come rileva il rapporto dell’ufficio del Cnel, il più notevole valore aggiunto fornito dalla trasposizione dell’archivio in formato elaborabile sta nella possibilità di collegamento fra la banca dati del Cnel e le banche dati gestite da altri soggetti istituzionali che afferiscono alle relazioni industriali, nel far parlare fra loro i rispettivi archivi consentendo alle diverse istituzioni di coordinarne l’aggiornamento e di scambiarsi le informazioni per le rispettive funzioni istituzionali.

Inoltre, con la revisione e l’armonizzazione dei criteri di classificazione si risponde all'esigenza di pervenire alla definizione di un sistema di archiviazione e di classificazione per settori contrattuali chiaro e univoco, una anagrafe comune.

Nel Rapporto, si analizza anche la contrattazione decentrata e gli aspetti relativi al salario di risultato e al welfare aziendale. I dati presentati confermano la vitalità e il carattere innovativo di questo livello contrattuale, stimolato anche degli incentivi fiscali e contributivi introdotti nelle ultime due leggi finanziarie.

Nel periodo fra maggio 2016 a giugno 2018, sono circa 15.639 le imprese che hanno fatto domanda per avere la detassazione del premio di risultato; l’88% in base a un accordo aziendale per un totale di 33.869 istanze e per 5 milioni circa di beneficiari. Ma la distribuzione di queste misure è diseguale: sono maggiori le istanze provenienti da imprese del Nord, in particolare medio-grandi, ma è significativa anche la presenza di imprese sotto i 100 dipendenti. Il valore complessivo del premio detassato annuo è superiore ai 3 miliardi, corrispondenti a 1.291 euro per ogni beneficiario.

Gli accordi sul welfare di dicembre 2017 sono 5.236 per un totale di 2.491.374 lavoratori beneficiari e un valore annuo medio stimato pro capite di 1435 euro. Le misure di welfare si sono molto diversificate e vanno dalla previdenza e assistenza complementare fino alle varie forme di sostegno al reddito e alle misure di educazione dei figli, fino alla conciliazione fra vita e lavoro. Agli accordi sul welfare si aggiungono 400 accordi di partecipazione agli utili per un totale di beneficiari di 1.057.403, e un valore medio di 1.348 euro, e inoltre 2.039 piani di partecipazione paritetici per un totale di beneficiari di 1.731.073 con valore medio pro capite annuo di 1.674 euro.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 13:56 Manovra: Treu (Cnel), contro povertà serve ventaglio misure, non solo aiuto Manovra: Treu (Cnel), contro povertà serve ventaglio misure, non solo aiuto

Roma, 6 dic. (Labitalia) - "E’ nostra convinzione che il contrasto alla povertà non possa ridursi né esaurirsi nella erogazione di sussidi monetari, pur necessari, e vanno anche distinti dalle politiche attive per il lavoro, perché la povertà non dipende solo dalla mancanza di lavoro o da un lavoro povero, ma riflette molte condizioni individuali e familiari delle persone. Per questo, serve un ventaglio di misure, non solo di aiuto economico, ma di prevenzione e di assistenza". E' quanto afferma Tiziano Treu, presidente del Cnel, riferendosi al reddito di cittadinanza, nella relazione introduttiva del 'Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018' del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

"Le esperienze straniere mostrano che i paesi che hanno minori tassi di povertà e che li hanno ridotti hanno implementato buoni sistemi educativi e di formazione professionale per giovani e adulti, hanno efficaci misure di orientamento al lavoro e di alternanza tra scuola e lavoro, danno sostegno ai bassi salari, ecc. Sono queste misure che vanno rafforzate in Italia per recuperare i nostri ritardi con i paesi vicini, per mobilitare utilmente risorse finanziarie così da non scaricare tutto il peso della povertà sull’assistenza", ribadisce.

