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Guidare dopo il lockdown, 5 suggerimenti targati Unasca

Guidare dopo il lockdown, 5 suggerimenti targati Unasca

| il 07, ago 2020

Il traffico cittadino del dopo lockdown dà segnali preoccupanti: aumentano le infrazioni al Codice della strada, lo avvertiva non più tardi di un mese fa il comandante della Polizia locale di Torino Emiliano Bezzon, per arrivare al caso limite dell’automobilista veronese che ha collezionato multe per 33 mila euro proprio durante il lockdown. E se il 71% degli italiani sceglierà l’auto privata per raggiungere la meta delle vacanze durante questo agosto, secondo la rilevazione fatta dall’Osservatorio Autopromotec, diventa ancora più importante prestare attenzione a cinque aspetti basilari della guida e del veicolo.

«La circolazione stradale si trova a fare i conti con i postumi del lockdown, come tutte le attività umane che lentamente riprendono la propria normalità. Da Nord a Sud, purtroppo, molti indizi inducono a pensare che la situazione sia in netto peggioramento: chiusure scolastiche e smart working hanno liberato le strade cittadine, con un effetto moltiplicatore per le violazioni al Codice della strada. A Torino, i verbali della Polizia locale viaggiano veloci verso le pagine di cronaca. Gli utenti della strada si sono abituati a un ambiente apparentemente esente da regole, come se fosse calata sulle strade italiane una notte lunga un paio di mesi. Una “notte” popolata da conducenti preoccupati più dalle autocertificazioni che dalle sanzioni del Codice della strada, le quali tra l’altro prevedono effettivamente una maggiorazione di un terzo per le violazioni alle norme di comportamento principali commesse tra le dieci di sera e le sette del mattino, proprio in ragione dei maggiori rischi derivanti dagli incidenti in condizioni di traffico scarso. A tutto ciò si somma la forte crescita di mezzi di mobilità dolce, quali biciclette e monopattini elettrici, e lo sviluppo di strutture stradali innovative come le case avanzate e le bike lanes, ossia delle corsie ciclabili a uso promiscuo con priorità per le biciclette. Ecco perché Unasca ha pensato di ribadire il ruolo di educatore stradale degli insegnanti e degli istruttori delle autoscuole, in questa fase in cui è soprattutto l’inosservanza dei limiti di velocità a preoccupare le forze dell’ordine, gli amministratori pubblici, e noi formatori. Lo facciamo con cinque semplici accorgimenti per una guida sicura e responsabile», dichiara Lorenzo Forneris, Segretario provinciale delle Autoscuole Unasca di Torino.

1) Manutenzione dell’auto. Dopo il lockdown hai dovuto cambiare la batteria dell’auto? L’inattività del veicolo potrebbe aver compromesso anche l’efficienza di pneumatici, ruote, freni e dispositivi di illuminazione.

2) Controlla i tuoi documenti. Prima di metterti al volante verifica la scadenza della tua patente, della copertura assicurativa e il termine entro cui occorre effettuare la revisione periodica.

3) Disconnettiti e goditi il viaggio. Hai vissuto gli ultimi mesi in connessione permanente con il lavoro, familiari e amici? Riscopri l’esperienza analogica della guida. Approfitta della scusa di un piccolo spostamento in auto per non dover controllare compulsivamente la posta elettronica o rispondere a un commento sui social.

4) Riscopri l’ambiente in cui ti muovi, senza darlo per scontato. In questi mesi le strade in cui circoli abitualmente potrebbero aver subito dei cambiamenti. Non si tratta solo di eventuali interventi di variazione della viabilità o di manutenzione. La segnaletica potrebbe essere stata modificata oppure potrebbe non essere stata fatta la dovuta manutenzione.

5) Attento agli altri utenti. Alcune abitudini sono cambiate: anche i pedoni hanno iniziato a invadere le carreggiate camminando a fianco delle auto in sosta, spesso per mantenere il distanziamento personale da altri pedoni sui marciapiedi, altre volte quasi distrattamente. Ricorda che l’attenzione di ognuno di noi può essere compromessa dallo stress da lavoro, le preoccupazioni per il futuro, per la salute propria o per quella dei propri cari.

(Foto: Denys Nevozhai/Unsplash)

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