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mercoledì 17, ottobre 2018

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professionisti nazionale 7 17-OTT-18 17:41 Periti industriali: Claudio Guasco nuovo presidente Periti industriali: Claudio Guasco nuovo presidente

Roma, 17 ott. (Labitalia) - Claudio Guasco è il nuovo presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati per il quinquennio 2018-2023. Il vertice dell'organo di rappresentanza dei periti industriali è stato nominato oggi, 17 ottobre, nel corso di una cerimonia svoltasi presso il ministero della Giustizia durante la quale si è insidiato il nuovo Consiglio nazionale rinnovato con le elezioni di giugno 2018. Ad affiancarlo ci saranno Sergio Comisso (Udine) nel ruolo di vicepresidente e Giampiero Giovannetti (Firenze) in qualità di consigliere segretario. Gli altri componenti del Consiglio nazionale insediatosi oggi sono: Antonio Daniele Barattin (Belluno), Carlo Alberto Bertelli (Modena), Stefano Colantoni (Latina), Giovanni Esposito (Napoli), Alessandro Maffucci (Pistoia), Vanore Orlandotti (Cremona), Guido Panni (Milano) Antonio Perra (Cagliari).

Claudio Guasco, perito industriale con specializzazione in elettrotecnica, è nato 63 anni fa in provincia di Cuneo ed è iscritto all’albo dei periti industriali dal 1980. Libero professionista, con un ruolo attivo nella categoria sin dal 1985, anno a partire dal quale è entrato nella dirigenza dell’ordine dei periti industriali della provincia di Cuneo prima come Consigliere, poi come tesoriere fino al 2001 e, infine, nel 2009 come presidente. Parallelamente la sfida nell’Eppi, la Cassa di previdenza dei periti industriali, prima come consigliere nel consiglio di indirizzo generale dal 2001 concludendo il mandato nel 2010 come segretario Cig e successivamente dal 2010 al 2018 ricoprendo il ruolo di componente del collegio sindacale.

"E' con grande orgoglio e anche con emozione che mi preparo -ha detto Guasco- a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali. Un’attestazione di stima e fiducia da parte dei colleghi per iniziare un percorso di lavoro all’insegna delle tematiche più importanti per il futuro della nostra professione. Vado a rappresentare circa 43 mila periti industriali iscritti in tutt’Italia e lavorerò per ognuno di loro, con un unico grande obiettivo: valorizzare il ruolo e la figura del perito industriale in tutte le sue specializzazioni e peculiarità che rendono questa professione unica nel suo genere".

"Uno dei nostri compiti principali -ha continuato- sarà, infatti, quello di mettere in campo idee, strategie e progetti per presidiare al meglio le nuove aree di lavoro e identificare quali spazi di mercato potranno essere in prospettiva più interessanti per la professione". Sarà un mandato nel segno della continuità, ha ribadito ancora il neo eletto presidente: “Tutto quello che è stato realizzato dal precedente consiglio,che qui ringrazio per il lavoro svolto, rappresenterà per noi un punto da cui ripartire per sviluppare nuove idee su basi ancora più solide per portare la categoria a continuare a crescere e a rappresentare un polo tecnico d’eccellenza per il sistema paese”.

"L’elevazione del titolo di studio, come sancito dallo 'storico' congresso del 2014 dovrà essere -ha spiegato ancora- il traino verso un percorso che torni a creare attrattiva per i giovani. Molti sono gli obiettivi che questo rinnovato Consiglio intenderà proporre, valorizzando al massimo la necessaria sinergia tra le professioni tecniche".

"Ma tutto - ha concluso - avendo chiaro che le scelte che saranno prese dovranno essere condivise dall’intera squadra, con un lavoro di gruppo, che miri al futuro della nostra categoria. L’unità dovrà essere la grande forza di questa categoria: lavoreremo tutti insieme per puntare verso quel domani che ci vuole ancora protagonisti per la crescita del Paese".


lavoro nazionale 7 17-OTT-18 17:28 Manovra: Cida, dopo cifre Inps si impone pausa riflessione Manovra: Cida, dopo cifre Inps si impone pausa riflessione

Roma, 17 ott. (Labitalia) - "Temiamo che il presidente dell’Inps abbia scoperto il gioco del governo: per arrivare a ricavare un miliardo di euro in tre anni dal ricalcolo degli emolumenti pensionistici, la soglia su cui intervenire non è quella, annunciata, di 90mila euro lordi annui, ma di 78mila, cioè poco più di 3.500 euro al mese. Altro che pensioni d’oro, saremmo allo ‘scippo d’oro'". Lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità commentando l’audizione del presidente dell’Inps, Tito Boeri, di fronte alla commissione Lavoro della Camera.

"Il balletto di cifre sulle pensioni -ha continuato- sta diventando insopportabile: la confusione ormai è massima e, cosa veramente grave, provoca sconcerto e preoccupazione in milioni di pensionati, da troppo tempo usati come il ‘bancomat’ delle disastrate casse statali".

"Il presidente dell’Inps, nella sede istituzionale del Parlamento, ha tirato fuori i dati, finora riservati, dell’impatto che le varie misure del governo in materia di pensioni, avrebbero -ha aggiunto- sulla spesa previdenziale: nei primi dieci anni la spesa aggiuntiva è stimata in circa 140 miliardi. Nessuna operazione di ricalcolo delle pensioni, qualora superasse i ‘paletti’ costituzionali, nessun contributo di solidarietà che venisse richiesto alle stesse categorie di pensionati che, negli anni, hanno così visto sfumare il 20% del loro potere d’acquisto, potrebbero realisticamente tamponare una falla finanziaria di queste dimensioni".

"Ma Boeri -ha aggiunto Ambrogioni- è stato esplicito anche nell’indicare i veri calcoli che consentirebbero di raggiungere quel miliardo di euro di ricavi in tre anni (minor spesa, in realtà) che il vicepremier Di Maio vorrebbe ottenere per destinarli, ha giustificato, alle pensioni più basse. Si può arrivare a un risparmio di 300 milioni l'anno, ha detto in audizione il presidente dell’Inps, se si riduce la soglia per l'intervento sulle ‘pensioni d'oro’ a 78mila euro lordi dai 90mila attuali. Aggiungendo che un altro modo per aumentare i risparmi è il blocco della perequazione per le prestazioni superiori a sei volte il minimo (3mila euro al mese) sul modello dell'intervento del governo Letta. Vi sarebbe, infine, l’aumento dei prepensionamenti per ottenere una platea di intervento più ampia".

"Insomma -ha aggiunto il presidente di Cida- i pensionati sono trattati alla stregua di una base di calcolo per sperimentare come trovare le risorse necessarie a dare un minimo di concretezza alle promesse elettorali dei partiti di governo. Una vergogna cui si aggiunge l’imbarazzo degli stessi parlamentari della commissione Lavoro che hanno denunciato la propria frustrazione nel discutere una proposta di legge che, leggendo i quotidiani, scoprono modificata, sostituita o del tutto soppressa".

"A questo punto si impone una pausa di riflessione per rispettare minimamente la dignità delle persone e dello stesso Parlamento. Proseguire con testardaggine e arroganza nel voler intervenire a tutti i costi sulle pensioni, rivela infantilismo politico e sciatteria istituzionale. Recuperiamo quanto prodotto dalle audizioni di fronte alla commissione Lavoro della Camera e sediamoci attorno ad un tavolo per trovare una soluzione equa e condivisa, che possa coniugare le esigenze di finanza pubblica, con le finalità sociali del governo e con i diritti dei cittadini-pensionati”, ha concluso Ambrogioni.


lavoro nazionale 7 17-OTT-18 14:09 Food: #PizzAward2018, è veneto il pizzaiolo più originale del mondo Food: #PizzAward2018, è veneto il pizzaiolo più originale del mondo

Napoli, 17 ott. (Labitalia) - Arriva da Cerea (VR) il pizzaiolo più originale del mondo, ma anche il neo detentore del titolo di pizzaiolo chef e pizzaiolo sommelier. Con la sua 'Valpoterra' in omaggio ai prodotti della Valpolicella (a partire dall’Amarone usato nell’impasto) Stefano Miozzo stravince, infatti, la terza edizione del contest internazionale #PizzAward, battendo centinaia di concorrenti e conquistando, allo stesso tempo, uno dei nove Award previsti dalla gara ideata da MySocialRecipe e una delle menzioni speciali attribuite dai main sponsor. I risultati sono stati resi noti ieri sera, a Napoli, nel corso del live show di premiazione - firmato dalla Event Planet - che ha visto sotto i riflettori anche altri sette grandi interpreti di questo patrimonio immateriale dell’Unesco, ora entrati per la prima volta nell’olimpo della pizza targato MySocialRecipe, aggiudicandosi i prestigiosi riconoscimenti introdotti per il 2018.

Ad alternarsi sul palco sono stati quindi Enzo Coccia (Premio alla carriera professionale), Ciro Salvo (Pizzaiolo protagonista dell’anno), Franco Pepe con 'Authentica' - 'Pepe in Grani' (Pizzeria dell’anno), Filippo Rosato con la sua 'On the sea side' (Migliore pizza dall’estero), Diego Tafone con la sua 'Pascalina' (Migliore pizza healthy), Paolo De Simone con la sua 'Nefropizza' (Pizzaiolo social) e la ventiduenne Sara Palmieri, che ha incassato addirittura due titoli (Migliore pizza senza glutine e Migliore pizza in rosa) con la sua 'Tradizioni'.

Al loro fianco, inoltre, i giovani John e Elias, protagonisti del primo corso per pizzaioli rivolto ai migranti che MySocialRecipe ha voluto promuovere, con la collaborazione di Virtus Italia Impresa Sociale, dell’Associazione pizzaioli esperti, e di Fabio Cristiano (docente della Scuola di Pizzaiolo) in un’ottica di integrazione culturale e professionale.

“Oltre all’attenzione per il sociale, PizzAward è ormai una sorta di calamita per i pizzaioli desiderosi di mostrare la loro creatività: non a caso - ha spiegato l’ideatrice del contest e della piattaforma MySocialRecipe, Francesca Marino - attira sempre più partecipanti da tutto il mondo, arrivando quest’anno al record di 239 pizzaioli da 32 Paesi. Un’adesione importante da cui emerge il ritratto di un movimento in continua evoluzione, capace di dettare incessantemente nuovi trend in fatto di impasti e topping. In questa edizione, in particolare, la parola d’ordine è stata salute, con tante pizze attentamente studiate contro alcune patologie, come le malattie renali o il cancro".

"Ma la star indiscussa resta comunque l’arte del pizzaiolo napoletano che abbiamo potuto finalmente festeggiare come patrimonio Unesco, dopo averne supportato la candidatura per due edizioni consecutive, e che continueremo a celebrare nei prossimi anni con l’aiuto di tanti esperti del settore”, ha aggiunto. Professionisti, questi ultimi, che per il 2018 sono stati complessivamente 32, tra i componenti della giuria (Anna Scafuri, Giorgio Calabrese, Patrizio Roversi, Antonio Puzzi, Antonio Scuteri, Scott Wiener e Tommaso Esposito) e quelli della neonata Academy, chiamati a giudicare 400 proposte in gara e premiare i migliori di ogni categoria.

E a proposito di riconoscimenti - per l’occasione raffiguranti San Gennaro trasfigurato nella classica oliera da pizzaiolo in rame grazie all’estro di Pasquale Merone - anche quest’anno non sono mancate le menzioni speciali dei main sponsor che sono state assegnate rispettivamente a: Gennaro Catapano con 'La scarpariello di Gennaro' (Migliore pizza al pomodoro - La Fiammante), Fabio Cristiano con 'Bollicine di pomodoro' (Migliore impasto - Ferrarelle), Rocco Cagliostro con 'Pizza a due facce' (Pizzaiolo emergente - Molino Caputo), Giuseppe Pignalosa con 'Montanara romantica' (Migliore pizza fritta - Olitalia), Giuseppe Santoro con 'Omaggio a Massimo Bottura' (Migliore pizza al Parmigiano reggiano Dop) e al numero uno di #PizzAward2018, Stefano Miozzo, che ha proposto il miglior abbinamento tra pizza e vino secondo l’Associazione italiana sommelier e che, reduce di questo ricco bottino di premi, si prepara ora partecipare ai campionati mondiali del pizzaiolo di Las Vegas in programma a marzo 2019.


lavoro nazionale 7 17-OTT-18 14:00 Al via Gold/Italy ad Arezzo, in mostra settore orafo gioielliero Al via Gold/Italy ad Arezzo, in mostra settore orafo gioielliero

Arezzo, 17 ott. (Labitalia) - Oreficeria, argenteria, semilavorati, pietre, componentistica, tutto rigorosamente made in Italy saranno in mostra a Gold/Italy, la manifestazione che valorizza a livello internazionale la migliore produzione orafa made in Italy, organizzata ad Arezzo da Italian Exhibition Group Spa (Ieg), dal 20 al 22 ottobre. In vetrina brand selezionati, di aziende provenienti da tutti i distretti orafi italiani: con Arezzo, Vicenza, Valenza, Torre del Greco, Milano. Saranno presenti buyer provenienti da tutti i principali mercati di riferimento ospitati e proposti agli espositori per favorire un dialogo proficuo e costante, in tre aree espositive speciali dedicate al Cash and Carry, al Fashion Jewellery e al Bijoux e Jewellery/Tech.

Gold/Italy offre, infatti, ai buyer la possibilità di acquistare direttamente dai produttori il miglior made in Italy, personalizzando le collezioni e creando linee proprie ed esclusive con una forte componente di design e di alta tecnologia tipicamente ed esclusivamente italiane. Gli espositori, invece, trovano a Gold/Italy un’opportunità di incontro con la propria clientela e di creazione di nuovi contatti con grossisti, catene di negozi, dettaglianti, network televisivi e piattaforme on line per la vendita dei propri prodotti nei canali più mirati e qualificati nel mondo.

Il sistema di matching di domanda e offerta ideato da Ieg consente, infatti, di profilare i buyer in base ai criteri che ne delineino gli interessi merceologici e le caratteristiche distributive. In questo modo, gli espositori arrivano in fiera con un calendario di incontri utili già fissato riuscendo a ottimizzare il tempo e la presenza di risorse impegnate allo stand, mentre i buyer possono gestire tutti gli incontri utili a pianificare la stagione per loro più importante dell’anno: quella in prossimità del Natale.

Gold/Italy sta ricevendo l’adesione di molti protagonisti del settore ed è convinta della validità del nuovo format dell’appuntamento Cristina Squarcialupi, vicepresidente di Unoaerre: “Il nuovo format basato su un'agenda web condivisa tra clienti e fornitori è indubbiamente un adeguamento tecnologico necessario e apprezzabile per un settore tendenzialmente old style. Quello che auspichiamo è che tutti gli operatori ne facciano un virtuoso utilizzo, in modo particolare i nuovi clienti provenienti da mercati meno tradizionali".

"I mercati esteri - spiega - rappresentano il volano essenziale e imprescindibile per generare i volumi di cui i nostri distretti orafi hanno bisogno: solo con il confronto competitivo possiamo migliorare i nostri prodotti e processi industriali. D'altro canto, notiamo la continua stagnazione del mercato interno che dovrebbe essere la base stabile per una proficua e lungimirante internazionalizzazione".

Altrettanto positiva è la visione di Fedora Artuso, amministratore and Managing Director di Richline Italy Srl: “L’internazionalizzazione è importantissima per un’azienda produttrice italiana. Le nuove tendenze culturali hanno diminuito moltissimo la domanda di oreficeria nel mercato locale, quindi rivolgersi all’estero è da anni diventato un’alternativa importante. Il made In Italy ha ancora molto valore. È un plus che noi italiani dobbiamo valorizzare. Il 'bello e il ben fatto', l’arte dei grandi artisti della storia è attorno a noi e ci influenza fin da piccoli. Lo trasmettiamo nei nostri prodotti e questo viene apprezzato. Non si deve sottovalutare, però, la complessità e l’investimento che un’azienda deve fare per rivolgersi direttamente ai mercati esteri. Bisogna avere preparazione all’export e investire molto”.

“Gold Italy - continua Artuso - è sicuramente uno strumento che può aiutare a promuovere il proprio prodotto, il luogo dove fare incontrare offerta e domanda e dare la possibilità a qualsiasi azienda di mettersi in vetrina, di contattare e farsi conoscere anche dal buyer più improbabile. Da questa edizione, tra l’altro, è presente questo nuovo strumento di incontro sul web, un modo moderno, al passo con i tempi per vedere chi è in fiera e proporsi. Il mezzo sembra molto valido. Molto orientato a fare sì che la fiera venga iniziata già con appuntamenti in agenda".

Il nuovo format di Gold/Italy 2018, che si va ad affiancare a quello tradizionale e di successo che giunge quest’anno alla sua sesta edizione, scommette, infatti, sulla digitalizzazione e mette a disposizione del settore una piattaforma on line all’interno della quale le aziende selezionano i buyer delle realtà più adatte per tipologia, target e dimensioni, alle proprie esigenze distributive. L’accesso consente alle aziende di fissare fino a 12 appuntamenti ciascuna per conoscersi, scambiarsi le prime informazioni e anticipare i contenuti degli incontri in modo da arrivare in fiera con un calendario di appuntamenti già fissati riuscendo a ottimizzare il tempo e la presenza di risorse impegnate allo stand mentre.

Il forte impulso innovativo della proposta agli espositori si affianca comunque al modello tradizionale e consolidato dell’appuntamento all’interno del quartiere fieristico aretino che, come di consueto, si conferma un momento atteso e qualificato per tutto il settore. E, come da tradizione, non mancherà l’accoglienza della città a espositori e operatori con una Gold-Night piena di boutique aperte ed eventi nel centro storico di Arezzo.


lavoro nazionale 7 17-OTT-18 13:55 Made in Italy: innovazione italiana protagonista in Cina con Sabaf Made in Italy: innovazione italiana protagonista in Cina con Sabaf

Roma, 17 ott. (Labitalia) - Dopo la presentazione del sito e del video aziendale per il mercato cinese durante la passata edizione, Sabaf, l’azienda italiana tra i primi produttori al mondo di componenti per cucine e apparecchi domestici per la cottura a gas, è di nuovo protagonista alla China Import and Export Fair, in corso a Guangzhou, in Cina, fino al 19 ottobre. Giunta alla sua 124ma edizione, la cosiddetta Fiera di Canton è un appuntamento imperdibile a livello mondiale nel mercato dei macchinari e delle nuove tecnologie fin dal 1957 e Sabaf è tra le pochissime aziende italiane presenti. Una presenza che conferma il livello di primo piano dell’azienda che, per l’occasione, non solo presenta l’intera gamma dei propri prodotti, ma anche un’interessante serie di nuovi prodotti derivanti dalle ultime acquisizioni del gruppo. L’italiana Arc e la turca Okida sono entrati a far parte a tutti gli effetti della multinazionale italiana che, in modo diverso, completano l’offerta del brand.

"Arc - spiega una nota dell'azienda - è riconosciuta come produttore di riferimento sul mercato internazionale della cottura professionale per qualità e prestazioni. Queste caratteristiche derivano dal profondo know-how di Arc, dalla altissima professionalità delle maestranze impiegate in azienda, dall’utilizzo dei migliori macchinari a controllo numerico nella produzione e dalla selezione accurata dei propri fornitori con i quali si lavora in co-makership. Le linee di bruciatori a gas coprono per intero ogni esigenza dei produttori di cucine garantendo una altissima affidabilità nell’uso professionale. La turca Okida, ultima acquisizione in ordine di tempo, è leader nella progettazione, produzione e vendita di schede elettroniche di controllo, timer, unità di visualizzazione e di alimentazione per forni, cappe, aspirapolvere, frigoriferi e congelatori", aggiunge la nota.

"Con questo passo Sabaf - sottolinea - entra in un settore nuovo ma complementare, che le permetterà di ampliare in maniera significativa e qualitativa il proprio portafoglio prodotti e di attingere e applicare le competenze del settore elettronico, che sta acquisendo sempre più importanza, al settore della cottura a gas tradizionale". Con queste novità, la multinazionale italiana si conferma nell’élite di questo evento che riscuote sempre grande successo grazie a caratteristiche molto apprezzate dagli addetti ai lavori. Dispone infatti di una superficie di 1,18 milioni di mq, oltre 60.000 stand, 24.000 espositori, più di 150.000 tipi di prodotti e oltre 200.000 professionisti provenienti da 201 paesi.


lavoro nazionale 7 17-OTT-18 13:48 Vino: con Seminario Veronelli e Acra cibo strumento incontro tra culture Vino: con Seminario Veronelli e Acra cibo strumento incontro tra culture

Venezia, 17 ott. (Labitalia) - Valorizzare le filiere del cibo come strumento di educazione alla cittadinanza globale e di dialogo interculturale. Con questo obiettivo nasce il progetto Food Relations di Acra, cofinanziato dall’Unione europea (fondo Amif) e sostenuto dal Seminario Permanente Luigi Veronelli che ogni anno dona ad Acra migliaia di bottiglie provenienti dalla redazione della Guida Oro I Vini di Veronelli affinché siano utilizzate per eventi di sensibilizzazione e campagne di raccolta fondi. Il progetto sarà illustrato venerdì 19 ottobre, alle ore 14,30, presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, all’interno della presentazione in anteprima della Guida Oro I Vini di Veronelli 2019.

La collaborazione tra Seminario Veronelli e Acra giunge, così, al quinto anno e - dopo il sostegno ai progetti Hungry for Rights e EAThink2015, 'eat local, think global' - prosegue il suo cammino affrontando una sfida pressante del nostro tempo, l’accoglienza dei nuovi cittadini, promuovendo attraverso il cibo il dialogo interculturale e la convivenza. Questo è, infatti, l’obiettivo di Food Relations, progetto che intende favorire lo sviluppo di spazi e iniziative sostenibili per la partecipazione sociale, la comunicazione interculturale e l’integrazione dei migranti in Europa.

"Collaborando al progetto Food Relations di Acra il Seminario Veronelli e le aziende vitivinicole recensite dalla nostra Guida contribuiscono a sostenere modelli sociali ed economici orientati alla solidarietà e alla condivisione. Crediamo, infatti, che l’agricoltura e la gastronomia, il campo e la tavola, costituiscano ambiti nei quali sia concretamente possibile instaurare quelle connessioni e condivisioni tra gli individui e il loro vissuto che sono alla base di una società propriamente civile", dichiara Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli.

"Sappiamo che la coscienza del valore delle filiere del mangiare e del bere, così essenziali all’essere umano, è tra i valori che animano il Seminario Veronelli. Per questo, siamo felici di poter lavorare insieme per declinarla nella facilitazione dell’incontro con l’altro, in uno spirito di sviluppo comune e di cittadinanza globale. Il cibo e il vino, infatti, possono essere straordinari catalizzatori di processi di conoscenza e inclusione", commenta Nicola Morganti, presidente di Acra.

Maggiori dettagli sul progetto saranno forniti a margine della presentazione della Guida Oro I Vini di Veronelli 2019 che, come anticipato, su 16.256 etichette recensite ha assegnato 338 Super Tre Stelle ad altrettante eccellenze enologiche, con capofila la regione Toscana insignita di ben 116 'super stellati'. I Grandi Esordi, vini che, al loro primo anno in Guida, raggiungono o superano la soglia dei 94/100, sono invece 17. Cinque, per definizione, i Migliori Assaggi, ovvero i campioni che, nella rispettiva tipologia, hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi. Si tratta in particolare del Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva Annamaria Clementi 2008 Ca’ del Bosco (Miglior Vino Spumante), dell’Alto Adige Terlaner I Grande Cuvée 2015 Cantina Terlano (Miglior Vino Bianco), del Cerasuolo d’Abruzzo Piè delle Vigne 2016 Cataldi Madonna Luigi (Miglior Vino Rosato), del Barolo Bussia Riserva Granbussia 2009 Poderi Aldo Conterno (Miglior Vino Rosso, premiato con uno straordinario 100/100) e del Romagna Albana Passito Riserva AR Selections des Grains Nobles 2014 Fattoria Zerbina (Miglior Vino Dolce o da Meditazione).

Per scoprire i dieci attesissimi Sole bisognerà, invece, attendere l’evento di venerdì 19 durante il quale sarà possibile conoscere e degustare i dieci 'vini d’emozione' accompagnati dalle specialità alimentari proposte da artigiani del gusto quali Acqua Bracca, Antica Pasticceria Muzzi, Figulì, Guffanti Formaggi 1876 e I Love Ostrica.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 15:42 Lavoro: il posto si trova a colazione, tornano speed date di Randstad Lavoro: il posto si trova a colazione, tornano speed date di Randstad

Roma, 16 ott. (Labitalia) - In un mondo del lavoro che, con l’avvento della rivoluzione tecnologica, rischia di diventare sempre più digitale e impersonale, candidati e aziende si aspettano di essere raggiunti ovunque, in qualsiasi momento e attraverso qualsiasi dispositivo, e chiedono un’esperienza più personale che li faccia sentire maggiormente coinvolti e consapevoli nel raggiungimento dei loro obiettivi professionali. Per questa ragione, Randstad, secondo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane, organizza colloqui approfonditi ma informali fra candidati e imprese del territorio, a colazione o all’ora dell’aperitivo, magari davanti a un caffè o a una bevanda rinfrescante.

Il modello è quello degli 'speed date', al bar o in filiale, dove, proprio come quando si cerca l’anima gemella, empatia, intuizione e istinto sono fattori fondamentali per creare una connessione reale con l’interlocutore e costruire una relazione soddisfacente e di successo. Dopo cinque minuti di conversazione, il candidato dovrà alzarsi e passare al tavolo dell'azienda successiva, sperando di avere sfruttato al meglio la sua occasione. L’appuntamento è giovedì 18 ottobre in 25 località sparse sull’intero territorio nazionale: Catania, Genova, Torino, Melzo (MI), Jesi (AN), Terni, Faenza (RA), Verona, Legnago (VR), Schio (VI), Castiglione delle Stiviere (MN), Milano, Cremona, Giussano (MB), Rovereto (TN), Castel Maggiore (BO), Montecchio Emilia (RE), Legnano (MI), Conegliano (TV), Pordenone, Cosenza, Ivrea (TO), Aprilia (LT), Varese e Roma.

“La ‘Colazione da Randstad’ è un’occasione per le imprese di conoscere candidati del territorio in linea con i profili ricercati e per gli aspiranti lavoratori di mettersi alla prova in un contesto informale e ritagliarsi il proprio spazio nel mercato del lavoro", commenta Marianna Scotti, Permanent Manager Randstad. "Nello scorso appuntamento, organizzato a febbraio, abbiamo fatto conoscere oltre 320 candidati a circa 150 aziende e più di 60 persone sono state inserite direttamente in azienda. L'obiettivo di giovedì 18 ottobre sarà quello di agevolare l’incontro, davanti a un caffè o un aperitivo, tra circa 240 aziende e 390 candidati con le stesse modalità che hanno contraddistinto e premiato l’edizione precedente”, aggiunge.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 15:36 Innovazione: digital transformation entra negli alberghi di lusso Innovazione: digital transformation entra negli alberghi di lusso

Roma, 16 ott. (Labitalia) - Dall’hotel Ermitage di Abano Terme al Danieli di Venezia e al Capri Palace di Anacapri; dall’Hilton di Fiumicino al Royal Continental di Napoli e molti altri prestigiosi hotel, tra cui l’Auberge De La Maison a Courmayer, sono oltre 700 le postazioni client che hanno eliminato i documenti cartacei dai processi di registrazione con una riduzione drastica di tempi, costi e rischi legati alla gestione cartacea, adeguandosi contestualmente al nuovo regolamento gdpr.

Per il settore turistico alberghiero la gestione ottimale dei processi di check-in e check-out, e la relativa customer experience, ricopre un ruolo fondamentale per tempi di acquisizione, inserimento dei dati personali, gestione e archiviazione documenti cartacei e tutela delle informazioni sensibili, soprattutto con il nuovo regolamento gdpr. NP Technology, azienda specializzata nella digitalizzazione dei processi nel settore alberghiero, permette di semplificare questo passaggio con un'innovativa soluzione paperless, che si integra in qualsiasi sistema preesistente.

Con la soluzione NP Hotel & Resort, il front desk scansiona il documento d’identità del cliente utilizzando lo scanner Fujitsu fi-65F, progettato appositamente per acquisire in modo facile e veloce documenti di piccolo formato. Grazie alla funzionalità di riconoscimento caratteri e il software dedicato, lo scanner estrae i dati personali dal documento e compila automaticamente i campi necessari alla profilazione del cliente, che verifica i dati e firma attraverso un tablet. In questo modo, si elimina il trattenimento o la necessità di fotocopiare il documento di identità, riducendo al minimo tempi, costi e rischi legati allo smarrimento o alla tutela dei dati personali.

"La soluzione NP Hotel & Resort -ha dichiarato Marco di Giampietro, ceo e founder di NP Technology- ha l’obiettivo di ridurre i costi e massimizzare l’efficienza produttiva: le nostre soluzioni tecnologiche, sviluppate appositamente per i settori hospitality, sanitario, luxury retail, cash & carry e car service management, sono considerate all’avanguardia nella digitalizzazione e dematerializzazione cartacea".

Con l'eliminazione dei costi legati al documento cartaceo produzione, distribuzione, ricerca e archiviazione, ha spiegato, "si ottiene un risparmio economico tra il 50% e il 60%, senza considerare la riduzione dei tempi di gestione e dei rischi di smarrimento e logoramento; le stesse procedure sono applicate anche nelle operazioni di check-out".

Tutti i documenti fiscali emessi potranno essere memorizzati in un apposito server hosting e saranno archiviati secondo quanto previsto dalle norme in materia di archiviazione sostitutiva e di fatturazione elettronica che, a partire dal prossimo gennaio, vedrà l’obbligo di trasmissione delle stesse al sistema sdi. Il programma genera inoltre un report completo dei nominativi e delle foto dei clienti, facilitando le situazioni di emergenza, in cui è necessario fornire tempestivamente i dati delle persone presenti nella struttura. Naturalmente l’estrazione del report sarà consentita solo all’utente autorizzato con specifiche credenziali.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 15:31 Dalle Fashion week ad Abilmente Autunno il crochet si fa glam Dalle Fashion week ad Abilmente Autunno il crochet si fa glam

Vicenza, 16 ott. (Labitalia) - Crochet e tricot, grande riscoperta delle Fashion Week milanesi e parigine, saranno protagonisti ad Abilmente Autunno, la grande Festa della creatività organizzata da Italian Exhibition Group (Ieg). L'antica arte di lavorare a maglia sferruzzando con i ferri (in inglese knitting) vedrà impegnate appassionate e creative dal 18 al 21 ottobre in Fiera di Vicenza. Le Fashion week di Milano e Parigi hanno visto sfilare abiti e accessori ravvivati da filati e tessuti dai colori accesi lavorati a maglia e all'uncinetto, ma anche pon pon, ojos de dios, zig zag e fantasiose free form crochet con cui arricchire e personalizzare sneakers, maxi zaini e borse. Abilmente Autunno, l’appuntamento clou dell’autunno creativo, si conferma l’occasione per avvicinarsi e praticare tecniche di tendenza tra cui crochet e tricot, ricamo e cucito creativo, patchwork e quilting. Lavorare a maglia o all’uncinetto, da hobby 'delle nonne' oggi è diventato un 'fashion statement', il passatempo preferito di tante celebrity che amano sferruzzare. Tra le knitter lover Uma Thurman, Meryl Streep, Julia Roberts, Cara Delevingne e Sarah Jessica Parker.

Lavorare a maglia, inoltre, è economico, facile e divertente oltre che un eccellente antistress. Ad Abilmente Autunno decine di corsi, workshop e live show in programma, tra le altre con Emma Fassio, autrice, blogger e stilista seguitissima che spazia dalla maglia al cucito, Luisa De Santi -Crochetdoll, che insegna e utilizza le tecniche d’aguglieria anche come decorazione e vero e proprio strumento d’arte, e Nerina Fubelli - Crazy Crochet, che propone tanti modi di lavorare a maglia facili e fuori dagli schemi.

Abilmente Autunno lancia inoltre un progetto nuovo e innovativo. Per la prima volta in Italia, saranno coinvolte alcune tra le migliori esponenti della moda Do It Yourself in 'Cucito su di te - Dressmaking Lab', spazio laboratorio in cui imparare i segreti, le tecniche e gli stili della moda Diy grazie a decine di corsi, live show e workshop in un'atmosfera stimolante e creativa. 'Cucito su di te - Dressmaking Lab' sarà anche megafono di giovani storie imprenditoriali e vetrina di brand emergenti che uniscono la riscoperta delle tecniche artigianali della tradizione con l’uso di strumenti digitali e il gusto estetico contemporaneo. Il format è sviluppato da Abilmente in collaborazione con Gaia Segattini, designer e art director del festival WeeKenDoit, e gli sponsor Burda Style, Gutermann, GS Scampoli, Janome, Necchi, Prym, Stof fabrics e The Color Soup.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 15:25 Alitalia: Primanni (Excellence Consulting), polo con Fs nostra proposta Alitalia: Primanni (Excellence Consulting), polo con Fs nostra proposta

Roma, 16 ott. (Labitalia) - Maurizio Primanni, ceo della società Excellence Consulting, ricorda che la proposta del governo di un polo del trasporto multivettore Alitalia-Trenitalia fu già studiata l’anno scorso dalla Excellence Consulting, e proposta in un'intervista a Labitalia.

"Ci tengo a ricordarlo -spiega Primanni- perché in Excellence ci siamo interrogati a lungo su quale potesse essere una via veloce e con solido razionale strategico per rilanciare le sorti di Alitalia e la individuammo nello sviluppo di un polo del trasporto multivettore tra Alitalia e Trenitalia. L’operazione ancora oggi ha una sano razionale strategico, ma dovrà essere accuratamente pianificata e realizzata solo se si potrà raggiungere l’obiettivo di piena sostenibilità economica del nuovo polo fin dal primo anno di attività".


professionisti nazionale 7 16-OTT-18 15:08 Consulenti del lavoro: "Bene abolizione Libro unico del lavoro telematico" Consulenti del lavoro: "Bene abolizione Libro unico del lavoro telematico"

Roma, 16 ott. (Labitalia) - "Accolte le richieste del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro. Il decreto legge 'Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili' - approvato ieri dal Consiglio dei ministri e annunciato da Palazzo Chigi con un comunicato stampa - contiene l’abrogazione dell’art. 15 del decreto legislativo 15 settembre 2015, n. 151. La disposizione abrogata prevedeva, infatti, che a partire dal 1° gennaio 2019 il Libro unico del lavoro avrebbe dovuto essere tenuto in modalità telematica presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, demandando a un decreto ministeriale (ad oggi non emanato) l’individuazione delle modalità tecniche e organizzative della tenuta. Finora, però, nulla era stato fatto proprio per la farraginosità delle procedure da attuare". E' quanto si legge in una del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro.

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, si legge nella nota, "già nel 2015, nel corso delle audizioni parlamentari sui decreti attuativi del Jobs Act, nel documento contenente proposte e osservazioni per la razionalizzazione e la semplificazione in materia di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, aveva evidenziato la mancanza di indicazioni atte a chiarire le finalità della tenuta telematica del Lul e il raccordo con gli altri flussi, quali Uniemens e modello 770". "In quella occasione -ricordano i professionisti- si ribadiva la necessità di regolare le modalità di accesso ai dati sia da parte del personale ispettivo che dei soggetti interessati, raccordando tali disposizioni alla normativa in materia di privacy, senza costi aggiuntivi per le imprese. Richiesta nuovamente formulata nei mesi scorsi".