"Le stesse esperienze - prosegue - indicano che anche nei paesi ove esistono servizi all’impiego più efficienti dei nostri gli inserimenti e reinserimenti al lavoro riescono solo per una quota minoritaria di beneficiari. Tali esperienze sono da considerare attentamente in Italia ove, specie in molti territori, il lavoro è drammaticamente carente e le possibilità di inserimento dei disoccupati nel mercato del lavoro sono obiettivamente ridotte".

Treu ricorda, poi, che "l’importanza di precisare le risorse necessarie e disponibili per le misure di sostegno minimo contro la povertà e di definirne in modo più comprensivo la composizione è stata sottolineata anche di recente nell'audizione del Cnel in Parlamento sulla legge di bilancio".

Per il presidente del Cnel, "in ogni caso, per rendere concrete le opportunità di occupazione servono servizi personalizzati di orientamento, di formazione e di accompagnamento, e spesso queste misure vanno accompagnate con risposte a bisogni personali e familiari di assistenza, con interventi di sostegno psicologico e sanitario". "Inoltre, l’aiuto economico ai beneficiari non è solo monetario ma riguarda l’accesso a una abitazione adeguata e nel caso di famiglie povere le spese per la crescita e per l’educazione dei figli", aggiunge.

"Investire in servizi alle persone e alle famiglie non è solo parte essenziale della prevenzione e del contrasto alla povertà, ma è anche una componente importante delle politiche economiche e del lavoro. Infatti, i lavori di cura e di assistenza alle persone, insieme a quelli di manutenzione delle strutture, sono e saranno sempre di più uno dei volani principali di una buona occupazione e potranno dare opportunità di impiego anche ai beneficiari del reddito minimo", conclude Treu.


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 13:41 Crisi: Treu (Cnel), cresce il lavoro povero in Italia Crisi: Treu (Cnel), cresce il lavoro povero in Italia

Roma, 6 dic. (Labitalia) - Cresce il lavoro povero, in Italia, negli ultimi anni: "Oltre 3 milioni di lavoratori nel 2015, ma si arriva a 5,2 milioni se si considera il reddito annuale invece di quello mensile, e inoltre 2,2 milioni di famiglie povere nonostante almeno un componente sia occupato", come evidenzia Tiziano Treu, presidente del Cnel, nella relazione introduttiva del 'Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018' del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

"La crescente gravità e diffusione della povertà fra i lavoratori e fra le loro famiglie - spiega - sono da ricondursi anche qui a vari fattori: non solo alla crisi economica, ma anche al minor numero di ore lavorate, alla precarietà dell’occupazione, all’impiego di manodopera poco qualificata specie nelle piccole imprese e, d’altra parte, alle scelte di aziende dotate di forte potere di mercato che decidono di scaricare il contenimento dei costi soprattutto sui salari dei lavoratori. Inoltre, il lavoro povero si concentra maggiormente in alcuni settori caratterizzati da minore valore aggiunto, minore produttività e quindi livelli retributivi mediamente più bassi".

"Il fenomeno - precisa Treu - riflette più in generale la asimmetria del progresso tecnico, che ha favorito la domanda di lavoratori qualificati. Anche se lavoro povero e povertà non sono lo stesso fenomeno, perché possono intervenire altri fattori, in primis il ruolo della famiglia, il legame fra i due fenomeni è evidente. Il lavoro povero impatta non solo sulla persona ma anche sulle famiglie mettendole a rischio di povertà. Infatti, un numero crescente di queste sono esposte a questo rischio quando l’occupazione è concentrata su un solo componente e il suo salario è basso".

E, avverte ancora il presidente del Cnel, "data la gravità di questo fenomeno, che in Italia e più grave che nei paesi europei più vicini, il contrasto alla povertà non può non essere una priorità delle nostre politiche pubbliche e anche dell’azione delle parti sociali". "Tale compito - sostiene - spetta in primis alla contrattazione collettiva nazionale che, come rilevano anche gli osservatori internazionali, è decisiva per sostenere i redditi dei lavoratori e per ridurre le diseguaglianze".

