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Alessandra Amoroso: le critiche Asaps al videoclip senza cinture

Alessandra Amoroso: le critiche Asaps al videoclip senza cinture

| il 13, lug 2017

Nel videoclip della propria canzone “Comunque andare”, si mette alla guida del proprio veicolo senza indossare le cinture di sicurezza. Le critiche del presidente Asaps Giordano Biserni e i chiarimenti del presidente Mg Car Club Italia, Max Bottoli.

Alessandra Amoroso, nel videoclip della propria canzone “Comunque andare”, si mette alla guida del proprio veicolo senza indossare le cinture di sicurezza. A segnalarlo, nella giornata di ieri, è stato il presidente dell’Asaps – l’Associazione Amici e Sostenitori della Polizia Stradale – Giordano Biserni, che sul portale dell’Associazione ha voluto sottolineare l’errore comunicativo compiuto dalla cantante.

Un video che ha raggiunto in questo momento le 64.585.629 visualizzazioni, “una bella canzone”, “però cara Alessandra – ha scritto Biserni – da lei non ci aspettavamo che nei 3 minuti e 42 secondi del suo video ci apparisse come conducente senza indossare le cinture di sicurezza, ma poi anche come passeggera sia nel sedile anteriore che in quello posteriore. Inutile dirle che le cinture sono obbligatorie anche lì, davvero sa…?”.

Nel proprio editoriale il presidente dell’Asaps enfatizza la leggerezza commessa da chi ha realizzato la clip: “capiamo le esigenze dello spettacolo ma non possiamo rinunciare alle esigenze comunicative della “sicurezza” specie per tanti giovani suoi fan. Lei è libera di “Comunque andare” – ha terminato Biserni – ma per cortesia vada in auto con le cinture allacciate”.

In merito alla vicenda è intervenuto, su Il Secolo XIX, anche il presidente nazionale dell’Mg Car Club Italia, Max Bottoli: “L’articolo 72, comma 2 del Codice della Strada del ’92 è chiaro, ‘l’obbligo di installazione anteriore e posteriore si riferisce alla categoria M1, ovvero le auto immatricolate dopo il 30 giugno 1976. Per le auto d’epoca antecedenti al giugno 1976 non c’è alcun obbligo”. Secondo Bottoli, avendo la cantante scelto un’auto d’epoca – una Cadillac anni Sessanta – non incorrerebbe nell’obbligo di legge, specificando che “anche una circolare della Motorizzazione del 2000 conferma l’obbligo relativo esclusivamente ad auto costruite prima del 30 giugno 1976. Non la Cadillac in questione”.

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