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lunedì 30, gennaio 2023

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Rapporto Dekra 2022 dedicato alla mobilità dei giovani, c’è UNASCA

Rapporto Dekra 2022 dedicato alla mobilità dei giovani, c’è UNASCA

| il 12, dic 2022

L’obiettivo è trasformare regole e divieti in valori condivisi. Ossia introdurre una formazione teorica e pratica di base obbligatoria per migliorare la sicurezza stradale. Questo, in sintesi, il messaggio con cui il Segretario nazionale Autoscuole UNASCA Emilio Patella contribuisce al Rapporto Dekra 2022 dedicato alla mobilità dei giovani, presentato a Roma lunedì 12 dicembre. Presenti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il viceministro Galeazzo Bignami. Il rapporto contiene anche un testo del segretario generale EFA Manuel Picardi.

Patella ricorda come in Italia per conseguire la patente di guida sia necessario superare esami di teoria e di guida i cui programmi non prevedono l’obbligo di frequentare una autoscuola, tranne che per effettuare sei ore di guida per il conseguimento della patente di categoria B. «Se rispondi alle domande e superi la prova di guida – scrive il Segretario nazionale Autoscuole UNASCA nelle pagine del report Dekra 2022 – hai dimostrato di essere pronto per la circolazione stradale. Il limite di questo sistema è dato da un eccessivo nozionismo e una preparazione mirata principalmente al superamento dell’esame, con la conseguenza di una scarsa interiorizzazione delle norme e dei valori che sono alla base di una convivenza sulle strade. Prova ne sono i comportamenti scorretti, le ricorrenti infrazioni come il divieto di sosta, il superamento limiti di velocità, l’uso del cellulare durante la guida, o il mancato uso delle cinture di sicurezza posteriori) e comportamenti illegali quali l’uso di alcol e droghe».

C’è un caso, però, in cui la norma sembra aver contribuito al miglioramento della sicurezza stradale. Dal 2000 al 2020 il numero dei morti sulle strade in Italia si è quasi dimezzato, per effetto di vari interventi, tra cui l’introduzione della patente per i ciclomotori (AM) e dell’accesso graduale alle patenti per motocicli; il che ha portato ad intervenire fin dalla prima esperienza di guida di un veicolo a motore, responsabilizzando i giovani e dando loro nozioni e istruzioni, nella maggior parte dei casi impartite da professionisti. In particolare, il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020/2030 e il Piano della Transizione Ecologica approvati dal Parlamento italiano pongono l’attenzione proprio sulla formazione dei conducenti dei veicoli a due ruote a motore, categoria per la quale si registrano dati in controtendenza rispetto ai morti su strada.

Il Ministro ha ribadito lunedì 12 dicembre quanto già annunciato nel collegamento in diretta al Consiglio nazionale Studi UNASCA di fine novembre, e cioè che dopo l’urgenza della revisione del Codice degli appalti, si aprirà un confronto sul Codice della strada.

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