Il Cnel, nel rapporto, spiega che uno degli strumenti di contrasto al lavoro povero, adottato in quasi tutti i paesi europei, sia il salario minimo legale. "Il salario minimo - ammette Treu - non è certo l’unica misura che può contrastare il lavoro povero, ma potrebbe garantire, in virtù di una maggiore forza prescrittiva, una protezione più efficace nei confronti dei bassi salari, riducendo la discrezionalità e gli abusi nella determinazione dei livelli retributivi".

"Servono in ogni caso misure ulteriori. Come suggerisce la strategia europea e come il Cnel ha anche di recente raccomandato al Parlamento e al governo, è necessaria una significativa riduzione stabile del cuneo fiscale sui salari, con particolare riguardo a quelli dei lavoratori con basso salario; e tale misura è da combinare con politiche dirette a favorire la partecipazione dei lavoratori a buone occasioni di lavoro e ad accrescere l’intensità occupazionale", sottolinea, aggiungendo che "occorrono anche qui misure operanti sui fattori di debolezza strutturale del nostro mercato del lavoro, dirette da una parte a migliorare i livelli di formazione dei lavoratori e dalla parte della domanda ad aumentare la produttività dell’impresa e dei lavori meno qualificati".


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 13:30 Lavoro: Treu (Cnel), contro disoccupazione giovani più formazione e alternanza Lavoro: Treu (Cnel), contro disoccupazione giovani più formazione e alternanza

Roma, 6 dic. (Labitalia) - "Per combattere la disoccupazione, in particolare giovanile, il Cnel ha sottolineato nelle stesse sedi istituzionali la necessità di rafforzare con una scuola ben orientata le competenze di base e professionali dei giovani, di potenziare i servizi di orientamento al lavoro e l’alternanza fra scuola e lavoro". A ribadirlo Tiziano Treu, presidente del Cnel, nella relazione introduttiva del 'Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018' del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

Il rapporto, infatti, evidenzia "dimensioni preoccupanti del mismatch occupazionale", sottolineando "il duplice aspetto della overeducation e della inadeguatezza delle competenze dei lavoratori rispetto alle esigenze delle imprese" e osservando come, "per ridurre tale fenomeno, che costituisce un grave spreco di risorse umane ed economiche, sia importante rafforzare in particolare l’incremento dell’offerta di lavoro qualificato in materie scientifiche, accompagnandolo con politiche pubbliche che favoriscano la domanda di lavoro qualificato".

Sul fronte dell’alternanza fra scuola e lavoro - che ha già coinvolto un numero consistente di studenti (oltre un milione) e di imprese (1.32873), nonché migliaia di professionisti, moltissimi enti locali e no profit - il Cnel è impegnato a sostenere l'esperienza attivando un monitoraggio sulla sua evoluzione, "convinto - osserva Treu - che l’alternanza è uno strumento importante sia per ridurre il mismatch sia per diffondere l’orientamento dei giovani, così da facilitarli nelle scelte per il futuro del loro inserimento nel mondo del lavoro".


lavoro nazionale 7 06-DIC-18 13:18 Lavoro: Treu (Cnel), incentivi diretti insufficienti, servono interventi strutturali Lavoro: Treu (Cnel), incentivi diretti insufficienti, servono interventi strutturali

Roma, 6 dic. (Labitalia) - "La debolezza della nostra occupazione è dovuta in larga misura alla carenza di occupati a tempo pieno e indeterminato, soprattutto con qualificazione medio alta. Per questo, il ricorso a incentivi diretti a sostenere l’occupazione a tempo pieno e indeterminato è di per sé insufficiente. Servono invece interventi strutturali, a cominciare da maggiori investimenti pubblici e privati soprattutto nei settori innovativi dell’economia e per altro verso nella formazione di qualità dei lavoratori e anche degli imprenditori". Ad affermarlo Tiziano Treu, presidente del Cnel, nella relazione introduttiva del 'Rapporto sul mercato del lavoro e sulla contrattazione collettiva 2018' del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presentato stamattina, a Roma, nella sede di Villa Lubin.