"Si tratta di un grande passo avanti verso la semplificazione amministrativa", ha dichiarato la presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone. "A tal proposito la denominazione 'telematico' non deve trarre in inganno. La nuova tenuta del Libro unico avrebbe, infatti, rappresentato un ulteriore aggravio di adempimenti per aziende e professionisti, a cui il ministro Di Maio ha posto rimedio", ha sottolineato la presidente.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 14:08 La Mozzarella di bufala Dop al Sial di Parigi La Mozzarella di bufala Dop al Sial di Parigi Con il Grana Padano Dop in crociera sulle rive della Senna

Napoli, 16 ott. (Labitalia) - Metti una sera la Mozzarella di Bufala Campana Dop e il Grana Padano Dop in crociera sulle rive della Senna, a bordo del Bateaux Mouches. Tradizionalmente ambientata tra Paestum, il Vesuvio, la Reggia di Caserta e il Circeo, il fascino della bufala Dop si trasferisce all’ombra della Torre Eiffel. È quanto accadrà a Parigi nell’evento promosso in occasione del Salone internazionale dell’alimentazione (Sial, dal 21 al 25 ottobre, nell’area espositiva di Paris Nord Villepinte) dai Consorzi di tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop e Grana Padano Dop per incontrare il mondo dell’informazione francese e raccontare queste due eccellenze italiane.

A prepararle a cena uno fra i migliori pizzaioli del mondo, Franco Pepe. Sarà un vero e proprio 'Fuori Salone', in programma la sera del 22 ottobre: una cena-crociera nel cuore della capitale. Per l’occasione è prevista una performance a quattro mani tra Pepe e lo chef francese Djibril Dame per una serata d’autore, ricca di contaminazioni.

I due formaggi simbolo del made in Italy a tavola, quindi, hanno scelto di allearsi anche all’estero, dopo il felice connubio al Cibus di Parma. Un’area espositiva (Hall 7 Stand E 110) e un claim comune: “C’è più gusto a stare insieme”. La rassegna francese è il punto di incontro strategico per l’industria internazionale del food. Oltre 7mila aziende da 109 Paesi esporranno le loro produzioni, dagli ingredienti fino alle attrezzature in un vero e proprio viaggio intorno al globo, diviso in 21 settori espositivi.

Proprio al Sial è interamente dedicato il nuovo numero di 'Bufala News', il magazine ufficiale del Consorzio di Tutela, realizzato in doppia lingua e consultabile sul sito www.mozzarelladop.it. “Per capire tendenze e innovazioni bisogna essere al Sial, perché l’appuntamento parigino è una fotografia della direzione di marcia del settore dell’alimentazione”, commenta il presidente del Consorzio Mozzarella Dop, Domenico Raimondo.

“I francesi sono diventati i principali consumatori di formaggi italiani, tanto che quasi il 20% delle esportazioni complessive finisce proprio Oltralpe, in ulteriore aumento del 2% nel 2018”, spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. “L’analisi delle esportazioni della mozzarella di bufala campana Dop - sottolinea ancora Saccani - riflette un analogo scenario. Negli ultimi 10 anni l’export è incrementato di oltre il 100%, passando dal 15,6% al 32%. La Francia è il secondo Paese di destinazione delle nostre mozzarelle ed è molto innamorata della bufala campana. I numeri evidenziano che la Germania è tornata ad essere il primo importatore con una quota del 24,78%, superando la Francia, che si attesta al 22% ma ha guidato la classifica fino all’ultimo triennio”.

Tanti gli appuntamenti al Sial firmati insieme da Mozzarella di Bufala Dop e Grana Padano Dop. Le due eccellenze saranno protagoniste di un gustoso calendario di iniziative nel corso della fiera. Oltre a momenti di degustazione del prodotto, sarà proposta ai visitatori la grande versatilità in cucina di questi due prodotti, con un focus sul loro utilizzo sulla pizza. Per questo a Parigi arriverà un interprete d’eccezione della pizza, l’artigiano Franco Pepe di Caiazzo, in provincia di Caserta, che preparerà un menu delle sue creazioni con Mozzarella di bufala Dop e Grana Padano Dop.


lavoro nazionale 7 16-OTT-18 14:01 Lavoro: EasyHunters, fatturato e risorse raddoppiati in due anni Lavoro: EasyHunters, fatturato e risorse raddoppiati in due anni

Roma, 16 ott. (Labitalia) - EasyHunters, società di ricerca e selezione che offre servizi di recruiting digitali a elevata qualità, sta per chiudere il 2018 con importantissimi risultati. Una crescita nel fatturato e anche nel numero di risorse. In soli due anni di attività, infatti, il fatturato è raddoppiato, il numero di consulenti (recruiter e commerciali) è cresciuto di un terzo e oltre 100 candidati hanno trovato un nuovo lavoro grazie ad EasyHunters in Italia, ma anche all'estero.

"Dal 2016 ad oggi - dichiara Francesca Contardi, Managing Director di EasyHunters - l'azienda è cresciuta moltissimo, anche in un settore in cui operano grandi top player attivi da decenni sul mercato italiano. Siamo passati a da 8 a 12 risorse e il nostro fatturato è raddoppiato. Grazie a una struttura snella ma estremamente efficiente, lavoriamo anche a livello internazionale, con aziende che operano in Cina, in Germania, in Croazia e in Inghilterra e che apprezzano notevolmente i talenti italiani, soprattutto nei settori automotive, imballaggi ed energy".

Nel corso del prossimo anno, l'azienda punterà a consolidare la propria presenza sul mercato e ad ampliare il panel dei servizi offerti, per i clienti e per i candidati. "Nei prossimi mesi - continua Francesca Contardi - lavoreremo per aggiungere ulteriori specializzazioni, in particolare in ambito Science ed Education e per allargare il numero di servizi offerti. Ci concentreremo, in particolare, sullo sviluppo di un team dedicato all'assessment per aiutare le aziende a massimizzare sempre di più gli investimenti sul capitale umano, indipendentemente che si tratti di risorse nuove o già presenti in azienda".


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 17:48 Formazione: Cnos-Fap, quella professionale staffetta per l’occupazione Formazione: Cnos-Fap, quella professionale staffetta per l’occupazione

Bologna, 15 ott. (Labitalia) - Il dibattito 'La chiusura del cerchio', voluto e organizzato da Cnos-Fap (Centro nazionale Opere Salesiani - Formazione e aggiornamento professionale) con Aeca presso la Regione Emilia-Romagna, ha affrontato il tema della filiera professionalizzante della formazione in Italia in rapporto alle politiche attive per il lavoro, partendo da idee molto chiare. "E' in atto un forte cambiamento di visione e approccio nei confronti dell’'altro' percorso di studi alternativo al tradizionale liceo-università, con l’affiancarsi della scelta formazione professionale-Its (Fondazioni per Istruzione tecnica superiore) quale strada in vista di un lavoro. Una scelta però non sempre garantita", sottolinea una nota del Cnos-Fap.

"Se la formazione professionale in questi ultimi anni ha avuto una crescita e in alcune regioni rappresenta ormai il 15% circa (Piemonte, Lombardia, Emila Romagna, Sicilia) delle opzioni di studio dei giovani, in altre è quasi inesistente: record negativo lo 0,99% della Calabria; quando si esplorano gli Its si evidenza un sistema ancora più debole anche se eccellente per l’occupazione. In Italia è la scelta dello 0,65% dei ragazzi che proseguono dopo le superiori contro il 20% dei ragazzi d’Oltralpe per citare i casi di Germania e Francia. Questo evidenza lo studio appena edito di Cnos-Fap e Noviter riassunto dal suo Ceo, Eugenio Gotti", aggiunge.

La filiera professionalizzante è parte integrante delle politiche del lavoro perché i corsi sono attivati in sinergia con il territorio e le diverse vocazioni produttive un’intuizione non di oggi, sottolinea il Cnos-Fap: “I salesiani - dice Enrico Peretti, dg Cnos-Fap - hanno iniziato oltre 170 anni fa a creare occupazione per il mondo reale produttivo, non viceversa. Si parla di 22.500-25.000 giovani formati tutti gli anni per un’occupazione. Oggi vogliamo maggiore sviluppo. Qui in Emilia Romagna, per esempio, c’è stato un miglioramento, la disoccupazione è diminuita dal 9% al 6%, e anche grazie alle scelte sulla formazione e politica occupazionale che sono state molto favorevoli sino agli Its".


dati nazionale 7 15-OTT-18 17:37 Cresce fiducia in mercato del lavoro, bene contratto temporaneo Cresce fiducia in mercato del lavoro, bene contratto temporaneo

Roma, 15 ott. (Labitalia) - Crescita della percezione positiva per il mercato del lavoro e riscoperta del lavoro temporaneo: questa la fotografia scattata nel terzo trimestre 2018 dal 'Confidence Index' di PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel. L’indice, che misura la fiducia nel mercato del lavoro, ottenuto attraverso la somministrazione di 660 questionari in Italia ai candidati per opportunità professionali, è aumentato del 7%, passando da 36 punti nel terzo trimestre 2017 a 43 punti nello stesso periodo del 2018.

I valori in maggiore crescita nel terzo trimestre del 2018 sono la percezione positiva sul futuro del mercato del lavoro e della situazione economica, la prima al 46% con una crescita del 12% rispetto al 2017 e la seconda a 49,5% con una crescita del 10% rispetto allo scorso anno. Mentre risultano ancora tra i valori assoluti più bassi d’Europa la fiducia nel mercato del lavoro attuale e nella situazione economica, che si fermano al 33% e al 35%, ma con una crescita media del 10% rispetto allo scorso anno.

Dalla ricerca emerge che il lavoro temporaneo è visto come grande opportunità dai lavoratori intervistati, soprattutto per arricchire la propria esperienza e le proprie abilità (69,5%) e per differenziare il percorso di crescita attraverso lo sviluppo di competenze in diversi ruoli e settori (43,8%). Inoltre, il lavoro in somministrazione viene considerato positivo poiché identificato come un trampolino di lancio per ottenere un contratto a tempo indeterminato (31,9%).

“A nostro avviso, la somministrazione rappresenta un elemento positivo e caratterizzante della carriera lavorativa di un potenziale candidato. Un’esperienza 'temp', infatti, tendenzialmente facilita gli avanzamenti di carriera e offre diversi vantaggi tra cui una maggiore flessibilità, la possibilità di lavorare in vari settori, una maggiore esposizione a diversi stili di management e diverse tipologie di clienti", commenta Pamela Bonavita, Executive Director di Page Personnel, agenzia per il lavoro parte di PageGroup specializzata nella ricerca e selezione di impiegati e giovani professionisti qualificati.

"La richiesta di figure professionali da inserire in somministrazione -conclude- è in costante aumento e ai potenziali candidati viene così offerta la possibilità di ampliare o di approfondire le proprie competenze estendendo anche la rete professionale".

A confermare questa tendenza positiva sono anche i numeri di posizioni aperte in ambito 'temp'. Page Personnel è, infatti, alla ricerca di oltre 800 candidati per i settori finance & accounting (30%), procurement & logistics (20%), assistant & office support (11%), tax & legal (8%), sales support & custumer service (7%), information technology (6%), engineering & manufacturing (4%).


multimediale nazionale 7 15-OTT-18 17:26 Rete impresa Pinot nero Fvg in campo per ricerca e borse studio Rete impresa Pinot nero Fvg in campo per ricerca e borse studio

Udine, 15 ott. (Labitalia) - Ottenere nuove selezioni di vitigni, a partire dal Pinot nero, resistenti o altamente tolleranti a malattie fungine. E' l'obiettivo di un nuovo progetto promosso dall'Università di Udine in collaborazione con le nove cantine aderenti alla Rete di impresa Pinot nero Fvg - Castello di Spessa, Conte d'Attimis Maniago, Masùt da Rive, Russolo, Zorzettig, e dallo scorso novembre anche Gori, Jermann, Antico Borgo dei Colli e Antonutti - che accoglieranno nelle loro vigne cloni di Pinot nero per permettere le attività di monitoraggio e studio sul vitigno.

Non solo. Il progetto prevede, inoltre, l'erogazione di borse di studio che verranno finanziate dalle cantine della Rete, a favore di studenti del corso di laurea in Viticoltura ed enologia dell'Università di Udine per tirocini o tesi da svolgersi in zone dove il Pinot nero ha recentemente conosciuto un crescente interesse r risultati altamente qualitativi, come l'Oregon e la Nuova Zelanda.

"Nonostante si abbiano testimonianze sulla presenza del Pinot nero in Friuli Venezia Giulia sin dalla fine del 1800 - commenta il presidente di Rete di impresa Pinot nero Fvg, Fabrizio Gallo - questo vitigno rimane ancora molto particolare e tra i più complessi da coltivare e vinificare. Per questo, siamo veramente orgogliosi di aderire al progetto dell'Università di Udine, per contribuire concretamente allo sviluppo di questo vitigno e invogliare sempre più viticoltori a raccogliere la sfida del Pinot nero, un vitigno difficile ma in grado di dare vita a vini unici, nordici e mediterranei allo stesso tempo".

Considerato da sempre, infatti, un vitigno impegnativo, il Pinot nero è uno dei vitigni internazionali originario della Francia (Borgogna), che meglio riesce a portare con sé il significato e il valore del terroir in cui nasce, come ricorda Enrico Peterlunger, docente di Viticoltura all'Università di Udine: "In Italia il Pinot nero ha trovato casa soprattutto in Trentino Alto-Adige, in Oltrepò Pavese, in Veneto, in Toscana e in Friuli Venezia Giulia, dove ha una lunga storia. Giunto nel Nord-Est alla fine del Novecento, il vitigno non ha conosciuto immediata fortuna. Questo a causa della complessità dell'uva e delle difficoltà riscontrate immediatamente nell'allevarla".

"Per moltissimi anni, infatti, il Pinot nero - precisa - è stato usato solo come base per tagliare l'acidità dei vini autoctoni. Ci sono voluti diversi anni prima che arrivassero all'orizzonte produttori coraggiosi capaci di affrontare il nobile vitigno, dedicandogli tutte le cure necessarie sia in fase di allevamento sia in fase di vinificazione e credendo fortemente che quest'uva potesse diventare addirittura espressione dell'identità vitivinicola del Friuli Venezia Giulia".

L'annuncio del progetto arriva subito dopo che le cantine della Rete hanno concluso la vendemmia del Pinot nero: una vendemmia particolarmente positiva che sembra promettere un'ottima annata. "L'andamento meteorologico - spiega Gallo - è stato ottimo. La primavera è stata fresca e il germogliamento, in ritardo di due settimane rispetto al 2017, presentava un'ottima uniformità così come il successivo sviluppo della vegetazione. L'estate calda e alcune precipitazioni sopraggiunte al momento giusto hanno determinato un anticipo della maturazione delle uve che ha creato un ottimo bilanciamento tra l'accumulo zuccherino e l'aciditià, generando una produzione generosa. L'elevata sanità delle uve verrà ricordata per lungo tempo e le aspettative per i vini sono entusiasmanti".

Ad accomunare le cantine della Rete, la ferma volontà di accrescere la notorietà del Pinot nero, esaltando le peculiarità del territorio e promuovendo le diverse sottozone del Friuli Venezia Giulia che producono questo vitigno. Le nove cantine coinvolte nella Rete, nata nel 2016, infatti, credono che il Pinot nero sia simbolo di una produzione d'eccellenza. I soci di Rete d'impresa Pinot nero Fvg sostengono il valore del terroir a dimostrazione di come non ci sia un unico Pinot nero, ma tanti Pinot nero quante le zone di produzione, la natura del territorio e la sua storia.

"Siamo una regione bianchista per eccellenza, eppure siamo convinti che il Pinot nero possa essere una fra le più alte espressioni della nostra qualità. Il nostro comune denominatore è la volontà di far crescere la notorietà del Pinot nero spiegando, con l'esempio dei nostri vini, perché proprio in questa regione il vitigno assume caratteristiche inimitabili", sottolinea il presidente Fabrizio Gallo, che è anche titolare dell'azienda Masùt da Rive. "Il Pinot nero - aggiunge - è un'uva della quale ci si innamora con un colpo di fulmine; il suo carattere complesso, però, non è poi semplice da gestire. Il Pinot nero richiede moltissime attenzioni soprattutto durante la fase estrattiva del colore e degli aromi. Siamo convinti che questo vino così diverso a seconda della zona di nascita possa dimostrare la straordinaria capacità produttiva della nostra terra".

Le nove cantine socie di Rete d'impresa Pinot nero Fvg contano complessivamente 28 ettari di vigneto (su circa 150 totali) allevato a Pinot nero, con una produzione di 150 mila bottiglie, in leggera crescita rispetto agli anni precedenti. Tutte le cantine socie hanno maturato una buona expertise nella produzione di Pinot nero di almeno dieci e, in alcuni casi, anche vent'anni e producono complessivamente 11 diversi Pinot nero.

"L'unico Pinot nero che produciamo nasce da un vigneto di un ettaro e mezzo e si presenta fine ed elegante, ma anche di facile beva", afferma Flavio Schiratti (Antico Borgo dei Colli). Per Adriana Antonutti (Antonutti), "è un vino tipicamente friulano, riconoscibile". "Il nostro Pinot nero, il Collio Doc Casanova, è un Cru omaggio alla visita che Casanova fece al Castello di Spessa nel 1773. In bocca questo vino si caratterizza per la freschezza iniziale seguita da una piacevolissima astringenza conferita dalla maturazione in botte", testimonia Loretto Pali (Castello di Spessa). Come spiega Alberto d'Attimis Maniago (Conte d'Attimis Maniago), "questo terreno si chiama ponca ed è uno dei migliori per la vite; il Pinot nero ha un carattere complesso riconducibile a quello tipicamente friulano ed è uno dei rossi ai quali dedichiamo maggior impegno".

"Il nostro Pinot nero si chiama Nemas 1° - dice Piero Gori (Gori) - e nasce da una mia personale riflessione sul Pinot Nero e sulle sue straordinarie potenzialità, soprattutto in una terra dal microclima favorevole al vitigno come questa". Mentre Edi Clementin, direttore generale Jermann, assicura: "Dedichiamo al Pinot nero ben 11 ettari e non escludiamo di poter crescere ancora". "Grifo Nero proviene dal vigneto di Armentaressa, ai margini di un'area tutelata dal punto di vista ambientale. Il terreno, come piace dire a me, è un materasso di sedimenti alluvionali", osserva Igino Russolo (Russolo).

"Le viti dalle quali arriva il nostro Pinot nero Friuli Colli Orientali Doc hanno circa 25 anni di vita. Nasce da un vigneto di circa 1,30 ettari e ha uno stile che ricorda molto quello della Borgogna, dal quale ci siamo ispirati. Per me è uno dei nostri vini più interessanti", dichiara Giuseppe Zorzettig (Zorzettig). E il presidente della Rete Fabrizio Gallo (Masùt da Rive) conclude: "Da anni siamo convinti, e i risultati ci danno ragione, che questa etichetta, Maurus, possa diventare il nostro orgoglio nel mondo".


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 17:08 Bergamo: Manageritalia, presenza manager porta sviluppo Bergamo: Manageritalia, presenza manager porta sviluppo

Roma, 15 ott. (Labitalia) - "Le imprese più innovative e capaci di internazionalizzarsi e portare crescita di fatturato e sviluppo per il territorio sono senza ombra di dubbio quelle che hanno all’interno manager esterni alla famiglia dell’imprenditore. Premiante è anche avere dirigenti laureati in posizioni apicali, avere nella squadra manageriale anche dirigenti con meno di 50 anni e generalmente anche manager con esperienze in altre aziende". Così Cristiana Cattaneo, professore associato dell'Università degli studi di Bergamo, aprendo i lavoro dell'incontro 'Sfide e opportunità della managerializzazione', organizzato stamattina presso l’Università di Bergamo dall’Università stessa, dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo e da Manageritalia Lombardia.

L'evento, come si legge in una nota, "ha visto una folta partecipazione di pubblico, oltre ai rappresentanti della business community anche tanti giovani studenti, e una fortissima convergenza su quello che serve oggi alle imprese per competere in tempi di digitalizzazione e impresa 4.0". Una necessità, continua la nota, di 'managerializzazione' che, oltre ai dati di fonte Mise (ministero dello Sviluppo Economico) presentati dalla professoressa Cattaneo, ha tante altre evidenze".

L’ultimo rapporto Mediobanca Unioncamere, per esempio, si legge nella nota, "dice chiaramente che le due principali sfide per le nostre aziende sono governance e 4.0. E in merito alla governance evidenzia che a una concentrazione superiore al 75% dei membri della famiglia ai vertici aziendali, corrisponde un Roi minore rispetto a board 'misti' tra famiglia e manager esterni".

"Così come è noto -spiega anche la nota- che in Italia - a parità di percentuale di imprese familiari sul totale come nei principali paesi europei - solo il 33% delle imprese familiari ha anche management esterni (non solo di famiglia) contro il 70-90% dei principali competitor europei (Efige Unicredit) e questo si riflette soprattutto negli ultimi anni nella nostra minore competitività". Sempre Cattaneo, prosegue, "ha fatto riferimento a un contesto economico che attualmente vede l’imprenditore sempre al centro, ma con l’obbligo di sostenere la sua impresa con i quattro pilastri di: formazione, manager, professionisti e consulenti".

"Il ruolo del commercialista -ha detto Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo - è anch’esso in forte cambiamento. Dobbiamo evolvere le nostre competenze per essere non solo dei bravi fiscalisti e commercialisti nel senso classico, ma per consigliare l’imprenditore su come muoversi al meglio in un contesto in forte cambiamento. Dobbiamo aiutarlo a comprendere come cambia il suo business e a spingerlo ad avvalersi di manager esterni, consulenti e formazione per riuscire veramente a fare il necessario gioco di squadra".

"Siamo -ha continuato Bonomelli- in una posizione privilegiata e di fiducia, ma per agire al meglio dobbiamo mettere gli imprenditori davanti alla realtà. Noi non possiamo fare i manager, ma dobbiamo spingere l’imprenditore a far entrare manager con i quali poi lavoreremo su vari fronti. Le imprese prive di managerializzazione vera che incontro non sono più in grado di stare efficacemente sul mercato e ancor più di gestire i passaggi generazionali e/o i sempre più frequenti e indispensabili cambi dei modelli di business".

"Gli incentivi per industria4.0 -ha detto Sergio Cavalieri, prorettore dell’Università e direttore SdM-School of Management dell’Università degli studi di Bergamo- hanno costituito una grande spinta a fare investimenti e quindi sono stati forieri di sviluppo. Ma nelle troppe aziende con scarsa managerializzazione si sono spesso scontrati con l’incapacità di cambiare i modelli di business e l’organizzazione. Questo è problema serio perché la tecnologia è solo un mezzo e oggi l’imprenditore deve poter contare su manager che diano anima e gambe alle sue idee evolvendo i modelli di business per stare e vincere sul mercato. E per quanto riguarda la formazione bisogna farla e tanta, ma a ragion veduta sulla base delle competenze che servono per il proprio business".

"Il ruolo dell’impresa e dell’imprenditore -ha detto Roberto Beccari, presidente Manageritalia Lombardia- è oggi fondamentale e necessario ancor più di prima per creare sviluppo. Però l’imprenditore deve capire che a fronte della sempre più ampia complessità dei mercati deve essere il capitano di una squadra che non può fare a meno di avere manager esterni alla sua famiglia, insieme ai classici professionisti e consulenti di valore. Una squadra che deve avere il manager come propulsore di un’organizzazione del lavoro capace di trovare la massima e migliore sinergia tra tecnologia e persone e avere i lavoratori al centro dei nuovi modelli di business".

Dal punto di vista manageriale in provincia di Bergamo dal 2008 al 2016 i dirigenti sono calati nel settore privato dell’11%, soprattutto nell’industria (-21%) colpita da chiusure e razionalizzazioni, mentre sono in crescita nel terziario (+8%) settore tutt’ora in forte sviluppo. A Bergamo ci sono 2.465 dirigenti privati (Fonte Inps 2016, ultimo dato ufficiale disponibile) e pesano lo 0,8% sui lavoratori dipendenti, contro una media nazionale di 0,9 e il 2,6 di Milano. Le donne sono 263 pari al 10,7%, contro una media nazionale del 16% e il 20% di Milano.


lavoro nazionale veneto 7 15-OTT-18 15:32 Al via seconda edizione 'Accademia Sonepar' Al via seconda edizione 'Accademia Sonepar'

Padova, 15 ott. (Adnkronos/Labitalia) - Sonepar Italia lancia la seconda edizione del progetto 'Accademia Sonepar', programma di selezione, formazione e avviamento al lavoro di giovani diplomati nel mondo della distribuzione di materiale elettrico. Sono già iniziate le selezioni da parte di Randstad, che si terranno in tutta Italia. Sonepar è leader della distribuzione di materiale elettrico ed è presente sul territorio nazionale con 100 punti vendita e 1.500 dipendenti.

Accademia Sonepar si inserisce nel più ampio progetto, 'Son@cademy', che da 14 anni l’azienda alimenta, organizzando numerosi piani di formazione, alta formazione o aggiornamento, in collaborazione con partner, istituti di formazione e Università, distribuiti su tutto il territorio italiano.

Dopo la iniziale fase della selezione, dal 12 novembre i ragazzi seguiranno un corso di formazione aula, in azienda, nella sede principale di Padova, della durata di 240 ore, focalizzato sulle tematiche tecniche specifiche della distribuzione di materiale elettrico. Le materie di studio saranno: illuminotecnica, automazione e installazione industriale, risparmio energetico, domotica, automazione edifici, marketing e tecniche di vendita. I corsisti verranno anche formati sugli applicativi informatici Sonepar: Sap, SalesForce e la piattaforma di e-commerce.

Al termine del corso i ragazzi, scelti come meritevoli, saranno inseriti in uno dei punti vendita Sonepar Italia, per uno stage della durata variabile fino a 5 mesi. Alla fine del percorso, l’azienda valuterà la possibilità di assunzione. Nella prima edizione di Accademia Sonepar, dei 26 profili selezionati per il corso in aula, 13 ragazzi attualmente lavorano in Sonepar Italia. L’azienda offrirà a tutti i corsisti il vitto e l’alloggio (alloggio previsto soltanto per chi è fuori sede) e la fase del tirocinio verrà remunerata.

"Accademia Sonepar nasce con l’obiettivo di intercettare ragazzi appassionati alle materie tecniche e che hanno intenzione di crescere in un grande gruppo", dichiara Donato Fiore, responsabile Hr di Sonepar Italia. "In Sonepar Italia -continua Fiore- i giovani possono trovare una strada per specializzarsi e per diventare professionisti in un mondo, quello della distribuzione di materiale elettrico, in continua evoluzione e che richiede competenze specifiche per ogni divisione, la formazione e l’aggiornamento giocano un ruolo fondamentale”.

“Il nostro obiettivo -dichiara Silvia Tomain, area Manager di Randstad Italia- sarà quello di reclutare, sul territorio nazionale, candidati che frequenteranno l'Accademia. Siamo molto orgogliosi di poter riproporre il progetto che giunge alla sua seconda edizione e di potere contribuire attivamente alla formazione e all'inserimento lavorativo di giovani talenti nei punti vendita Sonepar". Per partecipare all'Accademia Sonepar è possibile candidarsi inviando una mail con il proprio cv all’indirizzo carriere.italia@sonepar.it.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 15:26 Fiere: Ica presenta novità al Sicam di Pordenone Fiere: Ica presenta novità al Sicam di Pordenone

Pordenone, 15 ott. (Labitalia) - Si chiamano X-Matt, Iridea Bio e Ink: sono le novità che l’azienda civitanovese Ica presenterà al Sicam di Pordenone, dal 16 al 19 ottobre. Il Salone internazionale dei componenti, accessori e semilavorati per l'industria del mobile è uno dei più importanti appuntamenti internazionali di settore, vetrina per mostrare le soluzioni innovative uscite dal centro ricerche e sviluppo della società della famiglia Paniccia.

X-Matt si affaccia sul mercato e ha già stupito il mondo. Una vernice per arredi interni, anti-graffio e con potere autoriparante si era vista fino ad oggi solo nei film di fantascienza, mentre ora è diventata realtà. È un prodotto hi-tech per superfici ultra opache e dalla resistenza estrema. In pratica, grazie al calore, riesce a cancellare in pochi secondi i graffi superficiali che si sono creati, proprio come fa una buona gomma con un tratto di matita sul foglio.

Prestazioni così sorprendenti che gli sono valse il premio a 'Xylexpo', fiera biennale mondiale delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei componenti per l’industria del mobile, che si è svolta lo scorso maggio a Milano. Oltre al graffio, X-Matt resiste alle macchie di caffè, ai liquidi freddi (Uni EN 12720) ed è anti-impronta. E, in pieno spirito sostenibile dell’azienda, sempre attento all’ambiente, ha ridotte emissioni di composti organici volatili (Voc).

La linea Bio, dal punto di vista della sostenibilità, va addirittura oltre. Il suo ciclo di produzione permette di tagliare drasticamente le emissioni di CO2 in atmosfera ed è la prima vernice che non deriva dal petrolio, bensì da materiali rinnovabili generati da innovativi processi di raffinazione di sostanze vegetali 'di scarto' non competitivi con l’alimentazione umana. È presente sul mercato da oltre un anno per arredi interni e manufatti esposti all’esterno con il nome di Iridea Bio e Arborea Bio. Dal 23 al 26 ottobre alla fiera internazionale Glasstec, a Düsseldorf, in Germania verrà lanciata anche la linea Bio per il vetro.

Infine: Ink, un’innovazione che porta un significativo cambiamento nella realizzazione dei coloranti per legno, un modo per soddisfare sempre di più le esigenze di professionisti, designer e architetti, che devono poter disporre di soluzioni performanti e innovative. Ink è una serie di coloranti concentrati che, seguendo semplici indicazioni, permette di ottenere moltissime tinte di gran-de impatto cromatico.

Partendo da 10 primari, infatti, si possono avere più di 150 colorazioni pronte all’uso e molte altre tonalità intermedie. Questo sistema tintometrico ha dei vantaggi assoluti: la formulazione è semplice e quindi il colore può anche essere prodotto in autonomia, velocizzando i tempi. Inoltre, permette un notevole risparmio economico perché evita gli sprechi e azzera le giacenze. Non ultimo, la sua riproducibilità, proprio grazie alla formula di composizione, è sempre costante


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 15:15 Formazione: al via seconda edizione 'Accademia Sonepar' Formazione: al via seconda edizione 'Accademia Sonepar'

Padova, 15 ott. (Labitalia) - Sonepar Italia lancia la seconda edizione del progetto 'Accademia Sonepar', programma di selezione, formazione e avviamento al lavoro di giovani diplomati nel mondo della distribuzione di materiale elettrico. Sono già iniziate le selezioni da parte di Randstad, che si terranno in tutta Italia. Sonepar è leader della distribuzione di materiale elettrico ed è presente sul territorio nazionale con 100 punti vendita e 1.500 dipendenti.

Accademia Sonepar si inserisce nel più ampio progetto, 'Son@cademy', che da 14 anni l’azienda alimenta, organizzando numerosi piani di formazione, alta formazione o aggiornamento, in collaborazione con partner, istituti di formazione e Università, distribuiti su tutto il territorio italiano.

Dopo la iniziale fase della selezione, dal 12 novembre i ragazzi seguiranno un corso di formazione aula, in azienda, nella sede principale di Padova, della durata di 240 ore, focalizzato sulle tematiche tecniche specifiche della distribuzione di materiale elettrico. Le materie di studio saranno: illuminotecnica, automazione e installazione industriale, risparmio energetico, domotica, automazione edifici, marketing e tecniche di vendita. I corsisti verranno anche formati sugli applicativi informatici Sonepar: Sap, SalesForce e la piattaforma di e-commerce.

Al termine del corso i ragazzi, scelti come meritevoli, saranno inseriti in uno dei punti vendita Sonepar Italia, per uno stage della durata variabile fino a 5 mesi. Alla fine del percorso, l’azienda valuterà la possibilità di assunzione. Nella prima edizione di Accademia Sonepar, dei 26 profili selezionati per il corso in aula, 13 ragazzi attualmente lavorano in Sonepar Italia. L’azienda offrirà a tutti i corsisti il vitto e l’alloggio (alloggio previsto soltanto per chi è fuori sede) e la fase del tirocinio verrà remunerata.

"Accademia Sonepar nasce con l’obiettivo di intercettare ragazzi appassionati alle materie tecniche e che hanno intenzione di crescere in un grande gruppo", dichiara Donato Fiore, responsabile Hr di Sonepar Italia. "In Sonepar Italia -continua Fiore- i giovani possono trovare una strada per specializzarsi e per diventare professionisti in un mondo, quello della distribuzione di materiale elettrico, in continua evoluzione e che richiede competenze specifiche per ogni divisione, la formazione e l’aggiornamento giocano un ruolo fondamentale”.

“Il nostro obiettivo -dichiara Silvia Tomain, area Manager di Randstad Italia- sarà quello di reclutare, sul territorio nazionale, candidati che frequenteranno l'Accademia. Siamo molto orgogliosi di poter riproporre il progetto che giunge alla sua seconda edizione e di potere contribuire attivamente alla formazione e all'inserimento lavorativo di giovani talenti nei punti vendita Sonepar". Per partecipare all'Accademia Sonepar è possibile candidarsi inviando una mail con il proprio cv all’indirizzo carriere.italia@sonepar.it.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 15:09 Ict: Atos rafforza leadership digitale con acquisizione di Syntel Ict: Atos rafforza leadership digitale con acquisizione di Syntel

Milano, 15 ott. (Labitalia) - Atos, leader mondiale nella trasformazione digitale, annuncia di aver completato l'acquisizione di Syntel Inc., fornitore mondiale di servizi It ad alto valore aggiunto con particolare riferimento al mercato finanziario, bancario e assicurativo. Nel 2017 Syntel, che dedica il 40% delle sue attività in digitale, automazione e robotizzazione, ha generato ricavi per 924 milioni di dollari, di cui l'89% in Nord America, con un margine operativo del 25%.

Commentando la chiusura dell'accordo, Thierry Breton, presidente e amministratore delegato di Atos, ha dichiarato: "Questo accordo segna un passaggio importante nello sviluppo della leadership Atos, pronta ad accogliere gli oltre 23.000 dipendenti di Syntel. La nuova configurazione di Atos contribuirà ad accelerare la trasformazione digitale dei nostri clienti in tutto il mondo, rafforzando le nostre attività di Business & Platform Solutions per i nuovi clienti in Nord America e offrendo piattaforme di distribuzione all'avanguardia con base in India per sostenere in modo competitivo ed efficace i nostri clienti nel percorso della digital transformation. Ci siamo preparati -ha aggiunto- per garantire da subito una continuità nella fornitura di servizi ai nostri clienti, combinando i punti di forza dei due gruppi. Syntel opererà come unità dedicata denominata Atos Syntel all'interno della nostra divisione business & platform solutions".

