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Strage Acqualonga: gli arresti

Strage Acqualonga: gli arresti

| il 03, lug 2014

Sono stati arrestati il fratello dell’autista e due impiegati della Motorizzazione di Napoli

Falso in atto pubblico e concorso in omicidio colposo plurimo. Sono queste le accuse che ieri hanno portato in carcere tre degli indagati per la tragedia del bus precipitato il 28 luglio dell’anno scorso dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa, nel quale morirono quaranta persone.

Si tratta di Gennaro Lametta, titolare della Mondotravel, proprietario del bus e fratello dell’autista morto nell’incidente, Vittorio Saulino e Antonietta Ceriola, rispettivamente funzionario tecnico e impiegata della Motorizzazione civile di Napoli. L’indagine riguarda il filone delle false revisioni sul pullman Volvo di proprietà della società di autonoleggio di Gennaro Lametta.

Nei mesi scorsi la procura di Avellino aveva contestato il falso in atto pubblico ai due funzionari che consegnarono il certificato di revisione del bus precipitato datato marzo 2013, che in realtà era stato compilato con l’accesso illegale ai sistemi informatici della Motorizzazione Civile di Napoli pochi giorni dopo l’incidente. La procura dispose anche una perizia calligrafica poiché uno dei due funzionari contestava l’autenticità della propria firma. Perizia che smentì il funzionario.

Si tratta di un secondo filone dell’inchiesta principale che vede indagato Gennaro Lametta assieme a due funzionari di Autostrade per l’Italia per omicidio colposo plurimo e disastro colposo, e altri tre dirigenti per omissione in atti d’ufficio nel capitolo relativo alla mancata manutenzione sulle barriere del viadotto.

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