Il rapporto di quest’anno tocca i principali aspetti della regolazione del lavoro e delle relazioni contrattuali - l'evoluzione dei lavori e delle condizioni dei lavoratori; le politiche attive e le politiche passive; la contrattazione collettiva e i suoi contenuti - e raccoglie contributi diversi di esperti del Cnel, di ricercatori dell’Anpal e dell’Inapp, con cui il Cnel ha da tempo una attiva collaborazione, nonché di economisti, sociologi e giuristi.

"Sono queste le indicazioni di policy che le commissioni e l’Assemblea del Cnel hanno recentemente approvato - ricorda il presidente - e sottoposto all'attenzione del Parlamento nel corso dell’audizione per la legge di bilancio, come condizione per contrastare la stagnazione e la via bassa alla ripresa. La qualità e l'utilità degli investimenti andrebbero valutate da istituzioni indipendenti come avviene in altri paesi. Tale valutazione renderebbe più forte la giusta richiesta all’Europa di scomputare le risorse dedicate a tali investimenti dal calcolo del deficit".

Le tendenze dell’occupazione presentate nella prima parte del rapporto mostrano ancora "non pochi elementi critici", osserva il presidente del Cnel, sottolineando "come la ripresa dell’occupazione sia un fatto positivo tanto più in un periodo di debole crescita, ma non si sia tradotta in un aumento del volume del lavoro rispetto al periodo pre-crisi, perché tra le persone occupate sono molte di più quelle che lavorano a orario ridotto che quelle impiegate a tempo pieno (la quota delle seconde cala del 8%)".

"È cresciuta anche la quota del part-time involontario, soprattutto per le donne il saggio sottolinea come le differenze di genere, il carattere involontario dei nuovi part-time e la loro distribuzione diversificata sul territorio con la penalizzazione del Sud, mostrano che non siamo di fronte a una felice ridistribuzione del lavoro fra le famiglie, ma a una minore intensità del lavoro e a una disoccupazione diseguale, disoccupazione che oltretutto ora manifesta nuovi segnali di aumento. E per di più tali fenomeni critici, pur presenti anche in altri paesi, sono particolarmente accentuati in Italia", avverte Treu.

"Una criticità ulteriore del quadro è segnalata dalla crescente polarizzazione dell’occupazione, cioè dal divario fra crescita delle fasce più qualificate di lavori e di quelle meno qualificate, a scapito dei lavori routinieri", prosegue. Anche questa è una tendenza riscontrabile in molti paesi, ma nel caso italiano, precisa Treu, "la polarizzazione è asimmetrica al contrario, cioè la fascia più qualificata dell’occupazione cresce meno di quella poco qualificata, e il trend non si è invertito dopo la fine della crisi nel corso della cosiddetta ripresa bloccata del 2011". "La conseguenza è una preoccupante dequalificazione della struttura occupazionale e una accresciuta divaricazione nelle dinamiche della occupazione per generi e per provenienza dei lavoratori", rimarca.

Secondo Treu, "le conclusioni di questa analisi vanno attentamente considerate dai policy makers perché confermano la necessità di evitare soluzioni frettolose e di breve periodo". "Infatti, le criticità rilevate, bassa intensità e scarsa qualificazione dell’occupazione, sono difficili da affrontare - spiega - perché sono interne alla struttura dell’economia italiana che ormai da parecchi anni non vede crescere quei settori e quelle attività ad elevata produttività e alto valore aggiunto che soli sarebbero in grado di offrire posti di lavoro molo qualificati e a tempo pieno".

"Siamo consapevoli che solo ricerche approfondite e il più possibile oggettive su questi temi - dice il presidente del Cnel - possono fare luce su un futuro che si presenta incerto, bisognoso come non mai di pensiero critico e di idee lungimiranti. Solo così si possono evitare controversie ideologiche e soluzioni semplicistiche che sono purtroppo comuni nel nostro campo, molto esposto a tensioni sociali e influenzato da interessi contrastanti. Il Cnel è convinto, e io personalmente, che, nonostante la radicalità dei cambiamenti introdotti nel mondo del lavoro e dell’impresa dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie, specie digitali, l’impatto di questi fattori non è predeterminato, ma può essere influenzato dalle scelte di istituzioni e di attori pubblici e privati consapevoli e responsabili".