“Con l’acquisizione di Syntel abbiamo rafforzato la nostra capacità di disegnare e implementare per i nostri clienti in Italia e in Europa soluzioni avanzate di tipo cognitivo e robotico volte ad aumentare la produttività in ogni settore industriale", ha dichiarato Giuseppe Di Franco, ceo Central Eastern Europe & Italy.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 15:04 L.Bilancio: Confsal VVF, dovrà esserci rinnovo contrattuale vigili fuoco L.Bilancio: Confsal VVF, dovrà esserci rinnovo contrattuale vigili fuoco

Roma, 15 ott. (Labitalia) - “E’ necessario che con la nuova legge di bilancio venga previsto il finanziamento del rinnovo contrattuale per tutto il personale dei Vigili del Fuoco". E' l’appello che il segretario generale della Federazione nazionale Confsal Vigili del Fuoco, Franco Giancarlo, lancia al nuovo esecutivo in vista dell’analisi definitiva del Def.

"L’attenzione alle politiche della sicurezza non può prescindere dalla considerazione delle esigenze di tutto il personale del Corpo che, ricordiamo, ha atteso ben 9 anni dalla precedente scadenza del 2009 per avere una rivalutazione stipendiale", ha proseguito Giancarlo.

"Ci auguriamo che le attestazioni di vicinanza si traducano in ulteriori dati di fatto per questo Comparto che quotidianamente opera per la sicurezza dei cittadini a 360 gradi, h24, 365 giorni l'anno come testimoniato con i suoi oltre 800.000 interventi di soccorso l'anno su tutto il territorio nazionale", ha concluso Giancarlo.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 14:58 Pensioni: Cida, no a interventi per decreto, da Di Maio solo calunnie Pensioni: Cida, no a interventi per decreto, da Di Maio solo calunnie

Roma, 15 ott. (Labitalia) - “Il Parlamento sta esaminando una proposta di legge per intervenire sulle pensioni medio-alte, avvalendosi del parere di economisti, esperti, rappresentanti delle categorie coinvolte; ma il governo sembra preferire la via breve della decretazione d’urgenza, forse per dare una qualche copertura alle esternazioni demagogiche e diffamanti del vicepremier Di Maio sulle ‘pensioni d’oro". Lo ha dichiarato Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, in vista del Consiglio di ministri che dovrebbe varare la manovra di bilancio con lo stralcio, nel pacchetto fiscale, del provvedimento sulle pensioni.

"Cida rappresenta quadri e dirigenti -ha continuato Ambrogioni- che operano in tutti i settori economici, pubblici e privati: imprese, pubblica amministrazione, ospedali, scuole. Categorie produttive che versano e hanno versato onerosi contributi previdenziali, commisurati a livelli retributivi ottenuti dopo anni di studio e di formazione, tradottisi poi in impegno professionale e assunzione di responsabilità. Categorie che sono arcistufe di essere dipinte agli occhi dell’opinione pubblica come un ceto privilegiato, che gode di sontuosi trattamenti previdenziali, fatti apparire subdolamente come sostanzialmente immeritati".

"E, cosa ancora più grave, tali argomentazioni strumentali e false, provengono -ha spiegato ancora Ambrogioni- da chi ricopre incarichi istituzionali apicali e dovrebbe perciò avere il compito di lavorare per la coesione sociale e per il rispetto dei diritti dei cittadini. A quanto pare non è così. Non passa giorno che il vicepremier Di Maio non tiri fuori la ‘bufala’ delle pensioni d’oro per tentare di giustificare una proposta di legge incoerente, con difetti di costituzionalità e per di più inadeguata a garantire i ricavi economici preventivati".

"Un provvedimento traballante -ha sostenuto ancora Ambrogioni- che addirittura ora viene ‘dopato’ con la procedura d’urgenza, tipica dei decreti-legge, e sempre con la risibile giustificazione che servirebbe a restituire equità al sistema previdenziale. Occorre dire, con grande chiarezza, che questa legge, se mai nascerà e produrrà degli effetti giuridici, verrà cancellata dalla Corte Costituzionale, tante sono le sue falle e tanti saranno i ricorsi che presenteranno coloro i quali saranno ingiustamente colpiti nei loro diritti e nei loro redditi da pensione".

"Ma, in attesa -ha aggiunto- di veder affondare questo grottesco provvedimento legislativo, non possiamo non reagire alle calunnie che arrivano dal vicepremier. Cida è in grado di dimostrare, in ogni momento lo si voglia fare, che i propri associati pensionati percepiscono una pensione commisurata ai contributi versati. Non esistono sacche di privilegio, perché si sono sempre rispettate le leggi e i regolamenti vigenti".

"Cida -ha concluso Ambrogioni- ha risposto tecnicamente alle incongruenze dell’articolato sul quale si basa la proposta di legge e, a quanto pare, anche il decreto legge; i cittadini risponderanno con il voto a chi sta tentando di decurtare redditi guadagnati con anni di lavoro e di fatica. Agli attacchi mediatici risponderanno le aule dei tribunali".


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 13:39 Fiere: a Cesena al via 1a edizione di International Asparagus Days Fiere: a Cesena al via 1a edizione di International Asparagus Days

Cesena, 15 ott. (Labitalia) - La filiera mondiale dell’asparago si dà appuntamento a Cesena Fiera. Lo farà nella prima edizione di International Asparagus Days, da domani al 18 ottobre, nella città malatestiana. Un evento unico nel panorama fieristico internazionale, un'opportunità per la Grande distribuzione (Gdo) e per gli operatori commerciali di incontrare nuovi clienti o fornitori e vedere tutte le novità della filiera. La tre giorni, infatti, propone un format innovativo con quattro tipologie di proposte: fieristica con presenze da tutto il mondo; un programma convegnistico; un’area dinamica con prove dimostrative in campo, a Cesena Fiera (16-17 ottobre) e visite tecniche (18 ottobre) in Emilia-Romagna e Veneto.

Tre giorni, quindi, insieme ai protagonisti della filiera mondiale dell’asparago: padiglioni aperti dalle ore 9 (sino alle 18), con il taglio del nastro ufficiale della manifestazione previsto alle ore 10,30 e affidato a Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna.

Oltre una ottantina gli espositori, la metà dei quali provenienti dall’estero, in rappresentanza di tutti i segmenti della filiera (sementieri, vivaistica, macchine per la coltivazione, raccolta, confezionamento, packaging, produzione). Dall’Italia presenti tutti i principali protagonisti del settore, lo stesso da oltreconfine con adesioni di buyer internazionali, Francia, Cina e Perù in collaborazione con la Regione Emilia Romagna. Altrettanto numerose le delegazioni di visitatori con presenze da più Continenti: Perù, Cile, Spagna, Francia, Germania, Olanda, Madagascar, Canada, Portogallo, Regno Unito, Grecia, Egitto, Lituania, Messico, Svizzera.

Ricco il programma convegnistico nella prima giornata con due appuntamenti di caratura mondiale. Alle 9,30 nella sala Tre Papi la tavola rotonda internazionale sulla 'Situazione ed evoluzione mondiale dell’asparago', moderata da Giorgio Setti, di Terra e Vita. Si parte con due interventi dalla Cina con Chang Huaxing sulla 'Situazione ed evoluzione dell'asparago fresco e da industria in Cina', mentre Wenjing Chen illustra 'Le ultime tecniche di coltivazione in Cina'. A seguire Ciria Quispe dal Perù, principale Paese esportatore al mondo, presenta la 'Situazione ed evoluzione dell'asparago in Perù: fisiologia, irrigazione e fertilizzazione dell'asparago'. La prima sessione si chiude alle 11,30 con Christian Befve sulle 'Nuove tecniche nella coltivazione dell'asparago: come ridurre gli inconvenienti durante la produzione per stabilizzare il mercato nel miglior modo possibile'.

Nel pomeriggio, dalle 15,30 (sala Tre Papi), tavola rotonda sulle 'Novità nella coltivazione dell’asparago', moderata da Lorenzo Andreotti, dell’'Informatore Agrario'. A prendere la parola Gioele Chiari, del Cer, sulla 'Irrigazione dell’asparago', mentre Jacques Dasque, di Areflh, si sofferma sui 'Mezzi finanziari europei a sostegno dell'asparago'. La sala Malatesta Novello dalle 10,45 ospita la presentazione di espositori e sponsor sulle ultime novità del settore.

Grande novità è l’area dinamica, esterna a Cesena Fiera, in uno spazio di circa 5mila metri quadrati, con le prove in campo che mostrano le più moderne tecnologie, applicate all’asparago bianco e verde. In azione dalle 14 alle 17, mostrano in 18 sessioni il meglio sul mercato in fatto di mezzi tecnici: preparazione del terreno, baulatura, pacciamatura, trapianto, diserbi e trattamenti, raccolta. A proporle, infatti, sono nove aziende top del mercato internazionale: Bagioni, Cosmeco, Engels, Europlastic, Forigo, Idromeccanica Lucchini, Officine Mengozzi, Roberto Bosch, Zanarini. La giornata si concluderà nel Centro Polifunzionale di Cesena Fiera con l’esclusivo evento di Networking Gala Dinner e Asparagus Tasting, momento di incontro alla presenza di 300 stakeholder del settore e operatori esteri. A preparare i piatti il cuoco francese stellato Christophe Girardot e il cesenate Rocco Angarola.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 13:34 Pa: Unsa-Confsal a confronto su futuro pubblica amministrazione Pa: Unsa-Confsal a confronto su futuro pubblica amministrazione

Salerno, 15 ott. (Labitalia) - 'La pubblica amministrazione ieri oggi e domani'. Questo il tema del dibattito in programma dalle 15,30 di giovedì 18 ottobre, in apertura del Congresso nazionale di Unsa-Confsal (18-19 ottobre), a Paestum (Salerno), presso l’Hotel Ariston. Come si legge in una nota del sindacato autonomo dei lavoratori statali che fa parte della confederazione Confsal, "l'Unsa è fortemente rappresentativo nel settore, soprattutto nella Giustizia e negli Affari esteri: ha riportato un grande successo nelle ultime Rsu del pubblico impiego, crescendo, come da dati Aran, in controtendenza rispetto alle altre sigle sindacali".

Al dibattito interverranno: Giovanni Melillo, procuratore capo di Napoli, Sergio Gasparrini, presidente Aran, Roberto Miliacca, caporedattore Italia Oggi, Massimo Battaglia, segretario generale Unsa. E’ stata invitata Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione. Molti gli argomenti al centro del dibattito: come rendere più efficiente la pubblica amministrazione, come migliorare l’organizzazione del lavoro e, quindi, anche il servizio all’utenza, come avviare il turnover generazionale e la collaborazione intergenerazionale, come, infine, garantire diritti e retribuzioni adeguate.

"Dalla storia, anche mediatica, del discredito fomentato negli ultimi anni nei confronti dell’impiegato pubblico al ritorno sonante di quella campagna fatta di risparmi miliardari, dai dati e dalle valutazioni delle politiche passate all’ipotesi di una politica moderna e intelligente, cioè rispondente ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori, il dibattito sarà l’occasione per una visione aggiornata e puntuale di questo settore, colonna dello Stato e del vivere civile", conclude la nota.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 13:25 Alma: 69 neodiplomati in Cucina, miglior studente assunto da Bottura Alma: 69 neodiplomati in Cucina, miglior studente assunto da Bottura

Parma, 15 ott. (Labitalia) - Ha 21 anni e arriva da Matera Michele Di Già, il miglior studente della 40ma edizione del Corso superiore di Cucina italiana promosso da Alma-La Scuola internazionale di cucina italiana: forte di questo primato, Di Già - che possiede un diploma liceale e che, prima di arrivare a Colorno (Parma), nell’ottobre 2016, non aveva un’esperienza specifica in cucina - è ora stabilmente nella brigata del ristorante 'Osteria Francescana', sotto la guida dello chef Massimo Bottura, da pochi mesi tornato sul tetto del mondo, avendo conquistato per la seconda volta (dopo quella del 2016) la testa del World’s 50 Best Restaurants.

A Modena, sempre al fianco Bottura, il ragazzo ha trascorso anche gli ultimi cinque mesi, nell’ambito dello stage formativo legato al Corso superiore di Cucina italiana. Insieme a Di Già, Alma ha assegnato il diploma di 'Cuoco professionista di cucina italiana' ad altri 68 ragazzi (tra cui 12 donne), provenienti da tutta Italia.

A valutare il grado di preparazione dei 69 candidati è stata una commissione mista, composta da docenti Alma, sotto il coordinamento del direttore didattico, lo chef Matteo Berti, e da 51 visiting chef, che, insieme, totalizzavano 26 stelle Michelin. Tra i giurati presenti, l’executive chef Riccardo Monco, del ristorante tristellato 'Enoteca Pinchiorri'; in rappresentanza di ristoranti bi-stellati, Valeria Piccini, chef patron del ristorante 'Da Caino', Simone Monco, sous chef di Antonino Cannavacciuolo a 'Villa Crespi', e Christian Conidi, sous chef al ristorante 'Antica Corona Reale'.

Come spiega il direttore generale Andrea Sinigaglia, "in virtù di un percorso didattico sfidante, della durata di 10 mesi, che è culminato nello stage prima e nell’esame finale poi, sotto lo sguardo di alcuni tra i più grandi interpreti della cucina italiana d’autore, i nostri diplomati sono ora pronti ad affrontare le difficoltà del lavoro quotidiano: emblematica, in questo senso, è la parabola professionale di Di Già, subito assunto da quello che è considerato dagli addetti ai lavori il miglior ristorante al mondo".

"Secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere, il 69% dei potenziali datori di lavoro - ricorda - denuncia ancora difficoltà nel reperire personale di cucina qualificato. Nel 50,7% dei casi, l’ostacolo principale è rappresentato da una preparazione inadeguata. Studiare in Alma garantisce l’acquisizione non solo di una forte etica e delle tecniche di lavoro corrette, ma anche di competenze trasversali molto importanti per la professione di cuoco: mi riferisco, ad esempio, alla capacità di lavorare in gruppo (promuoviamo attività di team building ad hoc) e all’utilizzo di strumenti e tecnologie d’avanguardia".

"Per noi, è poi fondamentale aiutare i ragazzi a maturare una riflessione su tematiche sensibili come quelle della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e del riuso: non dimentichiamo che in Italia, in media, si sprecano tuttora 110 kg di cibo all’anno a persona", conclude.


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 13:17 Turismo: Ieg, con TTG in crescita business turistico Turismo: Ieg, con TTG in crescita business turistico

Rimini, 15 ott. (Labitalia) - Si sono chiusi all’insegna del business i tre saloni che Italian Exhibition Group Spa (Ieg) ha dedicato all’industria turistica: il 55° TTG Travel Experience, il 67° SIA Hospitality Design e il 36° SUN Beach&Outdoor Style. Un giudizio positivo arriva anche dal ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, per due giornate alla Fiera di Rimini a colloquio con tutti i protagonisti e leader del mercato: "Sono molto contento, è andata benissimo, questa è una fiera che funziona. Tanti momenti di incontro, tanti operatori che vedono il settore in ripresa, tanti stranieri e questa mi sembra una cosa molto positiva".

Un bilancio di grande soddisfazione per Italian Exhibition Group, che conferma il successo di questi anni nei quali le sue manifestazioni dedicate alla filiera turistica hanno guadagnato indiscutibile leadership. Significativa la presenza degli attesi 1.500 buyers provenienti da 90 Paesi, attenti all’offerta del quartiere interamente occupato e arricchito da 150 destinazioni rappresentate. In un clima di condivisione, dall’industria turistica è emersa verso le istituzioni una domanda di centralità nelle politiche di sviluppo del Paese; nel contempo, tutti i leader del settore hanno trovato alla Fiera di Rimini opportunità di business e complessivamente 384 eventi da cui trarre indicazioni e informazioni sull’evoluzione della domanda di mercato in Italia e nel mondo.

Contenuti resi autorevoli dalle presenze dei vertici nazionali del sistema turismo e delle imprese leader, con una componente estera di visitatori in crescita e nuove destinazioni che anche quest’anno si sono aggiunte nello scegliere il marketplace di Ieg per comunicare la loro proposta. A TTG Travel Experience è stato il Messico il Country Partner, coi debutti di Nepal, Kazakhstan, Andorra e Principato di Monaco, mentre l’offerta territoriale italiana era al gran completo e ben 59 le compagnie aeree rappresentate. In fiera anche tutto il mondo dei servizi, delle forniture alberghiere e dell’arredo da esterno.

Successo, quindi, per tutte le proposte, con SIA Hospitality Design che ha esaltato il made in Italy dell’accoglienza nell’unico salone dedicato completamente all’hotellerie; e SUN Beach&Outdoor Style con l’ulteriore conferma di un settore in potente ascesa. Anche la scelta di posizionare da questa edizione le giornate di fiera al centro della settimana, pienamente condivisa dagli espositori e dai visitatori, ha contribuito al successo delle tre manifestazioni.

TTG, SIA e SUN guardano a un settore economico in crescita il tutto il mondo, così come in Italia, dove il 2018 è stimato in crescita dell’1,3% dei pernottamenti, del 2,7% gli arrivi e del 3,7% la componente estera. Migliorerà anche la bilancia turistica dei pagamenti, che nel 2017 ha riportato un saldo netto positivo di 14.598 milioni di euro (+5,7% sul 2016), con una spesa di 39 miliardi degli stranieri in Italia. Ma è un mercato che muta velocemente: alla Fiera di Rimini è stato annunciato che il mercato digitale turistico in Italia è arrivato a conquistare un quarto del valore complessivo del mercato travel complessivo e vale 14,2 miliardi (+8% rispetto al 2017).

Cambiamenti che vedono l’affacciarsi di nuove forme di vacanza: alla Fiera di Rimini l’Osservatorio Turismo outdoor ha stimato in 4,9 miliardi il valore del comparto del turismo all'aria aperta in Italia con una previsione di crescita del 1,3% per 2019. C’è anche il trend positivo degli investimenti nel settore alberghiero in Italia: nel 2017 intorno ai 1,2 miliardi di euro il valore delle compravendite di strutture ricettive (+10,5% sul 2016).


lavoro nazionale 7 15-OTT-18 10:40 Pensioni: Cida, governo smentisca intervento per dl su medio-alte Pensioni: Cida, governo smentisca intervento per dl su medio-alte

Roma, 15 ott. (Labitalia) - “Il Governo smentisca la notizia di un decreto legge, lunedì in Consiglio dei ministri, per un taglio delle pensioni: un’ipotesi pubblicata da uno dei principali quotidiani del Paese, che sta facendo il giro del web e, soprattutto, che sta angosciando milioni di pensionati italiani”: lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, commentando un articolo di ieri su ‘Repubblica’, secondo il quale il governo si appresta ad approvare un decreto legge per decurtare i trattamenti pensionistici attraverso un ricalcolo dei contributi a partire dai 3.500 euro netti al mese. Cifra, peraltro, smentita da ambienti pentastellati che hanno riportato l’asticella ai 4.500 euro mensili.

“Al di là del solito balletto delle cifre, messo in piedi ad arte per aumentare la confusione e dimostrare la poca considerazione con cui si maneggia la materia previdenziale, la notizia di intervenire con un decreto legge, immediatamente esecutivo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, se confermata, è sconvolgente”, ha sottolineato il presidente di Cida.

“Innanzi tutto perché rende palese la volontà di chi sta al Governo di mettere le mani nelle tasche dei cittadini italiani più indifesi. Poi perché dimostra lo spregio per il Parlamento, dove si sta faticosamente discutendo una proposta di legge sui redditi da pensione medio-alti, nel tentativo di trovare un compromesso equo e condiviso. Infine perché fa strame dei diritti dei pensionati, delle loro aspettative, delle loro speranze e progetti (si fanno anche nella terza età) di cui lo Stato si è fatto garante con apposite leggi. Altro che ‘patto sociale’ fra Stato e cittadini o quel che resta del principio di ‘affidamento’ alla base delle moderne democrazie. Qui siamo alle leggi in materia previdenziale fatte per decreto, magari approvate con la fiducia che, per fare un po’ di cassa e dare sfogo a tanta facile propaganda, colpiscono i pensionati bypassando le aule parlamentari e disprezzando il contributo portato da esperti, economisti, rappresentanti delle categorie interessate. Siamo di fronte, se così fosse, ad un gesto di grande arroganza, di ignoranza istituzionale e di nessunissimo impegno intellettuale. La smentita, a questo punto, sarebbe il minimo. Occorrerebbero prima le scuse”, ha concluso Ambrogioni.


lavoro nazionale 7 12-OTT-18 17:21 Industria 4.0: Scuotto (Fondimpresa), sostegno a imprese per digitalizzazione Industria 4.0: Scuotto (Fondimpresa), sostegno a imprese per digitalizzazione

Roma, 12 ott. (Labitalia) - "Industria 4.0 sta comportando cambiamenti epocali e come presidente del più grande dei Fondi Interprofessionali mi rendo conto che stiamo vivendo non solo una rivoluzione digitale, ma una delle più grandi rivoluzioni antropologiche che l’umanità abbia mai attraversato. Probabilmente non percepiamo la portata reale del cambiamento, ed è con questa esigenza di cambiamento che invece è necessario sintonizzarsi, lo conferma anche quanto rilevato da Unioncamere attraverso il sistema informativo Excelsior riguardo la forte ricerca di profili professionali con competenze 4.0". E' quanto dichiara il presidente di Fondimpresa, Bruno Scuotto.

"Guardando al cambiamento che questa rivoluzione sta portando bisogna interrogarsi -spiega Scuotto- su cosa si può fare per i lavoratori e per le aziende, come garantire a questi degli 'assi nella manica' come una massiccia alfabetizzazione digitale ed una formazione 4.0, dei plus che possano garantire loro conoscenze e abilità che altri non hanno e che possano renderli competitivi, capaci di gestire e fronteggiare il cambiamento attuale e quelli che verranno attraverso modalità formative innovative ed all’avanguardia".

"La quarta rivoluzione industriale -aggiunge Scuotto- porterà trasformazioni profonde e per affrontarle con successo è necessario plasmare competenze digitali avanzate, formare con frequenza crescente i propri lavoratori, renderli al passo con i tempi e con le nuove tecnologie".

"Fondimpresa con oltre 187.000 aziende aderenti e 4.480.000 lavoratori finanzia, con una spesa di 229 milioni di euro annui, piani di formazione per la crescita e la riqualificazione delle competenze in azienda. Fondimpresa promuove da anni l’innovazione digitale e tecnologica ed i due Avvisi di recente pubblicazione, l'avviso n. 3/2018 'Competitività' per il quale stanziamo 72 milioni di euro e l'avviso n. 4/2018 'Formazione a sostegno dell’innovazione digitale e/o tecnologica' per il quale stanziamo 10 milioni di euro, confermano la nostra volontà -ha concluso- di sostenere le imprese in questo percorso di crescita che passa necessariamente per la trasformazione digitale".


lavoro nazionale 7 12-OTT-18 16:56 Def: Consulenti lavoro, ecco come funziona regime forfetario attuale Def: Consulenti lavoro, ecco come funziona regime forfetario attuale

Roma, 12 ott. (Labitalia) - Approfondire il tema del regime contabile forfetario italiano, con la comparazione con i sistemi equivalenti vigenti in altri paesi europei. E' quanto realizzato dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro con l'approfondimento di oggi.

Secondo i consulenti del lavoro "fra le misure inserite nel Documento di economia e finanza (Def) al centro del dibattito nazionale c'è l'introduzione dal 2019 della flat tax con un’aliquota ridotta al 15% per l’imposta sui redditi di impresa corrispondenti agli utili destinati all’acquisto di beni strumentali e alle nuove assunzioni. Il governo sta pensando anche di estendere l'aliquota al regime forfetario delle Partite Iva con un volume d'affari fino a 65mila euro. Ma come funziona il regime contabile forfetario attuale? E in Europa ci sono esperienze imitabili?".

A queste domande risponde appunto la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con l'approfondimento di oggi, in cui analizza la disciplina italiana comparandola ai sistemi di tassazione vigenti in altri Paesi europei (Francia, Irlanda, Russia, Romania, Ungheria, Bulgaria), che applicano la flat tax o, in alcuni casi, metodologie forfetarie di determinazione del reddito comparabili al c.d. regime forfetario italiano.

La disciplina italiana, spiegano ancora i professionisti, "prevede un'aliquota ordinaria del 15% sul reddito determinato forfetariamente se non si conseguono ricavi o compensi eccedenti i limiti individuati in funzione dell’attività svolta, che oscillano tra 25.000 e 50.000 euro".

"Considerati i vantaggi in termini di semplificazione -concludono i consulenti del lavoro offerti dal regime forfetario ai contribuenti, il consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, nel corso delle audizioni parlamentari, ha proposto di allineare il regime con gli istituti esistenti negli Stati europei analizzati nell'approfondimento, innalzando le soglie dei ricavi e dei compensi che ne consentono l’applicazione e modificando i relativi coefficienti di redditività".


sostenibilita in-pubblico nazionale lazio 7 16-OTT-18 16:37 Novamont: "Serve direttiva Ue su suolo" Novamont: "Serve direttiva Ue su suolo"

Roma, 16 ott. - (AdnKronos) - "Per costruire 10 cm di suolo ci vogliono 2000 anni e noi in pochissimo tempo lo stiamo erodendo". Bisogna quindi intervenire sulla tutela e la riduzione del suolo perché si tratta di una risorsa "non rinnovabile". Lo afferma Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, a margine del convegno "The future is now", side event che inaugura l'appuntamento internazionale del cinquantennale del Club di Roma che si terrà il 17 e 18 ottobre, sottolineando la necessità "di una direttiva europea sul suolo".

In questa partita gioca un ruolo fondamentale il rifiuto organico in quanto "è una materia preziosa per i nostri suoli". Purtroppo però, in Europa, spiega la Bastioli, "su un totale di 96 milioni di tonnellate di rifiuto organico soltanto il 33% viene riciclato mentre il 66% finisce ancora in discarica". L'Italia sta un po' meglio "con un riciclo intorno al 50% ma dobbiamo ancora lavorare molto".


sostenibilita best-practices nazionale lazio 7 16-OTT-18 15:26 Decarbonizzare, 5 aziende italiane leader del cambiamento Decarbonizzare, 5 aziende italiane leader del cambiamento

Roma, 16 ott. - (AdnKronos) - Obiettivo decarbonizzare? Per 5 grandi aziende italiane (Novamont, Coop, LVHM/Bulgari, Sofidel ed Enel) "il futuro è ora" e le parole chiave del cambiamento sono: sicurezza climatica ed economia circolare. Se ne è discusso in occasione del convegno "The future is now", side event che inaugura l'appuntamento internazionale del cinquantennale del Club di Roma che si terrà il 17 e 18 ottobre all’Istituto Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25).

La strada fissata dall'Accordo di Parigi intende limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi entro la fine del secolo ma senza una decisa correzione di rotta la temperatura salirà di oltre 3 gradi alla fine del secolo. Mentre i governi prendono tempo e qualcuno fa addirittura marci indietro, alcune imprese hanno deciso di accelerare i tempi.

In un quadro in cui Paesi come l'Italia vedono aumentare le loro emissioni di gas serra del 3,2% nel 2017 in campo energetico (rispetto a una media europea comunque in crescita dell'1,8%), le aziende del green Made in Italy' registrano diminuzioni che vanno fino al 25% da qui al 2020.

Per far fronte alle sfide future Novamont ha puntato su una visione di lungo termine collegata con i territori. La decarbonizzazione dell'economia per l'azienda di Novara, passa per processi produttivi integrati, l'efficientamento energetico, le rinnovabili e la messa a punto di prodotti e soluzioni in grado di risolvere il problema della gestione dei rifiuti.

Nel 2017 questi impegni hanno permesso il risparmio di 54.000 tonnellate di CO2e, pari al traffico di circa 28.000 city-car in un anno. Fondamentale nella politica di Novamont è la riconversione di impianti tradizionali non più competitivi o dismessi e i siti produttivi di Mater-Biopolymer, Mater-Biotech e Matrica, in Joint venture, sono un esempi di questo impegno.

Nella logica circolare di riduzione e di valorizzazione degli scarti, inoltre, nel sito di Materbiopolymer, con capacità produttiva di 100 mila tonnellate circa di Origo-bi, è stato realizzato un impianto per il recupero del THF, un solvente molto utilizzato nel settore chimico e farmaceutico, che consente un risparmio netto di circa 0,7 chili di CO2eq. per ogni chilo di Origo-Bi prodotto.

Anche Enel punta all'economia circolare con il progetto Futur-e: un piano per riqualificare 23 siti relativi a centrali termoelettriche con un approccio partecipativo e condiviso con le comunità locali. Inoltre l’iniziativa 'Cantieri sostenibili' si ispira alla circolarità nella scelta dei materiali da usare e nel recupero di quelli demoliti. Al 2020 Enel ha un target di riduzione di emissioni di CO₂ del 25% rispetto al 2007.

Il caso simbolo per Coop è rappresentato dagli shopper. Nel 2009 l’azienda della Gdo ha anticipato la sostituzione degli shopper tradizionali in plastica (circa 450 milioni l’anno immessi nell’ambiente) con i sacchetti biodegradabili in Mater-Bi (che oggi la normativa ha reso obbligatorie) e con le borse riutilizzabili fatte di plastica, cotone e juta. In 9 anni, questo impegno ha portato a un risparmio annuo di circa 7.000 tonnellate di Co2.

C'è poi Sofidel, azienda produttrice di carta per uso igienico e domestico, che entro il 2020 si è impegnata a ridurre del 23% le emissioni dirette di CO₂ per tonnellata di carta prodotta rispetto ai valori del 2009. Quanto alla materia prima, dal 2017 il 100% della cellulosa utilizzata dall'azienda è certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale.

Anche il settore del lusso può fare la sua parte. LVHM-Bulgari si è, infatti, impegnata a ridurre le sue emissioni di CO₂ del 25% rispetto al 2013 entro il 2020 e a migliorare l'efficienza energetica del 15%, sempre entro il 2020.


sostenibilita best-practices nazionale lazio 7 16-OTT-18 15:06 Decarbonizzare, 5 aziende italiane leader del cambiamento Decarbonizzare, 5 aziende italiane leader del cambiamento

Roma, 16 ott. - (AdnKronos) - Obiettivo decarbonizzare? Per 5 grandi aziende italiane (Novamont, Coop, LVHM/Bulgari, Sofidel ed Enel) "il futuro è ora" e le parole chiave del cambiamento sono: sicurezza climatica ed economia circolare. Se ne è discusso in occasione del convegno "The future is now", side event che inaugura l'appuntamento internazionale del cinquantennale del Club di Roma che si terrà il 17 e 18 ottobre all’Istituto Patristicum Augustinianum (via Paolo VI, 25).

La strada fissata dall'Accordo di Parigi intende limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi entro la fine del secolo ma senza una decisa correzione di rotta la temperatura salirà di oltre 3 gradi alla fine del secolo. Mentre i governi prendono tempo e qualcuno fa addirittura marci indietro, alcune imprese hanno deciso di accelerare i tempi.

In un quadro in cui Paesi come l'Italia vedono aumentare le loro emissioni di gas serra del 3,2% nel 2017 in campo energetico (rispetto a una media europea comunque in crescita dell'1,8%), le aziende del green Made in Italy' registrano diminuzioni che vanno fino al 25% da qui al 2020.

Per far fronte alle sfide future Novamont ha puntato su una visione di lungo termine collegata con i territori. La decarbonizzazione dell'economia per l'azienda di Novara, passa per processi produttivi integrati, l'efficientamento energetico, le rinnovabili e la messa a punto di prodotti e soluzioni in grado di risolvere il problema della gestione dei rifiuti.

Nel 2017 questi impegni hanno permesso il risparmio di 54.000 tonnellate di CO2e, pari al traffico di circa 28.000 city-car in un anno. Fondamentale nella politica di Novamont è la riconversione di impianti tradizionali non più competitivi o dismessi e i siti produttivi di Mater-Biopolymer, Mater-Biotech e Matrica, in Joint venture, sono un esempi di questo impegno.

Nella logica circolare di riduzione e di valorizzazione degli scarti, inoltre, nel sito di Materbiopolymer, con capacità produttiva di 100 mila tonnellate circa di Origo-bi, è stato realizzato un impianto per il recupero del THF, un solvente molto utilizzato nel settore chimico e farmaceutico, che consente un risparmio netto di circa 0,7 chili di CO2eq. per ogni chilo di Origo-Bi prodotto.

Anche Enel punta all'economia circolare con il progetto Futur-e: un piano per riqualificare 23 siti relativi a centrali termoelettriche con un approccio partecipativo e condiviso con le comunità locali. Inoltre l’iniziativa 'Cantieri sostenibili' si ispira alla circolarità nella scelta dei materiali da usare e nel recupero di quelli demoliti. Al 2020 Enel ha un target di riduzione di emissioni di CO₂ del 25% rispetto al 2007.

Il caso simbolo per Coop è rappresentato dagli shopper. Nel 2009 l’azienda della Gdo ha anticipato la sostituzione degli shopper tradizionali in plastica (circa 450 milioni l’anno immessi nell’ambiente) con i sacchetti biodegradabili in Mater-Bi (che oggi la normativa ha reso obbligatorie) e con le borse riutilizzabili fatte di plastica, cotone e juta. In 9 anni, questo impegno ha portato a un risparmio annuo di circa 7.000 tonnellate di Co2.

C'è poi Sofidel, azienda produttrice di carta per uso igienico e domestico, che entro il 2020 si è impegnata a ridurre del 23% le emissioni dirette di CO₂ per tonnellata di carta prodotta rispetto ai valori del 2009. Quanto alla materia prima, dal 2017 il 100% della cellulosa utilizzata dall'azienda è certificata da terze parti indipendenti con schemi di certificazione forestale.

Anche il settore del lusso può fare la sua parte. LVHM-Bulgari si è, infatti, impegnata a ridurre le sue emissioni di CO₂ del 25% rispetto al 2013 entro il 2020 e a migliorare l'efficienza energetica del 15%, sempre entro il 2020.


sostenibilita nazionale sicilia 7 16-OTT-18 14:17 Raccolta e riciclo. Da Corepla un progetto per la Sicilia Raccolta e riciclo. Da Corepla un progetto per la Sicilia Ciotti, accento su recupero stoviglie monouso, importante componente rifiuti conferiti a Consorzio nella regione

Roma, 16 ott. - (AdnKronos) - Migliorare la raccolta differenziata e il riciclo degli imballaggi in plastica in Sicilia grazie a un progetto dedicato alla regione. E' l'obiettivo di Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica.

“Il nostro obiettivo è portare quantità e qualità della raccolta differenziata siciliana ai migliori livelli nazionali, ponendo anche l’accento sul recupero delle stoviglie monouso che rappresentano un’importante componente dei rifiuti conferiti al Consorzio sul territorio siciliano, oltre che un vitale settore industriale nell’ambito dell’economia dell’isola, ricca di competenze ed eccellenze", spiega il presidente di Corepla, Antonello Ciotti, in occasione del convegno “L’innovazione tecnologica delle materie plastiche nell’economia circolare in Sicilia”, a Palermo.

"Abbiamo infatti individuato il primo impianto in Sicilia che selezionerà in modo continuativo piatti e bicchieri in plastica - continua Ciotti - per avviarli a riciclo e ottenere così un granulo utilizzabile per la creazione di nuovi oggetti”.

Qualche numero: la raccolta in Sicilia si prevede raggiunga le 53.000 tonnellate di imballaggi in plastica a fine 2018 facendo registrare un +40% rispetto al 2017 e un aumento significativo dei corrispettivi versati da Corepla ai Comuni che effettuano la raccolta. Rispetto al 2017, che vedeva la raccolta pro capite di imballaggi in plastica a 7,5 kg/ab/anno, nel 2018 si raggiungeranno mediamente i 10,5 kg/ab/anno.