"Occorre ripensare alle nostre pratiche e persino alle nostre categorie, non per rinnegare il passato, ma per guardare alla nuova configurazione del mondo del lavoro e dell’impresa con mente aperta. Ritengo che i materiali del rapporto testimoniano come queste nuove realtà influiscono su tutti i settori dell’economia, della politica e del diritto del lavoro. Le implicazioni dei cambiamenti non sono sempre facili da cogliere e sono spesso contraddittorie. Per questo, non è sufficiente e può essere forviante sovrapporvi schemi generali ancorché bene intenzionati. Servono indagini in profondità anche di dettaglio sulle tendenze evolutive, attente a quanto avviene in altri paesi, perché la crescente interdipendenza economica e finanziaria fra i sistemi nazionali influisce anche sulle regole e sulle politiche", conclude.


lavoro nazionale 7 05-DIC-18 16:41 Vino: Consorzio Doc-Fvg lancia '1918/2018 Vendemmia di Pace' Vino: Consorzio Doc-Fvg lancia '1918/2018 Vendemmia di Pace'

Trieste, 5 dic. (Labitalia) - Passa dalla vigna il messaggio in bottiglia del Friuli Venezia Giulia per dire ‘mai più’ alla guerra. A 100 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, il Consorzio delle Doc-Fvg lancia, infatti, '1918/2018 Vendemmia di pace', l’iniziativa ideata per celebrare questo importante anniversario e soprattutto per ricordare il valore del vino come elemento di pace e socializzazione nel territorio. Non a caso, proprio i vini del Consorzio frutto della vendemmia di quest’anno saranno protagonisti di una speciale capsule collection, che richiamerà il claim 'Mai più' (in diverse lingue) con un simbolico collarino. Il progetto è stato presentato a Roma, nel corso di una speciale degustazione abbinata ai prodotti tipici, come le Dop Prosciutto di San Daniele e Montasio, due 'gioielli' del paniere agroalimentare regionale. Ad arricchire il tutto, una suggestiva mostra fotografica di immagini storiche dedicate al mondo vitivinicolo dell’epoca e la lettura di alcuni brani tratti dai diari di guerra dei soldati al fronte - per lo più agricoltori che consigliavano e istruivano le mogli sulle pratiche agricole da portare avanti in loro assenza - che esaltano proprio il ruolo del vino come fattore socializzante, di 'legressa' (allegrezza) e di momentaneo ritorno alla normalità.

“Con questa iniziativa - spiega il presidente del Consorzio delle Doc-Fvg, Adriano Gigante - puntiamo a valorizzare le nostre denominazioni e, in questo caso, anche il loro alto valore simbolico. Il nostro territorio di produzione, un secolo fa doloroso scenario di guerra, custodisce infatti la memoria di un passato difficile ma anche il ricordo di una vita rurale importante, che oggi è in grado di esprimersi attraverso grandi eccellenze enologiche, che continueremo a promuovere sia in Italia che all’estero con diverse iniziative quest’anno legate al centenario della fine del primo conflitto mondiale. Se dovessimo pensare in particolare a un vino che meglio rappresenti la nostra regione nel suo complesso - aggiunge - potrebbe sicuramente essere la Ribolla gialla, nella versione spumante da una parte e ferma dall’altra. Accanto a ciò, non mancherà il forte impegno per la valorizzazione delle tante risorse turistiche e del patrimonio artistico culturale della regione che insieme all’enogastronomia rendono forte e unico il brand Friuli Venezia Giulia”.

Dalla Doc Friuli alla Doc Friuli Aquileia, dalla Doc Friuli Colli Orientali alla Docg Ramandolo, sono in tutto sette le denominazioni gestite dal maxi Consorzio delle Doc-Fvg, che riunisce al suo interno i Consorzi Friuli Annia, Friuli Aquileia, Friuli Colli Orientali e Ramandolo, Friuli Grave, Friuli Isonzo e Friuli Latisana. Un insieme di territori, ognuno con le proprie peculiarità, che esprime complessivamente circa 26mila ettari vitati e una produzione di oltre 1,6 milioni di ettolitri.


lavoro nazionale 7 05-DIC-18 16:31 Vino: Consorzio Doc Sicilia, via libera a uso sinonimo 'Lucido' per Catarratto Vino: Consorzio Doc Sicilia, via libera a uso sinonimo 'Lucido' per Catarratto

Palermo, 5 dic. (Labitalia) - I produttori siciliani avranno la possibilità di etichettare con il sinonimo 'Lucido' i vini ottenuti dalle varietà Catarratto Bianco Comune e Catarratto Bianco Lucido coltivate nel territorio della Regione Sicilia. La decisione arriva dopo due anni di trattative portate avanti a livello regionale e nazionale dal Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. Interpretando le esigenze dei produttori vinicoli siciliani, il Consorzio si è fatto carico della necessità di trovare un’alternativa al nome 'Catarratto', che risultava, specie nei mercati internazionali, di scarso appeal o difficilmente pronunciabile. Da qui la scelta di fare ricorso a 'Lucido', termine usato anticamente in Sicilia per indicare entrambe le varietà di Catarratto.

“Siamo orgogliosi - commenta Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia - dell’ufficialità arrivata dal ministero. Come Consorzio abbiamo cercato di dare voce a una necessità manifestata non solo dai produttori della nostra denominazione, ma da tutta la regione e per questo siamo felici di sapere che la misura sarà messa a disposizione di tutte le altre Doc e Igp della Regione Siciliana che producono Catarratto. Il via libera del ministero è un segnale che siamo sulla buona strada, il nostro dialogo con il ministero continuerà ad essere proficuo. È infatti in discussione in questo periodo la modifica del nostro disciplinare di produzione che speriamo arrivi nel più breve tempo possibile”.

Così - come da decreto del 21 novembre 2018, 'Modifiche ed integrazioni al registro nazionale delle varietà di vite' (18A07626), pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.279 del 30-11-2018) - si stabilisce che le varietà Catarratto Bianco Comune e Catarratto Bianco Lucido, iscritti al registro nazionale delle varietà di vite rispettivamente ai numeri 058 e 059, possono essere etichettate con il sinonimo Lucido “ai soli fini della designazione dei vini provenienti dalle uve raccolte nella Regione Sicilia”. "Le due varietà di uva, Catarratto Bianco Comune e Catarratto Bianco Lucido, con rispettivamente 16.659 e 14.125 ettari rappresentano insieme circa il 30% della superficie regionale vitata e, alla luce di questi numeri, la ratifica del ministero non solo ripaga l’impegno del Consorzio ma lo conferma quale interlocutore chiave nelle richieste e trattative di interesse regionale con il ministero", sottolinea una nota del Consorzio.


lavoro nazionale 7 05-DIC-18 16:27 Cgil: Fillea, Alessandro Genovesi confermato segretario generale Cgil: Fillea, Alessandro Genovesi confermato segretario generale

Napoli, 5 dic. (Labitalia) - Alessandro Genovesi riconfermato alla guida della Fillea Cgil, al congresso di Napoli, con il 90% dei voti della nuova assemblea generale del sindacato degli edili di Corso d'Italia.


lavoro nazionale 7 05-DIC-18 16:23 Per Primitivo Manduria dolce naturale Docg produzione +33% Per Primitivo Manduria dolce naturale Docg produzione +33%

Bari, 5 dic. (Labitalia) - In crescita la produzione del Primitivo di Manduria dolce naturale Docg. Per il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, nel 2017 sono stati imbottigliati circa 95mila litri di Docg equivalenti a circa 127mila bottiglie con un incremento del 33,45% rispetto all’anno precedente. "Un trionfo per questa chicca pugliese - sottolinea una nota del Consorzio - che piace soprattutto alle donne per il suo sorso caldo e avvolgente e perché amano la piacevolezza di regalarsi delle emozioni uniche e indimenticabili. Gli aromi dell’uva, legati agli zuccheri, lo rendono particolarmente gradevole e tipicamente femminile. Ottimo alleato anche per gustare al meglio i dolci di pasticceria secca ed è anche un ottimo vino da meditazione per i suoi piacevoli 16°".