Con punte di eccellenza in Comuni con oltre 50.000 abitanti come Marsala (22 kg/anno), Gela (16 kg/anno), Vittoria (15 kg/anno) e Acireale (19 kg/anno) o altri più piccoli come Alcamo, San Cataldo, Aci Castello, Capo D’Orlando, Raffadali, Mazzarino, Cinisi, Riesi e Trecastagni, ma l’incidenza delle scarse raccolte nelle grandi città continuano a penalizzare le performance dei tanti comuni virtuosi.

L'obiettivo è anche quello di arrivare a "un riciclo programmato e non più subito", come lo definisce Maurizio Carta, della Scuola Politecnica di Palermo. "In questo orizzonte - spiega Carta - la Scuola Politecnica dell’Università di Palermo è impegnata sia sul versante del design di prodotto, sia su quello dell’ingegneria chimica e dei processi industriali, sia sulla valutazione economica degli impatti del riciclo, che sulle ricerche degli effetti sull’ambiente naturale. Siamo una Scuola orientata alla sostenibilità ambientale e ritengo la partnership con Corepla un valore aggiunto della nostra missione”.

Un esempio concreto di economia circolare applicata alla filiera chimica, è il progetto di sviluppo di tecnologie per il riciclo delle plastiche, quelle ad esempio provenienti da oggetti comuni, quali vasetti per lo yogurt, piatti e bicchieri. “Versalis è leader nella produzione di polistirene, prodotto largamente utilizzato nella vita quotidiana - dichiara Luisa Lavagnini, direttore Business Unit Stirenici Versalis (Eni) - Nell’impianto pilota a Mantova, Versalis ha simulato con successo l’utilizzo di polistirene da post-consumo per produrre polistirene espandibile, che poi viene utilizzato per realizzare pannelli per l’isolamento termico degli edifici”.

E ancora, nell'ambito dell'incontro si è parlato di riciclo del polistirolo che "oltre a quello del polipropilene già avviato negli scorsi anni - spiega Antonio Protopapa, direttore R&D di Corepla - vede in Italia i primi successi grazie soprattutto alla possibilità di effettuarne la selezione presso i Centri di Selezione (CSS) di Corepla, all’intuizione di un importante riciclatore Corepla che è riuscito a trovare la giusta applicazione e ad un mercato sempre più attento all’utilizzo di prodotti contenenti quote significative di Materie Prime da riciclo. Tutti elementi utili e necessari all’innovazione e al raggiungimento dei nuovi obiettivi UE”.


sostenibilita risorse nazionale 7 16-OTT-18 14:05 Syngenta punta a visione condivisa per un'agricoltura sostenibile Syngenta punta a visione condivisa per un'agricoltura sostenibile

Roma, 16 ott. (AdnKronos) - Collaborare con gli stakeholder di tutto il mondo per costruire una visione condivisa per il futuro di un’agricoltura sostenibile. Questo l'obiettivo della consultazione avviata da qualche mese da Syngenta. Una intenzione ribadita oggi in occasione del World Food Day, la giornata mondiale dell'alimentazione.

"Vogliamo lavorare assieme agli stakeholder per costruire aziende agricole produttive e solide, utilizzando le tecnologie della moderna agricoltura, così da sfamare in maniera sicura la popolazione mondiale mentre ci prendiamo cura del nostro Pianeta - afferma Alexandra Brand, Chief Sustainability Officer di Syngenta - Continueremo a fornire agli agricoltori e alle comunità rurali soluzioni per aiutarli a crescere e a garantire cibo sano e nutriente. Attualmente, l'agricoltura utilizza il 70% dell’acqua del mondo ed è una delle principali fonti di emissioni di gas serra a livello mondiale. I nostri prodotti e le nostre soluzioni aiutano ad affrontare queste sfide e a migliorare i risultati per l'ambiente, in particolare lo stato di salute del suolo e la biodiversità".

"È giunto il momento di instaurare un dialogo più diretto e inclusivo che aiuti a ricostruire la fiducia tra società e scienza - continua - Come azienda abbiamo la necessità di allineare il nostro ruolo a quello di tutti gli altri e lavorare in modo da continuare a costruire la fiducia della società nei settori dell'agricoltura e dell'innovazione agricola. Vogliamo essere sicuri di poter rispondere in modo appropriato alle aspettative di tutti i nostri stakeholder in modo da poter andare avanti insieme in modo costruttivo".

"Le listening sessions - conclude - dovranno rispondere alla necessità di ottenere un punto di vista comune sul modo in cui i diversi sistemi agricoli possono contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Una volta completate le listening sessions intorno alla fine di novembre 2018, saremo in grado di stabilire dove intendiamo concentrare i nostri sforzi. Questi risultati ci aiuteranno infine nel far evolvere il nostro programma The Good Growth Plan dopo il 2020".


sostenibilita risorse nazionale 7 15-OTT-18 15:32 Le 10 regole contro lo spreco alimentare Le 10 regole contro lo spreco alimentare

Roma, 15 ott. - (AdnKronos) - Sono 815 milioni gli individui che sulla terra soffrono la fame e 1 persona ogni 3 è malnutrita. Ma 1 persona su 8 soffre di obesità e a livello domestico la cattiva gestione del cibo porta ciascuno a gettare nella spazzatura qualcosa come 37 kg annui di alimenti. I dati arrivano dal progetto Reduce, promosso dal Ministero dell'Ambiente con l'Universita di Bologna - Distal.

Secondo ulteriori dati che anticipano il Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Swg gli italiani oggi colgono dello spreco alimentare soprattutto il danno economico (93%), ma anche l’impatto diseducativo sui giovani (91%) e l’immoralità (91%). Per invertire questa tendenza, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione che si celebra il 16 ottobre, il fondatore di Spreco Zero e di Last Minute Market, Andrea Segrè, spiega quali sono le 10 regole per non sprecare.

1. Acquistare solo ciò che ci serve, facendo una lista precisa senza cadere nelle sirene del marketing. 2. Prediligere alimenti locali e di stagione basati sulla Dieta Mediterranea. 3. Leggere e capire bene etichette e scadenze. 4. Usare frigo, freezer e dispensa per conservare gli alimenti e non per stiparli alla rinfusa. 5. Cucinare quanto basta, ma se avanza condividere con i vicini o “riciclare” tutto il giorno dopo.

6. Far in modo che il bidone della spazzatura sia vuoto, differenziando tutti i rifiuti (anche quelli non alimentari). 7. Al ristorante chiedere di riportare a casa ciò che non viene mangiato. 8. Riconoscere che il cibo ha un valore non solo per il nostro portafoglio ma anche per la nostra salute. 9. Chiedere che l’educazione alimentare e quella ambientale rientrino nelle nostre scuole come parte dell’educazione alla cittadinanza. 10. Mangiare è un atto di giustizia e di civismo: verso sé stessi, verso gli altri, verso il mondo.


sostenibilita best-practices nazionale 7 15-OTT-18 10:41 In arrivo i primi packaging realizzati in 'social plastic' In arrivo i primi packaging realizzati in 'social plastic'

Roma, 15 ott. - (AdnKronos) - Chi recupera la plastica abbandonata in mare o sulle spiagge riceve con una ricompensa. Grazie alla collaborazione con l’impresa sociale Plastic Bank, iniziata un anno fa, Henkel è pronta a lanciare sul mercato i primi packaging realizzati in “social plastic”. La social plastic è il materiale ottenuto dai rifiuti in plastica trovati in mare o sulle spiagge, e consegnati ai centri di raccolta Plastic Bank prima che raggiungano l’oceano.

Ad Haiti, uno dei paesi più poveri al mondo, chi recupera la plastica in questo modo riceve una ricompensa in denaro, prodotti o servizi, contribuendo a riciclare il materiale e trasformarlo in social plastic per essere reimmesso sul mercato. Gli esperti della divisione Laundry & Home Care sono riusciti a integrare la plastica riciclata in circa 25.000 flaconi di prodotti per il bucato e la pulizia della casa.

“Siamo molto soddisfatti del risultato di questo progetto pilota con la social plastic. Il packaging soddisfa tutti i requisiti di qualità e sicurezza, per cui siamo pronti a lanciarlo sul mercato”, spiega Vineet Varman, Packaging Manager di Laundry & Home Care. “Contiamo di avere ancora più social plastic nelle nostre confezioni in futuro”.

Nell’ambito della partnership di Henkel con Plastic Bank, tre centri di raccolta sono stati inaugurati ad Haiti nel corso di quest’anno. La plastica viene selezionata, lavorata e poi immessa nei processi di riciclo come social plastic. Plastic Bank verifica che chi ha raccolto i materiali riceva un compenso superiore al prezzo di mercato dei rifiuti in plastica. Henkel si è data l’obiettivo di sviluppare nuovi modi per integrare la social plastic nel packaging dei prodotti, promuovendo ulteriormente l’economia circolare.

Per quanto riguarda il packaging, Henkel ha recentemente presentato una nuova strategia, che comprende iniziative specifiche in tre fasi della catena del valore, ovvero la scelta di materiali da fonti sostenibili, la progettazione intelligente del packaging, il riciclo a fine vita.

Gli obiettivi: entro il 2025, il 100% del packaging sarà riciclabile, riutilizzabile o compostabile, e il 35% delle confezioni di prodotti al consumo in Europa utilizzerà plastica riciclata.


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 15-OTT-18 10:12 ScuolaZoo, concluso weekend formazione rappresentanti istituto ScuolaZoo, concluso weekend formazione rappresentanti istituto

Roma, 15 ott. (AdnKronos) - Si è concluso l’VIII° Weekend R.I.S., acronimo che sta per Rappresentanti di Istituto ScuolaZoo: il progetto firmato ScuolaZoo per migliorare la scuola italiana dall’interno: con e per gli studenti. 78 studenti provenienti da tutta Italia si sono conosciuti e creeranno il primo e unico network di Rappresentanti di Istituto: una community per crescere scambiarsi idee e progetti, per dare un nuovo impulso e linfa alla scuola secondaria.

I ragazzi hanno frequentano assessment in cui gli si sono presentati dei casi che dovranno affrontare se dovessero essere eletti rappresentanti. Hanno imparato a lavorare in team, i trucchi e le normative relative a ogni casistica presentata, sempre con l’aiuto di uno dei giuristi messi a disposizione gratuitamente dalla community.

Quest’anno, il tema dei tavoli di lavoro è stato il bullismo: grazie a Pepita Onlus i ragazzi hanno potuto discutere e confrontarsi sui modi migliori per sensibilizzare i loro coetanei sul tema del bullismo e del cyberbullismo. Sono stati dei focus group che hanno permesso a Pepita di poter aumentare la conoscenza della percezione, del confronto e della risoluzione di questa problematica che in Italia riguarda tutti gli adolescenti: il 50% di loro infatti sono vittime di bullismo e il restante 50% o è “bullo” o attore passivo di un atto di bullismo.

Oltre alla lotta al bullismo, è stato affrontato un altro tema caro a ScuolaZoo: quello della Lotta alla Mafia, con la testimonianza di Luigi Leonardi, vittima di questa piaga, che condividerà con i ragazzi come difendersi e come dire NO ad atteggiamenti intimidatori e minatori di attori mafiosi.

Il compito dei rappresentanti di istituto è di far valere i diritti degli studenti all’interno delle scuole e di collaborare con professori e genitori. I rappresentanti si fanno portavoce delle esigenze di tutta la comunità studentesca, proteggendone gli interessi e avanzando proposte per il bene dell’intero istituto.

La lista ScuolaZoo è sempre apartitica. La scelta di adottare il nome della lista sta solo ad abbracciare la volontà del candidato di proporre, in totale libertà di orientamenti religiosi, politici, di credo e convinzione, un programma che sia volto alla cooperazione con gli altri attori che vivono la scuola, con un atteggiamento positivo e proattivo che contribuisca al miglioramento del servizio e dell’ambiente scolastico.

Nel corso del weekend sono stati distribuiti i Kit dei Candidati R.I.S., contenenti il materiale propedeutico a effettuare una propaganda efficace e avere maggiori chance di vittoria.

Non solo scuola: per alimentare il senso di aggregazione il weekend prevede anche delle attività di svago (Study Hard, Party Hard è il motto di ScuolaZoo) e la community continuerà a rimanere in contatto sui social network anche a seguito del weekend, per condividere casi e scambiarsi consigli velocemente, come da DNA di nativi digitali di ScuolaZoo e della Generazione Z.

ScuolaZoo è il media brand degli studenti italiani con 3 milioni di utenti al mese. Nata nel 2007 da un’idea di Paolo De Nadai e Francesco Nazari Fusetti per contrastare gli episodi di mala istruzione, ScuolaZoo è oggi una testata giornalistica che informa gli studenti con il loro linguaggio e senza filtri. ScuolaZoo è anche il terzo diario scolastico più venduto d’Italia e il primo network nazionale di Rappresentanti d’Istituto che collabora per una scuola migliore con e per gli studenti. ScuolaZoo è una società di OneDay Group, che mette le nuove Generazioni al centro.


sostenibilita world-in-progress nazionale 7 11-OTT-18 14:56 Lo stabilimento Kme di Barga punta all'economia circolare Lo stabilimento Kme di Barga punta all'economia circolare

Roma, 11 ott. - (AdnKronos) - Lo stabilimento di Fornaci di Barga, in provincia di Lucca, attivo da 102 anni, con 558 dipendenti, si candida a diventare un protagonista dell’economia circolare. E' questo l'obiettivo del progetto di rilancio del sito di Kme, azienda attiva in Europa nella produzione di laminati e leghe di rame, che punta ad aumentare i volumi produttivi, a ridurre i costi energetici, a favorire il recupero dell’occupazione e a creare un polo della circular economy.

L’azienda, infatti, ha avviato l’iter amministrativo e progettuale per la realizzazione di un impianto di auto-produzione di energia che si alimenterà con lo scarto della lavorazione delle industrie locali del riciclo della carta, dotato di un buon potenziale energetico.

Nel settore, quello lucchese è il primo distretto in Italia: le cartiere della provincia producono circa 200.000 tonnellate di rifiuti e per lo smaltimento sostengono costi importanti, anche da un punto di vista ambientale; attualmente questo scarto viene in parte inviato a recupero energetico a Terni e a Brescia, con un aggravio economico per le aziende, e in parte in discarica in deroga alle normative Ue.

Quella del recupero energetico è considerata la migliore tecnologia a disposizione per il suo smaltimento, perché il conferimento in discarica comporta gravi problemi: questo rifiuto rischia di percolare e di inquinare la falda acquifera, ed è inoltre altamente infiammabile.

Il nuovo impianto di Fornaci di Barga permetterà di abbattere i costi, di ridurre le emissioni e di creare valore anche per altri protagonisti dell’economia della Valle del Serchio. Il progetto rappresenta insomma un classico esempio di economia circolare: le imprese cartarie ridurranno i costi di smaltimento e Kme quelli di approvvigionamento energetico gestendo correttamente un rifiuto che, invece di finire in discarica, consentirà di chiudere virtuosamente il ciclo.

Miglioramento dell’efficienza energetica, aumento del materiale da riciclo utilizzato e riduzione dei rifiuti prodotti e dei consumi di acqua. KME, azienda leader in Europa nella produzione di laminati e leghe di rame, presenta il primo Bilancio di Sostenibilità relativo a un suo impianto, curato da Greening Marketing Italia; e sceglie

Kme ha scelto lo stabilimento di Fornaci di Barga anche per presentare il primo Bilancio di Sostenibilità relativo all'impianto, curato da Greening Marketing Italia. Tra il 2013 e il 2017, l’azienda ha registrato un miglioramento dell’efficienza energetica (il rapporto tra consumi e produzione) del 22,6%; un risultato ottenuto grazie all’efficientamento degli impianti e dei processi produttivi, dal telecontrollo dei sistemi di condizionamento dei locali al miglioramento delle coperture refrattarie dei forni, fino all’illuminazione al led.

Per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse, la quantità di materiali utilizzati in rapporto alla quantità dei prodotti si è ridotta nell’ultimo triennio da 1,22 a 1,08 tonnellate; su un totale di 23.148 tonnellate di rame entrate nei forni lo scorso anno, il 69,1% è costituito da materiale proveniente da processi di recupero e riciclo, e solo il 30,9% è un prodotto “vergine”.

Quanto ai rifiuti la quantità prodotta nello stabilimento nel 2017 (4.863 tonnellate, il 75 % delle quali classificate come non pericolose) è la più bassa dal 2013. Solo il 23,5% del totale dei rifiuti prodotti viene smaltito in discarica, mentre il 76,5% viene riciclato: si tratta di materiali che vengono avviati a recupero nell’industria dei laterizi o nei cementifici.

Sulle emissioni di gas serra, la quantità di CO2 emessa per ogni tonnellata di prodotto è passata da 0,33 nel 2013 a 0,19 nel 2017: si sono evitate emissioni pari a 7.403 tonnellate di CO2 equivalenti. Nello stesso triennio, il consumo di acqua si è ridotto del 7,4% grazie soprattutto all’aumento del riciclo, che ha raggiunto il 64% ed evitato il prelievo di 3 milioni di metri cubi d’acqua.


sostenibilita best-practices nazionale 7 11-OTT-18 12:31 Impianti per biometano, le eccellenze italiane Impianti per biometano, le eccellenze italiane

Roma, 11 ott. - (AdnKronos) - Il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale e il primo distributore per automezzi che eroga biometano a Vittorio Veneto (Tv): sono queste alcune delle eccellenze italiane del biometano da Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) messe in evidenza dal Consorzio italiano compostatori (Cic) nel corso della seconda conferenza nazionale “L’era del biometano”, la giornata organizzata da Legambiente e finalizzata a raccontare lo stato dell’arte del ruolo del biometano nella copertura dei fabbisogni energetici del paese, e a rendere sempre più concrete le opportunità per aziende e territori.

“Il 2018 ha segnato una svolta importante con l’approvazione del decreto per la promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti e le agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale”, commenta Alessandro Canovai, presidente del Cic. “Un passo che, insieme all’approvazione del nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, permette di valorizzare a pieno il rifiuto organico in Italia e di accelerare il percorso che stiamo costruendo verso modelli di consumo più sostenibili”. Il biometano, ricorda il Cic, è una risorsa rinnovabile e naturale che si ottiene dagli scarti organici e che rappresenta un’alternativa al gas naturale estratto da giacimenti.

“I primi risultati cominciano a vedersi”, sottolinea Massimo Centemero, direttore del Cic. “Dopo l’impianto di Montello a Bergamo, il biometano è arrivato anche al Centro-Sud con l’impianto calabrese a Rende, il primo inaugurato in Italia dopo il decreto legge varato a marzo. Una dimostrazione di efficienza imprenditoriale che parte dal Sud Italia, un segnale importante che testimonia come la rivoluzione del biowaste è in grado di coinvolgere tutto il Paese e soprattutto che mette in evidenza quanto le aziende italiane siano pronte a produrre e commercializzare il biometano”.

Considerando il biogas attualmente destinato alla produzione di energia elettrica e il margine di crescita della raccolta differenziata del rifiuto organico, “possiamo stimare al 2025 una produzione potenziale di biometano da frazione umida di circa 500 milioni di Nm3/anno, e un potenziale complessivo di 0,8 miliardi di Nm3/anno, se si considera l’intero ammontare di rifiuti organici prodotti in ambito urbano”, aggiunge Centemero. “Grazie all’upgrading del biogas a biometano, nel corso del 2018 e nel 2019 si potrebbero avere già circa 200 mln di Nm3/anno di biometano da Forsu”.

Oltre a numerose esperienze condotte a livello sperimentale in Italia, tra le eccellenze il Cic segnala quelle che per prime hanno intrapreso la produzione di biometano da Forsu su scala industriale. A Rende (Cs), la Calabra Maceri, azienda consorziata Cic, ha inaugurato a settembre il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale per gli usi industriali, residenziali e per l’autotrazione.

L’impianto è in grado di trasformare 40.000 tonnellate annue di raccolta differenziata in 4,5 milioni di metri cubi di biometano annui, e può inoltre 10.000 tonnellate di ammendante compostato, fertilizzante ideale per l’agricoltura biologica. Il biometano per autotrazione, prodotto grazie a un sistema di purificazione del gas, consente di percorrere 90.000.000 km che, con una media di 20.000 km annui a mezzo di trasporto, può alimentare fino a 4.500 autovetture, con un risparmio complessivo di oltre 16.200.000 kg di CO2 all’anno (3.600 kg per auto). Se riferito a consumi domestici, la stessa produzione può soddisfare il fabbisogno energetico annuale di circa 5.000 famiglie per approvvigionamento di gas per cucina e riscaldamento.

A Vittorio Veneto è stato invece inaugurato a settembre il primo distributore di Biometano proveniente dalla trasformazione del rifiuto organico. Ad ora il biometano derivato da rifiuto organico, ottenuto presso l’impianto Sesa di Este (Padova), viene utilizzato per alimentare la flotta della società di raccolta di rifiuti urbani Savno, attiva su 44 comuni della provincia di Treviso.

Un vero e proprio ciclo virtuoso legato ai rifiuti organici: il biometano ottenuto dalla produzione di organico del Bacino potrà coprire oltre l’80% dei km percorsi per la raccolta dell’organico stesso, ovvero circa 1,1 milioni di km all’anno, con un risparmio in termini di semplice acquisto di carburante di oltre 300.000 euro. Savno potrà inoltre risparmiare circa 10 ton di CO2 all’anno per ogni mezzo rispetto ad un veicolo con trazione a gasolio.

Tra le eccellenze italiane, da non dimenticare l’impianto di Montello S.p.A. in provincia di Bergamo, consorziato Cic: entrato in funzione da giugno 2017, rappresenta il primo esempio in Italia nella produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e nell’immissione di biometano nella rete di trasporto nazionale. Ogni anno l’impianto recupera e tratta la Frazione Organica Forsu proveniente dalla raccolta differenziata, ricavando oltre al biogas anche il biometano.

L’impianto è in grado di produrre circa 32 milioni di standard metri cubi, cioè l’equivalente quantitativo di carburante necessario ad automobili a metano per percorrere circa 640 mln di chilometri. Inoltre, l’impianto di Montello non emette emissioni in atmosfera ed è il primo impianto in Italia “Carbon Negative”: recupera dal biogas generato (composto da circa il 60% di biometano e circa il 40% di Co2) anche anidride carbonica (Co2 liquida) destinata ad uso tecnico ed alimentare. In più, dal trattamento del digestato in uscita dai digestori l’impianto produce 90.000 t/a di compost


sostenibilita csr nazionale 7 10-OTT-18 16:56 Globe Italia e Acquirente Unico contro povertà energetica Globe Italia e Acquirente Unico contro povertà energetica

Roma, 10 ott. - (AdnKronos) - Il 5% delle famiglie italiane è in ritardo nei pagamenti delle bollette energetiche (dati Istati 2017) e circa 3 milioni di consumatori sono in 'povertà energetica', secondo una ricerca condotta da Bankitalia nel 2017. E’ quanto emerso in occasione del convegno “Più energia per crescere. Le sfide e scenari della povertà energetica in Italia e Europa”, che vede insieme Acquirente Unico e Globe Italia - Associazione Nazionale per il Clima, contro la povertà energetica.

“La povertà energetica è in crescita - afferma Andrea Péruzy, presidente e amministratore delegato di Acquirente Unico - Il bonus energia è uno degli strumenti utili a contrastare il fenomeno, ma molti degli aventi diritto non ne usufruiscono per procedure burocratiche complesse o perché non dispongono di una connessione internet o non hanno un livello di educazione digitale adeguato".

Una soluzione, per Péruzy, "potrebbe essere quella di rendere automatico il bonus attraverso il SII, la banca dati gestita da AU che contiene le anagrafiche e i dati di consumo orari dei consumatori di energia elettrica e gas. Una strada che non solo amplierebbe la platea degli aventi diritto, ma che acquisirebbe anche il valore di un segnale importante verso il Paese, dati gli sforzi che questo Governo sta compiendo sul tema dell’inclusione sociale”.

Secondo i dati dell’EU Energy Poverty Observatory, l’Italia riporta dati non soddisfacenti in molti degli indicatori utilizzati per il monitoraggio della povertà energetica, ad esempio, per quanto riguarda la capacità delle famiglie (il 15,2% - dati Istat 2017) di non poter riscaldare in modo adeguato la propria abitazione.

“La povertà energetica sta diventando un problema serio nel nostro Paese, con impatti negativi su salute e benessere dei cittadini”, commenta Enrico Giovannini, Portavoce dell’ASviS. “Per affrontarlo, oltre a migliorare il sistema degli incentivi e le procedure per utilizzarli è necessario adottare un approccio integrato, come ci suggerisce l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con un maggior coordinamento tra le varie politiche al fine di garantire una piu alta qualità della vita per le fasce più deboli”.


sostenibilita risorse nazionale 7 09-OTT-18 16:36 Reti da pesca, da rifiuto a collezioni da passerella Reti da pesca, da rifiuto a collezioni da passerella

Roma, 9 ott. - (AdnKronos) - Da rifiuto a risorsa. Le reti da pesca recuperate si trasformano in collezioni da passerella. Tra il 6 e l’8 ottobre, infatti, un team di subacquei volontari della no profit Healty Seas ha raccolto oltre 4 tonnellate di reti da pesca abbandonate nel mare al largo delle isole Eolie. In particolare, l’operazione ha permesso di recuperare una gigantesca rete da pesca, di oltre 2 tonnellate, persa oltre 10 anni fa durante una tempesta.

Le reti da pesca saranno ripulite e combinate con altri materiali di scarto in nylon e così trasformate e rigenerate in nylon Econyl, filo infinitamente rigenerabile e utilizzato nelle collezioni di Gucci, Richard Malone e Adidas. Healthy Seas, l'iniziativa al centro della missione di recupero di reti da pesca “fantasma”, organizzata in cooperazione con Aeolian Islands Preservation Fund, Blue Marine Foundation e Ghost Fishing Foundation, ha riunito i diving locali (Lipari Diving e la Gorgonia Diving Center), pescatori eoliani e Guardia Costiera.

I pescatori che hanno messo a disposizione le loro barche, si augurano che la comunità dei pescatori si sensibilizzi rispetto al problema delle reti da pesca abbandonate nei mari. Al porto, gli studenti della scuola primaria IC Lipari 1 e della scuola media IC Santa Lucia, hanno avuto l'opportunità di incontrare i subacquei e di approfondire il problema dei rifiuti marini e i principi dell'economia circolare.

Secondo i rapporti Unep e Fao, ogni anno 640.000 tonnellate di reti da pesca sono abbandonate nei mari di tutto il mondo e rappresentano circa il 10% dei rifiuti plastici presenti negli oceani. Diverse specie marine protette come delfini, tartarughe marine e capodogli sono seriamente minacciate da questi rifiuti e sono state trovate intrappolate nel Mar Tirreno, vicino alle Isole Eolie.

L'iniziativa Healthy Seas, spiega Giulio Bonazzi, presidente e ceo di Aquafil, "promuove il rispetto dell’ecosistema marino e oceanico, organizzando campagne di recupero di rifiuti solidi adagiati sui fondali e principalmente di reti da pesca abbandonate. Per noi proprio questi rifiuti sono ricchezza e materia prima che trasformiamo in Econyl, dando vita a un filo sostenibile apprezzato da grandi marchi di moda, e produttori di tappeti e di moquette. Eppure dobbiamo guardare oltre il semplice schema del recupero e riciclo dei prodotti a fine vita, pensando a design sostenibili che permettano la circolarità compiuta delle diverse fasi di vita dei prodotti e a un sistema industriale più sostenibile”.

L'iniziativa Healthy Seas opera da cinque anni nel Regno Unito, in Italia, in Grecia, nei Paesi Bassi e in Belgio. Durante questo periodo, in collaborazione con volontari subacquei e pescatori, ha recuperato oltre 375 tonnellate di reti da pesca dai mari.


sostenibilita risorse nazionale lombardia/milano 7 08-OTT-18 10:55 Dal fondali alle biotecnologie blu, ricercatori a confronto Mare Dal fondali alle biotecnologie blu, ricercatori a confronto

Roma, 8 ott. (AdnKronos) - Le infrastrutture di ricerca, lo studio dei fondali marini profondi, la formazione dei ricercatori, l'impatto delle attività umane, le biotecnologie blu. Dal 26 al 28 settembre, oltre 60 ricercatori italiani, provenienti dai diversi Enti pubblici di ricerca e dal Consorzio interuniversitario nazionale per le scienze del mare, riuniti intorno a 10 tavoli di lavoro, hanno elaborato una serie di indicazioni e di documenti presentati nel documento finale degli Stati Generali della Ricerca Marina, che si sono svolti all'università di Milano-Bicocca. Di seguito la sintesi dei lavori sui dieci tavoli.

Dal tavolo sull''Ambiente marino e fascia costiera' è emersa la necessità di dotarsi di due strumenti ritenuti indispensabili: un catasto nazionale e un osservatorio nazionale integrato dell'ambiente marino e della fascia costiera.

Dopo l'approfondimento dedicato alle 'Risorse abiotiche e biotiche marine nell’ambiente marino profondo', i ricercatori osservano che la pianificazione sostenibile a lungo termine delle attività umane in mare profondo richiede la disponibilità di informazioni: una conoscenza di dettaglio di morfologia e struttura della totalità dei fondali marini nazionali funzionale anche all’identificazione dei geo-hazard; un’adeguata conoscenza degli ecosistemi profondi per pianificare in modo corretto la gestione delle attività umane in modo che questa sia sostenibile a lungo termine e che eviti impatti su habitat e specie protette.

Le traiettorie emerse dal tavolo 'Risorse biotiche marine con particolare riferimento alla Marine Strategy europea' includono: l’impulso alla raccolta, integrazione e standardizzazione di dati raccolti, in un’ottica di open science, anche con metodologie innovative e coinvolgendo gli operatori del settore; il miglioramento delle conoscenze sul ruolo a sostegno delle risorse degli habitat, della connettività e della resilienza ai cambiamenti climatici delle specie; l’utilizzo di approcci modellistici innovativi che considerino le relazioni trofiche tra le specie e integrino diversi fattori e pressioni ambientali e antropiche ai fini gestionali; l’utilizzo di approcci partecipativi e di cogestione; il potenziamento dell’acquacultura per aumentarne la produttività e la sostenibilità.

Quanto al tavolo su 'Infrastrutture di ricerca compresa la cantieristica e la robotica marina', emerge che l’attuale mancanza di un quadro nazionale coordinato delle esigenze di utilizzo delle navi da ricerca, di altura e costiere, e di un’idonea flotta, acquisita e gestita in maniera coordinata a livello interministeriale, rappresenta una carenza importante per la ricerca e la formazione italiana in mare.

Dal tavolo 'Sostenibilità ed usi economici del mare' emerge la necessità di mettere a punto metodi di valutazione, analisi e previsione, specifici per l'ambiente marino e basati su solide conoscenze scientifiche, che permettano di comprendere le conseguenze ambientali di diversi scenari di usi multipli del sistema marino, valutarne le ricadute positive in termini sociali ed economici e quantificarne i costi anche in termini di impatto ambientale, di perdita di biodiversità e di capacità di fornire beni e servizi ecosistemici, prodotti delle attività che insistono sull'ambiente marino, considerate sia singolarmente sia complessivamente.

Il tavolo 'Biotecnologie blu' ha evidenziato la necessità di attuare un censimento a livello nazionale delle attività di biotecnologie applicate al mare e di creare una rete nazionale di partner ed organizzazioni (statali e privati) che sono attivi o sono interessati ad essere coinvolti nel settore. Inoltre, è stata evidenziata la necessità di creare una banca dati sui brevetti bio-tecnologici marini italiani e di connettere il settore biotecnologie blu con quelli della medicina e ambientale in genere.

'Skills&jobs' si è concentrato sulla formazione dei ricercatori per le scienze del mare che deve puntare su un’elevata preparazione in un’area tematica principale, associata ad un sufficiente livello di competenze in almeno un’altra area.

Per quanto riguarda gli 'Aspetti giuridici legati al mare', si sottolinea che un’eguale, solida conoscenza scientifica è richiesta per l’attuazione delle diverse normative sul mare e per la verifica, nel tempo, dei loro effetti, in particolare, in termini di tutela ambientale.

Quanto agli 'Aspetti socio-economici legati al mare', occorre individuare in maniera uniforme e misurare su solide basi scientifiche i profili socio-economici dei numerosi aggregati del mare (pesca e acquacoltura, turismo, energia, trasporti, cantieristica, …) e di ricondurli a sistema.

Infine il tavolo 'Coordinare la ricerca italiana nei programmi, progetti e istituzioni nazionali ed internazionali' suggerisce l'istituzione di un osservatorio nazionale che raccolga e renda disponibili le informazioni sui progetti in corso e appena conclusi, che abbia contezza sull’esistenza e le modalità di accesso alle banche dati, informazioni sulle infrastrutture disponibili e capacità di orientare i finanziamenti per la ricerca marina e lo sviluppo tecnologico ad essa connesso. Oltre all'istituzione di un programma nazionale, a gestione interministeriale, che coordini e gestisca un finanziamento congruo e continuo nel tempo per la ricerca marina e lo sviluppo tecnologico nel mar Mediterraneo e negli oceani.


sostenibilita risorse nazionale 7 08-OTT-18 10:18 Clima, gli esperti lanciamo l'allarme Clima, gli esperti lanciamo l'allarme

Roma, 8 ott. - (AdnKronos) - Limitare il riscaldamento globale ad un aumento di 1,5 gradi Celsius è ancora possibile, ma solo con "cambiamenti rapidi, di ampia portata e senza precedenti". E’ quanto rilevano gli esperti del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) che oggi a Incheon, nella Corea del Sud, ha presentato il rapporto speciale “Global Warming of 1.5°C”, due mesi prima della prossima conferenza ONU sul clima.

Secondo i ricercatori, con il riscaldamento globale di 1.5 ° C rispetto ai 2 ° C, l'innalzamento globale del livello del mare sarebbe inferiore di 10 cm. Inoltre, si ridurrebbe drasticamente anche la probabilità di un oceano artico senza ghiaccio in estate, e le barriere coralline diminuirebbero del 70-90%, mentre praticamente sparirebbero con 2°C.

Il rapporto afferma che sono necessari drastici cambiamenti in tutti i settori e che le emissioni di biossido di carbonio provocate dall'uomo devono diminuire di circa il 45% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2010. Inoltre, i livelli di CO2 dovrebbero raggiungere quello che viene chiamato "emissioni nette zero" entro il 2050, il che significa che eventuali emissioni residue dovranno essere compensate rimuovendo CO2 dal aria.

L'accordo di Parigi del 2015 prevedeva uno sforzo globale per mantenere gli aumenti delle tempeste sotto i 2 gradi Celsius e proseguire gli sforzi per limitare ulteriormente tale aumento a 1,5 gradi. Gli Stati Uniti hanno abbandonato l'accordo nel 2017, mettendo in dubbio la sua efficacia.

La maggior parte dei ricercatori concorda che se non si fa nulla per ridurre le emissioni di gas serra, la Terra continuerà lungo un percorso di riscaldamento globale che potrebbe raggiungere i 3 o 4 gradi Celsius sopra i livelli preindustriali.

Domani, i ministri dell'ambiente dell'Ue dovrebbero finalizzare gli obiettivi climatici del 2030, in vista dei negoziati a livello globale che si svolgeranno a dicembre a Katowice, in Polonia, sull'attuazione dell'accordo 2015.


sostenibilita world-in-progress nazionale 7 05-OTT-18 13:14 Agricoltura, ecco tutte le soluzioni a basso impatto Agricoltura, ecco tutte le soluzioni a basso impatto Novamont al Villaggio degli agricoltori della Coldiretti

Roma, 5 ott. - (AdnKronos) - Dal telo per la pacciamatura al bioerbicida. Sono tante le soluzioni a basso impatto per l'agricoltura in mostra al Villaggio degli agricoltori della Coldiretti, che apre i battenti al Circo Massimo di Roma, dedicato alla bellezza delle mille campagne italiane. Novamont, che nel 2015 ha sottoscritto un accordo strategico con Coldiretti, Fai e Cai finalizzato alla diffusione di colture per la creazione di filiere agroindustriali delle bioplastiche e dei biolubrificanti, è partner dell’iniziativa.

Allo stand Novamont (postazione n. 44) saranno in mostra tutte le soluzioni in Mater-Bi per un'agricoltura più sostenibile. Innanzitutto il telo per la pacciamatura. Certificato OK Soil, il telo in bioplastica Mater-Bi garantisce alle colture gli stessi benefici della pacciamatura tradizionale e può essere utilizzato in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi.

Grazie alla sua completa biodegradabilità non deve essere recuperato e smaltito al termine del ciclo colturale ma viene lavorato nel terreno dove è biodegradato ad opera dei microrganismi, consentendo quindi un risparmio di termini di tempo e risorse. Dal telo alla linea di biolubrificanti Matrol-Bi, interamente biodegradabili e ottenuti da risorse rinnovabili. Il 50% dei lubrificanti usati nel mondo sono dispersi nell'ambiente, spesso accidentalmente.

Si tratta di prodotti prevalentemente basati su oli minerali di origine petrolifera, scarsamente biodegradabili e caratterizzati da una non trascurabile tossicità. I prodotti della linea Matrol-Bi, a base di oli vegetali, al contrario, sono caratterizzati da elevata biodegradabilità e bassa tossicità e rappresentano una valida alternativa ai prodotti di origine fossile. Sono utilizzati come oli idraulici e per la trasmissione di macchine agricole, mezzi di movimento di terra e motori marini.

Infine, il bioerbicida per il controllo non selettivo della vegetazione. A base di acido pelargonico ottenuto da oli vegetali, agisce per solo contatto, non ha un’azione sistemica e quindi non distrugge le radici. Inoltre, non avendo effetti residuali, non agisce sulla germinazione dei semi presenti nel terreno e non interferisce con la biodiversità di suoli e acque. Utilizzato come spollonante della vite e disseccante pre-raccolta della patata.

La partnership con il Villaggio di Coldiretti è testimoniata anche dalla fornitura di stoviglie per la ristorazione in Mater-Bi, la bioplastica di Novamont biodegradabile e compostabile che può essere smaltita assieme agli scarti alimentari.

Con il marchio Mater-Bi Novamont produce e commercializza un’ampia famiglia di bioplastiche, biodegradabili e compostabili secondo lo standard UNI 13432, ottenute grazie a tecnologie proprietarie nel campo degli amidi, delle cellulose, degli oli vegetali e delle loro combinazioni, usate in tanti ambiti della vita quotidiana. Le componenti essenziali per la produzione delle bioplastiche Mater-Bi sono amido di mais e oli vegetali, non modificati geneticamente e coltivati in Europa con pratiche agricole di tipo tradizionale, creando filiere integrate.

I prodotti compostabili realizzati in Mater-Bi rappresentano soluzioni capaci di chiudere il cerchio dell’economia: evitano lo smaltimento in discarica e contribuiscono alla creazione di compost di qualità. Il modello Novamont di bioeconomia ha permesso di sperimentare filiere agricole, come quella del cardo, che produce dal seme olio, proteine, molecole attive e nuove opportunità di ricerca valorizzando i terreni non redditizi e dando opportunità per la sostituzione delle farine proteiche con prodotti locali.

Secondo Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, “queste filiere sono un laboratorio a cielo aperto che permette di collegare la ricerca con la conoscenza e l’esperienza, in grado di generare nuovi posti di lavoro e di riconnettere l’economia con la società”.


sostenibilita risorse nazionale emilia-romagna/parma 7 05-OTT-18 10:10 Al via RiVending, nuova vita a bicchieri e palette del caffè Al via RiVending, nuova vita a bicchieri e palette del caffè progetto innovativo volto a creare un’economia circolare nel settore della distribuzione automatica

Roma, 5 ott. (AdnKronos) - L'economia circolare entra nel vending grazie a RiVending, ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica per distributori automatici. Un progetto voluto da Confida - Associazione Italiana Distribuzione Automatica, Corepla - Consorzio Nazionale per la Raccolta e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, Unionplast - Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche (Federazione Gomma Plastica).

Il progetto nasce con l’idea di rendere più sostenibile il riciclo dei bicchieri di plastica utilizzati nel vending, attività di vendita e somministrazione di bevande e prodotti alimentari tramite distributori automatici, creando un 'ciclo chiuso' conforme alle richieste dell’Unione Europea nell’ottica di una efficiente economia circolare.

"Tutti, sempre e ovunque è il nostro impegno per massimizzare il riciclo degli imballaggi in plastica - precisa Antonello Ciotti, presidente Corepla - Questo progetto ben si inserisce nell'ambito delle numerose iniziative che stiamo portando avanti con azioni mirate, in settori specifici, in un'ottica di vera economia circolare".

Il progetto pilota, patrocinato dal Comune di Parma, è coordinato sul territorio da Flo Spa (Fontanellato, Parma), produttore di bicchieri monouso. Si svolgerà con la partecipazione di Molinari Buonristoro e Gesa Vending, aziende di gestione di distributori automatici, e col supporto di Iren, azienda multiservizi che si occupa, anche per la provincia di Parma, del ciclo integrato di gestione dei rifiuti.

Ma come funzionerà RiVending? I consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il caffè, saranno invitati a buttare bicchierino e paletta in un apposito contenitore che permetterà di isolare il materiale plastico di cui sono fatti dagli altri imballaggi in plastica. Questo contenitore avrà al suo interno un sacchetto di colore verde che sarà ritirato insieme al resto della raccolta differenziata da Iren, la società incaricata del servizio nella città di Parma.

Questo ciclo virtuoso di raccolta e riciclo dei bicchierini e palette del vending permetterà innanzitutto di semplificare il processo di selezione del materiale e di recuperare una plastica di altissima qualità e valore con cui si potranno creare nuovi prodotti.

L’obiettivo finale del progetto è però quello di trasformare il bicchiere usato in un nuovo bicchiere creando così nel settore un’efficiente economia circolare. I bicchieri e le palette per la distribuzione automatica sono contenitori tecnici realizzati al 100% in polistirolo.

Inoltre sono prodotti utilizzati e smaltiti spesso in prossimità del distributore, quindi facilmente recuperabili, e 'puliti' perché contengono per lo più residui che si possono eliminare con un semplice lavaggio.

"I prodotti monouso di plastica del nostro settore - precisa Massimo Trapletti, presidente di Confida - sono da sempre recuperati e riciclati all’interno della raccolta della plastica in quanto le locazioni in cui si consumano i nostri prodotti sono al 97% luoghi chiusi (uffici, fabbriche, università, ospedali e uffici pubblici). Ma oggi vogliamo fare un passo ulteriore in avanti, creando un circuito di recupero e riciclo separato, un circuito chiuso che possa portare in pochi anni ad una completa economia circolare".

Al progetto pilota di RiVending hanno già aderito importanti aziende ed enti presenti sul territorio di Parma e Provincia, tra i quali Comune di Parma, Università di Parma, la stessa Iren, Barilla Spa e Gazzetta di Parma. Una volta conclusa questa fase pilota, l’obiettivo è di estendere RiVending all’intera città di Parma per poi interessare anche altre Province del territorio italiano.

Da ricordare che l’Italia è il primo Paese per numero di distributori automatici, diffusi principalmente nell’industria, seguita dagli uffici privati, dal commercio, dal mondo della scuola e delle università, dagli ospedali e dagli uffici pubblici. Un settore, quello del vending, che in Italia interessa oltre 20 milioni di consumatori ed impiega ben 35mila persone.


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 04-OTT-18 13:14 In un festival tutte le visioni future delle città In un festival tutte le visioni future delle città In programma a Torino dal 19 al 21 ottobre

Roma, 4 ott. - (AdnKronos) - Un intero festival dedicato alle visioni future delle città. Con un programma di incontri, dibattiti, mostre e ospiti da diverse città nel mondo torna 'Torinostratosferica Utopian Hours', il primo festival italiano di city making che si terrà a Torino dal 19 al 21 ottobre. Come sede, lo spazio ex industriale recuperato di Q35, in via Quittengo 35, che ospiterà anche 6 mostre tematiche.

Il palco del festival proporrà speaker internazionali e nomi emergenti per raccontare il panorama contemporaneo di idee sulla città, visioni inaspettate e progetti innovativi legati a temi urbani che viviamo ogni giorno: luoghi nuovi, spazio pubblico, qualità della vita, bici e mobilità, rigenerazione, sviluppo sostenibile, sfide future.

Il festival proporrà un mix di interventi e mostre per immaginare la città al suo meglio: una 3 giorni di celebrazione della città; un festival divulgativo in cui vengono unite insieme pratiche diverse come branding, city marketing, esplorazione urbana, place making, storytelling e molto altro.

Sul palco si succederanno 30 ospiti da varie città nel mondo (New York, Detroit, Boston, Arcosanti, Copenaghen, Helsinki, Berlino, Parigi, Londra, Oslo, Rotterdam, Lisbona, Praga) con l’obiettivo di stimolare azioni innovative nel disegno della città.

Tra gli highlight, speaker internazionali come Mikael Colville-Andersen, guru della mobilità ciclabile e volto della serie tv The Life-Sized City (in onda su laEffe come Racconti dalle città del futuro) e Martin Barry, pensatore urbano e protagonista con progetti innovativi nel centro di Praga.

Dagli Stati Uniti arrivano Aaron Foley, scrittore e primo Chief Storyteller ufficiale di Detroit e Jeff Stein, direttore di Arcosanti, la città utopica costruita in Arizona dall’architetto torinese Paolo Soleri. Infine anche un focus sulle esperienze di rigenerazione urbana lungo fiumi e waterfront attraverso i fortunati esempi di Oslo e Helsinki. Torinostratosferica è organizzato nell'ambito di Torino Design of the City.


sostenibilita in-pubblico nazionale 7 04-OTT-18 11:15 Agenda 2030, Italia in grave ritardo Agenda 2030, Italia in grave ritardo

Roma, 4 ott. (AdnKronos) - L’Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile, quella declinata nei 17 obiettivi dell’Agenda 2030. E anche negli ambiti in cui si registrano miglioramenti, a meno di immediate azioni concrete e coordinate, sarà impossibile rispettare gli impegni presi dal nostro Paese il 25 settembre del 2015 all’Assemblea Generale dell’Onu. E' quanto emerge dal Rapporto dell’ASviS 2018, presentato oggi alla Camera dei Deputati, nel quale si fa il punto sullo stato di avanzamento dell’Italia e dei suoi territori verso i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, avanzando anche proposte concrete.

In particolare, tra il 2010 e il 2016, l’Italia è peggiorata in cinque aree: povertà (Goal 1), condizione economica e occupazionale (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle città (Goal 11) ed ecosistema terrestre (Goal 15). Per quattro la situazione è rimasta invariata: acqua e strutture igienico-sanitarie (Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizione dei mari (Goal 14) e qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16). Segni di miglioramento si registrano, invece, per alimentazione e agricoltura sostenibile (Goal 2), salute (Goal 3), educazione (Goal 4), uguaglianza di genere (Goal 5), innovazione (Goal 9), modelli sostenibili di produzione e di consumo (Goal 12), lotta al cambiamento climatico (Goal 13), cooperazione internazionale (Goal 17).

Serve dunque un urgente cambio di passo. "Si sono già persi tre anni per dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile. Il 2030 è dietro l’angolo e molti obiettivi vanno raggiunti entro il 2020 - sottolinea il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini - Oltre all’immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l’ASviS chiede al presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l’attuazione della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, di trasformare il Cipe in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni".

"Il messaggio che emerge dal Rapporto 2018, frutto del lavoro di oltre 300 esperti dell’ASviS, è di forte preoccupazione per i ritardi accumulati dalla politica che in questi tre anni non ha affrontato in modo integrato i tanti problemi del Paese - sottolinea il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini - Tuttavia, il Rapporto è anche portatore di speranza perché dà conto delle iniziative di numerosi soggetti economici e sociali, nonché di tantissime persone, che stanno cambiando i modelli di business, di produzione, di consumo, di comportamento, con evidenti benefici, anche economici".

Il Rapporto, infatti, segnala l’avvio di programmi educativi nelle scuole e nelle università sullo sviluppo sostenibile, di iniziative finalizzate a coinvolgere imprese, comunità locali e persone singole sulle diverse questioni dell’Agenda 2030, oltre che politiche adottate negli ultimi dodici mesi (come l’introduzione del Reddito di Inclusione per ridurre la povertà) e le occasioni mancate.

"Ciò che manca - aggiunge il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini - è una visione coordinata delle politiche per costruire un futuro dell’Italia equo e sostenibile. Il confronto tra le forze politiche nelle ultime elezioni non si è svolto intorno a programmi chiari e con un orientamento in tal senso. L’imminente Legge di Bilancio deve cogliere le enormi opportunità, anche economiche, offerte dalla transizione allo sviluppo sostenibile. Il fattore tempo è cruciale".

In particolare, l’ASviS ribadisce l’urgenza di: introdurre lo sviluppo sostenibile tra i principi fondamentali della nostra Costituzione; attivare a Palazzo Chigi la Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile prevista dalla Direttiva della Presidenza del Consiglio del 16 marzo; dotare la Legge di Bilancio di un rapporto sull’impatto atteso sui 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) entrati nella programmazione finanziaria.

Ancora: trasformare il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe) in 'Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile'; adottare un’Agenda urbana nazionale basata sugli SDGs, che si proponga come l’articolazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile per le aree metropolitane; istituire presso la Presidenza del Consiglio un organismo permanente per la concertazione con la società civile delle politiche a favore della parità di genere; predisporre 'linee guida' per le amministrazioni pubbliche affinché applichino standard ambientali e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli SDGs.

E infine: intervenire con la Legge di Bilancio o con altro strumento normativo agile per assicurare il conseguimento dei 22 Target che devono essere raggiunti entro il 2020; allargare l’insieme di imprese soggette all’obbligo di rendicontazione non finanziaria, strumento ormai indispensabile per accedere al crescente flusso di investimenti attivati dalla 'finanza sostenibile'.


sostenibilita csr nazionale 7 04-OTT-18 09:48 Trenitalia: "Tutti nostri treni sostenibili" Trenitalia: "Tutti nostri treni sostenibili"

Milano, 4 ott. (Adnkronos) - "Ferrovie dello Stato ha sempre mostrato grande interesse alla CSR. Non è un concetto velleitario ma deve entrare nella nostra quotidiana gestione dell’azienda". Parla così Tiziano Onesti, presidente di Trenitalia del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a margine del salone della CSR a Milano. 

"Tutta l’esperienza di viaggio è orientata a far si che il viaggiatore stia bene - dice Onesti - non è solo uno slogan ma un fattore a cui teniamo molto. Tutti i nostri treni sposano a pieno il modello di sostenibilità: mirano a salvaguardare ciò che lasciamo ai nostri figli. Questo vuole dire essere sostenibili, adottare sempre atteggiamenti sostenibili e responsabili nella gestione della nostre imprese". 


sostenibilita best-practices liguria/genova nazionale lombardia/milano 7 03-OTT-18 12:47 ColleghiAmoGenova, con carpooling 5mila auto in meno Ponte Morandi ColleghiAmoGenova, con carpooling 5mila auto in meno

Roma, 3 ott. (AdnKronos) - Oltre 2.500 viaggi condivisi in meno di un mese e 5.000 auto lasciate a casa e tolte dalle strade del capoluogo ligure: questi i primi risultati di ColleghiAmoGenova, il progetto lanciato a inizio settembre 2018 da Jojob, operatore di carpooling aziendale in Italia, con lo scopo di facilitare la viabilità di Genova, ridurre il traffico cittadino e ricollegare le aree industriali più difficili da raggiungere in seguito alle conseguenze del crollo del Ponte Morandi.

I numeri, presentati da Jojob in occasione del Salone della Csr a Milano, mostrano che tra Genova e Provincia sono più di 1.500 gli iscritti al servizio di carpooling aziendale: con l’iniziativa ColleghiAmoGenova, per cui tutti gli abitanti che utilizzano il proprio mezzo per raggiungere il posto di lavoro possono condividere l’auto con chi ha difficoltà ad attraversare la città per recarsi al lavoro, il numero è aumentato del 20% nell’ultimo mese, con una prevalenza di donne tra i nuovi iscritti, che si attestano al 60%, e il restante 40% rappresentato da uomini.

Per quanto riguarda gli equipaggi, se in media in Italia viaggiano a bordo della stessa auto 2,32 persone, a Genova il dato è nettamente più alto, con una media di 2,94 persone ad equipaggio, che segnala un’ottima propensione a condividere l’auto da parte dei genovesi.

In media cittadini e lavoratori liguri percorrono in carpooling tragitti casa-lavoro di 15-35 km. La rotta più battuta è Savona-Genova, seguita da Sestri Levante-Genova, Ovada-Genova, Novi Ligure-Genova.

Con 'ColleghiAmoGenova', Jojob ha risposto all’appello del Comune di Genova per individuare soluzioni che alleggeriscano la viabilità del capoluogo, mettendo gratuitamente a disposizione della città il servizio di carpooling aziendale per facilitare gli spostamenti nella tratta casa-lavoro.

Per attivare il servizio è sufficiente scaricare l’app 'Jojob Carpooling' su smartphone o registrarsi su www.jojob.it/colleghiamogenova, inserire i codici dell’area in cui si trova l’azienda per cui si lavora o il Cap di destinazione, pubblicare il proprio tragitto casa-lavoro e individuare passeggeri o autisti con cui condividere la tratta.

"I genovesi hanno risposto positivamente alla proposta di condividere l’auto sulla piattaforma, considerando inoltre che più di 50 aziende hanno richiesto codici dedicati da comunicare ai propri dipendenti, per dare loro la possibilità di raggiungere insieme il luogo di lavoro, dimostrando allo stesso tempo interesse verso soluzioni innovative che facilitano la mobilità di un’intera città", spiega Gerard Albertengo, founder di Jojob.

La tendenza positiva all’utilizzo del carpooling aziendale è stata registrata anche da Ansaldo Energia, azienda che da gennaio ha aderito al servizio offerto da Jojob e interessata da vicino dal crollo del Ponte: tra fine agosto e settembre il numero di dipendenti iscritti al portale per la condivisione dell’auto è cresciuto del 12% e i viaggi certificati da luglio a settembre sono aumentati del 28%. L’Istituto Italiano di Tecnologia, istituto di ricerca genovese, segnala invece una crescita degli iscritti del 17% e un +70% di viaggi certificati.


sostenibilita csr nazionale lombardia/milano 7 03-OTT-18 12:01 Zenit e CasaOz, quando la finanza incontra il Terzo Settore Zenit e CasaOz, quando la finanza incontra il Terzo Settore Finanza e Terzo Settore insieme, il progetto presentato al Salone della CSR

Roma, 3 ott. - (AdnKronos) - Un percorso di 'restituzione sociale', a partire dal progetto Minibond che finanzia le piccole e medie imprese italiane con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e alla crescita reale delle aziende e del loro territorio.

Ad intraprenderlo, Zenit SGR, società di gestione risparmio indipendente presente sul mercato da oltre 20 anni, ha voluto intraprendere che ha scelto anche di sostenere una realtà come CasaOz, associazione che accoglie, sostiene e accompagna i bambini e le loro famiglie quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia e della disabilità, devolvendo una quota delle commissioni del Fondo Progetto Minibond Italia.

All’edizione 2018 del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, Zenit SGR e CasaOz hanno presentato il percorso che li vede insieme ormai da anni.

Nello specifico, quest'anno Zenit Sgr ha partecipato alla realizzazione di uno spettacolo teatrale in cui i ragazzi di CasaOz sono i protagonisti. Il musical, ispirato al film d’animazione Toy Story, è testimone di quanto la musica, la recitazione e il coinvolgimento emozionale riescano ad abbattere le differenze di qualsiasi natura, psichica o motoria, trasformandole in energia positiva.

Zenit SGR sostiene CasaOz grazie al Fondo Progetto Minibond Italia, devolvendo una quota delle proprie commissioni all’associazione torinese. Questa scelta rappresenta una novità nel mercato dei Minibond, strumenti di finanziamento nati con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e alla crescita delle Piccole e Medie Imprese e del loro territorio.

“Il Fondo Progetto Minibond Italia di Zenit va oltre il suo principale obiettivo, consentendoci di intraprendere anche un percorso di restituzione sociale - spiega Francesca Cerminara, responsabile Bond e Valute della SGR, -Zenit ha, infatti, voluto contribuire al sostegno di quelle famiglie in difficoltà, per la malattia o la diversità di un loro piccolo, e che trovano in CasaOz un’oasi di protezione e aiuto”.

“Da 10 anni aiutiamo le famiglie ad affrontare uno dei momenti più difficili della vita, la malattia di un figlio – dichiara Enrica Baricco, presidente di CasaOz – Tutte le nostre attività hanno un unico obiettivo: restituire la quotidianità. Perché questo avvenga, abbiamo bisogno del supporto anche delle aziende, alle quali chiediamo di essere continuative nel rapporto con noi. La collaborazione con Zenit è la dimostrazione che la contaminazione tra profit e no profit funziona. Speriamo che possa essere un esempio per nuove proficue alleanze”.

Testimone di questa partnership, che vede alleate finanza e Terzo Settore, il video “Zenit per CasaOz – Laboratorio di coro e teatro 2018”, presentato al Salone della CSR. Protagonisti sono i bambini di CasaOz che hanno partecipato, durante l’anno, a un programma di laboratori e coro, culminato con la realizzazione dello spettacolo teatrale nel quale i piccoli sono gli attori e gli interpreti principali.


sostenibilita csr lombardia/milano nazionale 7 02-OTT-18 16:21 Bullyctionary, il bullismo dalla A alla Z Bullyctionary, il bullismo dalla A alla Z

Roma, 2 ott. - (AdnKronos) - Si chiama Bullyctionary ed è il primo dizionario online, scritto con i ragazzi, che raccoglie e monitora le parole più utilizzate dai bulli in rete. Ma è anche un progetto, che prevede incontri in tutta Italia rivolti alle famiglie, per informare, sensibilizzare ed educare sul cyberbullismo. Ed è valso a Generali Italia il “Premio Areté” per la Comunicazione d’Impresa, assegnato nell’ambito del Salone CSR 2018 di Milano e promosso da Nuvolaverde Onlus con Confindustria, Abi e Gruppo 24 Ore.

Questa la motivazione del premio: “L’azione va in molte direzioni: i ragazzi innanzitutto, la famiglia attraverso i luoghi di lavoro, il web. Azione corale su un tema che coinvolge tutti e che va affrontato in armonia senza terrorismo psicologico”.

Con Bullyctionary, spiega Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Sostenibilità di Generali Italia, "grazie alle nostre agenzie sul territorio, agli amici di Informatici Senza Frontiere e all’importante contributo di testimonial d’eccezione, vogliamo fare sistema comune per contrastare il cyberbullismo. Intendiamo così creare una rete virtuosa a supporto dei ragazzi e delle famiglie”.

Per sensibilizzare i ragazzi sul fenomeno sono stati infatti coinvolti dei testimonial d’eccezione. Al Salone della CSR di quest’anno il musicista Saturnino con Federico Basso e Davide Paniate dei Boiler di Zelig, hanno trattato il tema del bullismo con musica e parole.

Saturnino e il duo dei Boiler, si aggiungono alla squadra di ambassador di Bullyctionary: la creator Sofia Viscardi, il cantante Michele Bravi, i campioni italiani di rugby Edoardo Gori, Tommaso Allan e Alessandro Zanni, e Mauro Sanchini, ex motociclista italiano ora telecronista della MotoGP.

“Bullyctionary”, nato dalla collaborazione con J. Walter Thompson Italia e lanciato con Informatici Senza Frontiere, è un progetto aperto e collaborativo a cui tutti possono aderire candidando una o più parole sul sito http://www.bullyctionary.generali.it/ e partecipando agli incontri sul territorio nelle Agenzie di Generali.


sostenibilita tendenze nazionale 7 02-OTT-18 13:26 Bioshopper al posto dei sacchetti tradizionali, accordo Co-op UK-Novamont Bioshopper al posto dei sacchetti tradizionali, accordo Co-op UK-Novamont Prevista fornitura di sacchetti in bioplastica in alternativa a quelli tradizionali in plastica

Roma, 2 ott. (AdnKronos) - Sacchetti per la spesa in bioplastica, adatti per la raccolta dei rifiuti e il compostaggio domestico, al posto delle tradizionali buste per la spesa. Co-op UK e Novamont hanno stipulato un accordo di collaborazione finalizzato alla fornitura alla catena di distribuzione britannica di un nuovo tipo di sacchetti per la spesa in bioplastica, in alternativa ai tradizionali sacchetti di plastica non biodegradabili e non compostabili.

La decisione rientra nell'ambito della strategia etica avviata il 27 settembre da Co-op, grazie alla quale circa 60 milioni di sacchetti della spesa monouso, che ammontano a quasi 340 tonnellate di plastica, verranno progressivamente eliminati.

Il programma definisce le modalità di messa al bando da parte di Co-op UK dei prodotti di plastica monouso caratteristici del marchio e di riduzione dell'uso complessivo degli imballaggi in plastica entro cinque anni, oltre all'abbandono dei materiali difficili da riciclare, come la plastica nera.

I sacchetti per la spesa compostabili leggeri, che possono essere utilizzati per la spesa e riutilizzati per i rifiuti organici verranno consegnati a circa 1400 punti vendita Co-op, inizialmente nei grandi centri urbani e a seguire nelle piccole città e nei Paesi in cui i sacchetti sono ammessi per la raccolta dei rifiuti alimentari. I nuovi sacchetti per la spesa avranno le stesse dimensioni, resistenza e prezzo (5 penny) di quelli in plastica tradizionale e sono stati sviluppati nell'ambito di una stretta collaborazione con tutta la catena di fornitura, inclusi il trasformatore italiano e il distributore dei sacchetti per il Regno Unito.

Co-op prenderà contatti con le altre amministrazioni locali assieme al personale di Novamont UK specializzato nel campo dei rifiuti per cercare di utilizzare i sacchetti in un maggior numero di punti vendita. Si tratta di un obiettivo fondamentale per contribuire a sensibilizzare maggiormente i consumatori a partecipare alle iniziative di riciclo dei rifiuti alimentari promosse dagli enti locali. Inoltre Novamont organizzerà una campagna di comunicazione destinata ai consumatori basata sull'esperienza acquisita con altre importanti catene di distribuzione che utilizzano sacchetti per la spesa compostabili in Mater-Bi.

"I nostri soci e i nostri clienti si aspettano da noi che li mettiamo in condizioni di effettuare scelte più etiche, e il nostro impegno va esattamente in tal senso - afferma Iain Ferguson, responsabile ambientale di Co-op - I sacchetti per la spesa sono espressamente progettati per aiutare gli enti locali nel riciclo dei rifiuti alimentari, sostenere l'impegno delle comunità e degli abitanti e ridurre l'inquinamento della plastica in modo mirato".

"Novamont è stata costituita in funzione della bioeconomia circolare, della rigenerazione industriale di aree locali e della produzione di materiali di origine vegetale e compostabili alternativi alla plastica tradizionale derivante da fonti fossili - sottolinea l'amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli - Questa iniziativa di Co-op UK prevede una forte adesione da parte delle principali regioni del Regno Unito, come Greater Manchester, per contribuire alla realizzazione di un sistema di raccolta e gestione dei rifiuti organici nel quale i rifiuti domestici si trasformano nuovamente in una risorsa attraverso il compostaggio industriale e domestico, come già avviene in città quali Milano, Copenhagen, Ginevra, New York, Parigi e San Francisco".

L'impegno di Co-op sul versante della plastica è finalizzato a rendere facilmente riciclabili tutte le confezioni col suo marchio entro il 2023. L'azienda ha promesso di utilizzare almeno il 50% di plastica riciclata nelle bottiglie, nei vasetti, nelle vaschette e nei cestelli entro il 2021. Tutte le confezioni in plastica nera e scura col suo marchio, comprese le vaschette nere per pasti pronti, verranno eliminate entro il 2020.

Circa tre prodotti Co-op su quattro sono attualmente ampiamente riciclabili, dato che corrisponde al 95% dei suoi prodotti, misurati in peso. L'azienda ha ridotto la plastica difficile da riciclare, come i vassoi per la pizza, le vaschette per il sushi e le confezioni di pasti pronti, ma ha promesso di fare di più. La riduzione dell'uso della plastica, abbinata al nuovo impegno sul versante dei sacchetti per la spesa, equivale alla messa fuori produzione di 125 milioni di bottiglie in plastica per l'acqua.


sostenibilita csr nazionale 7 02-OTT-18 12:37 Bnl e Bnp Paribas protagonisti al Salone della CSR Bnl e Bnp Paribas protagonisti al Salone della CSR

Roma, 2 ott. (AdnKronos) - Condividere esperienze ed iniziative internazionali sul fronte della sostenibilità sociale ed ambientale e esplorare il settore degli investimenti socialmente responsabili. Ma non solo. Anche approfondire il tema dell’inclusione, nel lavoro e nella Società, e della lotta ad ogni tipo di diversità, in primis quella di genere, e parlare di sostegno al terzo settore. E' intenso il programma di BNL-BNP Paribas al "Salone della CSR e dell’Innovazione sociale", il più importante evento del settore, in programma a Milano, all’Università Bocconi.

Titolo di questa 6° edizione è "Le rotte della sostenibilità", quella stessa sostenibilità, segnala l'Istituto, "che è nei valori e nella strategia di BNP Paribas e coinvolge il business, l’organizzazione e la governance" di tutto il Gruppo. "Agire in modo socialmente responsabile è oggi un fattore imprescindibile di esistenza e sviluppo per un’azienda ed ancor più per una realtà globale come BNP Paribas, che opera in più di 73 paesi nel mondo" afferma Mauro Bombacigno, Direttore Engagement BNP Paribas Italia.

"CSR - segnala il manager- per noi significa impegno, continuo e concreto, per una Società migliore, per un mondo più sano, per un’economia più vicina alle persone e al loro benessere, con uno sguardo al futuro e alle nuove generazioni".

Mauro Bombacigno racconterà l’esperienza di BNL e di BNP Paribas durante una delle sessioni di apertura del Salone, dal titolo "Economia reale e finanza sostenibile, una collaborazione strategica".

E’ invece dedicato ai giovani l’incontro odierno presieduto da Claudia Schininà, Responsabile CSR di BNL. Un appuntamento per parlare con le nuove generazioni di sostenibilità, approfondire le loro preoccupazioni e speranze per immaginare insieme un domani migliore. Cristina Galbusera, Responsabile People Development Center BNL, interverrà invece domani, 3 ottobre, nel seminario dedicato alla Diversità, un valore aziendale e sociale per un mondo del lavoro ed una Società più inclusivi, attenti


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 02-OTT-18 12:20 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10

Milano, 2 ott. - (AdnKronos) - L’85% degli italiani considera i prodotti sostenibili più innovativi e qualitativamente superiori. Lo rivela un'indagine Ipsos realizzata per 'Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale', l'evento dedicato alla corporate social responsibility al via oggi, 2 ottobre, all’Università Bocconi di Milano. In generale, sono il 72% gli italiani interessati alla sostenibilità, un numero in netta crescita rispetto al passato.

Il 20% sono veri e propri sostenitori, persone che credono nella sostenibilità e nei suoi valori e agiscono di conseguenza, e il 50% sono aperti, mediamente informati e attitudinalmente predisposti ad attivare comportamenti sostenibili. C’è poi un 13% di scettici, persone discretamente informate ma con scarsa attitudine a comportamenti sostenibili anche perché temono che l’enfasi su questi temi nasconda solo finalità commerciali; e infine un 17% di indifferenti, decisamente poco interessati all’argomento.

“Prevale largamente nel campione un atteggiamento di grande adesione ai temi della sostenibilità – commenta Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos - anche se esiste una parte di scettici, preoccupati che la sostenibilità possa diventare un espediente di marketing, qualcosa di poco aderente alla realtà delle imprese. Come si fa a recuperarli? Senz’altro attraverso terze parti come gli enti certificatori esterni, considerati efficaci dal 42% del campione, o le associazioni di consumatori, ambientaliste o umanitarie, considerate efficaci dal 35% delle persone".

Ma, secondo Pagnoncelli, "è fondamentale una grandissima trasparenza da parte delle imprese: i diversi strumenti di comunicazione come i siti internet o i bilanci di responsabilità sociale, per citare solo i più semplici, devono concorrere a rendere credibile l’impegno strategico verso la sostenibilità, che è importante oggi e soprattutto per il futuro delle aziende italiane”.

Ma se le imprese hanno un ruolo importante nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, altrettanto cruciale è il comportamento dei cittadini. La ricerca realizzata per Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale ha indagato cosa spinge le persone ad acquistare prodotti sostenibili ed evidenzia che il vero punto di svolta sta nella qualità. Il 77% degli italiani infatti basa le sue scelte di acquisto sulla qualità, che significa origine delle materie, sostenibilità del packaging, attenzione alla filiera e alla produzione.

Il desiderio di “consumare bene” è associato ad una crescente attenzione alla qualità e rappresenta il driver più pervasivo e duraturo nelle scelte verso prodotti sostenibili. Prodotti per i quali le persone sono disposte a spendere anche il 10% in più. Il termine Csr, Corporate social responsibility, è meno conosciuto dalle persone rispetto a sostenibilità. Solo l’11% sa bene di cosa si tratta, mentre il 40% la conosce a grandi linee e il 29% ne ha sentito parlare.

Tuttavia 2 cittadini su 3 ritengono che la Csr dovrebbe guidare tutte le scelte aziendali nel futuro. Un impegno che è anche sinonimo di successo per le imprese: per il 68% della popolazione mondiale le aziende che avranno successo saranno quelle che daranno un contributo positivo alla società e il 64% degli italiani considerano la CSR come un driver di successo aziendale.

Una correlazione, quella fra sostenibilità e risultati economici complessivi, che è già evidente anche nel nostro Paese: fra le medie imprese industriali italiane che hanno investito nel green nel 2016, il 58% ha aumentato il fatturato, il 41% ha incrementato l’occupazione e il 49% ha visto aumentare l’export (dati Unioncamere e Symbola, Greenitaly 2017). La comunicazione è quindi fondamentale ma resta un fattore ancora critico dal momento che il 76% della popolazione ritiene difficile capire quali imprese siano veramente sostenibili.