Ma soprattutto, in vista del Natale, il Consorzio consiglia l'abbinamento con il cioccolato, in particolare fondente: "Raggiunge il clou proprio con il cioccolato fondente, in particolare con quello ad alte percentuali di cacao perché l’equilibrio tra amaro e il sapore dolce e distintivo del Primitivo forma una coppia inseparabile, senza che né uno né l’altro ceda".

Il Primitivo di Manduria dolce naturale è la prima Docg riconosciuta in Puglia (2011) e l’unica delle quattro Docg dedicata esclusivamente a un vino rosso dolce: "Il Primitivo Dolce Naturale, nonostante il successo dei suoi ‘fratelli secchi’ Primitivo di Manduria doc e Primitivo di Manduria doc riserva, vanta un posto speciale tra i vini italiani", conclude la nota. La composizione dei vini Primitivo di Manduria dolce naturale Docg è Primitivo 100% ed è un vino vinificato dopo appassimento su pianta o su graticci.


lavoro nazionale 7 05-DIC-18 16:04 Industria: Federmeccanica, III trimestre +0,1%, fase sostanziale stagnazione Industria: Federmeccanica, III trimestre +0,1%, fase sostanziale stagnazione circa il 50% delle aziende non trova profili richiesti

Roma, 5 dic. (Labitalia) - I dati relativi all’andamento del comparto metalmeccanico, rivelano che dopo i buoni risultati conseguiti dal settore metalmeccanico nel corso del triennio 2015-2017, a partire dai primi mesi del 2018 l’attività produttiva è stata caratterizzata da una fase di sostanziale stagnazione. Nel terzo trimestre dell’anno la variazione congiunturale è risultata pari al +0,1% dopo il -0,6% del primo e il +0,8% del secondo. In termini tendenziali il tasso di crescita si è ridotto all’1,0% nel trimestre estivo rispetto a dinamiche medie di poco superiori ai 4,5 punti percentuali realizzati nel corso della prima metà dell’anno. Lo indicano i dati dell’indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica.

Il peggioramento della congiuntura si evince sia dai dati di fonte ufficiale Istat, che segnalano una contrazione della durata degli ordinativi, sia dai risultati dell’indagine di Federmeccanica che evidenzia, sempre nel terzo trimestre, una eccedenza di scorte di materie prime e di prodotti finiti, rispetto alle normali esigenze produttive aziendali, e un peggioramento del giudizio sulle consistenze degli ordini in essere rispetto a quanto indicato nella precedente rilevazione. ''L’Industria Metalmeccanica italiana -afferma Fabio Astori, Vice Presidente di Federmeccanica- sta vivendo un momento di rallentamento e di incertezza. Sulle dinamiche produttive stanno pesando la contrazione del tasso di crescita dei consumi delle famiglie e della domanda per beni di investimento oltre al rallentamento della domanda mondiale che incide negativamente sulle esportazioni del settore metalmeccanico che indirizza all’estero oltre la metà delle proprie produzioni. Attualmente i volumi prodotti risultano inferiori del 22% rispetto a quelli che si realizzavano prima della recessione del 2008-2009''.

Nel terzo trimestre il tasso tendenziale di crescita dell’export è stato pari, in valore, al +2,9% rispetto al +6,5% evidenziato nell’ultimo trimestre del 2017, continua Federmaccanica. Complessivamente nei primi nove mesi del 2018 i flussi di produzione indirizzati ai mercati esteri sono cresciuti del 3,2% rispetto al + 3,8% delle importazioni, mentre il saldo dell’interscambio ha evidenziato un attivo pari a circa 39 miliardi di euro collocandosi sugli stessi livelli del precedente anno. A livello previsionale, nella parte finale dell’anno non sono attese sostanziali modifiche del clima congiunturale, pur in presenza di un parziale recupero dei volumi produttivi rispetto ai bassi livelli del terzo trimestre.