“Sono sempre di più le imprese che inseriscono la sostenibilità nei loro piani strategici. In questi casi la Csr diventa motore di cambiamento anche nella relazione con i portatori d’interesse. Le organizzazioni che lo hanno capito adottano strategie di comunicazione dove trasparenza, innovazione, coerenza sono valori sempre più importanti. Purtroppo però ancora molte organizzazioni responsabili nei fatti non valorizzano in modo adeguato il loro impegno sociale e ambientale" spiega Rossella Sobrero del Gruppo Promotore del Salone della Csr e dell’innovazione sociale.

Il Salone, spiega la Sobrero, "serve anche a far conoscere i progetti e le esperienze di chi ha scelto la strada del cambiamento per rispondere a un mercato in rapida evoluzione. Grazie a 188 organizzazioni “protagoniste”, 87 eventi e 392 relatori il Salone offrirà anche quest’anno un programma ricco e articolato. L’obiettivo è individuare quali sono le principali “rotte” che le imprese hanno scelto nel loro percorso di innovazione. Il Salone è aperto a tutti – conclude Sobrero – e la partecipazione è libera e gratuita”.

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si apre il 2 ottobre alla presenza di Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, con un evento dedicato a “Le rotte della sostenibilità”. Sempre il 2 ottobre al Salone interverrà Saturnino, musicista d’eccezione e collaboratore storico di Lorenzo Jovanotti, per presentare il progetto Bullyctionary: il primo dizionario online scritto con i ragazzi che raccoglie e monitora le parole più utilizzate dai bulli in rete, al quale si affiancano incontri in tutta Italia rivolti agli adulti, grazie alle Agenzie di Generali Italia. Insieme ai presentatori sopra le righe, Federico e Davide dei Boiler di Zelig, Saturnino racconterà con musica e parole, durante l’evento al Salone della Csr e dell’innovazione sociale, come l’intelligenza delle parole può vincere sulla violenza del bullismo.


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 01-OTT-18 15:10 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10

Milano, 1 ott. - (AdnKronos) - L’85% degli italiani considera i prodotti sostenibili più innovativi e qualitativamente superiori. Lo rivela un'indagine Ipsos realizzata per 'Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale', l'evento dedicato alla corporate social responsibility al via domani, 2 ottobre, all’Università Bocconi di Milano. In generale, sono il 72% gli italiani interessati alla sostenibilità, un numero in netta crescita rispetto al passato.

Il 20% sono veri e propri sostenitori, persone che credono nella sostenibilità e nei suoi valori e agiscono di conseguenza, e il 50% sono aperti, mediamente informati e attitudinalmente predisposti ad attivare comportamenti sostenibili. C’è poi un 13% di scettici, persone discretamente informate ma con scarsa attitudine a comportamenti sostenibili anche perché temono che l’enfasi su questi temi nasconda solo finalità commerciali; e infine un 17% di indifferenti, decisamente poco interessati all’argomento.

“Prevale largamente nel campione un atteggiamento di grande adesione ai temi della sostenibilità – commenta Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos - anche se esiste una parte di scettici, preoccupati che la sostenibilità possa diventare un espediente di marketing, qualcosa di poco aderente alla realtà delle imprese. Come si fa a recuperarli? Senz’altro attraverso terze parti come gli enti certificatori esterni, considerati efficaci dal 42% del campione, o le associazioni di consumatori, ambientaliste o umanitarie, considerate efficaci dal 35% delle persone".

Ma, secondo Pagnoncelli, "è fondamentale una grandissima trasparenza da parte delle imprese: i diversi strumenti di comunicazione come i siti internet o i bilanci di responsabilità sociale, per citare solo i più semplici, devono concorrere a rendere credibile l’impegno strategico verso la sostenibilità, che è importante oggi e soprattutto per il futuro delle aziende italiane”.

Ma se le imprese hanno un ruolo importante nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, altrettanto cruciale è il comportamento dei cittadini. La ricerca realizzata per Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale ha indagato cosa spinge le persone ad acquistare prodotti sostenibili ed evidenzia che il vero punto di svolta sta nella qualità. Il 77% degli italiani infatti basa le sue scelte di acquisto sulla qualità, che significa origine delle materie, sostenibilità del packaging, attenzione alla filiera e alla produzione.

Il desiderio di “consumare bene” è associato ad una crescente attenzione alla qualità e rappresenta il driver più pervasivo e duraturo nelle scelte verso prodotti sostenibili. Prodotti per i quali le persone sono disposte a spendere anche il 10% in più. Il termine Csr, Corporate social responsibility, è meno conosciuto dalle persone rispetto a sostenibilità. Solo l’11% sa bene di cosa si tratta, mentre il 40% la conosce a grandi linee e il 29% ne ha sentito parlare.

Tuttavia 2 cittadini su 3 ritengono che la Csr dovrebbe guidare tutte le scelte aziendali nel futuro. Un impegno che è anche sinonimo di successo per le imprese: per il 68% della popolazione mondiale le aziende che avranno successo saranno quelle che daranno un contributo positivo alla società e il 64% degli italiani considerano la CSR come un driver di successo aziendale.

Una correlazione, quella fra sostenibilità e risultati economici complessivi, che è già evidente anche nel nostro Paese: fra le medie imprese industriali italiane che hanno investito nel green nel 2016, il 58% ha aumentato il fatturato, il 41% ha incrementato l’occupazione e il 49% ha visto aumentare l’export (dati Unioncamere e Symbola, Greenitaly 2017). La comunicazione è quindi fondamentale ma resta un fattore ancora critico dal momento che il 76% della popolazione ritiene difficile capire quali imprese siano veramente sostenibili.

“Sono sempre di più le imprese che inseriscono la sostenibilità nei loro piani strategici. In questi casi la Csr diventa motore di cambiamento anche nella relazione con i portatori d’interesse. Le organizzazioni che lo hanno capito adottano strategie di comunicazione dove trasparenza, innovazione, coerenza sono valori sempre più importanti. Purtroppo però ancora molte organizzazioni responsabili nei fatti non valorizzano in modo adeguato il loro impegno sociale e ambientale" spiega Rossella Sobrero del Gruppo Promotore del Salone della Csr e dell’innovazione sociale.

Il Salone, spiega la Sobrero, "serve anche a far conoscere i progetti e le esperienze di chi ha scelto la strada del cambiamento per rispondere a un mercato in rapida evoluzione. Grazie a 188 organizzazioni “protagoniste”, 87 eventi e 392 relatori il Salone offrirà anche quest’anno un programma ricco e articolato. L’obiettivo è individuare quali sono le principali “rotte” che le imprese hanno scelto nel loro percorso di innovazione. Il Salone è aperto a tutti – conclude Sobrero – e la partecipazione è libera e gratuita”.

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si apre il 2 ottobre alla presenza di Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, con un evento dedicato a “Le rotte della sostenibilità”. Sempre il 2 ottobre al Salone interverrà Saturnino, musicista d’eccezione e collaboratore storico di Lorenzo Jovanotti, per presentare il progetto Bullyctionary: il primo dizionario online scritto con i ragazzi che raccoglie e monitora le parole più utilizzate dai bulli in rete, al quale si affiancano incontri in tutta Italia rivolti agli adulti, grazie alle Agenzie di Generali Italia. Insieme ai presentatori sopra le righe, Federico e Davide dei Boiler di Zelig, Saturnino racconterà con musica e parole, durante l’evento al Salone della Csr e dell’innovazione sociale, come l’intelligenza delle parole può vincere sulla violenza del bullismo.


sostenibilita appuntamenti nazionale 7 01-OTT-18 15:08 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10 Prodotti green più innovativi per 8 italiani su 10 I dati sono della ricerca Ipsos realizzata per 'Il Salone della Csr' al via domani a Milano

Milano, 1 ott. - (AdnKronos) - L’85% degli italiani considera i prodotti sostenibili più innovativi e qualitativamente superiori. Lo rivela un'indagine Ipsos realizzata per 'Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale', l'evento dedicato alla corporate social responsibility al via domani, 2 ottobre, all’Università Bocconi di Milano. In generale, sono il 72% gli italiani interessati alla sostenibilità, un numero in netta crescita rispetto al passato.

Il 20% sono veri e propri sostenitori, persone che credono nella sostenibilità e nei suoi valori e agiscono di conseguenza, e il 50% sono aperti, mediamente informati e attitudinalmente predisposti ad attivare comportamenti sostenibili. C’è poi un 13% di scettici, persone discretamente informate ma con scarsa attitudine a comportamenti sostenibili anche perché temono che l’enfasi su questi temi nasconda solo finalità commerciali; e infine un 17% di indifferenti, decisamente poco interessati all’argomento.

“Prevale largamente nel campione un atteggiamento di grande adesione ai temi della sostenibilità – commenta Nando Pagnoncelli, Presidente di Ipsos - anche se esiste una parte di scettici, preoccupati che la sostenibilità possa diventare un espediente di marketing, qualcosa di poco aderente alla realtà delle imprese. Come si fa a recuperarli? Senz’altro attraverso terze parti come gli enti certificatori esterni, considerati efficaci dal 42% del campione, o le associazioni di consumatori, ambientaliste o umanitarie, considerate efficaci dal 35% delle persone".

Ma, secondo Pagnoncelli, "è fondamentale una grandissima trasparenza da parte delle imprese: i diversi strumenti di comunicazione come i siti internet o i bilanci di responsabilità sociale, per citare solo i più semplici, devono concorrere a rendere credibile l’impegno strategico verso la sostenibilità, che è importante oggi e soprattutto per il futuro delle aziende italiane”.

Ma se le imprese hanno un ruolo importante nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile, altrettanto cruciale è il comportamento dei cittadini. La ricerca realizzata per Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale ha indagato cosa spinge le persone ad acquistare prodotti sostenibili ed evidenzia che il vero punto di svolta sta nella qualità. Il 77% degli italiani infatti basa le sue scelte di acquisto sulla qualità, che significa origine delle materie, sostenibilità del packaging, attenzione alla filiera e alla produzione.

Il desiderio di “consumare bene” è associato ad una crescente attenzione alla qualità e rappresenta il driver più pervasivo e duraturo nelle scelte verso prodotti sostenibili. Prodotti per i quali le persone sono disposte a spendere anche il 10% in più. Il termine Csr, Corporate social responsibility, è meno conosciuto dalle persone rispetto a sostenibilità. Solo l’11% sa bene di cosa si tratta, mentre il 40% la conosce a grandi linee e il 29% ne ha sentito parlare.

Tuttavia 2 cittadini su 3 ritengono che la Csr dovrebbe guidare tutte le scelte aziendali nel futuro. Un impegno che è anche sinonimo di successo per le imprese: per il 68% della popolazione mondiale le aziende che avranno successo saranno quelle che daranno un contributo positivo alla società e il 64% degli italiani considerano la CSR come un driver di successo aziendale.

Una correlazione, quella fra sostenibilità e risultati economici complessivi, che è già evidente anche nel nostro Paese: fra le medie imprese industriali italiane che hanno investito nel green nel 2016, il 58% ha aumentato il fatturato, il 41% ha incrementato l’occupazione e il 49% ha visto aumentare l’export (dati Unioncamere e Symbola, Greenitaly 2017). La comunicazione è quindi fondamentale ma resta un fattore ancora critico dal momento che il 76% della popolazione ritiene difficile capire quali imprese siano veramente sostenibili.

“Sono sempre di più le imprese che inseriscono la sostenibilità nei loro piani strategici. In questi casi la Csr diventa motore di cambiamento anche nella relazione con i portatori d’interesse. Le organizzazioni che lo hanno capito adottano strategie di comunicazione dove trasparenza, innovazione, coerenza sono valori sempre più importanti. Purtroppo però ancora molte organizzazioni responsabili nei fatti non valorizzano in modo adeguato il loro impegno sociale e ambientale" spiega Rossella Sobrero del Gruppo Promotore del Salone della Csr e dell’innovazione sociale.

Il Salone, spiega la Sobrero, "serve anche a far conoscere i progetti e le esperienze di chi ha scelto la strada del cambiamento per rispondere a un mercato in rapida evoluzione. Grazie a 188 organizzazioni “protagoniste”, 87 eventi e 392 relatori il Salone offrirà anche quest’anno un programma ricco e articolato. L’obiettivo è individuare quali sono le principali “rotte” che le imprese hanno scelto nel loro percorso di innovazione. Il Salone è aperto a tutti – conclude Sobrero – e la partecipazione è libera e gratuita”.

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si apre il 2 ottobre alla presenza di Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, con un evento dedicato a “Le rotte della sostenibilità”. Sempre il 2 ottobre al Salone interverrà Saturnino, musicista d’eccezione e collaboratore storico di Lorenzo Jovanotti, per presentare il progetto Bullyctionary: il primo dizionario online scritto con i ragazzi che raccoglie e monitora le parole più utilizzate dai bulli in rete, al quale si affiancano incontri in tutta Italia rivolti agli adulti, grazie alle Agenzie di Generali Italia. Insieme ai presentatori sopra le righe, Federico e Davide dei Boiler di Zelig, Saturnino racconterà con musica e parole, durante l’evento al Salone della Csr e dell’innovazione sociale, come l’intelligenza delle parole può vincere sulla violenza del bullismo.


sostenibilita risorse nazionale lombardia 7 01-OTT-18 10:05 FestivalFuturo di Altroconsumo, ecco il bilancio FestivalFuturo di Altroconsumo, ecco il bilancio A Milano la tre giorni dedicata all'economia circolare

Milano, 1 ott. - (AdnKronos) - Un patto a quattro tra consumatori, imprese, centri di ricerca e istituzioni perché l’economia circolare sia una responsabilità condivisa. È il progetto che esce dallatre giorni del FestivalFuturo di Altroconsumo che vuole puntare a un modello di sviluppo innovativo che convenga a tutti gli attori del mercato. Oltre 3500 i cittadini che hanno partecipato attivamente ai workshop e ai panel di discussione svolti all’UniCredit Pavilion, a Milano, animando la tre giorni di Ri-Generazioni, l’era dell’economia circolare.

Diversi i protagonisti di questa edizione, chiusa dal Giudice Gian Carlo Caselli che intervenendo sul tema delle agro-mafie ha ricordato: “L’informazione è l’unica arma di difesa che il consumatore possiede per prevenire l’illegalità a tavola e sostenere la filiera etica del cibo”. Per Paolo Martinello, presidente Fondazione Altroconsumo, "economia circolare significa intervenire dal principio nella filiera produttiva, non solo alla fine con il recupero o il riciclo. Pensare circolare deve diventare un riflesso e un impegno per tutti gli attori del mercato, in una sinergia di intenti che porti effetti virtuosi e efficaci per tutto l’ecosistema. Insieme si può fare meglio”.

Grande successo per gli ospiti Luca Mercalli, climatologo, i conduttori televisivi Filippa Lagerback e Patrizio Roversi e i momenti più esperienziali nelle aree dedicate a degustazioni, show-cooking e interazione con gli esperti di Altroconsumo e delle aziende-partner presenti.


sostenibilita risorse nazionale 7 29-SET-18 16:41 Città efficienti e bollette leggere, si parte dalla 'CasaRinnovabile' Città efficienti e bollette leggere, si parte dalla 'CasaRinnovabile'

Milano, 29 set. (AdnKronos) - Diffondere nelle case di tutti i cittadini l'efficienza energetica e la produzione di energia da fonte rinnovabile, attraverso informazioni chiare e sicure che aiutino a installare gli impianti che servono laddove servono e garantire più risparmio e minore impatto ambientale.

È una delle azioni fondamentali per riqualificare le nostre città, argomento al centro del convegno "Green & the City, la rinascita dei centri urbani", oggi a FestivalFuturo, la tre giorni di Altroconsumo in corso all'Unicredit Pavilion a Milano.

Con questo obiettivo, Altroconsumo ha scelto di fornire a tutti i consumatori, che siano soci o meno, uno strumento ad hoc, attraverso un progetto specifico, riconosciuto e supportato dalla Comunità Europea: Clear 2.0, declinato in Italia proprio da Altroconsumo con il nome di CasaRinnovabile. Progetto che punta a promuovere le buone pratiche di efficientamento energetico e di produzione energetica da fonte rinnovabile nelle nostre abitazioni.

Come? "Lo facciamo attraverso quello che sappiamo fare meglio: i test comparativi, di laboratorio e indipendenti - spiega all'Adnkronos Matteo Atzori, communication manager di CasaRinnovabile, ingegnere esperto in efficienza energetica e fonti rinnovabili - grazie a questi test abbiamo individuato le migliori tecnologie e i migliori prodotti all'interno di ogni tecnologia, tra climatizzazione, fotovoltaico, solare termico , stufe a pellet, pompe di calore per acqua sanitaria".

Queste informazioni sono state poi diffuse gratuitamente a tutti i consumatori. E non solo. "Abbiamo fatto in modo che questi consumatori potessero interagire tra loro in una community dedicata alla tematica energetica, creata all'interno del sito di Altroconsumo - continua Atzori - per condividere le esperienze e aiutare così i cittadini che hanno ancora qualche dubbio".

E ancora, "abbiamo messo a disposizione dei cittadini uno strumento per acquistare le migliori tecnologie al miglior prezzo: i nostri gruppi d'acquisto - aggiunge - che hanno raggiunto, già dalla precedente edizione, numeri importanti con oltre 20mila adesioni e oltre 2.500 impianti installati in tutta Italia e una diffusione sul territorio di 1.111 comuni in cui almeno un'azione di CasaRinnovabile è presente".

Al panel "Green & the City, la rinascita dei centri urbani", dedicato al futuro delle nostre città, con Altroconsumo ci sono Enea, l'Agenzia governativa Casaclima, Rete Irene, e due aziende - Eni e Engie - che stanno investendo in efficientamento e risparmio energetico, e rappresentanti istituzionali del Comune di Milano.


sostenibilita risorse nazionale 7 29-SET-18 13:19 Sprechi alimentari, ecco come ridurli Sprechi alimentari, ecco come ridurli

(AdnKronos) - Milano, 29 set.

La lotta allo spreco alimentare, almeno quello domestico, parte anche dalla spesa, da come trasportiamo i nostri acquisti dal negozio a casa, e da come li conserviamo. Banale? No, perché non sempre sappiamo usare bene il frigorifero o le borse giuste (che hanno un ruolo fondamentale, soprattutto se facciamo la spesa lontano da casa). Se ne parla a FestivalFuturo, la tre giorni di Altroconsumo in corso a Milano, grazie ai workshop nello spazio Cuki.

Un esempio: non tutti sanno che le borse e i sacchetti gelo non servono solo per trasportare i surgelati ma sono perfetti per i prodotti freschi. "Anzi, sono idonei sopratutto per trasportare carne, pesce e formaggi perché garantiscono il mantenimento della freschezza dei prodotti lungo tutto il tragitto", spiega all'Adnkronos Simona Riccio, Bio & Organic Food manager.

"È proprio all'interno dei punti vendita che andrebbe comunicato ai consumatori come trasportare il prodotto a casa e come conservarlo al meglio anche nel frigorifero", aggiunge Riccio.

Ed eccoci al frigorifero: una macchina che genera freddo, sì, ma lo fa a diverse temperature e a diversi livelli. Non è un tecnicismo da ignorare perché ogni prodotto, sia fresco sia confezionato che cotto, ha una sua temperatura di conservazione. "Ed è per questo che il frigorifero è strutturato in livelli differenti, partendo dall'alto verso il basso: la temperatura più bassa è in alto e quella più alta in basso, escludendo la porta per le bevande. Ogni prodotto va collocato nel ripiano corretto", spiega Giorgio A. De Ponti, food retail designer del Politecnico di Milano.

"Normalmente, per frutta e verdura esistono dei cassetti che hanno una temperatura leggermente più alta della conservazione, ad esempio, di carne e pesce, ma anche un'umidità più alta per evitare che la frutta e la verdura 'raggrinziscano'", dice De Ponti. Occhio anche agli imballaggi: "La quarta gamma, come le insalate preparate, vanno tolte dall'imballaggio di plastica; la carne e il pesce vanno conservati nell'imballaggio con cui vengono acquistati che è quello più idoneo o in contenitori appositi".

"I dati dello spreco alimentare sono ormai arrivati a livelli inaccettabili. Per questo Cuki ha scelto di scendere in campo insieme ad Altroconsumo partecipando a FestivalFuturo per sensibilizzare i consumatori sul tema - dice Alessandro Pessana, marketing manager Cuki - Lo faremo attraverso 4 workshop pensati per raccontare i modi per ridurre lo spreco, dal supermercato a casa, in modo che il consumatore possa dare una mano a rendere il mondo un posto migliore" (VIDEO).


salute nazionale 7 17-OTT-18 17:55 Tumori: solo a 5 donne su 10 viene ricostruito seno insieme a mastectomia Tumori: solo a 5 donne su 10 viene ricostruito seno insieme a mastectomia Percentuale scende se si vive al Sud

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - A meno della metà delle donne che hanno subito la mastectomia viene ricostruito il seno immediatamente. E la percentuale diminuisce al Sud. In Italia, infatti, si registra un indice medio di ricoveri per interventi demolitivi del tumore al seno con ricostruzione immediata (incluso l’inserimento dell’espansore) della mammella del 47,44% (al 2016). Si tratta, però, di un dato in crescita. Erano il 34,67 % nel 2010 e, in sei anni, c’è stato un incremento del 12,77%. La situazione è migliorata ma ancora più della metà delle donne rinuncia, procrastinando nel tempo il recupero della propria immagine corporea e del proprio benessere.

La prima fotografia delle italiane che vincono l’angoscia del tumore e della demolizione del proprio seno grazie all’aiuto della chirurgia ricostruttiva è stata effettuata dalla Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (Babc Italia) e sarà presentata oggi in occasione del Bra-Day (Breast reconstruction awareness Day), giornata internazionale della consapevolezza sulla ricostruzione mammaria che ricorre contemporaneamente in 10 diversi Paesi del mondo proprio il 17 ottobre.

L’indice medio degli interventi combinati (demolitivo per tumore invasivo della mammella e ricostruzione o inserzione di espansore nello stesso ricovero) è di circa l’80% in Liguria e in Umbria; circa il 70% in Toscana; il 60% nel Lazio; il 59% in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Molise, il 45% in Piemonte, il 40% in Sardegna; il 39% in Friuli, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Il 25 % in Campania, Calabria e Basilicata. Queste le medie. Analizzando però i margini di grandezza dei dati si evidenziano picchi vicini al 100% degli interventi combinati nei grandi centri della Toscana e del Veneto e prossimi al 90% quelli della Lombardia, dell’Umbria, del Lazio e della Campania. Al contrario la variazione statistica della Sicilia, della Calabria e della Campania indica una proporzione anche inferiore al 30% e perfino prossima allo zero.

"Per la prima volta abbiamo raccolto - spiega Marzia Salgarello, presidente della Beautiful After Breast Cancer Onlus (Babc) e responsabile del Bra-Day per la Società italiana chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Sicpre ) - questi dati, incrociando fonti come il Programma nazionale esiti ed Eurostat, oltre alle più recenti pubblicazioni internazionali. Seppure l’aumento al 47% sia sensazionale e ci lascia sorpresi, ancora c’è molta strada da fare. Le pazienti sono maturate e il livello culturale sanitario è migliorato. Le Breast Unit sono centri d’eccellenza dove le donne sono prese in carico in modo completo e privilegiato. Però non è così su tutto il territorio nazionale e dobbiamo ambire a ricostruire il seno e il benessere femminile nella quasi totalità dei casi".

I casi in cui non si può agire immediatamente né fare la ricostruzione sono la minoranza dei tumori, quando in fase estremamente avanzata. Poi ci sono anche le donne che non vogliono ricostruire il seno per scelta e il trend sembra aumentare. "Rinunciare alla ricostruzione del proprio seno deve essere frutto di una scelta personale che però va fatta in modo informato. Che sia un bisogno psicologico da rispettare, non la conseguenza di una informazione incompleta, di vuoti a livello assistenziale, di dubbi e paure ingiustificate", conclude Salgarello.

"Per quanto il tumore mammario venga trattato nell’80% dei casi con interventi di oncoplastica conservativa - sottolinea Adriana Cordova, consiglio direttivo Babc Italia - le quadrantectomie che risparmiano l’intera mammella e prevedono l’asportazione solo del quadrante coinvolto nella neoplasia, sono comunque molte le donne che ogni anno vengono sottoposte alla mastectomia".

Per queste pazienti "l’incidenza degli interventi di ricostruzione in tempo unico varia in base a dove vengono operate e su questo dato si può riflettere", conclude Cordova.

Il Bra-day verrà festeggiato dalla Babc Italia con una tavola rotonda dal titolo 'La resilienza delle donne dopo il tumore' in programma oggi al Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma alle 18. Per l’occasione si conosceranno i nomi delle tre vincitrici del contest fotografico 'Resilienza' organizzato da Obiettivo fotografico per Babc Italia. Il concorso, a cui hanno aderito oltre 200 donne, mostra gli scatti fatti dalle stesse pazienti e dalle loro famiglie. Una più ampia selezione sarà in mostra a Palazzo Ferrajoli, in piazza Colonna 355 a Roma, sabato 20 e domenica 21 ottobre.


comunicati salute-e-benessere nazionale 7 17-OTT-18 17:16 Merck Inaugurates State-of-the-art Pharma Packaging Center in Darmstadt Merck Inaugurates State-of-the-art Pharma Packaging Center in Darmstadt

- Merck, the vibrant science and technology company, inaugurated today a new packaging center at its headquarters in Darmstadt, Germany. The opening ceremony was attended by Stefan Oschmann, Chairman of the Executive Board and CEO of Merck, as well as Stefan Grüttner, Minister of Social Affairs and Integration for the German Federal State of Hesse, and Jochen Partsch, Mayor of the City of Darmstadt.

     (Photo: https://mma.prnewswire.com/media/770379/Merck_Pharma_Packaging_Center.jpg )

"Darmstadt is our prime hub for the manufacturing of medicines and it plays a key role in our plans for future growth. This latest investment in a new state-of-the-art packaging center reflects our commitment to our headquarters and is a compelling example of how we use the latest technological advances to always better serve our patients," said Stefan Oschmann.

"The new production facility in Darmstadt is a gratifying commitment to this location," said Stefan Grüttner. "That Merck is continuing to invest in the place where the company was born 350 years ago and creating new jobs in the process is a good sign for the region. With this investment, Merck is contributing substantially to the great density of innovative and high-performing companies in Hessen."

The new 15,000 square meters facility will be dedicated to the packaging and shipping of Merck's current portfolio of pharma medicines in more than 90 countries and help meet increasing patient needs for flagship medicines Glucophage®, Concor® and Euthyrox® in the areas of diabetes, cardiovascular diseases and thyroid disorders respectively. It will also provide capacity for potential future pharma products currently in clinical development such as evobrutinib in the area of neurology-immunology or tepotinib in the area of oncology.

With its eight fully automated packaging lines and robotized logistics, the new packaging center will have the capacity to process more than 210 million boxes of medicines every year. It is designed to incorporate a broad range of new technologies such as the tracking & tracing of medicines to prevent counterfeit, or smart packaging to ensure more flexibility to adapt the production of medicines to patient demand. The new packaging center is also designed to comply with the highest international standards in terms of quality, environment, health and safety.

The new pharma packaging center represents an investment of €63 million over the 2015-2018 period and is part of a wider €1 billion investment up to 2020 transforming the Darmstadt site into contemporary global headquarters.

All Merck Press Releases are distributed by e-mail at the same time they become available on the Merck Website. Please go to www.merckgroup.com/subscribe to register online, change your selection or discontinue this service.

About Merck  Merck is a leading science and technology company in healthcare, life science and performance materials. Almost 53,000 employees work to further develop technologies that improve and enhance life - from biopharmaceutical therapies to treat cancer or multiple sclerosis, cutting-edge systems for scientific research and production, to liquid crystals for smartphones and LCD televisions. In 2017, Merck generated sales of € 15.3 billion in 66 countries.

Founded in 1668, Merck is the world's oldest pharmaceutical and chemical company. The founding family remains the majority owner of the publicly listed corporate group. Merck holds the global rights to the Merck name and brand. The only exceptions are the United States and Canada, where the company operates as EMD Serono, MilliporeSigma and EMD Performance Materials.

Contact Bénédicte Bogh +41-795-000-137

     (Logo: https://mma.prnewswire.com/media/770100/Merck_Logo.jpg )


salute nazionale 7 17-OTT-18 16:17 Farmaci: studio, possibili risparmi fino a 170 mln con biosimilare 'jolly' Farmaci: studio, possibili risparmi fino a 170 mln con biosimilare 'jolly' Nel periodo 2018-2020

Milano, 17 ott. (AdnKronos Salute) - Il suo 'originator' è la terapia biologica più prescritta al mondo, responsabile di circa la metà della spesa sanitaria europea per i farmaci anti-Tnf, e in Italia di una "spesa annua prossima ai 300 milioni di euro". Per gli esperti l'annuncio dell'arrivo nella Penisola del biosimilare di adalimumab sviluppato da Samsung Bioepis, joint venture tra Samsung BioLogics e Biogen, apre anche una riflessione sull'impatto economico che potrebbe generare.

Uno studio condotto dall'università di Tor Vergata, i cui dati sono stati diffusi oggi durante un incontro a Milano, prospetta che l'arrivo del biosimilare di questa molecola 'jolly' per una lunga lista di malattie infiammatorie croniche di 3 aree - reumatologia, gastroenterologia e dermatologia - "potrebbe portare a risparmi complessivi per il Servizio sanitario nazionale stimati tra i 140 e i 170 milioni di euro nel periodo 2018-2020, che si sommano agli oltre 148 mln di risparmi stimati per il periodo 2016-2020, ottenibili dall'introduzione delle altre due terapie anti Tnf-alfa" già disponibili nel Paese.

Si è portati a pensare, fa notare Francesco Saverio Mennini, Economic Evaluation and Hta del Ceis (Centre for Economic and International Studies), Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata, "che l'introduzione dei biosimilari possa avere solo un effetto in termini di riduzione del prezzo. E' utile precisare che il vantaggio atteso si riflette principalmente in un'aumentata concorrenza del mercato accompagnata da risparmi utili a finanziare (in parte) l'ingresso di nuovi farmaci a valore aggiunto per il Ssn, rappresentando allo stesso tempo anche uno stimolo per le aziende in termini di spinta all'innovazione". A esplorare i risvolti pratici dell'introduzione dei biosimilari, così come il tema dell'informazione al paziente, è anche un'indagine in corso da parte della Fondazione The Bridge. "Emerge che i pazienti hanno avuto delle informazioni scorrette - riferisce la presidente Rosaria Iardino - L'informazione diretta a chi poi dovrà utilizzare il biosimilare è uno di quei goal che ancora non siamo riusciti a raggiungere".

Per Iardino è importante puntualizzare che "il risparmio generato dall'ottimizzazione del rapporto costo/efficacia della terapia rappresenta una risorsa per i pazienti nel momento in cui viene reinvestito nel sistema sanitario, a beneficio di tutto il sistema e in particolare con programmi mirati a migliorare il percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale dei pazienti stessi. Affinché i pazienti beneficino concretamente delle opportunità offerte da questi farmaci sono necessarie azioni mirate a ottimizzare le risorse disponibili, come ad esempio l'aumento del numero di professionisti sanitari o l'ampliamento dell'accesso ai farmaci innovativi".

"Le industrie del farmaco - prosegue - hanno contribuito nel tempo a borse di ricerca, macchinari e così via. Non avendo più il mercato, fanno un passo indietro. Rischiamo di trovarci dei centri che, pur usando i biosimiliari, allungheranno le lista d'attesa. Per cui le Regioni devono reinvestire in sanità e in quei dipartimenti". Tornando al tema dell'informazione verso i destinatari dei biosimilari, "spesso - evidenzia Iardino - il paziente ha la convinzione di ricevere un farmaco di serie B, confonde i biosimilari coi generici, crede che vengano utilizzati esclusivamente per un fattore economico".

E quindi, incalza, "da lì dobbiamo ripartire. Così come dai clinici che talvolta danno informazioni scorrette per tanti motivi. Il biosimilare è un farmaco come gli altri e il contributo che porta è che costa meno, ma da un punto di vista di efficacia e qualità è la stessa cosa. In un momento in cui non è certo il Fondo sull'innovazione perché nella legge di Bilancio non ce n'è traccia, diventa fondamentale l'introduzione del biosimilare perché il 30% che si risparmia può essere reinvestito nei farmaci innovativi. Noi, intanto - conclude Iardino - stiamo provando a formulare un emendamento che salvi questo Fondo da 500 milioni".


salute nazionale 7 17-OTT-18 16:14 Alimentazione: studio, ambiente circostante condiziona gusto cibo Alimentazione: studio, ambiente circostante condiziona gusto cibo

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - L'ambiente che ci circonda può modificare la nostra percezione del cibo. E' quanto emerge da uno studio, pubblicato sul 'Journal of Food Science', condotto grazie alla realtà virtuale. "Quando mangiamo, infatti, non percepiamo solo il gusto e l'aroma dei cibi, ma otteniamo informazioni sensoriali dell'ambiente circostante, che arrivano dai nostri occhi, dalle orecchie e dai ricordi", spiega Robin Dando, nutrizionista della Cornell University americana, autore della ricerca.

Nello studio, circa 50 persone hanno indossato un caschetto che proiettava immagini di realtà virtuale, con video a 360 gradi, ambientati in tre luoghi differenti: una cabina sensoriale standard, una panchina in un parco e un allevamento di bestiame a Cornell. Ai partecipanti è stato chiesto di assaporare tre pezzi dello stesso tipo di formaggio, anche se i volontari ignoravano che fossero uguali. Al termine è stato chiesto loro un giudizio: gli intervistati hanno sostenuto che il formaggio assaggiato nell'ambiente 'stalla di bestiame' fosse più piccante rispetto a quello mangiato nella cabina sensoriale o nel parco virtuali. E lo stesso test è stato confermato da un'altra prova relativa alla percezione di salato del cibo.

Lo studio conferma altre ricerche precedenti che dimostravano l'importanza degli altri sensi nella percezione del gusto. Ricercatori britannici avevano già dimostrato che il peso, il colore e la forma delle posate hanno un effetto sul nostro cervello e influenzano il sapore degli alimenti. Altri lavori avevano provato che l'intensità del gusto aumenta in proporzione al colore del cibo: più è rosso e più ci sembra aromatico. E ancora: dal colore della tovaglia all'atmosfera della stanza, tutti gli stimoli dell'ambiente possono influire sull'esperienza percettiva.

Secondo Dando, l'obiettivo di questo nuovo studio è quello di sviluppare una metodica affidabile e facile da realizzare per adattare la tecnologia della realtà virtuale a una valutazione dei fattori sensoriali degli alimenti. E suggerisce che, anche se questi risultati potrebbero bizzarri o poco importanti, in realtà possono avere delle conseguenze concrete per le aziende che sono alla ricerca di test meno costosi: "Questa ricerca conferma che la realtà virtuale è uno strumento utile perché fornisce un ambiente davvero immersivo per i test, perché conferisce qualità dell'ambiente stesso al cibo consumato, rendendo così i test affidabili", concludono gli autori.


salute nazionale 7 17-OTT-18 16:12 Farmaci: in Italia biosimilare 'jolly' per malattie infiammatorie croniche Farmaci: in Italia biosimilare 'jolly' per malattie infiammatorie croniche Adalimumab sviluppato da joint venture tra Samsung BioLogics e Biogen

Milano, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Al crocevia tra reumatologia, gastroenterologia e dermatologia, un'arma 'jolly' per il trattamento di diverse malattie infiammatorie croniche che insieme colpiscono nella Penisola centinaia di migliaia di pazienti. E' stato approvato in Italia il biosimilare di adalimumab, sviluppato da Samsung Bioepis, joint venture tra Samsung BioLogics e Biogen. Si tratta del terzo biosimilare anti Tnf-alfa a entrare nel portfolio italiano di Biogen dopo quelli di infliximab ed etanercept. Le tre molecole rappresentano i biologici anti Tnf-alfa (molecole che inibiscono il fattore di necrosi tumorale) più prescritti in Italia e in Europa.