“Il quadro complessivo evidenzia ancora una volta l’esigenza di misure concrete di politica industriale per ridare slancio alla nostra economia - continua Astori-. Occorre puntare sulle Imprese per generare sviluppo. Non ci sono altre strade. C’è tanto ancora da fare sotto questo profilo su vari ambiti, ma oggi vogliamo sottolineare un aspetto su tutti, che deve stare alla base di qualsiasi percorso di crescita: la creazione delle competenze e conoscenze che servono alle aziende oggi e domani. Queste sono le fondamenta senza le quali il sistema non può reggere.” L’indagine ha rilevato che, fermo restando le difficoltà in circa il 50% delle aziende a reperire sul mercato manodopera specializzata, i neodiplomati e neolaureati assunti sono ritenuti dal 22% delle imprese non in possesso di una adeguata preparazione sia tecnologica/avanzata sia tecnica di base/tradizionale.

''Quello dell’Istruzione e della Formazione -ha commentato Stefano Franchi, direttore Generale di Federmeccanica- è un tema cruciale. I dati ci dicono che siamo in grave ritardo. E’ evidente lo scollamento tra scuola e impresa, che rende poi necessari interventi formativi riparatori, non solo sulle nuove tecnologie ma anche per le competenze di base. Per questo Federmeccanica ha lanciato nei giorni scorsi la Petizione “Più Alternanza. Più Formazione” a sostegno dell’alternanza scuola lavoro e della formazione di qualità. Con questa iniziativa chiediamo al Governo due cose principalmente: mantenere, in particolare negli istituti tecnici e professionali, 400 ore di alternanza scuola-lavoro e continuare a garantire strumenti e dotazioni finanziarie necessarie; riconoscere il credito di imposta per le spese fatte dalle aziende per l’alternanza e la formazione del personale funzionale a Industry 4.0. Perché la crescita del Paese parte dalla crescita delle persone''.

Con riferimento al Decreto Dignità, il 30% delle imprese non rinnoverà, alla data di scadenza, i contratti a tempo determinato in essere.


sostenibilita csr nazionale nazionale 7 06-DIC-18 13:12 Conserve Italia, meno plastica e più riciclo Conserve Italia, meno plastica e più riciclo

Roma, 6 dic. - (AdnKronos) - Peso del packaging ridotto per tutti i prodotti, risparmiate 600 tonnellate di plastica all’anno e oltre il 99% degli imballaggi utilizzati completamente riciclabile. Sono alcuni dei risultati di Conserve Italia, contenuti nel settimo Report di Sostenibilità del Consorzio.

Nello specifico, le bottiglie di plastica dei succhi Valfrutta, Yoga e Derby Blue ora pesano il 20% in meno. Una variazione quasi impercettibile per i consumatori, ma che si traduce in un risparmio di oltre 600 tonnellate di PET all’anno. Non solo.

Anche per le scatole in banda stagnata e i vasi di vetro utilizzati per pelati, polpe, sughi, passate e legumi Cirio, e per vegetali, pomodoro e frutta sciroppata Valfrutta, Conserve Italia sceglie fornitori che si impegnano a ridurre l’impatto ambientale del packaging, rendendo i contenitori più leggeri o utilizzando, grazie al riciclo, sempre meno materie prime.

“Tutte le nostre principali referenze, dal pomodoro ai succhi di frutta fino ai vegetali in scatola - dichiara il direttore generale Pier Paolo Rosetti - sono attualmente sottoposte ad un processo di progressivo alleggerimento del packaging, con interventi per ridurre peso e volume degli imballaggi, senza che ciò comprometta la loro funzione di preservare e garantire la sicurezza e l’integrità dei prodotti”.

Ad esempio, il