Nel mirino del farmaco chiave, il cui arrivo nel Belpaese è stato annunciato oggi durante un incontro a Milano sul 'volto biosimilare dei biologici', c'è una lunga lista di patologie che portano a elevate voci di spesa per il sistema sanitario: artrite reumatoide, artrite giovanile idiopatica, spondiloartrite assiale, spondilite anchilosante, artrite psoriasica, psoriasi e psoriasi pediatrica, malattia di Crohn in pazienti pediatrici e adulti, colite ulcerosa, uveite e idrosadenite suppurativa. Secondo dati di letteratura, per queste patologie insieme si stimano circa 100 mila pazienti trattabili con biologici.

"L'approvazione del biosimilare rappresenta un'importante opportunità nell'attuale scenario terapeutico - sottolinea Carlomaurizio Montecucco, ordinario di reumatologia all'università di Pavia, Policlinico San Matteo - Basti pensare che adalimumab è, nel mondo, il farmaco biologico più utilizzato in reumatologia. I farmaci anti Tnf-alfa sono stati i primi biologici disponibili in quest'area e sono ormai utilizzati da circa 20 anni". Anche in gastroenterologia il loro uso, aggiunge Maurizio Vecchi, ordinario di gastroenterologia e direttore della Scuola di specializzazione in malattie dell'apparato digerente dell'università degli Studi di Milano, "ha risolto in determinati pazienti con malattie come colite ulcerosa e malattia di Crohn il problema della refrattarietà alle normali terapie che erano disponibili fino a 15-20 anni fa. Abbiamo potuto recuperare malati altrimenti destinati a un trattamento chirurgico a volte invalidante".

Sono "farmaci fondamentali per l'ampia e consolidata esperienza clinica che sussiste a conferma della loro efficacia - evidenzia Montecucco - Un profilo che ritroviamo identico nei biosimilari i quali, grazie ai risparmi ottenibili, aprono a nuove prospettive in termini di una maggiore sostenibilità del trattamento".

L'approvazione annunciata oggi si fonda su dati preclinici e clinici che hanno comparato il biosimilare con il cosiddetto 'originator'. "Un biosimilare deve sottostare a verifiche estremamente delicate per validare sicurezza, efficacia e similarità e viene messo in commercio dopo un lungo processo", fa notare Vecchi che sul fronte ospedaliero è direttore dell'Unità operativa complessa di gastroenterologia ed endoscopia del Policlinico di Milano. "L'esperienza clinica che ho potuto sviluppare con l'utilizzo dei biosimilari di farmaci biologici - evidenzia Giampiero Girolomoni, ordinario di dermatologia e venereologia all'università di Verona - è stata pienamente sovrapponibile a quella sviluppata con i farmaci originatori, a conferma di quanto dimostrano le evidenze scientifiche e hanno ribadito l'Ema e più recentemente l'Aifa" in un position paper sull'intercambiabilità.

"L'introduzione del biosimilare di adalimumab nel trattamento di malattie dermatologiche come la psoriasi - prosegue - potrà dare un contributo rilevante, viste le ampie possibilità di impiego della molecola e i conseguenti risparmi ottenibili, con potenziali riflessi sull'ampliamento dell'accesso alle terapie biologiche e sull'ottimizzazione delle risorse. Secondo stime ufficiali dell'Agenzia italiana del farmaco, i pazienti italiani con psoriasi moderata/grave candidabili a una terapia sistemica sono circa 250 mila. Solamente 16 mila, però, sono attualmente trattati con farmaci biologici, numero molto più basso di quelli potenziali".

Sulla stessa linea, Vecchi spiega che "l'utilizzo di adalimumab per il trattamento di malattie infiammatorie come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa è ormai consolidato nella pratica clinica e l'approvazione del biosimilare della molecola apre la strada a un ulteriore ampliamento del ricorso a questa terapia biologica, grazie a una riduzione dei costi a fronte di una piena sovrapponibilità del profilo di sicurezza ed efficacia. In Italia si stimano circa 25 mila pazienti trattabili con biologici su 180 mila colpiti da queste patologie". A questi dati si aggiungono i numeri relativi alla reumatologia: "Circa 100 mila pazienti potenzialmente trattabili con biologici su un totale di circa 400 mila", elenca Montecucco.

Vecchi guarda alla sua "esperienza clinica, ma anche alla letteratura scientifica disponibile", assicurando che "si conferma pienamente l'intercambiabilità tra farmaci biosimilari e originatori". Sarà ora "fondamentale - rileva Girolomoni - l'educazione dei medici all'uso dei biosimilari, con particolare attenzione ai profili di efficacia e sicurezza di queste molecole. Proprio per questo abbiamo istituito un Registro italiano dei farmaci biosimilari che ha già raccolto l'esperienza clinica di circa 500 pazienti in trattamento con le versioni biosimilari di etanercept e infliximab già disponibili in Italia". Il ruolo del camice bianco, aggiunge Vecchi, "diventa chiave non solo per la decisione clinica e la scelta di trattamento, ma anche per favorire una corretta informazione al paziente e per contribuire a un uso appropriato delle risorse sanitarie".

Per Biogen, commenta Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia, "l'innovazione scientifica e il forte impegno in ricerca vanno di pari passo con una costante attenzione alla sostenibilità e ai bisogni che i sistemi sanitari si trovano a dover affrontare. Da 40 anni siamo leader nelle biotecnologie ed essere pionieri nella scienza significa anche dedicare le nostre decennali competenze di ricerca e la nostra ampia esperienza e capacità nella produzione di molecole complesse al servizio della sostenibilità".


salute nazionale 7 17-OTT-18 13:52 Estate: Nas, da bar ad agriturismi 4.000 ispezioni e oltre 100 chiusure Estate: Nas, da bar ad agriturismi 4.000 ispezioni e oltre 100 chiusure

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) - Stabilimenti balneari, bar, villaggi turistici, punti di ristoro, agriturismi. Ma anche banchi del pesce, gelaterie, campeggi e in alcuni casi strutture socio assistenziali. Sono i luoghi dove, "a partire da inizio giugno a fine settembre abbiamo eseguito quasi 4.000 ispezioni, denunciato 1.000 persone alle autorità amministrative e quasi 130 alle autorità giudiziarie. Abbiamo sequestrato e quindi chiuso oltre 100 strutture. Da rivendite di pesce, in mercati, fino a case di cura. Questo per garantire una permanenza più sicura ai cittadini italiani, ma anche ai turisti nel nostro Paese". A tracciare il quadro dell'operazione 'Estate Tranquilla' il generale dei Carabinieri del Nas, Adelmo Lusi, oggi in conferenza stampa al ministero della Salute.

Complessivamente, da giugno a settembre, il monitoraggio ha dato vita a 3.741 ispezioni in tutto il territorio nazionale, sia su strutture della filiera alimentare e turistica (dalla produzione primaria fino agli agriturismi e alla ristorazione) che del settore della sanità pubblica e privata e della ricettività socio-assistenziale. Nel corso dei controlli sono state riscontrate, nel 30% delle strutture oggetto di ispezione, 127 sanzioni penali e comminate oltre 1.500 violazioni amministrative, per un totale di un milione e 300 mila euro di sanzioni pecuniarie.

In particolare, 117 aziende presentavano gravi irregolarità strutturali o igieniche da rendere necessario un immediato provvedimento di sospensione dell'attività o di sequestro. I Nas hanno inoltre eseguito ulteriori interventi cautelari individuando e operando il sequestro di quasi 15.000 kg di prodotti alimentari irregolari, impedendone la commercializzazione e il consumo finale.

Le attività imprenditoriali che hanno riportato maggiori criticità sono state in particolare gli agriturismi, i campeggi/villaggi turistici e gli stabilimenti balneari, ai quali i Nas hanno dedicato il 37% dei controlli complessivi di Estate Tranquilla, operando il sequestro di oltre 6.400 kg di alimenti irregolari ed eseguendo la sospensione dell'attività per 59 aziende a causa di gravi anomalie strutturali e gestionali.

Le 660 ispezioni presso punti di ristoro posizionati nei principali snodi di transito turistico (autostrade, stazioni, porti e aeroporti) hanno rilevato il 36% di irregolarità, con 30 casi talmente significativi da richiedere la sospensione precauzionale delle attività di gestione e somministrazione di alimenti.

Un ulteriore settore di particolare attenzione è stata la filiera commerciale dei prodotti ittici, con il 13% delle verifiche in campo nazionale, nel corso delle quali il 22% degli esiti ha presentato non conformità, determinando sanzioni nei confronti di 102 gestori, il sequestro di 4.130 kg di pescato e alimenti derivati e 6 provvedimenti di blocco delle attività.

Ecco alcuni esempi di violazioni identificate dai Nas. A Milano, ad agosto, è stata sottoposta a chiusura immediata una gelateria per gravi carenze igienico-sanitarie dovute alla presenza di blatte vive nel laboratorio di produzione. Nella zona di Livorno, a luglio, è stata disposta la chiusura di un agriturismo che utilizzava per l'approvvigionamento idrico necessario al funzionamento della struttura un pozzo artesiano privo di certificazione di potabilità dell'acqua. A Bari, sempre a luglio, è stato denunciato il responsabile di un'attività di ristorazione all'interno di un villaggio turistico per aver detenuto, per la successiva somministrazione, prodotti ittici in cattivo stato di conservazione poiché stoccati in un deposito interessato da gravissime carenze igienico-strutturali.

"Gli esiti dell'attività di controllo dei Nas nel periodo estivo - commenta il generale Lusi - ripropongono, ancora una volta, il ruolo significativo offerto da questo Reparto speciale in tema di controlli nella filiera alimentare e a tutela dei contesti sanitari ed assistenziali più sensibili della società. La costante e capillare attività di sorveglianza, supportata dalla riconosciuta professionalità ed esperienza dei militari specializzati dell'Arma, rappresenta tuttora uno dei principali strumenti di garanzia per un sereno periodo estivo e di vacanza".

"Sebbene gli esiti di Estate Tranquilla consentano di illustrare un quadro di situazione in linea con le attese circa la regolarità dei servizi offerti - sottolinea - nel contempo suggeriscono la necessità di contenere la possibile estensione di fisiologici fenomeni di trascuratezza e illiceità comunque rilevati nel corso della vigilanza".


salute nazionale 7 17-OTT-18 13:50 Il 40% over18 ammette di aver guidato con tanto alcol in corpo Il 40% over18 ammette di aver guidato con tanto alcol in corpo Indagine Eurispes-Enpam, è la sostanza che dà più dipendenza, fenomeno in netta ascesa

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - L’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina: dal 2008 al 2017 in Italia sono stati 435mila i morti per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti. Non solo. E' la sostanza che dà più dipendenza, e si tratta di un fenomeno in ascesa: si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più lontano dai pasti e soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Oltre 6 italiani su 10 mettono l’alcol in relazione alla convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza (63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e il pericolo (25,6%).

È quanto emerge dall''Indagine sull’alcolismo in Italia. Tre percorsi di ricerca', realizzato nell’ambito delle attività previste dall’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam su "Salute, previdenza e legalità". L’indagine ha coinvolto giovani studenti, adolescenti, cittadini e medici. Il fenomeno è stato osservato attraverso tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali disegna un quadro completo di come sono cambiate e stanno cambiando le abitudini "del bere" nel nostro Paese, di quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di come si è modificata l’immagine del consumatore, anche e soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai media.

Sebbene il tema dell’alcolismo venga percepito dai cittadini italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno netto rispetto a trent’anni fa (oggi lo ritiene un problema rilevante il 35,4% rispetto al 66% del 1984, anno della prima indagine Eurispes), emergono però frequenti eccessi nel consumo. Alla metà degli intervistati capita, infatti, di eccedere con l’alcol, anche se "qualche volta" (47,7%), ovvero il 14% in più rispetto al 2010 (22esimo Rapporto Italia, Eurispes). E lo si fa per diverse ragioni: il 28% per "piacere" (nel 2010 la quota era del 49,4%), un quarto per "stare meglio con gli altri" (il 12,1% in più rispetto al 2010), il 23,7% per "rilassarsi" (l’8,8% in più rispetto al 2010), il 9,2% per "affrontare una situazione complicata" (contro il 2,6%), il 2,2% per "reagire a un insuccesso" (contro l’1,2%).

E il mondo medico come interpreta questi dati? Quattro medici su dieci ritengono che gli alcolisti non possono essere categorizzati (39,4%), mentre per 3 su 10 si tratta di persone depresse o in difficoltà (31,8%), secondo il 23,5% sono invece soggetti socialmente inseriti e solo il 5,3% li identifica come persone sbandate. In generale, emerge una scarsissima correlazione tra emarginazione sociale e alcolismo e, anzi, per oltre 7 medici su 10, le motivazioni di chi ha dipendenza da alcol non sono legate a problemi o disagi, ma piuttosto ad una ricerca di divertimento e di "sballo".

Il rapporto tra alcol e guida si conferma uno dei nodi cruciali del problema. Il 40% degli intervistati maggiorenni ammette di essersi messo alla guida dopo aver bevuto in modo eccessivo, a cui si aggiunge un decimo dei giovanissimi. Più di 8 italiani su 10 ritengono che lo Stato abbia fatto poco per contrastare il fenomeno dell’alcolismo (84,1%); tuttavia, una maggioranza non schiacciante (60%) si dice favorevole ad una regolamentazione del consumo, a fronte di numerose voci contrarie.


salute nazionale 7 17-OTT-18 13:31 Farmaci: Amgen lancia anche in Italia biosimilare adalimumab Farmaci: Amgen lancia anche in Italia biosimilare adalimumab Per il trattamento di gravi malattie infiammatorie croniche, via libera in Europa

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - Amgen annuncia il lancio in Europa, Italia compresa, di Amgevita*, biosimilare di adalimumab che ha ricevuto l'approvazione dalla Commissione europea per il trattamento negli adulti di gravi malattie infiammatorie croniche tra cui: artrite reumatoide da moderata a severa; artrite psoriasica; spondilite anchilosante attiva grave; malattia di Crohn da moderata a severa e colite ulcerosa da moderata a severa. Amgevita è anche autorizzato per il trattamento delle seguenti patologie infiammatorie pediatriche: malattia di Crohn da moderata a severa (dai 6 anni in poi), psoriasi a placche severa (dai 4 anni in poi), artrite associata a entesite (dai 6 anni in poi) e artrite idiopatica giovanile poliarticolare (dai 2 anni in poi).

"I farmaci biosimilari rappresentano un'opportunità per il clinico - dichiara Luigi Sinigaglia, direttore Struttura complessa di Reumatologia, Centro specialistico ortopedico traumatologico Gaetano Pini-Cto, Milano - in quanto presentano un profilo di efficacia e di sicurezza sovrapponibile a quello dei biologici originatori, ma consentono un risparmio di risorse, soprattutto se si tiene conto che in Italia il numero di pazienti trattati con farmaci biotecnologici è tra i più bassi d'Europa e se si fa riferimento alle limitazioni di budget delle singole Regioni. La nostra esperienza con i biosimilari è in generale positiva, soprattutto nei pazienti cosiddetti naive, che non sono mai stati trattati in precedenza con farmaci biologici, e non c'è ragione per non utilizzare il biosimilare nel paziente che ha indicazione per quel farmaco specifico. E' tuttavia importante che si eviti un continuo switch da un biosimilare all'altro per mere ragioni di natura economica. Anche per i biosimilari, come per gli originatori, deve valere il principio della continuità terapeutica".

Amgen - informa una nota - è impegnata nello sviluppo di biosimilari di alta qualità che hanno un importante background analitico e clinico. La Commissione europea ha approvato l'insieme di dati completo che supporta la biosimilarità ad adalimumab sulla base di dati analitici, farmacocinetici e clinici, compresi i risultati di due studi di conferma di fase III condotti nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa e in pazienti con artrite reumatoide da moderata a severa. Gli studi di fase III hanno entrambi raggiunto il loro endpoint primario senza dimostrare differenze clinicamente significative con adalimumab. La sicurezza e l'immunogenicità di Amgevita erano anche paragonabili ad adalimumab e i dati includevano un passaggio randomizzato in doppio cieco da adalimumab ad Amgevita. Il biosimilare è stato anche valutato in uno studio di fase III a lungo termine in pazienti con artrite reumatoide da moderata a severa, che ha riscontrato che l'efficacia è stata mantenuta senza differenze nella sicurezza. Amgevita è fornito in una formulazione senza citrato, eccipiente che può causare dolore e bruciore nel sito di iniezione.

"Amgevita - dichiara Antonio Costanzo, responsabile Unità operativa di Dermatologia, Humanitas Milano - è stato il primo biosimilare testato sulla psoriasi, prima che sulle altre patologie infiammatorie indicate per adalimumab. Lo studio clinico principale prevedeva il trattamento con Amgevita o con l'adalimumab originator per 52 settimane. Si è osservato un alto grado di similarità nella risposta clinica e nel profilo di sicurezza. Il passaggio da adalimumab originator ad Amgevita non ha indotto fenomeni di immunogenicità né variazioni nel profilo di efficacia e sicurezza. Gli studi clinici hanno evidenziato in sintesi che Amgevita è sovrapponibile ad adalimumab originator sia per l'efficacia che per il profilo di sicurezza".

I farmaci biosimilari, come tutti i prodotti di natura biotecnologica - ricorda la nota - sono approvati e autorizzati per l'immissione in commercio attraverso una procedura centralizzata nella quale i comitati scientifici dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) valutano gli studi di comparabilità del biosimilare con il suo originatore.

"Le associazioni di pazienti e molti pazienti stessi - commenta Maurizio Vecchi, direttore Unità operativa complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia, Fondazione Irccs Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano - hanno recepito il messaggio che i biosimilari sono vagliati con grande attenzione, prima di essere registrati per il loro utilizzo. L'esperienza che si è accumulata sino ad oggi nella pratica clinica dimostra una sostanziale sovrapponibilità di efficacia e sicurezza tra originatori e biosimilari. Credo che le azioni più importanti da attuare siano la condivisione dei dati e delle esperienze, l'impegno a controllare le buone premesse che esistono sull'uso dei biosimilari nella real life con dei registri di trattamento, la coscienza che il risparmio di risorse economiche può liberare spazio per l'accesso a terapie efficaci a più pazienti che ne hanno bisogno e, da ultimo ma non trascurabile, la possibilità di liberare risorse per l'introduzione di terapie innovative e costose per i pazienti altrimenti refrattari".

Amgen ha un totale di 10 biosimilari nel proprio portfolio, dei quali 3 sono stati approvati dalla Commissione europea. Amgenvita viene reso disponibile in 28 Paesi che sono membri dell'Unione europea e in Norvegia, Islanda e Liechtenstein che sono membri dello Spazio Economico Europeo.

"Di fronte alle sfide della crescente domanda di salute - afferma André Dahinden, presidente e amministratore delegato Amgen Italia - Amgen ha messo in campo una strategia che si basa un'offerta bilanciata tra terapie innovative e farmaci biosimilari per assicurare l'accesso ai trattamenti biotecnologici ai pazienti, liberando risorse da reinvestire nell'innovazione. Con il biosimilare di adalimumab facciamo il nostro ingresso in una nuova area terapeutica per l'Europa e l'Italia. Si tratta del secondo biosimilare Amgen disponibile nel nostro Paese, a conferma dell'impegno nei confronti di pazienti, clinici e sistemi sanitari che coniuga innovazione e sostenibilità".


salute nazionale 7 17-OTT-18 13:30 Sanità: sit-in medici davanti Camera, "senza di noi restano solo miracoli" Sanità: sit-in medici davanti Camera, "senza di noi restano solo miracoli" Bersaglio il Governo, chiedono più risorse, il del contratto e stop precarietà

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - Camici bianchi, bandiere, cartelli e fischietti per manifestare contro le politiche del Governo che "non rispettano la sanità pubblica". Da questa mattina diverse centinaia di medici del Ssn sono in sit-in in piazza Montecitorio a Roma, davanti alla Camera dei deputati. "Senza medici restano solo i miracoli" e "Nei prossimi anni mancheranno 45 mila medici e dirigenti sanitari" sono alcuni dei cartelli indossati dai camici bianchi. Fra loro, molti i giovani dottori e specializzandi anch'essi "arrabbiati per i pochi investimenti in sanità". Sono presenti tutte le sigle sindacati dei dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici con il presidente Anelli.

I sindacati hanno anche già indetto due giornate di sciopero a novembre. "Chiediamo maggiore attenzione per il Ssn perché il miliardo messo a disposizione dall’attuale Governo nel Def era già stato stanziato dall’esecutivo guidato da Gentiloni - afferma Carlo Palermo, segretario dell’Anaao-Assomed - Vogliamo un contratto dignitoso e pur essendo un obbligo per le regioni mettere da parte le risorse per il rinnovo, molte hanno stornato quei soldi per garantire l’accesso alle cure. Siamo da anni di fronte a un sottofinanziamento del sistema, i dati dicono che l’investimento in sanità si è ridotto dello 0,3% ogni anno dal 2009. Così si muore. Abbiamo chiesto - aggiunge Palermo - un incontro a tutti i ministri interessati: la Grillo, Tria e la Buongiorno. Devono darci delle risposte".

Sul tavolo c'è "l'assunzione di personale, perché mancheranno a breve 20 mila medici e 50 mila infermieri, l'allargamento delle borse di specializzazione, lo stop alle violenze sui medici, il rinnovo del contratto, perché siamo stanchi e non possiamo pagare noi per le inefficienze del sistema sanitario che non è finanziato adeguatamente - chiede al Governo Andrea Filippi, segretario Fp Cgil medici - Oggi siamo in piazza ma a che punto dobbiamo arrivare? Lo scopo di questo Governo e dei precedenti è quello di distruggere il Ssn". "Per fermare lo sciopero ci vorrebbe un grande segno di buona volontà - sottolinea Giovanni Sgroi, presidente vicario del Fesmed - per il rinnovo del contratto servono 550 milioni, ma sopratutto serve cambiare il sistema".

"Come giovani medici abbiamo molteplici problemi - sottolinea Pierino Di Silverio, responsabile nazionale Anaao Giovani - Partiamo dalla questione dell'accesso alla professione: ogni anno ci sono circa 10 mila posti disponibili per le Facoltà di Medicina. Faccio un inciso: è un numero che secondo noi va benissimo, quindi l'idea di una abolizione del numero chiuso non ci sembra la soluzione. Ma dopo 7 anni questi ragazzi si trovano di fronte a un imbuto, perché senza la specializzazione non possono lavorare nel Ssn. Le borse di studio per la specialistica sono infatti circa 6.900, quest'anno c'è stato l'aumento a 2 mila per quelle di Medicina generale, ma a partecipare al concorso per la specializzazione sono 16 mila persone. Rimangono fuori, a passeggio per anni, migliaia di colleghi che finiscono nel mercato dello sfruttamento delle cliniche private".

"Inoltre - prosegue Di Silverio - di tutti i 6.900 medici che si specializzeranno quest'anno, solo il 70% decide di entrare nel Ssn, sono quindi circa 4.500. Ma se ogni anno vanno in pensione 6.300 colleghi e con il nuovo modello con la 'quota 100' saranno molto di più, noi stiamo svuotando gli ospedali. Noi stimiamo che servirebbe un aumento delle borse di specialistiche di almeno 2.500 unità all'anno, arrivare ad almeno 8.500 posti".


salute nazionale 7 17-OTT-18 11:07 Salute: Lancet, Spagna al top longevità nel 2040, Italia sesta Salute: Lancet, Spagna al top longevità nel 2040, Italia sesta

Roma, 17 ott. (AdnKronos Salute) - La vita media nei prossimi 20 anni sembra destinata ad allungarsi in molti Paesi del mondo, ma non in tutti. Almeno secondo un nuovo studio di scenario sull'aspettativa di vita e le principali cause di morte nel 2040. E le classifiche dell'aspettativa di vita nei prossimi 20 anni cambieranno volto. Ad esempio la Cina, con un'aspettativa di vita media di 76,3 anni, nel 2016 si è classificata al 68° posto su 195 nazioni, ma se i recenti trend sanitari continueranno potrebbe raggiungere il 39° posto nel 2040 con un'aspettativa di vita media di 81,9 anni, e un incremento di 5,6 anni. E' quanto emerge da uno studio su 'Lancet', che nel 2040 piazza la Spagna al primo posto (con 85,8 anni), surclassando il pur longevo Giappone (85,7 anni). E l'Italia? In questo scenario, con una vita media di 84,5 anni, si colloca al sesto posto della classifica mondiale, guadagnando una posizione rispetto al 2016.

Scorrendo la top ten del 2040, troviamo sul terzo gradino del podio Singapore (con 85,4 anni), seguono Svizzera (85,2) e Portogallo (84,5). Dopo l'Italia c'è Israele (84,4 anni), all'ottavo posto la Francia (84,3), poi il Lussemburgo (84,1) e l'Australia (84,1). E gli Stati Uniti? Nel 2016 si erano classificati al 43° posto con una vita media di 78,7 anni, ma nel 2040 l'aspettativa di vita salirà di appena un anno (79,8) tanto che il paese scivolerà al 64° posto. In confronto, il Regno Unito, con 83,3 anni, salirà dal 26.mo al 23.mo posto nel 2040.

Lo studio prevede inoltre un aumento significativo delle morti per malattie non trasmissibili, tra cui diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), malattia renale cronica e cancro ai polmoni, così come il peggioramento dei problemi legati all'obesità.

"Il futuro della salute del mondo non è preordinato, e c'è una vasta gamma di traiettorie possibili", avverte Kyle Foreman, direttore Data Science presso l'Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell'Università di Washington e autore principale dello studio. "Ma se vediamo progressi significativi o una stagnazione, ciò dipende da quanto bene o male i sistemi sanitari affrontano i principali fattori di salute".

A segnare il futuro saranno 5 fattori chiave: l'ipertensione, l'alto indice di massa corporea, l'alto livello di zucchero nel sangue, l'uso di tabacco e l'uso di alcool, ha detto Foreman. L'inquinamento atmosferico è 'solo' al sesto posto. Tra i Paesi che, secondo lo scenario, scivoleranno nella classifica della longevità, oltre agli Usa anche il Canada (dal 17.mo al 27.mo posto) la Norvegia (dal 12.mo al 20.mo), il Belgio (dal 21.mo al 28.mo) e l'Olanda (dal 15.mo al 21.mo).

La buona notizia per i magnifici 10 è, invece, che anche nel peggior scenario possibile l'aspettativa di vita resterà al di sopra degli 80 anni. In altri Paesi come il Lesotho e la Repubblica Centrafricana, invece, tra il migliore e il peggiore scenario ci potranno essere fino a 30 anni di differenza. Insomma, anche nel 2040 "le disuguaglianze continueranno ad essere notevoli", afferma il direttore dell'Ihme Christopher Murray.


salute nazionale 7 17-OTT-18 09:37 Salute: al via ricerca su effetti sostanza acque termali contro Bpco Salute: al via ricerca su effetti sostanza acque termali contro Bpco

Telese Terme (Bn), 17 ott. (AdnKronos Salute) - Verificare l’efficacia dell’Idrogeno solforato presente nelle acque termali sulfuree, come cura complementare non farmacologica e preventiva della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). E' l’obiettivo della ricerca scientifica co-finanziata dalla Forst – Fondazione per la ricerca scientifica termale. L’avvio dello studio è stato il ufficializzato nel corso di una conferenza stampa ieri alle Terme di Telese (Bn). Gli stabilimenti termali saranno infatti il fulcro della ricerca e dei futuri piani terapeutici che potrebbero essere sviluppati una volta provata l’efficacia della terapia termale in particolare sul microbioma polmonare in pazienti affetti da Bpco.

"Questo è per noi un punto di partenza ma anche di arrivo, dato che come Fondazione dal 2012 ci stiamo concentrando sullo studio dell’Idrogeno solforato come possibile cura per malattie, sia in maniera innovativa, sia come strumento per consolidare le terapie termalistiche già note", afferma il presidente della Forst, Aldo Ferruzzi.

"Per verificare ci affidiamo a organizzazioni terze e centri di ricerca che forniscano dati scientifici certi, pubblicati su riviste autorevoli. Come Fondazione - ha aggiunto - ci aspettiamo che questa ricerca possa essere un tassello, un aiuto soprattutto per i territori termali, perché possano aprirsi nuovi utilizzi della risorsa termale, se i risultati andranno nella direzione auspicata, sia per nuovi indirizzi terapeutici, che come supporto ad altre terapie nella cura di questa che è una delle malattie tra le prime cause di morte nel mondo".

Il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, ha parlato di un'indagine di "portata epocale, che apre una linea di ricerca innovativa e che si orienta verso uno degli apparati del corpo che più di altri può avere benefici dalle acqua termali: polmoni. Federterme - ha sottolineato - ha voluto la nascita di Forst per favorire la ricerca. Questa iniziativa ha un’importanza strategica enorme per le terme italiane e per i cittadini. L’obiettivo che si persegue con questa ricerca condotta con l’università del Molise, l’Istituto Maugeri e la Food and Drug Administration - ha spiegato - è aiutare ad aumentare l’efficacia degli antibiotici nella cura di questa malattia, visto che tali farmaci sempre più hanno difficoltà ad agire. È un modo nuovo per dimostrare un principio antico, 'fare le terme' fa bene perché attiva un percorso nell’organismo che facilita il miglioramento dello stato di salute in ausilio alla terapia farmacologica".

Marco Vitale, coordinatore scientifico della Fondazione, ha sottolineato "il ruolo della Fondazione di promotore e di co-finanziatore dei progetti di ricerca in campo termale. In questo caso c’è un’interazione culturale. Questa ricerca è il prodotto di studi preliminari in vitro fatti da noi che saranno poi approfonditi con la ricerca. La Fondazione segue questo iter e il contributo non è solo economico, ma anche di discussione e promozione culturale. Per la prima volta - ha concluso - il sistema della ricerca nel termalismo medico esce dai confini nazionali ed europei e collabora con la Fda su una tematica come la Bpco che è la terza causa di mortalità nel mondo".

Presente alla conferenza stampa anche il direttore dell’Office of Critical Path and Regularory Science Initiatives dell’agenzia statunitense Food and Drug Administration (Fda), Frank W. Weichhold. L’agenzia segue gli studi come quello presentato, che si prefiggono di aprire la strada a trattamenti complementari per la Bpco, sia dal punto di vista curativo, sia - potenzialmente - da quello di prevenzione primaria e secondaria. Weichhold ha sottolineato che la Fda guarda "con favore le ricerche che si basano su tradizioni vecchie di 2000 anni" e che "cerca collaborazioni per lo sviluppo di terapie che possano avere impatto positivo sulla cura dei pazienti".

"Lo studio parte da una certezza nota di millenni, cioè che l’idrogeno solforoso ha proprietà benefiche. Lo studio dell'acqua solforosa, come fosse un elemento alimentare, è più rapido e non ha effetti collaterali a differenza dei farmaci”, afferma Giovanni Scapagnini del Dipartimento di Medicina e Salute dell’Università del Molise. "L’odore di zolfo delle acque termali - spiega - è legato a una molecola, l’idrogeno solforato, che è prodotta anche dal nostro corpo. Questa è un regolatore dell'infiammazione e contribuisce alla resistenza del corpo rispetto allo stress ambientale. Durante l’invecchiamento e nelle malattie croniche dell’apparato respiratorio questa molecola crolla. L’idea che motiva la ricerca - afferma- è quella di utilizzare le acque termali come fonte esterna di idrogeno come potenziale trattamento di patologie particolari come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Abbiamo raccolto i primi dati per cercare uno ‘stratagemma’ per la cura di una malattia per la quale non ci sono cure”.

"Ogni anno tre milioni di persone muoiono per la Bpco che è la terza causa di mortalità in generale e la prima negli anziani fumatori” ha affermato Andrea Bianco, pneumologo dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. "Al momento curiamo solo ciò che riguarda la funzione degli organi e gli effetti della malattia, ma non i fattori patogenetici. Questa ricerca potrebbe offrire una risposta da questo punto di vista”.

Tra gli autori dello studio il professor Robert C. Gallo, eminente scienziato che nel 1984 identificò il virus dell’Aids, fondatore e direttore dell’Institute of Human Virology dell’Università di Baltimora. È stato il suo stretto collaboratore presente alla conferenza, il professor Davide Zella a raccontare da dove sia nata l’idea della ricerca: "Come gruppo di ricerca dell’Università del Maryland, da anni studiamo l’interazione tra batteri e cancro per capire come l’infiammazione possa portare alla nascita di tumori. Vista la vicinanza con la Forst, anni fa abbiamo avviato questo studio perchè, visto che le caratteristiche dell’idrogeno solforoso sono ideali per curare l’infiammazione, abbiamo deciso di provare la sperimentazione. Ora abbiamo deciso di passare a una fase di ricerca ulteriore e lo faremo su un modello come quello della Bpco dove l’infiammazione è molto presente”. Alla ricerca parteciperà anche Mauro Maniscalco dell’Unità di Riabilitazione Respiratoria del Centro Maugeri di Telese Terme.


salute nazionale 7 16-OTT-18 18:02 Università: senza numero chiuso Medicina subito 60-70 mila aspiranti dottori Università: senza numero chiuso Medicina subito 60-70 mila aspiranti dottori A settembre una città grande come Potenza si è presentata ai test per 9.779 posti disponibili

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Una città grande come Potenza o Legnano lo scorso settembre si è messa in moto per raggiungere le facoltà di Medicina e Odontoiatria e partecipare ai test d'ingresso. Quest'anno sono stati 67.005 i candidati che si sono contesi 9.779 posti, solo 1 posto ogni 6. Un esercito di aspiranti dottori che oscilla ogni anno tra i 60 mila e 70 mila, giovani che cercano di coronare il sogno di indossare il camice bianco. Sarebbero tutti ammessi con l'abolizione del numero chiuso, prevista dalla Legge di bilancio varata ieri sera dal Governo, sebbene siano subito arrivati i distinguo da parte dei dicasteri della Salute e dell'Istruzione sui tempi di "medio periodo" per cambiare l'attuale sistema di programmazione. Ma sui social è già partito il tam tam dei favorevoli e dei contrari all'abolizione.

Nei forum su Facebook dedicati al test di Medicina, molto seguiti dai giovani che finite le scuole superiori vogliono tentare la prova d'ammissione, già da questa mattina si rincorrevano i commenti. "Ma esattamente quelli che esultano o festeggiano alla notizia di una presunta e possibile abolizione del numero chiuso che problemi hanno? - scrive Edoardo - No, perché non so se sapete che già con il numero chiuso un sacco di medici faticano ad entrare nelle scuole di specializzazione".

La platea dei ragazzi è divisa tra chi è favorevole all'iniziativa del Governo perché vorrebbe fare il medico: "Voglio la laurea di cittadinanza" scrive Renato, e chi magari è entrato e risponde: "Io sono per il numero chiuso". C'è anche chi come Aurora amplia il ragionamento: "Le vie facili, senza ostacoli, sono più appetibili e la pigrizia trionfa! Io quest'anno non ce l'ho fatta, ma non ho paura a ridare questo test ed anzi - precisa - sono fermamente convinta che nel numero chiuso si possa aspirare alla qualità, una qualità che rende i medici italiani sempre cercati all'estero".

Spesso chi non supera i quiz ha in tasca un 'Piano B' con la possibilità, offerta dai regolamenti, di seguire due insegnamenti di altri corsi di studio "di pari livello e di medesimo ordinamento" (Biotecnologie, Farmacia, Scienze biologiche, Ctf e Scienze motorie) e quindi poter sostenere comunque due esami di Medicina pur iscritti a una altra facoltà. Poi si può riprovare il prossimo anno il test e, se si supera, farsi riconoscere gli esami sostenuti. C'è poi chi opta per atenei stranieri, magari in vista di un successivo rientro in Italia.

C'è anche l'alternativa 'estero' per chi non riesce a superare il test, ma non vuole rinunciare al sogno del camice bianco. Spesso le prove d'ammissione sono meno severe e quanto alle mete ci sono più possibilità. Una è l'Università Nostra Signora del buon consiglio con sede a Tirana (Albania). Il progetto nasce dall'impegno di tre atenei italiani: Tor Vergata di Roma, Università di Bari e Statale di Milano.

I corsi nell’università di Tirana sono interamente in italiano, così come i libri di testo, i professori e i programmi. In più dopo un anno è possibile proseguire gli studi a Tor Vergata. Chi sceglie di continuare di studiare a Tirana, una volta finito il percorso accademico potrà lavorare come medico in Italia, senza conversione dei titoli o senza dare esami aggiuntivi. Ma non c'è solo l'Albania. Le mete più ambite per studiare Medicina all’estero sono nell’Europa dell’Est (Romania, Bulgaria e Slovacchia) e in Spagna. L'Università europea di Madrid offre questa possibilità dopo una selezione per titoli (i voti degli ultimi 3 anni di scuola superiore e il voto dell'esame di maturità). Poi c'è il test di lingua spagnola da superare. Studiare medicina all'estero ha però delle notevoli ripercussioni sul portafoglio della famiglia: spesso si può arrivare a spendere una cifra con molti zeri. Se però dovesse essere abolito il numero chiuso potrebbe tramontare anche la fuga dei giovani aspiranti dottori all'estero.


comunicati salute-e-benessere nazionale 7 16-OTT-18 16:24 Tyto Care riceve il marchio CE per la sua soluzione di esame remota a richiesta Tyto Care riceve il marchio CE per la sua soluzione di esame remota a richiesta

- L'approvazione consentirà all'azienda di telemedicina di migliorare lo fornitura di cure primarie ai sistemi sanitari e ai consumatori europei 

Tyto Care, un'innovativa azienda di telemedicina che consente visite mediche a distanza ed esami medici completi a richiesta, ha annunciato oggi di aver ricevuto l'approvazione a utilizzare il marchio CE; la sua soluzione completa di telemedicina è ora disponibile per i consumatori e i professionisti europei.

L'approvazione al marchio CE spiana la strada per la distribuzione immediata in Europa della soluzione completa di Tyto Care che include un otoscopio, uno stetoscopio, una macchina fotografica digitale e una piattaforma di telemedicina. La distribuzione avrà luogo tramite partnership con le principali aziende di telemedicina, i sistemi sanitari e i fornitori di servizi assicurativi.

A seguito dell'autorizzazione da parte della FDA e del lancio del prodotto negli Stati Uniti nel 2017, Tyto Care ha visto una trazione significativa presso i principali sistemi sanitari statunitensi, le aziende di telemedicina, i grandi studi medici privati e i datori di lavoro. Tyto include uno strumento di esame portatile modulare per esaminare a distanza cuore, polmoni, pelle, orecchie, gola e addome.  I dati dell'esame possono essere condivisi con il medico in tempo reale tramite un consulto sanitario a distanza via video o in anticipazione di una sessione di telemedicina ('esamina e inoltra') per la diagnosi a distanza. La piattaforma include una tecnologia di guida indipendente proprietaria che consente a chiunque di acquisire a distanza i dati dell'esame facilmente e con precisione.

"Aver ricevuto l'approvazione per il marchio CE è una pietra miliare importante per Tyto Care e un passo avanti fondamentale nella nostra continua espansione strategica in Europa e in altri nuovi mercati", ha affermato Dedi Gilad, AD e co-fondatore di Tyto Care. "I medici europei faticano a mantenersi al passo della crescente domanda medica creata da una popolazione in via di invecchiamento e dall'aumento delle patologie croniche. Tyto si trova in una posizione unica per alleggerire tale carico replicando la qualità delle visite mediche di persona senza alcuna barriera all'accesso, come i trasporti o i tempi di attesa. Siamo ansiosi di collaborare con i partner europei per fornire l'anello mancante critico e trasformare la fornitura tradizionale delle cure primarie".

Un recente round di finanziamenti guidato da Ping An Global Voyager Fund ha consentito a Tyto Care di entrare sia nei mercati europei che in quelli asiatici, nel rispetto dell'impegno dell'azienda a fornire la migliore esperienza di telemedicina ai consumatori in tutto il mondo. Con la continua crescita dell'azienda, Tyto Care si concentrerà sulle verticali di mercato chiave, fra cui i sistemi sanitari, i fornitori e le organizzazioni che pagano le spese sanitarie.

Tyto Care sarà presente a MEDICA 2018 a Düsseldorf, 12 - 15 novembre, nel padiglione 16, stand 16G40. Per controllare quando Tyto presenterà la sua relazione a MEDICA, fare clic qui.

Informazioni su Tyto Care 

Tyto Care sta trasformando le cure primarie, mettendo la salute nelle mani dei consumatori. L'azienda mette in collegamento continuo le persone con i medici, per fornire le migliori soluzioni di esame e diagnosi a domicilio e virtuali.

Le soluzioni di Tyto Care sono progettate per consentire una visita medica completa da qualsiasi località e includono uno strumento portatile modulare per l'analisi di cuore, polmoni, pelle, gola, orecchie e temperatura corporea; una piattaforma di telemedicina completa per la condivisione dei dati degli esami, la conduzione di consulti video e la pianificazione delle visite; un database basato sul cloud con strumenti di analisi e una tecnologia di guida integrata e algoritmi di machine learning per assicurare la precisione e facilità d'uso. La piattaforma Tyto consente anche la semplice integrazione con i sistemi elettronici di gestione delle informazioni sanitarie EHR e altre piattaforme di telemedicina. Per osservare un video dimostrativo, fare clic qui.

Per ulteriori informazioni, visitare www.tytocare.com.

Contatto per i mediaAllison Grey Headline Mediaallison@headline.media+1-323-283-8176


salute nazionale 7 16-OTT-18 16:11 Tumori: 2.500 nuovi carcinomi a cellule Merkel l'anno in Ue, 230 in Italia Tumori: 2.500 nuovi carcinomi a cellule Merkel l'anno in Ue, 230 in Italia La patologia è 30 volte più rara del melanoma

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Trenta volte più raro del melanoma (14.000 casi l'anno in Italia), il carcinoma a cellule di Merkel (Mcc) è una forma di tumore della pelle che colpisce, secondo le stime, 228 persone ogni anno nel nostro Paese, 2.500 in tutta Europa, il 5-12% in forma metastatica. Risulta purtroppo fatale in circa 1 paziente su 3: si tratta infatti di una forma di cancro che, pur non essendo diffusa come altre patologie oncologiche, ha il più delle volte un esito sfavorevole. Ora, dopo Germania e Regno Unito, avelumab, la prima immunoterapia approvata per questo tumore della cute, arriva nel nostro Paese a supporto dei pazienti che ne sono affetti, come ricordato in una conferenza stampa oggi al palazzo dell'Informazione a Roma.

Il Mcc colpisce solitamente soggetti di sesso maschile di età superiore ai 50 anni. Si manifesta con un nodulo cutaneo indolore di colore rosa, rosso e/o bluastro generalmente nelle zone cronicamente esposte al sole come viso, collo, braccia e gambe. Gli individui con sistema immunitario cronicamente soppresso (come ad esempio pazienti affetti da Hiv o coloro che hanno ricevuto trapianti di organi e devono prendere farmaci immuno-soppressori) sono 15 volte più a rischio di sviluppare Mcc rispetto a quelli che non sono immunosoppressi. Oltre all'immunodepressione, tra i fattori di rischio l'assunzione di medicinali che inibiscono il sistema immunitario, l'esposizione eccessiva alla luce ultravioletta e l’infezione da poliomavirus a cellule di Merkel. Questo è un virus presente in circa l'80% dei tumori Mcc, ma in meno del 10% dei melanomi e altri tumori della pelle.


salute nazionale 7 16-OTT-18 16:09 Animali: ministro Grillo firma petizione Ue per stop uso gabbie in allevamenti Animali: ministro Grillo firma petizione Ue per stop uso gabbie in allevamenti

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Il ministro della Salute Giulia Grillo ha firmato oggi la petizione europea per lo stop all’uso della gabbie negli allevamenti in occasione dell’inaugurazione della mostra alla Camera 'End the Cave age' - Animali in gabbia è ora di dire basta. La raccolta di firme è promossa da 18 associazioni Ue che hanno già raccolto 100 mila firme nell’arco di un anno affinché la Commissione europea possa esprimere un parere sull'argomento.

"Su questo tema ci vuole una maggiore attenzione dell’opinione pubblica e della politica, che purtroppo arriva in ritardo rispetto alle esigenze che già esistono nella società, su un tema a cui noi siamo attenti da sempre - ha affermato il ministro nel suo intervento al taglio del nastro della mostra - Vigileremo sul benessere degli animali e sulla promozione di migliori condizioni negli allevamenti".

"Nell’Unione europea sono almeno 300 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno. Nel nostro Paese circa 50 milioni di animali - conigli, galline, scrofe, vitelli e quaglie - sono costretti a vivere in spazi estremamente ristretti - ricordano le associazioni - un foglio A4 per galline e conigli, l’area di uno smartphone per le quaglie, e sbarre così strette da non potere girare su se stesse e prendersi cura dei propri piccoli per le scrofe. Questi animali trascorrono gran parte o tutta la loro vita senza poter esprimere i comportamenti che sono per loro naturali: le galline non possono stendere le ali, i conigli non possono stare sulle zampe posteriori o stendersi lateralmente, le quaglie non possono volare, le scrofe grufolare e preparare il nido per i loro piccoli".

Secondo il movimento europeo dei cittadini che lavora per migliorare le condizioni di vita degli animali, "l’uso delle gabbie negli allevamenti è una barbarie istituzionalizzata e del tutto anacronistica". Per questo il movimento si è raccolto compatto nella più grande coalizione mai riunitasi per un’iniziativa europea dei cittadini, 'End the Cage Age', che dà anche il titolo all'omonima mostra inaugurata oggi a Roma dal ministro della Salute Giulia Grillo. La mostra resterà aperta al pubblico fino alle 14 del 19 ottobre (dalle 10 alle 18, il 17 e 18 ottobre con ultimo ingresso alle 17.30 e dalle 10 alle 14 il 19 ottobre con ultimo ingresso alle 13.30)

"È un onore e una gioia essere qui oggi per aprire la campagna di raccolta firme in Italia - ha spiegato Annamaria Pisapia, membro del Comitato dei cittadini promotore della Ice e direttrice di Ciwf Italia onlus - Nella nostra mente e nel nostro cuore vi sono i 50 milioni di animali che soffrono ancora nelle gabbie nel nostro paese ogni anno. Per loro, insieme alle numerose associazioni partner, mostreremo alla Commissione europea e al mondo che anche gli italiani vogliono una Europa senza gabbie".


salute nazionale 7 16-OTT-18 16:06 Farmaci: in Italia prima immunoterapia per tumore raro della pelle Farmaci: in Italia prima immunoterapia per tumore raro della pelle Carcinoma a cellule di Merkel ora trattabile

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Il carcinoma a cellule di Merkel, un raro e aggressivo tumore della pelle per il quale finora non c'era un trattamento specifico, oggi ha una sua terapia. O meglio un'immunoterapia. Ad annunciarlo Merck e Pfizer che, grazie a un'alleanza, hanno sviluppato avelumab, anticorpo monoclonale inibitore della proteina Pd-L1 completamente umano.

Il farmaco è stato ammesso alla rimborsabilità dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per il trattamento in monoterapia di pazienti adulti con carcinoma a cellule di Merkel (Mcc) metastatico, come ricordato in una conferenza stampa oggi a Roma al Palazzo dell'informazione. Avelumab rappresenta il primo e unico farmaco approvato con questa indicazione.

L'approvazione europea condizionata di avelumab è basata sui risultati di uno studio internazionale multicentrico di fase II, Javelin Merkel 200, che mostrano notevoli vantaggi terapeutici, sia in termini di riduzioni della dimensione dei tumori sia per quanto riguarda la durata dell'effetto. Avelumab ha infatti mostrato un'efficacia significativa e una risposta protratta nel tempo, sia nei malati già curati in precedenza, sia in quelli trattati per la prima volta. A un anno dall'autorizzazione europea, Aifa ha riconosciuto il valore di questa terapia ammettendo avelumab alla rimborsabilità per tutte le linee di trattamento, come da indicazione terapeutica.

"Il carcinoma a cellule di Merkel è un tumore aggressivo che cresce a velocità esponenziale - afferma Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell'Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli - Circa la metà di tutti i pazienti sperimenterà purtroppo una recidiva e oltre il 30% alla fine svilupperà la malattia metastatica. Fino a ieri l'unica opzione terapeutica per il Mcc metastatico era la chemioterapia, con una prognosi il più delle volte sfavorevole. Avelumab rappresenta un grande passo in avanti nel trattamento di questa patologia non solo per i risultati raggiunti, ma anche perché evita di esporre il paziente ad effetti collaterali tipici dei trattamenti tradizionali con la possibilità di ottenere un beneficio a lungo termine, tipico dell'immunoterapia, con meno effetti collaterali".

"L'immuno-oncologia è la più sofisticata arma che abbiamo mai avuto a disposizione nella lotta ai tumori - aggiunge Michele Maio, direttore del Centro di immuno-oncologia e dell’Unità operativa complessa di Immunoterapia oncologica dell'Azienda ospedaliera universitaria Senese - a differenza delle tradizionali terapie che intervengono direttamente sul tumore, i farmaci immunoterapici attivano il sistema immunitario del paziente rendendolo in grado di riconoscere come estranee le cellule tumorali e, quindi, di distruggerle. Questo farmaco agisce bloccando il meccanismo che permette alle cellule tumorali di eludere le difese del sistema immunitario rappresentando, dunque, un'importante opportunità terapeutica nel trattamento di questa patologia. Si tratta infatti di una concreta speranza offerta a quei pazienti che altrimenti non avrebbero cura".

"Siamo molto orgogliosi del traguardo raggiunto - assicura Antonio Messina, presidente e amministratore delegato Merck in Italia - finalmente i pazienti con carcinoma a cellule di Merkel metastatico possono avere un trattamento specifico per la patologia. Un ulteriore traguardo a conferma della mission di Merck, ovvero fare una concreta differenza nella vita dei pazienti. Inoltre, l'arrivo di avelumab segna ufficialmente l'ingresso di Merck nell’immuno-oncologia, un’area terapeutica in cui la comunità scientifica crede molto e che cambia radicalmente l'approccio nella lotta alle patologie oncologiche".

"L'immuno-oncologia è un ambito di massima priorità per Pfizer - dichiara Alberto Stanzione, direttore Oncologia di Pfizer in Italia - e l’alleanza con altre aziende è una strategia che perseguiamo per favorire e accelerare la ricerca e lo sviluppo di farmaci innovativi anche in questo campo. L’obiettivo di questa strategia, di cui avelumab è un valido esempio, è quello di offrire alternative terapeutiche sempre più efficaci a pazienti affetti da diverse tipologie di tumore, alcune delle quali rare e orfane di trattamenti efficaci".


salute nazionale 7 16-OTT-18 13:07 Università: Bussetti su stop numero chiuso Medicina, a me non risulta Università: Bussetti su stop numero chiuso Medicina, a me non risulta

Venezia 16 ott. (Adnkronos Salute) - "Voglio essere sincero a me non risulta". Così il ministro della Pubblica istruzione Marco Bussetti ha smentito la notizia dell'abolizione del numero chiuso a medicina. Il ministro ha spiegato che "sarà un percorso graduale di allargamento del numero di ammessi alla facoltà".


salute nazionale 7 16-OTT-18 13:07 Salute: diabetologi, sì alla Sugar Tax in Italia, proventi per prevenzione Salute: diabetologi, sì alla Sugar Tax in Italia, proventi per prevenzione

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Sì dei diabetologi all'introduzione in Italia della Sugar Tax, una 'tassa sugli zuccheri' per contrastare l'epidemia di obesità, cui spesso è associato anche il diabete di tipo 2. "Diventa impossibile per una società scientifica che si occupa di diabete - afferma Francesco Purrello, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) - non allargare il campo d'azione e di allerta anche al fenomeno obesità perché queste due pandemie sono, come visto, strettamente interconnesse una con l’altra. La prevenzione poi rappresenta una priorità assoluta per la Sid".

A parlare sono i numeri: secondo i dati dell’ultimo rapporto Osservasalute (2017), in Italia tra la popolazione adulta la prevalenza di diabete è pari al 6,3%, ma tra gli obesi si arriva al 15%. Nella fascia d’età tra i 45 e i 64 anni, i soggetti con diabete di tipo 2 e obesità sono il 12%, ma si arriva addirittura al 30,1% tra gli 'over 75'. E la relazione pericolosa tra obesità e diabete dà il peggio di sé tra il sesso femminile; se infatti tra i maschi la prevalenza di diabete passa dal 6,4% della popolazione generale al 13,9% per gli obesi, tra le donne si passa rispettivamente dal 6,2% al 16,1%. Ancora più preoccupanti, sono i dati relativi ai bambini. I dati del sistema di sorveglianza Okkio alla salute rivelano che un bambino italiano su 10 sotto i dieci anni è obeso, mentre il 21% è in sovrappeso, con un importante gradiente nord-sud.

"Di fronte a queste statistiche - prosegue Purrello - non si può restare a guardare. Bisogna intervenire in maniera proattiva. E la lettera aperta al ministero della Salute per l’introduzione della Sugar Tax, promossa dal 'Fatto alimentare', alla quale anche la Società italiana di diabetologia ha dato la sua adesione, rappresenta un esempio concreto di questa volontà di voltare pagina, verso uno stile di vita più salutare". Ma perché la Sugar Tax abbia successo "è necessaria inserirla e integrarla in un contesto più ampio di iniziative che investano i vari campi della prevenzione, dall’alimentazione sana ed equilibrata, alla lotta alla sedentarietà, alla promozione dell’attività fisica", avverte.

Nel mondo, ricorda la Sid, sono ormai molti i Paesi che hanno applicato la Sugar Tax, ultima in ordine di tempo (aprile 2018) la Gran Bretagna che ha proposto una tassazione incrementale al di sopra di un contenuto di 5 grammi di zucchero per 100 ml di bibita (la tassa è di circa 0,20 € per le bevande con 5-8 grammi di zucchero/100 ml e sale a 0,27 € per quelle con un contenuto superiore a 8 grammi/100 ml). In questo caso, dunque, l’obiettivo della legge è duplice: da una parte far ridurre il consumo, dall’altra incentivare le industrie produttrici a ridurre il contenuto di zuccheri nelle bevande.

"Questa rappresenta una soluzione molto interessante - commenta Purrello - anche se come medici dobbiamo ribadire il concetto che l’acqua resta sempre la bevanda più salutare. Non sappiamo - conclude il presidente della Sid - se questa petizione trasversale per l’introduzione della Sugar Tax in Italia andrà in porto e, se si, con quali modalità. Quel che è certo - sottolinea - è che come società scientifica chiediamo fin da adesso che gli eventuali proventi derivanti da questa tassazione vengano reinvestiti in misure di prevenzione".

"Quanto alla valutazione dei risultati di iniziative come la Sugar Tax non ha senso tentare di tracciare un bilancio a distanza di appena qualche anno perché le ricadute sugli obiettivi di salute diventano apprezzabili nel lungo periodo, ma lasciano poi un'eredità positiva e duratura sulle generazioni future", conclude.


salute nazionale 7 16-OTT-18 13:04 Palazzo Chigi, superamento numero chiuso obiettivo di medio periodo Palazzo Chigi, superamento numero chiuso obiettivo di medio periodo Percorso graduale di aumento dei posti disponibili

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Palazzo Chigi interviene con una nota sullo stop al numero chiuso in Medicina, annunciato nel precedente comunicato con le misure previste in Manovra. "In merito al superamento del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina - si legge - la presidenza del Consiglio precisa che si tratta di un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i ministeri competenti e la Crui, che potrà prevedere un percorso graduale di aumento dei posti disponibili, fino al superamento del numero chiuso".


salute nazionale 7 16-OTT-18 11:10 Ambiente: Slow Food, cibi sostenibili amici del clima Ambiente: Slow Food, cibi sostenibili amici del clima Petrini, un anno di buone abitudini fa risparmiare CO2 pari a emissioni auto che percorre 3.300 km

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Gli alimenti sostenibili, prodotti con più attenzione all'ambiente e al consumo di risorse, fanno anche bene al clima e tagliano la CO2. Lo rileva uno studio realizzato da Slow Food in collaborazione con Indaco2 (spin off dell’Università di Siena) che ha analizzato l’impatto di una dieta 'green' confrontandolo con una non sostenibile.

Lo studio ha preso in considerazione anche l’impatto di singoli alimenti, dalle mele al latte, dalla carne al formaggio. Prendendo ad esempio le uova, secondo lo studio il risparmio di CO2 realizzato ogni anno da un allevamento all’aperto che rispetta ambiente e animali, rispetto a uno industriale, corrisponde alle emissioni di un’auto che percorre 30.200 km.

E ancora: il processo produttivo degli alimenti su cui si basa una dieta non sostenibile genera quasi il triplo dei gas serra rispetto a una sana e rispettosa dell’ambiente. Il consumo settimanale di prodotti non sostenibili comporta una produzione di gas serra pari a 37 kg CO2 eq, mentre con una sana siamo a 14 kg CO2 eq. "Un anno di buone abitudini ci farebbe quindi risparmiare CO2 pari alle emissioni di un’auto che percorre 3300 km", commenta Carlo Petrini, presidente di Slow Food.

Da oggi, Slow Food invita tutti a fare la propria parte e a impegnarsi per eliminare la carne, ridurre gli sprechi e prediligere cibi locali. Questa la sfida che Slow Food lancia all’interno della campagna internazionale Food for Change, per sottolineare il legame tra cibo e cambiamento climatico.

"Mai come adesso è urgente che tutti facciamo la nostra parte per arrestare un fenomeno che ci tocca da vicino tutti i giorni. Si stima infatti che senza un’inversione di rotta il pianeta si riscalderà di 1,5 gradi nel 2030 e di 4 nel 2100".

"Questo avrebbe conseguenze devastanti: un miliardo di persone rimarrebbe senza acqua, due miliardi soffrirebbero la fame e la produzione di mais, riso e grano crollerebbe del 2% ogni 10 anni", continua Petrini ricordando che, a livello globale, la produzione di cibo è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra, mentre la produzione di mangimi occupa il 40% della produzione agricola mondiale.

Slow Food sostiene i tre pilastri della Fao per il progetto #FameZero: contrastare lo spreco di cibo, che ogni anno raggiunge 1,3 miliardi di tonnellate nel mondo; favorire un approccio integrato in agricoltura, la cosiddetta groecologia che si basa sul rispetto della biodiversità e sull’interazione tra colture, allevamento e suolo; seguire una dieta sana e sostenibile.

"Serve l’impegno di tutti. Domani è troppo tardi - conclude Petrini - Con Food for Change possiamo cambiare anche di poco le nostre abitudini alimentari e riuscire davvero a fare la differenza".


salute nazionale 7 16-OTT-18 10:59 Ambiente: mare al limite, acquistare il pesce giusto fa la differenza Ambiente: mare al limite, acquistare il pesce giusto fa la differenza Il Wwf lancia una nuova campagna e i consigli per acquistare pesce consapevolmente

Roma, 16 ott. - (AdnKronos Salute) - Mare: risorse al limite. Tre miliardi di persone nel mondo consumano pesce, con il risultato che il 33% degli stock ittici mondiali è sfruttato in eccesso e più del 60% è sfruttato al massimo delle sue capacità. Una situazione peggiorata dagli effetti del cambiamento climatico globale sui mari del mondo che aggiunge problemi quali acidificazione, riscaldamento delle acque, aumento del livello del mare. La differenza può farla un consumo consapevole. Insomma, fare la spesa giusta può contribuire a ribaltare la situazione.

Basta pensare che l’Europa è il più grande mercato ittico del mondo: il 60% di pesce e molluschi nei banchi frigo o nelle pescherie è di importazione e più della metà di questo proviene da Paesi in via di sviluppo. Il Mediterraneo non preoccupa meno: decenni di cattiva gestione e sfruttamento hanno pesantemente impoverito le sue risorse marine, fino al punto che oggi più dell’80% degli stock monitorati risulta sovrasfruttato.

Ma come acquistare sostenibile, sia nella grande distribuzione che nelle pescherie locali? A fornire i consigli è il Wwf attraverso la guida online pescesostenibile.wwf.it prodotta nell’ambito del progetto Fish Forward.

Nel caso della gdo, la scelta di prodotti ittici provenienti dall’estero va indirizzata verso prodotti certificati Msc (che sta per 'Marine Stewardship Council' ed è l’ecolabel che certifica il pesce pescato secondo criteri di sostenibilità) o Asc (Aquaculture Stewardship Council, l’ecolabel che certifica il pesce allevato secondo criteri di sostenibilità).

Al banco del fresco è importante scegliere prodotti provenienti da pesca locale, che siano superiori a certe dimensioni e orientarsi sulla scelta delle specie meno conosciute (pesce povero), ma buone da mangiare. Gli stock di queste specie infatti sono spesso in condizioni migliori.

Con una nuova campagna il Wwf vuole sottolineare il legame tra pesca insostenibile e sicurezza alimentare ed economica di milioni persone nel mondo: pescatori, trasformatori, inscatolatori, così come tutti colori che dipendono dal pesce come risorsa di nutrimento.

Per quanto riguarda il Mediterraneo, l'impoverimento delle sue risorse si traduce in un’enorme minaccia per quei pescatori artigianali che pescano seguendo le regole e per le comunità costiere locali in generale. La flotta di pesca artigianale rappresenta infatti l’84% del totale: si tratta di attività di origine familiare e attorno a questo settore vivono intere comunità e paesi.

"Lo sfruttamento degli oceani - dichiara Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia - mette a rischio la sopravvivenza di buona parte dell’umanità, non solo la sicurezza di circa un miliardo di persone che dipendono, direttamente o indirettamente dalle risorse ittiche come fonte di cibo e di reddito, comunità che vivono soprattutto in Paesi in via di sviluppo. I mari e gli oceani ricoprono gran parte del nostro pianeta, alterarne gli equilibri ecosistemici potrebbe provocare danni irreversibili. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione la parola d’ordine è consapevolezza ed educazione ai consumi.”


salute nazionale 7 16-OTT-18 10:55 Sanità: via numero chiuso Medicina e risorse per contratti, le novità in manovra Sanità: via numero chiuso Medicina e risorse per contratti, le novità in manovra Nel decreto per la Semplificazione anche il payback

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, 50 milioni alle Regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa, 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni che saranno attribuiti alle regioni per le spese farmaceutiche. Sono alcune delle misure in materia di sanità varate ieri sera dal Governo e previste in due distinti provvedimenti, il decreto legge per la Semplificazione e il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019–2021.

Nella manovra, come si legge nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri, sono previsti una serie di stanziamenti: 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni alle regioni per le spese farmaceutiche - riporta il comunicato stampa - Nella legge di bilancio è prevista anche, un po' a sorpresa, l'abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, "permettendo così a tutti di poter accedere agli studi". Si reintroduce poi "l’incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento". Ovvero, stop ai governatori commissari.

Per smaltire le attese in sanità "si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa", riporta il documento. Inoltre, con l’istituzione del Centro unico di prenotazione (Cup) digitale nazionale, "si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare - sottolinea il comunicato - possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa".

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte, ieri sera ha approvato anche il decreto-legge che introduce disposizioni per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili. Per quanto riguarda il settore 'Salute', nella Semplificazione sono previste le transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica, ovvero il famoso 'payback'; l'stituzione della Anagrafe nazionale vaccini, con l’obiettivo di monitorare i programmi vaccinali sul territorio; l'stituzione del fondo per la riduzione delle liste d’attesa.

Infine nel testo, come già stabilito dal decreto legge sulla legge di bilancio, per il commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario viene prevista "l'incompatibilità della figura del commissario con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione".


comunicati salute-e-benessere nazionale 7 16-OTT-18 10:36 La nuova linea Senza Glutine di Grisbì, un piacere esclusivamente per tutti La nuova linea Senza Glutine di Grisbì, un piacere esclusivamente per tutti

(Milano, 16 ottobre 2018) - L'inconfondibile essenza di Grisbì è anche gluten free. Il piacere seducente della ricetta originale delizia oggi qualunque palato grazie ai Grisbì senza glutine. Il prodotto è disponibile, nel formato da 150 grammi, sia con morbido ripieno al cioccolato che alla crema limone, e nel formato da 33g al gusto cioccolato, ed è garantito dalla certificazione rilasciata da AIC, Associazione Italiana Celiachia.

La frolla croccante, con il suo ripieno di crema vellutata, è realizzata con ingredienti altamente selezionati. Un’attenzione costante a partire dalla scelta delle materie prime e per tutto il processo di lavorazione. Processo che il Gruppo Vicenzi ha voluto mantenere interno e per farlo ha investito nella realizzazione di un’area completamente dedicata alla produzione senza glutine. Questi sono i segreti dell’inimitabile sapore di Grisbì, che conserva la distintiva intensità nella versione senza glutine, mantenendo inalterata l’esperienza di consumo. Un peccato di gola che ammalia ogni autentico gourmet.

La nuova linea Senza Glutine Grisbì “on air” su radio nazionali e Sky

Il successo della nuova linea Senza Glutine ha giovato di spot dedicati trasmessi sui principali canali Sky e radio nazionali. Grisbì sarà on air dal 14 ottobre sulle radio R101, Radio 105, Radio Subasio e Radio Monte Carlo. Investimenti sulla comunicazione che contribuiscono alla promozione del piacere unico di Grisbì. Adesso accessibile anche ai consumatori interessati ad alimenti senza glutine. Senza glutine sì, ma con lo stesso gusto degli originali.

Le tentazioni di Grisbì

L'aroma della frolla che s’amalgama alle tonalità delicate della crema (al limone o al cioccolato) accomuna i prodotti della linea Senza Glutine. Ma non sono l’unica tentazione cui è difficile resistere.

L'offerta del marchio veronese ha altre quattro tipologie di prodotti:

- Classici. I Grisbì per eccellenza, disponibili ai gusti cioccolato, nocciola, crema limone, cocco e caffè.

- Cookies. Categoria di cui fanno parte Extreme Cookies Godivo ed Extreme Cookies.

- Moments. La versione prêt-à-porter dell’inconfondibile Grisbì al cioccolato.

Tanti modi diversi per assaporare il gusto di Grisbì e poter esclamare "Il Piacere è tutto mio".

APPROFONDIMENTI

Grisbì - https://www.grisbi.it/Grisbì Senza Glutine - https://www.grisbi.it/gusti/senza-glutine/cioccolato/it


salute nazionale 7 16-OTT-18 10:25 Psichiatria: post su Facebook svelano rischio depressione Psichiatria: post su Facebook svelano rischio depressione Algoritmo scannerizzare i social media e fissa 'bandiere rosse linguistiche' sirene disturbo futuro

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - Cogliere i primi segnali di depressione da quello che le persone scrivono, condividono o postano su Facebook, grazie ad un algoritmo in grado di scannerizzare i social media e fissare delle 'bandierine rosse linguistiche' spia delle prime avvisaglie della malattia addirittura prima di una diagnosi medica ufficiale. Lo svela una ricerca dell'Università della Pennsylvania e della Stony Brook University pubblicata su 'Proceedings of the National Academy of Sciences'.

Lo studio ha analizzando i dati dei social media condivisi nei mesi precedenti a una diagnosi di depressione da un gruppo di persone (1.200) che hanno accettato di condividere i loro dati. I ricercatori hanno scoperto che l'algoritmo poteva prevedere con una certa precisione un rischio di depressione futuro. Gli indicatori della condizione includevano pensieri come "ostilità" e "solitudine", parole come "lacrime" e "sentimenti" e l'uso di più pronomi in prima persona come "io" e "me".

I ricercatori hanno esaminato 524.292 aggiornamenti di Facebook postati negli anni da chi ha poi avuto una diagnosi di depressione. In questo modo hanno costruito 200 modelli denominati 'marcatori linguistici associati alla depressione' o 'bandierine rosse linguistiche'. Una griglia per poter analizzare il frasario usato e, in corrispondenza di 'spie', valutare se quel soggetto già presenta la condizione di rischio.

"Quello che le persone scrivono sui social media coglie un aspetto della vita che è molto difficile da analizzare con gli strumenti della medicina e della ricerca", ha spiegato H. Andrew Schwartz, autore principale del World Well-Being Project (Wwbp) - È una dimensione relativamente inutilizzata in Psichiatria rispetto ai marcatori biofisici della malattia; per esempio, quando si presentato i sintomi della depressione, dell'ansia e del disturbo post-traumatico da stress, si trovano più segnali nel mondo dei social dove le persone si esprimono più liberamente".


salute nazionale 7 15-OTT-18 17:59 Ricerca: leader piace 'maschio', ecco perché poche donne sono ai vertici Ricerca: leader piace 'maschio', ecco perché poche donne sono ai vertici Studio, entrambi i sessi indicano come tratti ideali del 'boss' quelli per stereotipo attribuiti ai maschi

Milano, 15 ott. (AdnKronos Salute) - Quando si dipinge il leader del 21esimo secolo, il più delle volte si chiamano in causa qualità come la capacità di condivisione, tratti che secondo gli stereotipi sono propri di un animo femminile. Eppure, più in alto si guarda nelle gerarchie di diverse organizzazioni e meno donne si trovano ai vertici. Una contraddizione che un team di scienziati ha voluto esplorare in uno studio pubblicato su 'Frontiers in Psychology'. Quello che emerge è che, a dispetto di quanto si dica pubblicamente, il leader piace maschio. O meglio: al top di qualunque realtà ci si aspetta che il 'boss' abbia caratteristiche solitamente attribuite agli uomini, come l'assertività, la capacità di imporsi. Essere per esempio tolleranti e cooperativi viene invece visto come qualcosa di desiderabile, ma in ultima analisi superfluo. E questa visione accomuna entrambi i sessi.

La ricerca, condotta da scienziati della New York University, fornisce indizi che potrebbero spiegare la costante concentrazione di uomini nei ruoli di leadership e di conseguenza la mancanza di donne in posizioni di prestigio e autorità. Gli autori hanno chiesto a 273 maschi e femmine di progettare il loro leader ideale 'acquistando' le qualità che nella loro visione dovrebbe avere da un elenco di caratteristiche di leadership stereotipicamente maschili o femminili.

"Quando osserviamo il mix che le persone fanno tra i tratti di leadership da un lato comunitaria e condivisiva e dall'altro di azione - spiegano gli st